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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

U.E. normalizzatrice

MANIFESTO SERVILISMO.

Il ministro del Risorgimento Italiano Matteo Salvini ha mandato in tilt le fragili menti salottiere che sostengono la sinistra nostrana con indefessa e ben retribuita attività propagandistica spacciandosi perfino per “artisti”.  Sembra che alcuni di questi menestrelli rossi abbiano firmato un “manifesto” di condanna e di presa di distanza dal suddetto Ministro in quanto “razzista e nazi-fascista” nei confronti dei pretesi rifugiati (da cosa e da chi non è dato sapere). Il cattivo è così cattivo che i “buoni” (a nulla ma capaci di tutto) buonisti hanno avvertito il sacro dovere di elencarsi nel manifesto di disapprovazione. Sono così indignati dal progetto di salvaguardia a favore dell’ Italia e degli italiani (non quelli radical chic ovviamente) che sdegnosamente manifestano la loro manifesta sudditanza al (non) pensiero unico imposto dai pepponi, generosi elargitori di carriere. I manifestanti sono tutti arricchiti, con tessera e per tessera, che vivono nel privilegiato mondo parallelo dello “spettacolo” e della “informazione”,  entrambi da qualche euro al chilo. Sono privilegiati come lo erano le vergini dei templi greco- romani   ma ad essi non è richiesta verginità alcuna in luogo di una spiccata attitudine alla prostituzione intellettuale  spinta fino alla negazione delle foibe carsiche e delle malefatte compiute in nome del proletariato italiano. E’ chiara, anzi manifesta, la strategia di questa improbabile intellighenzia, definitasi tale, di condizionare il gregge buonista puntando sulla altrettanto manifesta incapacità di autonomia culturale di esso. Quando suonano le grancasse compagne non si ascolta altro, ci si mette in riga e si marcia tutti uniti, anzi  in massa, contro il “fascista di turno”. Sono ormai 75 anni che la sinistra nostrana vive di lauta rendita antifascista ed è sempre pronta a riproporre sdruciti ritornelli a beneficio delle masse buoniste opportunamente pasturate. La tenaglia normalizzatrice si è rimessa subito in moto per tentare di stritolare la inaspettata nuova coscienza politica della maggioranza degli italiani. Da una parte i “manifesti” e dall’ altra la CGIL pronta a rispolverare i seminari di “disinfestazione mentale” dal “neofascismo”. L’ hanno presa proprio male la batosta elettorale   e, come si dice a Roma, “nun ce vonno sta”. Soffrono e patiscono ad ogni respingimento della flottiglia poltiglia nota come ONG uniti nella “sofferenza” alla gerarchia ecclesiastica spaventata dalle nubi che minacciano il businnes dell’ accoglienza plenaria dopo assersi arricchita con la plenaria indulgenza a pagamento. Soffrono così tanto le ganasce del buonismo accogliente che,  cristianamente, viene voglia di pregare affinchè cessi questo loro doloroso agonizzare, magari  grazie ad una sempre tarda e provvidenziale morte politico religiosa.

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

THANK YOU PERFIDA ALBIONE.

L’ uscita dalla UE (Unione Ebete) è il primo atto di coraggio e di autentica autodeterminazione che si registra dopo un interminabile periodo di dominio assoluto da parte del miserabile euro politically correct. THANK YOU, ora non più perfida Albione. THANK YOU per aver scagliato la prima pietra contro la fabbrica dello spreco, dello sperpero di soldi comunitari, contro le flaccide facce dei burocrati negatori della sovranità nazionale dei singoli Stati in favore di una tirannide di incapaci, di teste vuote, di traditori della cultura occidentale. La superiore cultura anglosassone aveva già fiutato le torbide finalità del sinistro asse Berlino-Parigi rimanendo opportunamente fuori dal calderone infernale dell’ Euro, di quella moneta unica bastarda priva di una “madre” banca emittente e di un “padre” avente sembianze di autentico e serio trattato politico monetario. La miserabile ammucchiata dell’ euro aveva l’ unica finalità di favorire quello che da anni ho definito il quarto reich, ad opera della Kulona teutonica comodamente seduta sulla poltrona francese e con i piedi voluttosamente adagiati sul tappetino italiano. Londra l’ aveva capito e si era tenuta opportunamente fuori dal gorgo monetario. Oggi, a distanza di tempo ormai idonea a far comprendere anche ai sassi che l’ UE, Unione Ebete, non ha futuro se non in una guerra contro l’ Oriente islamico, ha deciso di staccare la spina e tagliare il cordone ombelicale attorcigliato alla gola dei restanti Paesi membri,  franco-tedeschi ovviamente esclusi.  Nessun matrimonio nella civiltà occidentale prevede la negazione etnica, economica, culturale e religiosa da parte dei contraenti. Nessuna Unione può esistere se viene edificata sulle macerie degli Stati membri più deboli. Nessuna Unione è possibile, a meno che non sia ebete, se le sue priorità sono la doppia e costosissima sede parlamentare oppure la definizione del diametro dei piselli comunitari o la curvatura delle banane di tragica mortadelliana memoria. Albione l’ ha capito ed ha sbattuto la porta in faccia ai pagliacci burocrati capaci di demolire un popolo ed una Nazione già gloriosa e ricca di cultura (Grecia) quando  loro ancora non avevano elaborato un linguaggio diverso dai rumori gutturali della tribù, per “risanare” la sua economia distrutta dalla impossibile convivenza fra ex dracma ed euro. Paesi già poveri scaraventati nell’ abisso di una recessione avente prospettiva trentennale solo per immaginare una impossibile frequentazione del club dei così detti grandi (miserabili) Francia e IV Reich. THANK YOU Albione per averci regalato la squallida faccia adirata di quel tale Juncker,  adeguato simbolo della “burocratirannide”, che minaccia ritorsioni, un “ve la faremo pagare cara” che la dicono lunga sul dispetto fatto alla fabbrica delle inutilità e dei mega stipendi riservati alla scandalosa pletora di galoppini “comunitari”. Anche la grancassa suonata dai media compiacenti che sbatte il pentito del “bye bye UE” su tutti i canali cercando di rappresentare l’ esito del voto solo come frutto di schegge impazzite o di una insensata protesta, dimostra la paura del politically correct. Questo è stato colpito a morte e sfodera le armi più violente miste alla schiuma rossa che gli esce dalla fetida cloaca per dissuadere altri Paesi coraggiosi dal compiere il grande passo. Esso è terrorizzato dalla paura di perdere le galline dallo… spread d’ oro, è terrorizzato dalla fine della schiavitù monetaria e politico-culturale. Sa che se perde qualche altro vassallo il suo feudo crollerà e allora addio sogni di grandeur o di IV Reich covati da quelle raccappriccianti  mezze figure  che si sono poste alla guida di popoli storicamente avvezzi a subire dittature, con la stessa spocchia di Napoleone, Hitler e Mussolini. La non più perfida ma sempre intelligente Albione ha reciso le catene e c’è da scommettere che nel volgere di un biennio tornerà ad essere anni luce avanti, sia economicamente che come identità nazionale, rispetto al plotone di incasellati comunitari comandato da due feldmarescialli e un caporale. Thank you Albione,

PASSIONE OMOSESSUALITA’-ATEISMO.

Ancora da “Il Giornale” del 10/3/2015. La notizia è di quelle che definiscono l’ abissale livello della corrente di “non pensiero” o, se si preferisce, del pensiero (?) unico imperante fin nei sobborghi periferici della sinistra.  A Bologna prende forma il primo “punto di sbattezzo” quale edificante prodotto delle laboriose officine del nulla, sempre immuni da cassa integrazione e feudo dell’ immobilismo culturale rosso. Ma il fatto rivela tutta la sua portata “rivoluzionaria” solo dopo la scoperta dei suoi elevati ideatori: la corporazione omosessuale e quella atea, unite in un connubio rivelatore di insospettate sinergie fra negazionisti della verità. A prima vista appare un sodalizio strano e innaturale, al pari delle così dette unioni omosessuali, ma, grattando con l’ unghia della razionalità la sempre viscida vernice del politicamente corretto, emergono fondamentali punti di contatto fra queste due “professioni di non fede”. La base comune è data dalla negazione di Dio e dell’ ordine naturale da Lui creato e, a legare queste due “superiori intuizioni” di vati intellettuali è la superbia, tipica degli incapaci, che pone al centro del Creato l’ uomo inteso come intestino e sua parte terminale. L’ impresa ciclopica da compiere in questo “punto di sbattezzo” è rinnegare l’ adesione alla dottrina Cristiana sancita dall’ impegno di genitori, padrini e madrine, preso per conto di chi è venuto al mondo. E qui emerge la prima attitudine di quelle persone che si proclamano progressiste: l’ incapacità di tener fede ai propri impegni morali. Lungi dall’ essere segno di emancipazione esso infatti altro non è che l’ ennesima fuga dalla sacre responsabilità e finalità insite nella nascita di ognuno di noi. E perchè allora non rinnegare anche il cognome e la discendenza? Pensare di poter sfuggire alla missione morale, religiosa e sociale, tramite il semplice “sbattezzo” equivale a pensare di poter cancellare le rughe del viso modificando la data di nascita. E ciò è tipico di chi è in conflitto totale con la ragione e la razionalità, pur sbandierandole come propri vessilli di superiorità: l’ ateo. L’ omosessuale, in cerca di blasone filosofico ed intellettuale, si associa all’ impresa pensando che negare Dio e l’ ordine naturale biologico possa servire ad affermare la follia del disordine cosmico del “non genere”. Il progetto demenziale postula che l’ erbivoro diverrà carnivoro, che la forza di gravità cesserà di esistere, che il mare sostituirà il cielo e l’ orifizio anale la bocca. Nel punto di “sbattezzo” prende forma quel bullismo originale che ha fatto del genere umano lo stesso idiota guerrafondaio, criminale, ladro e violento, dalla sua comparsa fino a questi nostri tristi giorni. Bologna, punta avanzata ed emergente di quell’ iceberg settario della sinistra che affonda le navi della razionalità, del rispetto e della morale, grassa di cucina e di scandali di partito, si accredita come terra della “liberazione” dal Battesimo, come avamposto della nuova “religione” che nasce dalla eliminazione fisica della RELIGIONE CRISTIANA. Per l’ ideologia riclassificatrice comunista basta cambiare nome alle cose ed il “progresso progressista” è fatto: così  lo spazzino diventa operatore ecologico ma sempre di immondizia si occupa, lo storpio diventa diversamete abile ma sempre zoppo resta, il disoccupato diventa inoccupato ma sempre senza lavoro rimane. Per essa chi si “sbattezza” diventa libero e si monda di tutto ciò che gli impedisce di esserlo, al pari dell’ indigeno che ricorre allo stregone e questi gli infila una pietruzza colorata fra le natiche per fargli vincere la paura del fulmine. Quanti milioni di italiani hanno quella pietruzza colorata fra le natiche! E quanti stregoni, con vitalizio e tessera di partito, se la ridono dei tanti aspiranti “sbattezzati”! L’ ateo è solo con le sue elucubrazioni ed i suoi deliri di grandezza basati sulla mera casualità chimico fisica che ne ha decretato la nascita, l’ omosessuale è solo nella disperata impresa di spacciare una semplice e conclamata malattia (curabile) come condizione per l’ affermazione del nuovo e assoluto “non genere” sessuale. La superbia è madre prolifica e genera dispetti dellla natura convinti di rappresentare la perfezione, e il politicamente corretto opportunisticamente li associa. Tremende tempeste all’ orizzonte!

A PROPOSITO DI MATRIMONIO.

La sottocultura imperante, che ha nella distruzione del matrimonio e della famiglia naturale la sua miserabile ragione d’ essere, ha convinto gran parte della società (in)civile della inutilità e pericolosità di questi due istituti. La macchina del non genere si è messa in moto da decenni e guidata da pedofili, omosessuali e filosofi da sottoscala, intende travolgere l’ ordine naturale di ogni società sostituendo al matrimonio naturale ed eterosessuale una serie di caricature ideate per soddisfare ogni esigenza di autorealizzazione. Il teorema è che il matrimonio naturale è sbagliato, è una prigione con insopportabili sbarre morali e dunque è legittimo crearsene di alternativi, on demande, sia per tipo che per durata e finalità. Siamo quindi scaduti al livello dei bulli di scuola  che non sopportandene gli impegni ne vagheggiano una senza materie da studiare, aperta all’ aggregazione della droga, al sesso in classe, con diploma finale dopo corso  breve ma intensivo in deficienza pura. Se non fosse che questi mentecatti “riformatori” del matrimonio e teorizzatori di sponsali fra rubinetti e lavandini, fra sgabelli e tavolini ecc, agiscono su preciso imput ideologico della sinistra, nemica del matrimonio patrimoniale, verrebbe voglia di perdere qualche minuto e spiegare il perchè di tanta avversione, di tanta paura e di tanti comodi cedimenti davanti all’ unico modello di unione voluto dalla natura ed odiato dall’ ignoranza.  Ma per fare un dispetto ai buonisti profeti del degenere spreco un po’ del mio tempo. In estrema sintesi la risposta ai mille perchè sul matrimonio è che il genere umano, più maschile che femminile in verità, non è all’ altezza dell’ impresa. Può sembrare banale ma non lo è. Come tutte le cose a portata di mano, ad esempio la facilità biologica di fare figli, esso non richiede il possesso di particolari doti per essere praticato. E’ sufficiente deciderlo, con consapevolezza generalmente vicina allo zero, ed il gioco è fatto. Per esso non si studia, non si deve sapere nemmeno in cosa consista, basta la maggiore età anagrafica e nulla importa se il quoziente di intelligenza sia mancante o latitante. Poi “arrivano” i figli e quì si raggiungono le vette di un fai da te dagli esiti tragici.  Siamo noi, gli attori della commedia, ad essere impreparati e non il testo della commedia ad essere indecifrabile. E’ come se non esistessero selezioni per aspiranti astronauti e, pagando un modesto biglietto, chiunque potesse pretendere di viaggiare fra le stelle. Ma la forza di gravità dell’ ignoranza, della prepotenza, della follia gerarchica che detta ruoli, pesi e privilegi, scombussola  tutti i sogni “eterni” iniziati quasi sempre con plateali lune di miele transoceaniche e cerimonie nuziali da favola. Ecco, appunto, è la forza di gravità di menti mai  arate dal vomero della cultura, del rispetto e della sensibilità   che impedisce all’ astronave di guadagnare le orbite della felicità coniugale. Non è colpa della zappa se ce la si dà sui piedi.

LA LIBERTA’ DELLA FOLLIA.

Il misero bipede si cimenta ogni giorno nel gioco idiota della rivoluzione di sè stesso, del mondo e dell’ ordine naturale delle cose.  E’ così incaponito e ottuso nel voler lasciare il lezzo del suo segno in ogni secolo che non vede altro scopo nella vita se non la negazione di essa. Nello straripante menù di violenze di cui si nutre ha aggiunto il piatto forte della negazione dei sessi e, istericamente come un tossico in crisi di astinenza, li rinnega in favore dei miserabili “generi”.  Non più donne e uomini ma entità non meglio identificate, non più sessi ma solo numeri. La mutazione sessuale è comandata da quei pazzi che affollano la stanza dei bottoni di ogni Nazione dove si esercita un potere gemello del terzo reich di hitleriana memoria. La variazione sul tema è, semplicemente, non più una razza padrona del mondo ma il trionfo degenere del non genere e l’ abolizione della normalità quale espressione “razzista” che osa distinguere ed attribuire primati al femminile e al maschile.  Il mito intoccabile di oggi è l’ omosessuale elevato a dio. Chi non lo è non è, non conta.  Il ribaltamento della Ragione è tale che il deretano diventa cervello in un’ ottica di potere assoluto garantito dall’ assenza totale di donne e di uomini. L’ impero futuro fonderà la sua potenza sulla sparizione di eroi, di gladiatori, di donne e uomini orgogliosi di essere complementari e di essere le scintille che generano la vita. A chi giova questa degradante rivoluzione che passa attraverso lo sterminio dei sessi? Giova a quei ristretti circoli del “governo” mondiale che vedono nella famiglia naturale, ed unica legittimata a fregiarsi del titolo, l’ ostacolo alla egemonia delle oligarchie, le quali hanno bisogno di schiere di invertebrati da manipolare ed utilizzare a fini di lucro e potere.  La normalizzazione è violenta, martellante, pedofila e maniaca. Non ha alcun rispetto per i valori fondamentali dell’ infanzia e brucia,  come in un’ altra tremenda notte degli specchi, i sacri testi della Giustizia, della Morale, della Libertà autentica, sostituendoli con quello squallido e miserabile del pensiero unico che pretende di  elevare la “libertà della follia” a dottrina ufficiale della fuga dalla coscienza. Fiumi di sangue scorreranno prima che l’ umanità la ritrovi e si liberi dalla “libertà della follia”.

I FIGLI DI NESSUNO.

La notizia era nell’ aria, e dopo il pazzesco nullaosta dato dalla Commissione Europea (vedi articolo U.E. normalizzatrice) alla promozione, divulgazione e induzione silenziosa dell’ omosessualità fin dall’ asilo, le metastasi del politically correct non hanno perso tempo e si sono infiltrate nel sacro tessuto dell’ infanzia. E’ accaduto (da Il Giornale dell’ Umbria del 20/2/14)  che in alcuni asili infantili e scuole materne dell’ Umbria stia circolando propaganda omosessuale travestita da favole.  Il tutto con l’ incoraggiamento ideologico dell’ altra sponda schierata al completo e della sinistra, che in materia di normalizzazione di stampo sovietico nulla ha da imparare da alcuno. I solerti e prevenuti, oltre che isterici, oppositori degli Ogm professano e praticano la modificazione genetica mentale arando con il vomere dell’ ideologia omosessuale le fertili ed indifese “terre” infantili. La tragedia sociale è immensa e pari alla vergognosa appropriazione indebita del futuro di intere generazioni traviate e fuorviate da questa pazzia rimodellatrice della società che ricorda molto da vicino il nazismo e d il folle progetto della razza ariana. Due sono gli obbiettivi complementari di questa sinergia fra comunismo ed omosessualità. Il primo è l’ affermazione dottrinale secondo cui i figli non sono dei loro genitori ma del partito-Stato, sono materiale ideologico tramite il quale si deve perpetuare il pensiero unico comunista. Dai “figli della lupa” di matrice fascista ai figli di nessuno di matrice comunista. Per raggiungere tale obbiettivo i bambini devono essere strappati dalle mani dei genitori già a pochi mesi di vita e, con il pretesto di fornire il servizio sociale di scuola materna, il partito fa il “servizio” alla famiglia smembrandola e sostituendosi nella fase formatrice ed educatrice di assoluta pertinenza genitoriale. I bambini si abituano così a crescere senza famiglia, senza genitori ma con tante “madri” e tanti “fratelli e sorelle” surrogati dal personale e dagli altri coetanei. In tal modo il partito Stato diventa il padre padrone di menti in formazione, delicate, sensibili e plasmabili a piacimento. Ai genitori naturali resta solo il compito biologico di produttori della “materia prima” che il processo ideologico si preoccuperà di trasformare in omosessuali diretti, simpatizzanti o sostenitori, tutti comunque semplici e passivi arredi della “dacia” comunista.  La corruzione di minorenni era l’ induzione a comportamenti inconsapevoli e pericolosi per l’ incolumità mentale e fisica del minore. Questo reato non esiste più ed il plagio mentale che le scuole di partito hanno perpetrato e continuano a mettere in atto, passa inosservato e addirittura protetto dalla comoda etichetta della guerra ai pregiudizi sociali. Peccato che nella foga di guerreggiare questi pazzi normalizzatori fingano di ignorare il pregiudizio da essi indotto contro l’ eterosessualità. Il secondo obbiettivo è meramente opportunistico in quanto ogni campagna normalizzatrice necessita di un alibi “morale” che faccia da paravento e confonda le idee ai gonzi. La “missione liberatoria e la lotta” al falso obbiettivo, creato ad arte, chiamato omofobia giustificano ampiamanete la lobotomizzazione psicologica dell’ infanzia.  Qualche domanda ai genitori di queste sventurate vittime si impone per obbligo di coscienza. Forse dovrei chiamarvi più realisticamente “fattrici e stalloni”, magari numero 1 e numero 2, ma vi chiedo, non vi ripugna essere espropriati della funzione più nobile e gratificante che la natura e la morale vi assegnano? Davvero non capite che i vostri figli interessano a questo sistema soltanto come “fruitori” di droghe, di alcool e di sesso opportunamente sterilizzato delle sue componenti spirituali? Ma davvero non vi accorgete che i capibastone del politically correct, che traviano e rovinano i vostri figli attraverso una capillare manovalanza ideologica, tengono i loro preziosi pargoli fuori da questa melma e li “coltivano” in scuole private, riservate e di elite, nelle quali non si praticano lavaggi di cervello? Ed infine, cosa è per voi veramente vostro figlio? Perchè consentite che sia privato di un sano e normale sviluppo psicosessuale soltanto per ingrossare le fila della lobby omosessuale ed essere oggetto di manipolazioni psicologiche e psichiche che sono “border line” con la pedofilia? Rispondete alla vostra coscienza ed agli occhi dei vostri figli che vi guardano ed agite! Ribellatevi,  non è più tempo di attendere e di subire passivamente perchè “la strage degli  innocenti” è già iniziata .

SENZA FAMIGLIA.

La società occidentale si sta avviando a passi follemente veloci verso la condizione di orfana delle figure, moralmente e biologicamente insostotuibili, di madre, padre e figli. E’ una corsa insensata verso il traguardo di un agglomerato umano bastardo di sconosciute origini e senza prospettive. Il diktat delle lobbies omosessuali, pedofile ed anticristiane spinge il branco occidentale nel baratro della negazione delle proprie origini e delle proprie finalità esistenziali. Pare che in Francia due genitori siano stati multati perché indossavano un indumento su cui era riprodotta l’immagine di padre, madre e figli che si tengono per mano, e che in Spagna, a Granada, siano stati posti fuori legge i libri di una giornalista italiana perché difendono la famiglia naturale ( da IL GIORNALE del 5 gennaio 2014). Ogni giorno si allungano le liste di proscrizione di coloro che, come chi scrive, si oppongono alla cancellazione della famiglia sacra e naturale e combattono per impedire il trionfo della NON famiglia, del nulla genetico, del magma asessuato e dei ” genitori numerici”. Molti italiani non si sono accorti che è in atto una guerra la cui avanguardia è la diffusione di un nuovo nazismo che vuole annientare la famiglia naturale e dare al mondo una stirpe razziale fatta di incompiuti, di numeri, che rispondono al delirante disegno del “nuovo de-genere umano”. La ferocia con cui ogni giorno di più queste menti inversamente pensanti aggrediscono la famiglia naturale ripropone, dopo ottanta anni, la violenza nazista che voleva far prevalere una razza, quella ariana, su tutte. Oggi come allora i criminali normalizzatori sono all’opera per proibire, imporre e comandare affinché vinca la loro folle idea di una società senza famiglia. In tale ottica la crisi economica europea viene sapientemente gestita ed utilizzata come arma di persuasione verso i giovani che, spaventati dalle nere prospettive della recessione, rinunciano a fornare una famiglia e si rifugiano nella illusoria nicchia del single  a cui basta una minestra preconfezionata, un panino al bar accompagnato da una overdose di birra per essere felice. Il bombardamernto fiscale sulla casa è l’altra ganascia della tenaglia ideologica che mira alla distruzione della valenza patrimoniale della famiglia ed allo scardinamento di una società fondata sulla proprietà privata e sulla successione a favore di figli e nipoti. La famiglia, nelle sue implicazioni politiche, sociali ed economiche, è il nemico di questi irresponsabili fautori di un mondo orfano di essa. E’ una guerra dichiarata stando nascosti sotto falsi intenti liberatori e all’ombra di una pretesa discriminazione ai danni delle nuove categorie sociali rappresentete da omosessuali e transessuali. E’ una guerra che prevede l’uccisione dell’integrità individuale attraverso la castrazione psichica di regime e la condanna per milioni di bambini sani ed innocenti a vivere avendo per “genitori” due caricature numeriche e sessualmente indefinite. Dichiarare nullo il diritto di un bambino ad avere veri genitori naturali donna ed uomo è l’atto supremo del nuovo nazismo. I bambini, essendo minori ed indifesi, sono sotto la protezione della morale e del principio intoccabile della libertà, e nessuna legge, tantomeno alcuna sentenza, possono condannarli a morte psichica rubando loro la vita normale. Siamo in guerra ed il nemico della pace sociale e famigliare è in mezzo a noi mimetizzato trasversalmente e determinato a sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Siamo giunti ad una nuova “notte degli specchi” durante la quale, in un sabba di follia, verranno dati alle fiamme i diritti di ogni popolo, di ogni individuo, di ogni bambino a formare e vivere in  una società naturale di donne ed uomini la cui cellula sia la famiglia. Attraverso questa terza guerra mondiale i profeti del nulla vogliono costruire una società basata sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto indiscriminato, sulla eutanasia, sulla eliminazione della famiglia e della distinzione sessuale. Questo è il progetto, questi sono i caposaldi  del tempio, e le armi affilate della persuasione di massa e dello sfruttamento dell’ignoranza collettiva, tagliano a fette il futuro con grande soddisfazione del mondo anticristiano che già gongola per l’indebolimento ” dell’ impero d’occidente”  ed è pronto a saltargli alla gola.

IL MONDO CAPOVOLTO.

Un tempo esistevano il più e il meno, simboli di postività e negatività, che servivano a valutare l’ individuo dandone un giudizio complessivo ed una sua collocazione nella scala dei valori sociali. Onestà, capacità lavorative e attitudine allo studio, erano le doti sulle quali si cotruiva la persona e dimostrare di averne in abbondanza era un imperativo morale a cui ci si atteneva senza remore.  Poi venne il tempo degli zero, la rivincita sociale del meno che, definendosi vittima dello strapotere “razzista” del più, prese a delegittimarne l’ importanza per finire con il considerarlo l’ origine di tutti i mali della società.  Il più e la positività sono  così diventati fonte di discriminazione nei confronti del meno e la sottocultura dell’ appiattimento coniò il famigerato  6 politico, la grande falce che tagliava il merito, la qulità e il primato, per dare a tutti la stessa valutazione. E siccome le qualità ed i pregi, così come i difetti ed i limiti, non sono equamente distribuite, la spinta dal  e verso il basso ha cercato di eliminare l’ individuo, ideale prova vivente degli uni e degli altri,  per sostituirlo con la massa, monolite schiavo e simbolo dei valori medio bassi che ne garantiscono la conservazione nel limbo del collettivismo. Questa sistematica erosione e corrosione del più ad opera del meno ha investito tutti i livelli e gli spazi esistenziali. La famiglia, nucleo centrale ed embrione della società, è stata la prima a subire i colpi d’ ascia “riformatori” con o quali le è stata tolta l’ indissolubilità, la forza patrimoniale e il ruolo formativo. Oggi se non si hanno alle spalle almeno tre separazioni coniugali non si è a la page, se non si possono vantare compagni e compagne destinatari di miseri assegni divorzili con i quali i nuovi “sceicchi” frantumano il “ricco” stipendio da operaio o impiegato, per poi finire ad abitare nell’ utilitaria di famiglia, non si è uomini di mondo. Non vale più la capacità di conservare unita la famiglia, impresa più ardua che salvare una nave dai flutti del mare forza 12, ma vale la disinvoltura irresponsabile del farne e disfarne quante più si può, e per non far sentire in imbarazzo questi idioti del matrimonio usa e getta è stata coniata la categoria assolutoria di famiglia allargata. La scuola, altro istituto fondamentale del conflitto sociale fra il più e il meno, ha subìto la stessa sorte.  La si è svuotata dei contenuti selettivi del merito e l’ idiota, il bullo, il parassita per vocazione, sono saliti alla ribalta come soggetti degni di emulazione e di rispetto, mentre lo studioso, il serio ed il volenteroso, sono stati etichettati con l’ espressione, omnicomprensiva di ogni negatività, di secchioni. Il 6 politico e il “docente ignorante”  sono diventati i capisaldi della “nuova” scuola affrancata dal sacrificio e dall’ applicazione nello studio. Il mondo del lavoro è stato il terzo stadio del vettore che ha portato la nostra società nell’ orbita della disgregazione. Il lavoro, in senso lato, è passato da strumento di emancipazione economica ed intellettuale a condizione di servitù sociale imposta da un non meglio identificato “sistema”.  Essere ligi, svolgere le proprie mansioni puntualmente, è divenuto sinonimo di servilismo in luogo del mai accettato rispetto contrattuale.  Sabotare il lavoro, rubare ore di straordinario e materiale dell’ azienda, produrre falsi certificati di malattia per poi anadre a caccia o in settimana bianca, sciando oltre che sulla neve sulla testa del “sistema”, sono stati, e tutt’ ora sono, imperativi ideologici rispettatissimi.Come rispettatissimo e supertutelato è il nuovo comandamento così detto di genere che fa dell’ omosessualità la condizione naturale e culturalmente superiore, e dell’ eterosessualità uno stadio primitivo degno di TSO a base di elettrochoc e sedute psicoanalitiche normalizzatrici. Ora sentirsi dichiaratamente ed orgogliosamente maschio o femmina è considerato sintomo di conclamata sindrome involutiva, di incapacità di comprendere il percorso umano verso il non sesso. Dopo aver combattuto ed odiato la presunta distinzione “razzista”  fra normale ed omosessuale, oggi si vuole affermare che è normale solo l’ omosessualità e, di conseguenza, che chi non l’ accetta è un malato da riformattare secondo il nuovo verbo di genere. Cosa restava da fare per capovolgere totalmente il mondo? Capovolgere la legge ed il senso della Giustizia.  La sostanziale impunità di delitti contro la persona (specie se vittima è la donna), il perdonismo generalizzato rispetto a crimini commessi in condizione di abuso alcolico e di droghe, l’ esproprio dell’ abitazione lasciata temporaneamente incustodita consentito dalla palude di leggi burocratiche, stanno celebrando la fine del Diritto e la sua sostituzione con una giustizia amministrata secondo convenienze ideologiche e valutazioni personali. Da tutto ciò deriva il trionfo amminstrativo del brutto sul bello, dell’ idiota sull’ intelligente, del degrado sulla dignità. Questo mondo capovolto avrà breve vita perchè la follia cher lo governa lo porterà a compiere il gesto estremo dell’ autodistruzione convinto, come può esserlo soltanto un demente, di arrivare così alla propria totale “liberazione”.

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