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tolleranza inaudita della criminalità.

QUANTE VITE ANCORA?

E’ la domanda che, nella mente di chi ha un minimo di buon senso, rimbalza come una pallina da flipper impazzita davanti alla interminabile sequela di persone di ogni età uccise sulle strade italiane da alcolizzati e drogati con licenza di uccidere. La cronaca ci bombarda di notizie tragiche, vite spezzate con il massimo del dispregio da parte di incivili, per lo più extracomunitari nord africani, zingari, rumeni, albanesi e moldavi. Sono costoro che quando non ricorrono al piccone per esprimere il loro ego usano le vetture coma armi da guerra compiendo stragi di persone con la stessa naturalezza con cui respirano. Appartengono a popolazioni che così dimostrano di essere lontane anni luce dalla civile consapevolezza del valore della vita.  Sotto questo aspetto hanno comportamenti primitivi che praticano pur essendo, quanto desiderati è facile capirlo, ospiti di una Nazione che fin quando non ha contratto il cancro del politicamente corretto, era la culla del Diritto. Si consumano così tragedie familiari a ripetizione a cui fanno seguito, decuplicando un dolore già immenso, gli incomprensibili “buffetti giudiziari” elargiti dalla magistratura a carico di questi protagonisti che, alle orecchie di una opinione pubblica demoralizzata e dei familiari delle vittime, suonano come autentica derisione del dramma vissuto. Il politicamente corretto impone alle persone oneste e perbene di sopportare la violenza di questi barbari nella folle illusione che prima o poi  emergano  dalla loro condizione socialmente primitiva e si integrino. Occorerebbero secoli nella più rosea e ottimistica delle previsioni. E’ invece lo Stato di Diritto che si deve difendere da questa inaccettabile manifestazione di barbarie e non già esso a doversi sottomettere in attesa di una maturazione sociale che non avverrà mai. Ed i cittadini di questo Stato hanno il diritto-dovere di pretenderlo ribellandosi attraverso gli strumenti costituzionali a questo buonismo a senso unico che nulla ha a che fare con l’ ospitalità ma sembra piuttosto avere tutte le caratteristiche di una normalizzazione politica tendente allo smembramento dell’ identità nazionale. Quante vite dovranno essere sacrificate prima che si capisca tutto ciò?  O dobbiamo sperare che nelle maglie di questo buonismo idiota ci finisca qualche figlio o moglie di quei papaveri che lo professano, affinchè rinsaviscano? Perchè coloro che se ne fregano delle leggi uccidendo devono essere premiati con una comprensione che sa di assurda protezione per loro e di razzismo verso le vittime?  Diverso se non opposto, almeno per il can can mediatico che ne deriva, è quanto avviene allorchè la vittima di un pirata della strada è un extracomunitario e il reo un italiano. Le trombe buoniste squillano al massimo dei decibel, solerti sindaci proclamano lutti cittadini e la notizia apre e chiude tutti i telegiornali. Perchè? Dove è la differenza? Evidentemente a nulla sono servite le dominazioni straniere subìte nei secoli dalla povera Italia, e gli italiani, in ossequio all’ idiota politicamente corretto, oggi sembrano disposti e pronti ad impalarsi da soli risparmiando al “povero invasore” anche la fatica di dovervi provvedere. Intanto le braghe sono state calate…

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