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S.o.s. Italia

MINISTRO DAVVERO “economico”

Ascoltare le esternazioni del Ministro dell’ Economia italiano rappresenta, per una mente mediamente intelligente, una vera e proria tortura e aggiunge, se ve ne fosse bisogno, rabbia a desolazione.  Rese in un quadro estetico deprimente (evidentemente non esistono ministri economici diversi dal modello “tantum ergo”) fatto di pelle cadente, espressione sconsolata e condita di fastidiosa tristezza di circostanza, esse danno l’ esatta misura della incapacità che la politica nostrana  mostra di possedere nel gestire una crisi economica da essa stessa causata. Ascoltare ammissioni di fallaci previsioni di crescita fatte quando anche i sassi avevano capito che erano tali, vedere lo sgomento sulla sua faccia solo perchè la ripresa non “avviene”, sentire espressioni come “infelice combinazione” per descrivere il disastro provocato dagli ultimi tre governi di tecnici sinistri e di sinistra tecnica, fa ribollire il sangue e portare la mano alla bocca onde non farne uscire parole da querela per ” vilipendio ” della politica. L’ ottuso teorema è sempre lo stesso e le domande che si rivolgono   i sinistri pure: come mai la ripresa economica non germoglia dopo la geniale aratura fiscale posta in essere dai pericolosissimi “professori” del tassa ma continua a spendere? Come mai l’ occupazione non cresce (solo per gli italiani del posto fisso e d’ ufficio) mentre legioni di extracomunitari trovano vitto, alloggio e lavoro? Come mai le imprese, tartassate di imposte e soffocate dalla burocrazia, non assumono? Certi idioti sono convinti che basti darsi una partita Iva o una ragione sociale per evere garantiti fatturato e reddito. Uno di essi è il fisco di cui questa politica cialtrona è ispiratrice. Gente che sta dietro a una scrivania e porta a casa lo stipendio, anche se sbadiglia per otto ore di seguito, non ce la fa proprio a capire come mai la ripresa tardi e le imprese soffrano, eppure a sentire i tromboni istituzionali basterebbe avere coraggio ed investire denaro proprio, il resto sarà automatico!  Se le chiacchiere idiote della politica e della burocrazia formassero reddito l’ Italia sarebbe più ricca dell’ intera galassia petrolifera ma purtroppo esse producono soltanto immondizia ideologica che nessun inceneritore riuscrirebbe mai a smaltire. E dunque dobbiamo sopportare ministri da incubo che dall’ alto del pulpito arringano una Nazione in disfacimento per la illuminata azione di docenti saliti al soglio senatoriale, quale anticipo per la miseranda opera prestata, di enfant inconsapevoli e velleitari di partito, tanto sconsiderati da ritenersi in grado di fare i Presidenti del Consiglio quando, se si facesse sul serio, avrebbero scarse possibilità di superare l’ esame attitudinale per aspiranti parcheggiatori abusivi. Dobbiamo intristirci ancor di più vedendo la tristissima faccia di un Ministro che nei mesi di vigenza ha visto aumentare il debito pubblico, la disoccupazione, la morìa di aziende e la crescita della povertà. Ovviamente di proprie responsabilità nemmeno un cenno o l’ ombra come se in caso di deragliamento del treno fossero responsabili i bigliettai e non il macchinista. La colpa è sospesa nell’ aria ed è della ripresa stessa che non si decide a manifestarsi. Questa sorta di animismo, di cui è malata la lobotomizzata politica italiana, è sconcertante e mostra penosi individui pronti a dare la colpa a tutto meno che alla propria incapacità manifesta. Ora ricomincerà la tiritera delle manovre aggiuntive di bilancio smentite tanto da renderle reali, la richiesta di ulteriori sacrifici per la Patria che, non essendoci più oro da chiedere, opterà per il meno luccicante sangue, facendo balenare che non sarà più da escludere l’ espropriazione della riservatezza familiare attraverso una obbligata convivenza di tipo sovietico, prima con gli extracomunitari clandestini e poi fra noi italiani  con razionamento di metri quadri di spazio, metri cubi d’ aria e centimetri cubi di libertà. Ministro dell’ Economia di questa ormai resa povera repubblichetta, abbia un rigurgito rivoluzionario visto che proviene dalla scuola del partito comunista, faccia una cosa che non  è riuscita ai suoi due predecessori, passi alla Storia come il primo politico che riconosce le proprie responsabilità, si dimetta e lasci il posto a chi, ogni giorno, Le indica la strada giusta ma resta inascoltato.

PATRIZI E PLEBEI.

Premesso che, contrariamente ai tanti estimatori di Cesare e del Senato di Roma antica, non nutro particolari simpatie o addirittura adorazione per quei presunti grandi uomini capaci solo di immani guerre e stragi di interi popoli, con riduzione dei superstiti in stato di schiavitù, oggi soffro per l’ avviata eutanasia del Senato della Repubblica (?) italiana. E’ vero, dai tempi epici di Cavour molti portaborse, giullari di palazzo e comparse sono saliti allo scranno del ramo nobile di quel penoso luna park che risponde al nome di Parlamento, tuttavia realizzare che l’ unica “riforma”   partorita da una pletora di lavandaie consiste nel tornare al Senato della Roma Patrizia riducendo sì il numero degli ex portaborse ma creando una nuova e più ristretta casta di nominati per aver ben servito il “sistema” politico, impone di ribellarsi.  Sindaci e Presidenti di Regione saranno i nuovi patrizi che dopo aver affossato l’ economia nazionale con le voragini locali di Sanità, “consultopoli” e follie amministrative di ogni genere, saranno santificati con l’ aureola di alloro di Senatori quale risultato di uno scandaloso conciliabolo fra addetti ed adepti basato sulla regola cardine della politica: il do ut des. Nessuna democrazia vera presenta una Camera parlamentare esentata dal vaglio elettorale, nessuna nazione occidentale evoluta ritiene di poter fare a meno del voto popolare. Sono le varie Cuba con i loro soviet, le aspiranti Coree del Nord a privare i popoli del diritto di voto. In Italia sta nascendo una Cuba, oltretutto malformata o come direbbero i buonisti del lessico ipocrita diversamente abile ma io la chiamo semplicemente  deficiente nella più ampia accezione del termine. E’  tale perchè priva di contenuti giuridici e del rispetto istituzionale che la classe politica e burocratica per prime devono alla Democrazia. E’ tale perchè spaccia per largo consenso parlamentare e riformatore il consociativismo untuoso praticato a fini di mantenimento delle poltrone.  E’ tale perchè priva la Democrazia di uno strumento di tutela, il Senato elettivo, a beneficio del mercato delle vacche e delle prostitute politiche. Non è un caso che l’ involuzione politica, culturale e sociale, che stiamo vivendo sia pilotata da saltafossi, da avventurieri dalle mille tessere di partito, da comunisti “risciacquati in Arno”, da fascisti lavati con lo sbiancante, da “moderati” tanto moderati da non avere un’ idea e tantomeno un ideale. Per il colmo dell’ ironia sarà, forse, proprio questa malformazione congenita della politica italiana a salvarci dal perdere il Senato elettivo poichè, vista la durata media delle legislature, gli attuali giullari hanno poche speranze di superare l’ iter parlamentare ed il referendum popolare finale per giungere all’ obrobrioso risultato. Sarà, forse la plebe, distrutta dalle tasse, a cancellare  anzi a far abortire il malformato nascituro, il nuovo Senato dei patrizi. E intanto la recessione si mangia Italia, italiani e, per fortuna o per suprema giustizia, comincia a mangiarsi anche Berlino e Parigi.

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