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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Vescovi in calore

PASQUA DI LOTTA.

Non si era mai vista una Pasqua di lotta politica caratterizzata da un “volantinaggio” capillare, teso alla totale monotematicità del messaggio ideologico da inviare Urbi et Orbi. Tutte le omelie sono incentrate sulla rivolta clericale contro il nuovo “nemico” della cristianità e la sua politica dei porti chiusi. Lucifero e la sua pletora tentatrice sono stati messi in soffitta, ormai, fuori dal tempo globalizzato, non fanno più nè paura nè notizia. E’ Salvini, il “famigerato demone” della non accoglienza indiscriminata, l’ odiato giustiziere del ricchissimo fatturato delle cooperative rosso-porpora, il glaciale respingitore degli invasori travestiti da “rifugiati”, l’obiettivo della Pasqua di lotta. La Santa Pasqua non è più la Resurrezione dalla morte causata dal peccato, è diventata piuttosto una manifestazione politico-sindacale per la rivendicazione di un ruolo di opposizione al Governo in materia di immigrazione. La violenta imposizione di un taglio politico alla Santa Pasqua la dice lunga sul profilo di democrazia religiosa instaurata dal Papa irrimediabilmente malato della sindrome dell’ immigrato. La Parola di Gesù i Suoi atti e la Sua vita, i Vangeli e persino la laica ricerca di un legittimo benessere sociale, sono stati piegati alla logica dell’ accoglienza senza se e senza ma. Tutto ciò che è religione, morale, diritto e spiritualità è stato convertito in “accogliese” stucchevole ed ossessivo. Mentre i massacri quotidiani di Cristiani ad opera di islamici entrano di sfuggita, anzi escono prima ancora di entrare, nelle “sacre stanze vaticane”. Tutte le energie del disinteressato clero sono concentrate sull’ accoglienza di quegli stessi islamici terroristi ed assassini mimetizzati fra le masse africane che, ad arte, vengono spinte verso l’ Italia e l’ Europa. Non una parola esce dalle sgangherate bocche dei fanatici dell’ invasione circa i problemi di coesistenza, di condizioni di vita, di densità abitativa, di possibilità di lavoro e di livello di civiltà implicati. Niente! Restano fissati come dischi incantati sul ritornello idiota dell’ accoglienza come se tutto finisse lì e non insorgessero le tragedie che ogni giorno sono trattate nella cronaca nera. Il Vaticano ed il suo esercito di pedofili omosessuali sembrano diventati una mera agenzia di ricerca del personale a favore dei narcotrafficanti, della mafia della prostituzione e della delinquenza comune. D’ altra parte in quali altre realtà possono confluire i fiumi di persone che l’ import vaticana ci vuole appioppare? Le città, Roma in primis, dell’ ex Bel Paese sono ormai simboli di degrado assoluto. Sono gironi infernali creati secondo i “vangeli” rivisitati da preti politicizzati e da sindaci collaborazionisti di una sinistra antitaliana e antistorica. Sono tutti così presi ad ingozzarsi con il business dell’ accoglienza, ad arricchirsi sull’ affare del secolo, tanto a migrante, che non vedono nemmeno la punta del loro adunco e sgradevole naso. Imporre una Pasqua di lotta politica è il segno del degrado morale e religioso in cui è sprofondata la Chiesa di Roma condotta, da un avventuriero malato di immigrazione, verso il baratro della sua prossima fine. La platealità di gesti compiuti nell’ esaltazione emulativa di quanto fece Gesù, con opposte finalità e spiritualità, non faranno mai di un prelato salito al soglio pontificio grazie alla sempiterna lotta di conclave, un Dio in terra. Abituiamoci all’ idea di un rapporto vero, diretto, personale e sincero con Dio, senza più la intermediazione di questi promotori religiosi in tonaca capaci di investire la nostra anima nei loro loschi affari di una Pasqua di lotta.

PATER NOSTER.

E’ la preghiera lasciataci da Gesù nel Suo breve ma epocale soggiorno terreno. In essa è la sintesi della Dottrina Cristiana fatta di fede verso il Dio creatore, di perdono da Lui a noi e fra noi. Senza indossare ricche vesti e tiare, e senza impugnare pastorali tempestati di pietre preziose, Gesù ha dettato, con parole semplici e dirette, le linee comportamentali che fanno di una mera espressione biologica un cristiano, donna o uomo che sia. Ma la inestricabile foresta di tiare e pastorali, che ha assunto proprietà e diritto d’ autore dell’ opera di Gesù, non ha resistito alla tentazione di apportare modifiche al Pater Noster, quasi a riaffermare il primato clericale sulla interpretazione e narrazione della Preghiera. In questa sorta di editing teologico si è gettato a capofitto il Papa-Guevara con la prepotenza intellettuale di chi è convinto di sapere e capire più di tutti, tipica dei sinistri. La tentazione di entrare nella Storia della Storia è immensa e dunque quale mezzo migliore può esserci del modificare la Preghiera delle preghiere per riuscirci?  “Non indurci in tentazione…” è stato il passo del Pater Noster preso di mira dal prelato della pampa perchè, afferma in un delirio cetechista, Dio non induce in tentazione per definizione lasciando che sia Lucifero a detenere di ciò l’ esclusiva. Come uscire da questa sorta di buco cosmico creato ad arte? Semplice. Basta sostituire l’ espressione “non indurci in teantazione” con l’ espressione  “non abbandonarci alla tentazione” e il gioco (sporchetto e inutile) è fatto. Per secoli quel non  indurci in tentazione è stato vissuto e sentito come  preghiera ed atto di umiltà rivolti a Dio  affinchè non ci sottoponesse a prove di Fede superiori alla nostra capacità di giudizio, resa limitata dalla indiscutibile natura umana della nostra mente. Se Dio non è certamente un tentatore meno che mai è un Dio che abbandona, o forse al Papa attuale risulta il contrario? Inserire l’ espressione “non abbandonarci alla tentazione” induce a pensare che, per qualche misteriora ragione, Egli possa farlo e ciò, detto fra noi, rappresenta una stupidaggine teologica ben maggiore di quella pretesa e ispiratrice dell’ errata corrige papale. Forse alla Nomenklatura avvolta nei costumi cardinalizi sfugge un dato che agli animi semplici appare cristallino: la preghiera è atto di umiltà semplice come semplici sono le parole che la compongono. Non ci sono dogmi di infallibilità papale nel Pater Noster. Non ci sono parate carnevalesche nell’ Ultima Cena, e non ci sono pulpiti alle Nozze di Cana. Non c’è stato un solo istante di potere tamporale nella vita di Gesù. E l’ espressione “Padre perchè mi hai abbandonato?” è apparsa sulle Sue labbra di uomo sopraffatto dalla sofferenza nel momento della morte per crocifissione. Non sulle labbra del Dio fatto uomo. Pregare Dio di non abbandonarci alla tentazione significa rinunciare in partenza a misurarci con essa, a combatterla e vincerla.  Motivo per cui se si fa peccato non è per proprio cedimento alla tentazione ma per il colpevole abbandono da parte di Dio. Autoassoluzione plenaria anticipata che scarica  pedofilia, omosessualità, avidità e carrierismo clericale, su un preteso Dio abbandonatore. Comodo Eminenza.

PEDOFILIA A PIENI VOTI.

Uno dei voti, cioè solenni impegni a fare o non fare per tutta la vita, sui quali si basa la credibilità di una funzione, praticamente impossibile, come quella del sacerdozio, è il voto di castità autentica follia in termini biologici e psicologici. Ma siccome il potere della Chiesa, intesa come gerarchia ecclesiastica, si fonda sulle leggende della infallibilità del Papa di turno e sul, puramente immaginario, distacco dei suoi ministri dalle cose terrene e naturali è di vitale importanza, per essa, difendere e coprire tali leggende. La cultura popolare, quella reale formatasi attraverso secoli di esperienza pratica e non filtrata dalla censura,  narra da sempre dei maschi di Chiesa vittime della loro natura, una natura che si ribella alle terribili restrizioni imposte dal codice ecclesiastico. E si ribella in modo “naturale” cioè attraverso comportamenti nevrotici guidati dalla reazione della natura contro la “cultura” che pretende di schiavizzarla, di sottometterla e di cancellarla. La gerarchia ecclesiastica, tutta, è sempre stata come lo champagne imprigionato nelle bottiglie dal tappo assolutamente ermetico ma privato della “sicura”, la gabbietta metallica che ne impedisce l’ espulsione. Mancando questa esplode e crolla miseramente il castello dei voti, della dirittura morale, del distacco dal secolarismo e la commedia degli “infallibili”, che pontificano da ogni pulpito capiti loro a tiro, si rivela essere una burla planetaria. Per inciso quanto detto vale per ogni forma o tipo di religione, soprattutto per quelle apparentemente più integraliste e dogmatiche. Il tradimento dei voti è di tutti, è connaturato alla struttura della psiche umana. Tradisce il politico che incassa mazzette, il giudice che aggiusta le sentenze per scopi politici o di carriera, il poliziotto che per arrotondare chiude  un occhio, il finanziere che per arrivare in alto li chiude tutti e due. E, poveretti, tradiscono anche mogli e mariti per ricompense molto meno ricche e gratificanti. Ma ciò che colpisce e rende insopportabile il tradimento degli ecclesiastici pedofili omosessuali è l’ oggetto del loro schifoso sbavare e l’ arroganza della loro sbandierata “purezza di spirito” opportunamente testimoniata da anelli, croci e collane gemmate. A ciò va aggiunta la fastidiosa severità delle loro prediche, delle loro filippiche moraliste contro chi non si occupa di bambini, di poveri e di malati. In realtà ai bambini mostrano di pensarci loro piuttosto alacremente e nei modi che ormai tutti conosciamo. Dunque se le cronache attuali narrano quotidianamente di preti, suore, vescovi e porporati in instancabile attività sessuale contro natura e contro la morale, perchè non porsi la domanda se sia o no opportuno abolire questa pletora costosissima di “spiriti superiori”, di predicatori severissimi verso gli altri e indulgentissimi verso sè stessi? A cosa servono queste finte ed inutili interfacce fra noi e Dio? La preghiera dettata ed insegnata da Gesù contiene tutti i presupposti per un dialogo pieno e rispettoso con Nostro Signore. Un rapporto diretto con Lui basato su di Essa vale molto  più di un miliardo di omelie dotte, noiose e recitate dai figuranti bardati con insopportabili broccati e tiare. Ricordo che Gesù non aveva anelli da ostentare e far baciare ai Cristiani che si inginocchiavano davanti alla Sua Santità. Costoro inveve non si limitano a farsi baciare l’ anello del potere da quegli sventurati che capitano sotto le loro viscide grinfie. Se la gerarchia ecclesiastica deve essere, come appare, un mondo sommerso di omosessualità violenta e pedofila, allora è meglio cancellarla tagliandole le offerte in denaro, la frequenza ai riti e la fiducia popolare della quale ha approfittato da sempre. Smettiamola di sentirci così inferiori, così bisognosi di tutela spirituale e politica da diventare zimbelli di una lobby proprio da noi resa potentissima quanto la sua gemella della gerarchia politica.

NAZISMO OMOSESSUALE.

Una delle vittime della furia “innovatrice” del nazismo, almeno quella ufficiale visto che numerosissimi gerarchi con la svastica erano segretamente pederasti, l’ omosessualità oggi, facendosi essa stessa nazismo, è  a capo del progetto di “ristrutturazione sociale” avente come obiettivo il superamento e l’ eliminazione della eterosessualità. Invertendo il noto proverbio  vediamo che chi di spada (nazismo) perisce della stessa spada (nazismo) ferisce a morte la società naturale. Si, perché  qui non si tratta di salvaguardare il diritto (?) di una minoranza biologica (clinicamente malata) a non essere perseguitata ed uccisa, si va molto oltre i limiti di autodifesa e si passa ad un contrattacco politico-ideologico attraverso il quale riempire i forni a gas di eterosessuali.  Il filo spinato viene svolto, giorno dopo giorno, intorno alla famiglia naturale, i Menghele invadono asili e scuole per resettare la mente dei bambini facendo di questi delle caricature. Madre e padre vengono espulsi come appestati portatori del pensiero “omofobo” della eterosessualità. Questo nazismo omosessuale, figlio della stessa follia che ispirò Hitler, vuole conquistare il mondo ed affermarsi come unica rappresentazione biologica degna di esistere, una sorta di “razza ariana” piegata a 90 gradi h 24. Era comunque prevedibile, anzi fatale che il genere umano rivolgesse contro se stesso e la sua natura biologica la follia che nei secoli è riuscito a vomitare contro l’ ambiente e le altre creature più indifese. Il bipede idiota è geneticamente socialmente piromane e cleptomane, stupratore e kapò, è dittatore ed insaziabile ideatore di torture. Tutte queste sue “doti” sono oggi al servizio del politically correct, il guru invisibile che tira i fili delle marionette di partito, dei “progressisti” creatori della nuova umanità fatta di mostri senza sesso e senza anima. Sarà una guerra dura e lunga perché il cancro del politically correct fa comodo a tante corporazioni,  apparentemente non in lotta fra loro, che lo cavalcano opportunisticamente illudendosi di farne, ognuna, strumento di vittoria. Basti pensare alla attuale e innaturale convergenza fra sinistra e islam, quando è notoria la feroce avversione di questo per l’ omosessualità,  attuale bandiera “rosa” dei compagni.  Viaggiano insieme ma separati sul treno miserabile del politically correct sapendo bene che poi si dovranno combattere per la spartizione del bottino. Questo suicidio della ragione è l’ inizio della caduta dell’ umanità, non è solo un delirio omosessuale che catalizza e coagula intorno a sé i peggiori istinti che impediscono all’ anima di affermarsi, è, soprattutto, eutanasia generalizzata del pensiero, dello spirito e della poesia biologica, che si fanno sostanza solo nel rapporto naturale eterosessuale. Come il malato mentale non regge allo spettacolo ineguagliabile di un bosco e dà sfogo  alla propria frustrazione e inferiorità  incendiandolo, questi miserabili “architetti contro natura” si rivoltano contro tutto ciò che li esclude e che a loro risulta insopportabile e incomprensibile, brandendo la clava del politicamente corretto e idiota. Il malato mentale ha una visione malata della realtà e nel suo delirio “mengheleniano” immagina di ridisegnarla a sua immagine eliminando tutto ciò che, semplicemente, non riesce a comprendere. Questa è la teoria malata che va sotto il termine “gender” e spetta alla Eterosessualità caricarsi sulle spalle il fardello della difesa dell’ umanità sana e della natura dall’ attacco del nazismo omosessuale.

SINISTRA VS GESU’. NON E’ UNA NOVITA’.

L’ attacco frontale sferrato dalle armate dell’ ignoranza contro la Croce, il Presepe e il Santo Natale, non è liquame di oggi ma affonda le putride radici agli inizi del secolo scorso e negli anni disperati del secondo dopo guerra con la contrapposizione all’ occidente cattolico del blocco sovietico. A quei tempi essere comunista equivaleva ad essere ateo anzi, un  bravo (?) comunista doveva tassativamente essere un anti Cristo e un mangia preti. A partire poi dalla “peste sociale” del ’68 iniziò la guerra per la supremazia sulle pareti delle aule scolastiche e degli uffici pubblici: il Crocifisso doveva essere rimosso (e allora non c’ era l’ alibi ipocrita dell’ offesa ad altre religioni) per far posto alle effigi dei “rivoluzionari” comunisti. Le scrivanie degli impiegati statali divennero la passerella ufficiale di tutta la schiuma guerrigliera e di tutti gli sterminatori di popoli targati “internazionale comunista”, i Vangeli e la Bibbia vennero sostituiti, nel ristrettissimo orizzonte culturale della massa, dal libercolo rosso di Mao Tse Tung. L’ anticlericalismo divenne anti Cristianesimo e il materialismo storico divenne il nuovo “verbo” per diverse generazioni piegate dal pensiero unico. Ci fu anche un miserabile  tentativo di arruolare Gesù nelle fila del socialismo europeo,  di gran moda negli anni ’80, attraverso un’ operazione di riduzione schematica del pensiero cristiano ad una espressione, divenuta popolare fra gli acculturati a base di “bignamini”, secondo la quale Gesù sarebbe stato il primo socialista della Storia. L’ operazione fruttò soltanto un “raccolto” di catto comunisti che si sistemarono sugli strapuntini politici di volta in volta offerti loro dal demagogo di turno per garantirsi una risicata maggioranza parlamentare. Nel frattempo, nel ventre molle di una società che si arricchiva col crescere del debito pubblico, spuntavano gli atei da salotto, gli intellettuali per auto certificazione, i fiancheggiatori con la erre moscia della carta stampata, che riuniti sotto l’ ala generosa della sinistra si occupavano di diffondere il nuovo “vangelo”: la superiorità culturale della sinistra. Ed eccoci ai giorni della guerra al Presepe, al Santo Natale e alla Croce, guerra esplosa nel momento in cui queste orde di “intellettuali” a pagamento hanno smesso di essere atee intransigenti e “scientifiche” e si sono riscoperte tutrici incondizionate di tutte le religioni ad esclusione di quella Cristiana. La ipocrita preoccupazione di non “offendere” l’ islam con i simboli della Cristianità è solo la foglia di fico che la sinistra usa per ribadire e rafforzare il suo odio totale contro la spiritualità di Gesù, la Sua tutela assoluta della vita e della libertà dell’ individuo. Chi brama il potere, chi ne fa la ragione unica dell’ esistenza, come fanno i regimi totalitari, e in ciò il comunismo è in ottima compagnia del nazi fascismo e del fondamentalismo religioso, non può amare Gesù Cristo anzi, proprio non può sopportarne la vista e la presenza nei Suoi simboli. Sinistra e ateismo da salotto sono mangia preti e contemporaneamente lecca Imam. Un chiaro esempio della incoerenza strutturale del (non) pensiero unico comunista. D’ altra parte a questa formazione politico elitaria servono due cose, due pilastri sui quali reggersi: una “intellighenzia” prezzolata e piegata a 90 gradi e una massa acefala, ignorante e rabbiosa, da condurre al guinzaglio. Può una simile infrastruttura politica reggere il confronto con la filosofia Cristiana? Assolutamente no! Ed è per questo che vuole eliminare la Croce, il Presepe, il Santo Natale insieme ai valori morali e di libertà che rappresentano. L’ ipotizzata e inesistente “offesa” all’ Islam non c’ entra niente.

L’ OLOCAUSTO DEL SANTO NATALE.

Con l’ approssimarsi dell’ evento cardine della vita cristiana si moltiplicano le miserabili gesta compiute da mezze figure impegnate a destabilizzare il mondo della scuola a favore dell’ avvento, non del Messia, ma della fine dei Tempi e della civiltà occidentale. I galoppini del laicismo anticristiano sono tutti all’ opera sferzati da una mania auto distruttrice connotabile come trionfo dell’ ignoranza e della totale inconsapevolezza tipica dei malati mentali, genericamente definiti pazzi. L’ odio viscerale emergente da questo liquame didattico e diretto contro la figura di Gesù presenta gli stessi aspetti  del nazi comunismo, le stesse finalità di sterminio sia dell’ ideale che dei credenti in esso. La bruttezza estetica e la miserrima condizione culturale di questi fanatici anti cristiani non riesce a celarsi sotto quella mano di vernice buonista e pacifista, verso gli aggressori, che il politically correct impone loro. Si travestono da educatori dell’ infanzia per spargere il morbo “gender”, violano la mente dei bambini in tenerissima età incautamente e colpevolmente affidati alle loro grinfie ideologizzate da genitori molli e rassegnati, cioè, in ultima analisi,   passivi complici del genocidio mentale e psichico perpetrato. Si travestono da pacifisti ultra sensibili alle pretese turbe islamiche causate dalla Cristianità ma sono feroci come cannoni contro l’ italianità, l’ occidente e la famiglia cristiana. Sono in realtà la manovalanza acefala al servizio della distruzione di ogni valore cristiano proprio perché la Natura li ha “definiti” pesantemente privandoli di intelligenza, bellezza e fantasia. Sono gli scarti di lavorazione di quel processo di costruzione dell’ Uomo che, faticosamente e dolorosamente, Gesù Cristo ha avviato salendo sul Golgota e morendo sulla Croce. Sono le metastasi di una società occidentale malata terminale di materialismo e relativismo. Sono i guardiani del Totem cavernicolo che rivendica ancora la superiorità del maschio sulla donna-oggetto, il rifiuto della Cultura e della diffusione delle Arti. Sono le armate del male assoluto che, immerse nella loro nullità morale ed intellettuale, mirano alla conquista del mondo. Sono i miserabili che V. Hugo vedeva appostati, in agguato famelico e bavoso, davanti alla rispettabilità e, perché no, alla agiatezza altrui. Le loro bocche sgangherate vomitano buonismo e pluralità ma le loro crape vuote perseguono il dominio da parte dell’ inferiore, del corto di cervello, del brutto e fisicamente ripugnante. Odiano la famiglia Cristiana in quanto perfetta armonia di elementi naturali quali la donna, l’ uomo e la prole, professano il trionfo di indistinti agglomerati portatori di patologie mentali ed esteticamente caricaturali R spacciano il liquame “gender” come evoluzione della specie. Per realizzare questa sorta di inferno sociale e politico hanno assoluto bisogno di eliminare il Santo Natale, la celebrazione universale della Famiglia che è Sacra sia nelle persone divine di Gesù, Maria e Giuseppe e sia  nelle persone umane che credono nell’ anima, nel cuore, nell’ amore e nella Civiltà. Genitori non permettete a questa sottospecie umanoide di distruggere il Santo Natale e con esso i vostri figli.

UN TITANIC CHIAMATO CHIESA.

La Nave inaffondabile e capace di attraversare l’ oceano dei secoli pare abbia urtato l’ iceberg fatale posto, con tempismo più che sospetto dalla lobby anticristiana, sulla sua rotta. Le notizie diffuse da tutti i media narrano degli sfarzi e delle eterne vacanze romane goduti da prelati, porporati e codazzi annessi. Sembra che ormai sia saltato quel tappo di ipocrisia che per secoli ha impedito alla natura umana, celata sotto abiti talari, di uscire dalle segrete stanze e celle di monasteri, conventi e conventicole. Ora la lava sgorga inarrestabile e brucia la residua credibilità di quei figuranti in tonaca che, come diceva Cecco Angiolieri già 900 anni fa: … “si fosse Papa sare’ allor giocondo ché tutt’i  cristiani imbrigherei”, hanno sempre abusato della Fede altrui. Cardinali di lungo corso pedofili e giovani prelati rampanti omosessuali sembrano impossessati dal desiderio di distruggere le Mura Vaticane, di bruciare la “Casa di Dio” dove regnavano (solo ufficialmente) la castità, la rinuncia, la dedizione al prossimo, la sobrietà, il sacrificio. Sembrano urlare, in un isterico “coming out” tanto di moda finalmente la verità sul perchè abbiano abbracciato la carriera clericale:  per carriera appunto, per godere di infiniti privilegi, per vivere del lavoro e delle offerte altrui, per dormire e godere senza sporcarsi le mani con la fatica. Le cronache, ormai da molti anni, riportano casi di preti e monsignori divenuti famosi per storie di pedofilia e di donne, di soldi, di case,  e vacanze in incognito nei luoghi del “peccato” (la chierica non c’è più). La Curia romana pare essere più un Crazy Horse in perenne capodanno piuttosto che la guida spirituale della Sacra Nave il cui timoniere attuale non è per nulla incline a partecipare ai giochi e che, con la sua scelta di risiedere a Santa Marta rompendo la continuità di silenzio-assenzo di chi lo ha preceduto, ha preso le distanze da “Vaticano village”. Sembra proprio che per riparare un giocattolo sia prima necessario distruggerlo e sembra anche che la strada intrapresa sia proprio questa. C’è il gioco della Sacra Rota, da sempre emblema della raltività di Sacramenti e Comandamenti indiscutibili e indissolubili sulla carta ma teologicamente cancellabili con altra carta, quella moneta. C’è quello delle indulgenze plenarie o parziali a pagamento attraverso la stessa Messa celebrata in suffragio “contemporaneo” delle anime di defunti e sponsorizzata da più paganti. Ed infine, come si apprende da voci di corridoio più o meno attendibili rilevate dai media, la stessa Canonizzazione di Santi e Beati non sarebbe immune da mercanteggiamenti e spintarelle pecuniarie. Certo è che se rompendo questa Chiesa dei preti e dei cardinali con attico, auto, donne e vizietti vari, si riuscisse a fondare la Chiesa di Gesù Cristo priva di sfilate in paramenti carnevaleschi, di anelli “divini” e utile di bilancio, varrebbe la pena imporre una forte accelerazione agli eventi sgombrando il campo dai carrieristi in tonaca. Certo è anche che alto è il rischio di vedere atei, politicanti e teorizzatori di altre religioni, saputelli per antonomasia, ergersi a comitati di salute pubblica per imporre i propri interessi di bottega sbeggiando un Dio che con la Chiesa dei preti e cardinali nulla ha da spartire. Sarà difficile che la Chiesa delle anime, dell’ umiltà, della spiritualità e dell’ amore, riesca a nascere in questa palude di ignoranza e di bramosia del potere ma combattere perchè ciò avvenga è un dovere assoluto per quelle menti e quegli spiriti che non si fanno dominare dall’ intestino.

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