Fb-Button
Banner1
Eligio Bartoli
Banner2
Eligio Bartoli

Pedofilia a pieni voti

LADRI DI FIGLI.

 Dalla provincia di Reggio Emilia la rossa arriva il fatto criminale emblematico  della ideologia gender-omosessuale, supportata da una sinistra che invia comparse solidali  sulla bagnarola pirata, ma che fa finta di ignorare le pratiche mengheliane poste in essere, nel suo grasso ventre, da assistenti sociali lesbiche. E’ noto che la “banda progressista” si sia sempre  ritenuta al di sopra delle leggi e che, in nome di una usurpata rappresentanza proletaria, abbia “giustiziato” poliziotti e politici avversari, colorando di rosso rivoluzionario quelli che erano soltanto volgari omicidi perpetrati da volgari assassini di  sinistra.  In base a tale pretesa superiorità rispetto alla legge ecco la “banda progressista” scagliarsi, con inaudita ferocia ideologica, contro la Famiglia unica e normale, per rubarle i figli legittimamente e naturalmente concepiti e condannarli alla morte quotidiana all’ interno di caricature domestiche omosessuali. Soltanto il comunismo e il nazifascismo, in ciò accomunati da identica ignoranza e crudeltà, sono stati storicamente capaci di deportare  milioni di individui, sradicandoli dalle loro case per poi sterminarli nel chiuso dei “salotti buoni” della loro follia (gulag e campi di concentramento vari).  Anche queste kapò assistenti sociali “progressiste”,  assistite in ciò da sindaci altrettanto “progressisti”, si sono sentite in diritto di deportare i figli di gente  normale e indifesa davanti alla cortina di ferro formata dalla burocrazia sociale e da certa magistratura alleati nel progetto di distruzione  della famiglia unica vera e naturale.  Queste kapò del terzo millennio, e quarto reich nostrano,  hanno avuto potere di vita e di morte su inermi bambini e genitori sprovvisti di ammanigliamenti economico-sociali,  e hanno potuto commettere i più odiosi crimini coperti dalla  autocertificazione   della tutela dei minori di matrice sinistra-buonista. Le indagini sono ancora in corso, ma dubito fortemente che fra le vittime di questi nazisti emiliani e “progressisti” ci siano famiglie di avvocati, giudici o ingegneri, attori e giornalisti. I “coraggiosi” vigliacchi hanno di sicuro pescato  nel mare (per loro) tranquillo del proletariato schiacciato dalla mancanza di tutele corporative e dunque ideale terra di conquista dei nazisti con tessera rossa. Sono questi i pacifisti che inneggiano ai mercanti di schiavi, sono questi i buonisti che attaccano il ministro Salvini e si permettono  di dargli del fascista e razzista. Sono loro che rubano i figli altrui per ucciderli dandoli in pasto a certi dispetti della natura che rinnegano la creazione di Dio. Invocare la pena di morte, con esposizione dei cadaveri a testa in giù sulla piazza di Reggio Emila, per questi autentici nazizti rossi non appare essere minimamente lesivo di quel senso di Giustizia non edulcorato e svilito da buonismo e perdonismo a senso unico. Chi tocca i bambini, e in questo caso anche le loro famiglie, deve morire! Non ci sono margini di discussione e chi li rapisce sotto l’ egida dell’ assisatenza sociale merita solo di sparire dalla faccia della terra.

I “MENGHELE” ROSSI.

Chi non è sprovvisto di memoria ricorderà certamente le campagne mediatiche condotte dal duo sinistra-clero contro la bioingegneria, cioè l’ intervento delle scienza in materia genetica. Le suffragette rosse e gli stregoni con Tiara e Pastorale  si scagliavano quotidianamente contro medici e futuri genitori scomunicando la loro tentazione-desiderio di predefinire il colore degli occhi ed altri connotati estetici dei nascituri, o di indagare eventuali malformazioni e impedire la nascita di persone destinate ad una vita di atroci sofferenze, servendosi delle conoscenze scientifiche acquisite. Urlavano come ossesse le vestali del “non toccate la natura, è da nazisti mengheliani intervenire su di essa.” Il peccato mortale era, secondo le sempre più isteriche vestali, perseguire la bellezza o semplicemente lo scongiurare infermità. A distanza di qualche decennio ecco però venire a galla, nel fetido stagno del buonismo politicamente corretto, una versione 2.0 dei paladini anti ingegneria genetica. Sono i nuovi tromboni del miserabile non pensiero gender. Sono i nemici del femminile e del maschile, sono i pazzi furiosi secondo i quali il sesso è una discriminante omofoba, un’ ingiustizia Divina contro cui scatenare, in guerra totale, le ridicole legioni racchiuse nell’ acronimo LGBT. Gli stessi che ieri scagliavano anatemi moralistici contro quelle mamme e quei papà oggi esaltano il farmaco “liberatore dell’ umanità dalla schiavitù” imposta dalla natura e le sue distinzioni. La Triptorelina è improvvisamente diventata la via verso la terra promessa del non sesso, delle ammucchiate arcobaleno, delle caricature transessuali. Con essa si può bloccare, in età adolescenziale, il normale e naturale sviluppo sessuale e scegliere se continuare ad essere ciò che la natura ha voluto o inventarsi una propria “creazione” di sè stessi. Ancora una nuova ma sempre vecchia versione del Peccato Originale sponsorizzata dalla corporazione omosessuale e pedofila, con il non casuale “appoggio esterno” della gerarchia ecclesiastica che guarda con non preconcetta contrarietà alla nouvelle vague della distruzione dell’ umanità. Mutare un ragazzo in ragazza, anche per il più banale dei capricci. non è dunque, secondo le vestali dell’ omosessualità quale condizione di perfezione, un abominio genetico. Molto più delittuoso e criminale è scegliere il colore degli occhi del nascituro! Preti e buonisti omosessuali, chi riesce ad individuare differenze fra loro vince, si ritrovano fianco a fianco in questo pellegrinaggio verso il santuario della morte dell’ anima. E’ la vittoria  del “dio” del diritto prima di tutto contro il “demone” del dovere e della responsabilità di sostenere tutti il peso della “casa comune”.  Molto più comodo e facile è rivendicare il proprio diritto di pesare sugli altri, di essere zavorra morale retribuita con la paghetta di cittadinanza e con la totale licenza di non essere, di non dare, di non lavorare. Eccoli i menghele rossi! I fautori delle stanze della droga passati alle stanze della ri-creazione on demand. Sono i nemici della classificazione naturale in madri, padri e figli nella evidente, conclamata incapacità di essere uno dei tre. E’ l’ ideologia di chi mira a distruggere ciò che non è in grado di essere. Essa si è scatenata prima contro il capitale e il lavoro, poi contro la famiglia naturale e la bellezza,   ed infine contro la natura. La prossima mossa di questi folli sarà di retrocedere la vagina quale “luogo deputato alla nascita” in favore dell’ ano, politicamente corretto e non certo omofobo data la sua universalità e trasversalità.

Banner3
banner200x200
Banner4
banner350x150