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Solo contro tutti

UNA PUTTANA CHIAMATA EUROPA.

La prostituzione, qualunque sia la giustificazione che se ne adduce, è il punto più basso che si possa toccare nella dequalificazione reciproca fra individui. Ma essa appare ancor più miserabile e criminale quando ad esercitarla sono degli Stati riuniti, soltanto dalle carte bollate, in un organismo politico ed economico chiamato Unione Europea. I fatti tragici  di Parigi dimostrano ciò che era stato previsto, per altro con estrema facilità, da coloro che sanno quanto faccia due più due già da quaranta anni a questa parte, e dimostrano anche quanto avesse reagione un certo Charles De Gaulle, eroe della vittoria sul nazismo, quando apostrofava i primi idioti teorizzatori dell’ integrazione interculturale, come possessori di un cervello da colibrì (ci perdoni il magnifico uccello questo offensivo raffronto quantitativo).  Ciò accadeva agli albori della nuova Europa dopo che Hitler ne aveva raso al suolo gran parte ed oggi, a dispetto di invasioni barbariche senza fine, c’è chi, come quella piccola espressione elettorale rappresentante l’ Italia, si permette di pontificare riempiendosene la bocca, quasi sempre inopinatamente aperta, di quel buonismo tanto caro alla sinistra e ai trafficanti di “mafia capitale”, di porte spalancate e di eliminazione delle frontiere. Chi ha combattuto e vinto il nazismo, Statisti del calibro di De Gaulle e Churchill, sapeva bene cosa fosse la follia ideologica di quella “religione” ariana, e capì anche che il comunismo sovietico, altra “religione della follia”, ne avrebbe preso il posto se l’ occidente non avesse chiuso le frontiere della civiltà e della democrazia. Comprese altresì che il fanatismo religioso, in senso lato, base di ogni movimento violento, non si sarebbe esaurito con la fine del nazismo e del comunismo.  Chi venne dopo di loro invece si sentì al sicuro da tutto e fece scendere le brache d’ Europa alle sue ginocchia consentendo a chiunque di calpestarne tradizione, ideali e libertà. Oggi si piangono le lacrime del coccodrillo. Oggi si tira fuori dai maleodoranti cassetti della retorica politicante tutto lo “sdegno” e tutta la “sorpresa” contro la violenza! Ma dove hanno vissuto questi emeriti deficienti durante gli ultimi quaranta anni, e cioè fino a ieri, di invasioni barbariche? Cosa frullava in quei contenitori del nulla inutilmente appoggiati sulle loro spalle? Buonisti idioti, integrazionalisti ebeti e multiculturalisti dementi, cosa vi aspettavate oggi, forse il lancio di coriandoli multiraziali e multicolori per le strade d’ Europa? Grazie allo stuolo di imbecilli che si sono succeduti alla “guida” delle Nazioni d’ Europa oggi la pretesa e fantasticata U.E. non c’è più, ha aperto le frontiere economiche e politiche, come la prostituta le gambe per i suoi clienti, vendendosi al ricco offerente convinta di essere furba e di intascare miliardi di euro facili. Si è sentita ricca nel ricevere l’ elemosina da chi l’ ha comprata dandole soldi in cambio di sovranità e libertà. Oggi si piange, si sfila in  cortei della retorica, si sfornano insopportabili elogi della libertà dopo averla svenduta per un piatto di lenticchie. I piccoli miserabili pagliacci da palco politico oggi sono tutti lì in prima fila e si permettono il lusso di farci ancora la predica, di fare l’ apologia di tutti quei valori democratici e religiosi  che ci hanno tolto. E questa è una violenza identica a quella che ha fornito il pretesto per tanti inutili cortei di autocommiserazione.

ATEISMO, UN TEOREMA ACEFALO.

Il tic non passa mai di moda ed anzi trova sempre nuove motivazioni “estetiche” che calamitano povere schegge di ferro ammassandole intorno al totem dell’ ateismo.  Ne consegue che dichiararsi atei, assuma quel carattere misero tipico di chi, incontrato per caso un pò di denaro, sfoggi abiti griffati e dimentichi le toppe al sedere possedute fino a ieri. E’ un modo scolastico e puerile per definirsi diversi o meglio, superiori rispetto alla massa credente e, perciò, automaticamente credulona. Ma su cosa è basata la “dottrina” atea? Prima di tutto sulla negazione del Dio Creatore, dello Spirito dal quale tutto proviene e al quale tutto è destinato a tornare. Ma l’ ateo non si limita a non credere in Dio, va oltre e si spinge a credere in sè stesso quale unico dio,  quale mente pensante e capace di spiegare l’ Universo sapendone quasi nulla. Dunque l’ ateo nega Dio perchè si considera un dio. Quanti mediconzoli, quanti ricercatori del nulla scientifico in camice bianco e tasche piene di “scienza”,  appresa nei “Bignamini”, si dichiarano “scienziati” e dunque, necessariamente atei, avendo essi “compreso” tutto il comprensibile?  Tanti, troppi. E dietro di essi si snoda una processione di filosofi, cattedratici, giornalisti e pennivendoli  dalla sintassi claudicante ma fieri di un ateismo distintivo, come un tempo furono il fiore all’ occhiello, i baffetti alla cretina e il pizzetto all’ idiota. Ci sono stati anni in cui ci si vergognava di essere democristiani mentre essere di sinistra era sinonimo di superiorità culturale e attestato di totale comprensione del mondo. Non andare più alla Messa era segno di emancipazione come fumare e bestemmiare, d’ altra parte che “uomo” è colui che si inginocchia e chiede aiuto al proprio Dio per affrontare i dolori della vità? Inginocchiarsi davanti al Dio Craetore ed onorarlo attraverso la preghiera è comportamento  disdicevole,  da donnicciole pie ma stupide.  Il “vero uomo” si inginocchia solo davanti al capo bastone di partito, bacia le mani del boss mafioso, del corruttore trasudante denaro riciclato. Il “vero uomo”, l’ ateo, non ha bisogno di nulla, non ha dubbi ed è la certezza scientifica fatta persona. E’ capace di rispondere ai perchè esistenziali soltanto perchè non se li pone, limitandosi a sentenziare che ciò che non è spiegabile oggi lo sarà certamente in futuro. Peccato però che non sono stati sufficienti millenni di “scienza atea” a spiegare sia l’ origine dell’ umanità che le sue finalità. Per l’ ateo l’ esistenza di Dio è un fastidio insopportabile, un richiamo alla responsabilità che gli impedisce di vivere libero dalla sua coscienza e da quella comune. Tapparsi le orecchie è comodo, consente di autoassolversi dichiarando inesistente il peccato  e l’ offesa, salvo ripristinarne tutta la sacralità se l’ offeso è egli stesso o la sua ideologia per parallelepipedi di marmo. Proprio perchè l’ ateismo è certissimo di spiegare ogni cosa, dimostra di essere un teorema acefalo  che poggia non sul ragionamento (e come potrebbe?) ma sull’ esclusione tout cur di risvolti spirituali estranei all’ apparato gastro intestinale che gli fa da motore. Esso rifiuta il Giudizio perchè è incapace di sostenerlo, diventa razzismo intellettuale e bolla come poveri mentecatti coloro che si confrontano con il dubbio. Soltanto un ateo può essere così estraneo alla magnificienza del Creato ritenendolo frutto di casualità chimico fisiche, di una qualche cosa che non conosce ma che, velleitariamente e apoditticamente,  dà per sicura ed indiscutibile.  La Poesia, la Preghiera, la Musica, la Scultura, la Pittura  e l’ Amore, sono dunque non portati dell’ anima ma semplici risultati di applicazione razionale della mente. Forse stiamo sopravvalutando l’ ateismo facendone materia di confronto, sottovalutando per contro che potrebbe essere mera incapacità di capire.

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