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Vittima e carnefice

DONNE ITALIANE SIATE SELETTIVE ED ESCLUSIVE.

Sempre più spesso le notizie di cronaca nera riportano fatti delittuosi contro donne italiane e che hanno per violenti protagonisti gli immigrati. Premesso che la limitatezza cerebrale del maschio è un dato universalmente riscontrabile non si può negare che certe popolazioni dominate dal fondamentalismo religioso e dalla arretratezza culturale presentino tassi di primitività assolutamente superiori alla media. Lo stesso valore della vita, a certe latitudini, è talmente relativo da raggiungere l’ inesistenza. Molte popolazioni uccidono propri simili con la stessa facilità e meccanicità con cui, respirando, spandono nell’ aria il loro fetido fiato. La crudeltà e la sconfinata fantasia delittuosa ne fanno delle sottospecie umanoidi di impossibile classificazione scientifica o clinica. Viene da chiedersi: come può una donna italiana o in genere occidentale, dopo aver vinto battaglie sociali secolari ed aver raggiunto una quasi parità effettiva con il maschio, abbassarsi e tornare indietro di millenni accettando un rapporto con simili dispetti della natura? Stabilito  che non si può fare tale domanda al sesso maschile, proprio per la ricordata sua limitatezza cerebrale che ne fa un sordo interlocutore, è alle donne che deve essere rivolto l’ appello alla selettività, al volare alto sulle miserie etniche per difendere e preservare il grado di civiltà raggiunto. Anche a voler tralasciare aspetti estetici di indubbia rilevanza, e che da soli sono già sufficienti a suggerire di girare al largo da certi individui, sono l’ aspetto culturale, morale e la dimensione umana a gridare un “altolà” grande come una montagna che dissuada dallo sperimentare il tragico percorso multirazziale. Come può una donna occidentale accettare e sopportare di essere oggetto di sollazzo e di servitù incondizionata e totale? Come può una donna occidentale farsi sporcare dalle mani di individui che non esiterebbero un istante, e le cronache lo dimostrano, ad ucciderla al primo segno di insubordinazione verso il dominio assoluto? Evidentemente devono intervenire dei fattori e delle variabili che sfuggono alla razionalità clinica ed al livello minimo di intelligenza  se ancora ci sono donne occidentali disposte a svendere e negare la propria storia e dignità. Il problema è tragico proprio per la centralità della donna nella società che risulta progredita ed evoluta solo se la donna è libera. E’ sotto gli occhi di tutti infatti che soltanto dove essa è libera esistono grandi Nazioni. Donne italiane, dopo esser state rinascimentali, risorgimentali, non potete accettare di tornare sulle palafitte sociali della dipendenza e della sudditanza assolute rispetto ad un maschio primitivo, violento e moralmente analfabeta. lo dovete a voi stesse, a chi ha dato la propria vita per la vostra libertà e a chi vi ha generato non certo perché foste il sollazzo di questi cavernicoli destinati a restare tali per sempre.

CHI NON VOTA E’ FOTTUTO DUE VOLTE.

Ad ogni tornata elettorale riesplode il tormentone dell’ astensionismo quale forma di protesta contro la politica del vitalizio e contro  la corrotta casta che la rappresenta. Non è facile far capire alle persone che astenendosi dal votare chiudono il cerchio di quel progetto egemone che punta proprio sul loro rifiuto di votare per legittimare la dittatura di presunte “intelligenze superiori” a scapito di un popolo incapace di esercitare con consapevolezza perfino il diritto di voto. Rendere la politica una cosa nauseabonda e suscitare la fuga dalla cabina elettorale è una precisa strategia-obbiettivo della sinistra come è dimostrato dagli ormai cento anni di Storia contemporanea. Non votare significa rinunciare all’ unica arma che la Democrazia mette nelle mani dei cittadini per non essere schiacciati da chi odia i Parlamenti e la libera dialettica sociale e politica. Non votare significa decidere di subire la prepotenza ideologica ed economica di chi vuole cancellare l’ etnia italiana nata dal Risorgimento, di chi vuole violentare gli scolari con il folle progetto della “creazione” del non uomo e della non donna, di chi vuole espropriare chi lavora del proprio sudato risparmio, della propria casa e della propria libertà. Non votare significa semplicemente arrendersi, calarsi le braghe e lasciarsi stuprare da quel miserabile potere che ritiene gli individui essenzialmente merce da manipolare a proprio piacimento e tornaconto. NON VOTARE NON E’ LIBERTA’ DI SCELTA MA RINUNCIA ALLA SCELTA. E’, per dirla brutalmente, taglairsi il pene pensando di far dispetto alla propria moglie. Il non votare è il desiderio marximo di quell’ ideologia che sghignazza e gode quando l’ affluenza alle urne diminuisce garantendo ad essa lunga vita e dominio incontrastato. Eppure basterebbe immaginare di mandare a casa quei miserabili professionisti del seggio parlamentare che saltano da un partito all’ altro solo per garantirsi potere e vitalizio, per far affluire alle urne milioni di elettori del centro destra. Pensare che basterebbe una semplice crocetta sulla scheda elettorale per farli smettere di rubare i nostri soldi e i voti dati in buona fede. Come si fa a rinunciare anche al solo tentativo di farli ritrovare con il flaccido deretano a terra come è avvenuto per l’ ormai cancellato “immobiliarista monegasco?” Elettori del centro destra che vi sentite presi per i fondelli dai vari Alfano, Fitto e dai loro reggistrascico, vendicatevi votando ed esprimendo un voto consapevole che li cancelli e vi restituisca la dignità di elettori liberi. Non fate il loro gioco astenendovi! Sono come le sabbie mobili: se stai fermo ti inghiottono e se ti muovi senza ragionare ti inghiottono prima! Il non votare rappresenta le sabbie mobili che inghiottono la democrazia. Toglietevi la soddisfazione di tentare almeno di ricacciarli nella melma ideologica con cui vi vogliono soffocare. A l voto per la libertà e la democrazia.

L’ ITALIA SUL MARCIAPIEDE.

Fino a qualche generazione addietro la scuola italiana propinava edulcorate e romanzate notizie di carattere storico sull’ Antica Roma, sul Risorgimento e sulla Resistenza, riuscendo, suo malgrado e a dispetto dei veri obbiettivi ideologici perseguiti dali estensori dei testi didattici tutt’ altro che imparziali, ad instillare qualche traccia di senso patrio e di identità nazionale in quelli che sarebbero stati i futuri italiani. Ma poi la fuoriuscita dalla cloaca marxima  del liquame negazionista sia di Patria che di identità di popolo, in favore di una globalizzazione etnica, per la quale verrà un mondo di bastardi di origine inconoscibile ma di certo destino di massa informe, ha provocato la distruttiva alluvione sociale che è sotto gli occhi di tutti. A causa di ciò l’ Italia è ormai sul marciapiede agghindata con i tacchi a spillo e l’ abbigliamento di una prostituta costretta, dal buonismo e dalla criminale idiozia di una ben individuata banda politica, a darsi per pochi spiccioli alla U.E. e a qualunque invasore rinnegando vigliaccamente perfino i propri simboli di fede.  E mentre essa è minacciata di sterminio, è spolpata da milioni di primitive bocche fameliche, non di cibo ma di violenza e di saccheggio, mentre sta subendo e vivendo la sua  personalissima terza guerra mondiale, i troppi e pericolosissimi “alfanini” della politica non si accorgono di nulla, non vedono, non sentono ma, purtroppo, parlano anzi blaterano.  Questi tristi personaggi sono l’ ossatura jurassica di uno Stato socialmente primitivo che ruba il valore delle pensioni, che ruba la casa, che provoca il fallimento di aziende di esso creditrici, che ignora le regole minime della proteziona sanitaria nazionale favorendo la libera e costosissima (per gli italiani tartassati) circolazione di focolai epidemici provenienti da ogni dove, e che infine sta deliberatamente accendendo la miccia di una bomba sociale imponendo l’ invasione indiscriminata del fu Bel Paese. Sono,  questi  miserrimi pupazzi, i discendenti di coloro che avevano sottovalutato la pericolosità di Hitler e del nazismo, di Stalin e del comunismo, esaltandone anzi la pretesa portata innovatrice e trasformatrice. Sono gli stessi imbecilli privi dell’ abc  economico e giuridico che perseguono il “bene comune” attraverso la distruzione sociale e patrimoniale della famiglia, la negazione dei sessi, la negazione di Dio, la negazione dei princìpi e l’ esaltazione del partito padrone di tutto e di tutti. Per questi cialtroni del seggio parlamentare l’ equità sociale significa pensioni e vitalizi d’ oro, per di più senza adeguato versamento di contributi, a loro beneficio e pensioni da fame per chi, dopo 40 anni di lavoro e contribuzione, osi arrogarsi il “lusso” di voler godere la vita a 70 anni. Sono questi miserabili incantatori di ignoranti che ottengono da essi il voto politico con il miraggio di rottamare il marcio politico mentre perseguono solo la rottamazione della libertà e della democrazia. Fra alcuni giorni molti italiani avranno la possibilità di essere realmente essi stessi i rottamatori della viltà e della corruzione politiche votando per le “Regionali”, ma sono certo che vi rinunceranno perchè morbosamente e passivamente attaccati al ruolo di vittime adoratrici dei propri aguzzini e carnefici. Finchè la stupidità politica e l’ ignoranza domineranno le masse informi, forgiate dalla ideologia espropriatrice del diritto al libero pensiero, la casta si godrà la cuccagna alla faccia della giustizia sociale, dell’ equità e della democrazia.

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