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Scuola della follia

BULLI? NO, IDIOTI.

La vergognosa vicenda di Lucca  (una delle troppe) che ha visto protagonisti degli idioti adolescenti e un insegnante palesemente non all’ altezza del ruolo (ormai sono tutti come lui: appecoronati al politically correct) è la carta d’ identità della “buone squola” voluta dai “progressisti comunisti”. Sono trascorsi (inutilmente) oltre 40 anni da quando i primi idioti contestatori non riconoscevano l’ autorità docente e si sedevano, dando le spalle ai professori, durante gli esami universitari (location: facoltà di Magistero a La Sapienza di Roma). Da allora la progressiva corrosione comunista, tesa alla distruzione della scuola (e della famiglia) per sostituirla con la “buona squola”, ha scaricato la valanga di “diritti” sulla Casa dei Doveri spazzandola via come un inutile “orpello reazionario”. Fumo, droga, alcol, cellulari, orari di lezione discrezionali, programmi di studio opportunamente sterilizzati, la Storia utilizzata a fini ideologici, abbigliamento miserabile quale simbolo di appartenenza, gergo fondato sull’ ignoranza grammaticale e sulla violenza verbale, sono diventati i capisaldi della “buona squola” che, secondo gli idioti buonisti ovviamente di sinistra, deve educare (cioè normalizzare) e non insegnare. Con ciò si è perpetrato  lo scippo educativo ai danni della famiglia, con la compiacente e complice  delega da parte dei genitori post sessantottini già inzuppati di imbecillità, di ignoranza e di ideologia. Gli attuali “bulli”, cioè idioti o dementi se si preferisce, sono i nipoti degli idioti del ’68 e sono anche l’ esatta riproduzione dei loro genitori, forse capaci di generarli biologicamente (lo sanno fare anche le blatte), ma assolutamente incapaci di trasmettere cultura, senso di responsabilità e di autorevolezza. Gli idioti attuali, i “bulli”, hanno in più rispetto ai loro “fabbricatori” la disponibilità illimitata di accedere a qualunque capriccio: dalla paghetta alla moto, all’ automobile, al cellulare, alla discoteca, fino alla insindacabilità dei loro comportamenti. Fabbricare idioti, o “bulli”, è facile ed è per questo che i genitori post sessantottini ci riescono magnificamente, in ciò sostenuti ideologicamente dal partito politico di riferimento che li ha comandati anche nelle “campagne” per la distruzione della famiglia, della sessualità responsabile e dell’ anima.  Ci si domanda, ipocritamente, cosa fare e come contrastare tale cancrena ben sapendo e, con viltà, ignorando come l’ unica cura sia, in questi casi, l’ amputazione. Sì, l’ amputazione del diritto di fare ciò che pare e della intoccabilità del pargolo idiota.  I buonisti (idioti più dei bulli) pensano che bocciando questi indefiniti organismi biologici si dia un segno forte, una punizione adeguata! Ma a questi idioti (spesso figli di idioti) non frega un cavolo  della carezza rappresentata dalla bocciatura, che valeva più di un pugno in faccia quando per stare al mondo necessitava essere uomini. Oggi per stare (e bene) al mondo devi essere obbligatoriamente idiota e ignorante, e farti condurre al guinzaglio dal partito che ha ideato la “buona squola” e dai giudici di partito che ti diranno sempre cosa fare, cosa pensare e che stabiliranno anche se tu debba vivere da maschio o femmina indipendentemente da come sei nato. Quindi la domanda vera è quali siano gli idioti (o bulli) fra quelli che sporcano i banchi di scuola o la marmaglia del buonista politicamente corretto (e idiota) che sporca i banchi del Parlamento.

GIOCARE AD UCCIDERE.

I figli dei videogiochi,  della paghetta, del divieto di accesso nella loro camera, della “squola” come punto di “incontro” e non di studio, in sintesi, di questa società buonista, permissiva, idiota e ignorante, giocano ad uccidere come giocassero al tiro alla fune. Sono i mostri creati dal dissolvimento dell’ autorità e della funzione formatrice di genitori, professori, maestri, sacerdoti e di ogni altra figura di riferimento sociale. Sono gli orfani di quella “FAMIGLIA NAZIONALE” dentro la quale spesso volava qualche ceffone e la punizione educativa trovava la sua legittimazione nel costante richiamo al dovere, allo studio e all’ impegno, come sentire comune di ogni famiglia. Sono il frutto della desertificazione culturale imposta dai menestrelli della deresponsabilizzazione, da quei miserabili pazzi che hanno cancellato il Dovere ed esaltato il Diritto a tutto e subito, senza se e senza ma. Questi prodotti della fabbrica del nulla anti famiglia hanno cominciato ad uccidere i loro genitori  davanti al diniego dell’ auto “12 valvole”, poi sono passati allo sterminio familiare per accedere prima del tempo all’ eredità, e adesso, con una facilità ed un vuoto cerebrale sconvolgenti, soltanto perchè vengono rimproverati per scarso impegno scolatico o per uno stile di vita fuori dalle righe. Essendo morta e sepolta la “FAMIGLIA NAZIONALE” e con essa quel sentire comune che valeva per tutti e che perciò era riconosciuto ed accettato, questi orfani sociali, figli della famiglia allargata, devastata, delegittimata, e svuotata, vivono allo stato brado, insofferenti alla vita stessa e ad ogni assunzione di responsabilità. Sono selvaggi e violenti, abituati alla morte virtuale e a quella reale ormai entrata nella vita quotidiana con una “regolarità” studiata e voluta da questa abominevole società politicamente corretta. In questa giungla, nella quale ministri della Chiesa stuprano minori di entrambi i  sessi, ministri del governo e politicanti in genere rubano e depredano la cosa pubblica, semplici cittadini  si fingono invalidi per rubare una pensione, gli “eterni ragazzi” si sentono autorizzati ad uccidere chiunque, compresi i prorpi genitori, si frapponga fra loro e il godimento senza limiti della vita. In fondo una Nazione che ha il primato del debito pubblico, della corruzione politica e religiosa, della ideologizzazione di ogni rapporto umano, che nega l’ esistenza dei sessi e delle loro implicazioni morali e sociali, che nega la cultura in favore dell’ ignoranza globale, non può sorprendersi se le sue nuove generazioni si distinguono per “imprese” tragiche come quella dei due “ragazzi” di Mantova. Quei colpi d’ ascia sono il risultato delle politiche buoniste nei confronti della droga, delle stanze progressiste per drogarsi, della depenalizzazione dell’ uso “personale” di stupefacenti che, ipocritamente e scientificamente nega il teorema secondo cui la droga personale sia la cellula della droga nazionale.  Quei colpi d’ ascia sono stati inferti in concorso con quella ideologia politica che dal ’68 diffonde, senza sosta, il messaggio “uccidi tuo padre e sarai libero”. Quei due miseri sottosviluppati sono il succo dei frutti coltivati nell’ odio, nell’ invidia sociale che porta  alla appropriazione indebita e all’ esproprio proletario, che dal piano politico  sono penetrati, contaminandola, nella famiglia o quel che resta di essa. Questi colpi d’ ascia al proprio padre e alla propria madre sono la plastica rappresentazione di ribellione alla vita, alla sua spiritualità e al suo essere dono di Dio. Sono colpi inferti dall’ ateismo snob dei super deficienti che “pensano” e propugnano una vita fatta di soli bisogni, anzi diritti, materiali in nome di una “scienza” che tutto “spiega” e tutto, in realtà, nega. Sono i colpi d’ ascia inferti dal caos mentale spacciato per liberazione dell’ individuo.

LE FOLLIE CARNEVALESCHE.

Carnevale è andato. Interi Continenti si sono concessi una vacanza mentale, una fuga dalla realtà e un bagno di illusione in un mondo di fantasie. Poi è tornata la Quaresima a ripristinare l’ ordine mentale e maschere e costumi sono stati riposti nei bauli. Purtroppo questo non succederà per le follie carnevalesche che stanno contagiando e disintegrando una umanità disperata, rimbambita da droga, alcool e benessere, impegnata nella miserabile istituzionalizzazione di nuovi modelli sociali basati sulla disgregazione della Famiglia naturale. Questo tragico carnevale, che vede sfilare al posto di maschere tradizionali penose caricature, maschi mancati che vogliono chiamarsi mogli, donne indefinite che diventano mariti, figli della provetta precipitati nel girone dei folli, rischia di non conoscere Quaresima, di non essere una vacanza dalla realtà ma un vero e proprio ergastolo per gli innocenti bambini che, il feroce e aberrante, politicamente corretto definisce figli e per una società che si avvia alla morte spirituale e culturale. La sinistra italiana, eternamente orfana di cultura e senso di responsabilità civile, dopo aver saccheggiato la sacralità della Famiglia si è impegnata nella rincorsa al carnevale domestico progettando e costruendo le caricature della negazione naturale. La parola d’ ordine è “diritti”. Quelli di chi, affetto da tare psichiche e anomalie dell’ apparato endocrino, si illude di diventare normale travestendosi da “coppia” e pretendendo di “avere” figli con la complicità della politica corrotta, della scienza medica e dell’ immoralità che, insieme, condannano innocenti creature al ruolo di suppellettili, di giocattoli, nel girone infernale di un rapporto omosessuale camuffato da “famiglia”. Pulcinella e Arlecchino lasciano la ribalta alla femmina marito e al maschio moglie, autentiche maschere dell’ orrore antropologico. Il “nuovo mondo” della sinistra è tutto qui. Intere settimane di attività parlamentare sprecate nella “costruzione” del nuovo ordine innaturale mentre l’ Italia è una casa che brucia divorata dalle invasioni etniche,  dalla crisi economica, e dalla incapacità criminale di una corporazione politica modello Corea del Nord. Torna alla mente, dalle pagine dei Promessi Sposi, la desolata e schifata denuncia Manzoniana del banchetto dei “potenti”, al quale non poteva mancare la nomenclatura ecclesiastica, durante il quale si dibatteva intorno alla punibilità del messaggero di guerra, l’ odierno “matrimonio omosessuale”, mentre fuori la carestia, l’ odierna invasione barbarica, distruggeva la società civile. Sono sempre loro, gli Azzeccagarbugli, i Don Abbondio, i Don Rodrigo con codazzo di Bravi, a dirigere l’ assordante rumore del conflitto sociale, a dividere per dominare, a distruggere per non costruire. Il più triste carnevale è iniziato. Il genere umano si fa talpa e scava sentieri nel sottosuolo culturale in nome di un nazismo biologico che ha bisogno di imbecilli, di indefiniti, di corrotti, di pedofili, di omosessuali, di terroristi, di autobomba, di lapidatori, di sopraffattori, per trionfare. Nella rabbiosa consapevolezza di essere incapace di costruire il Paradiso questo miserabile genere umano si accinge a completare la costruzione dell’ Inferno.

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