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Olocausto del Santo Natale

PAURA DELLA VITA.

L’ immenso meteorite dell’ ignoranza primordiale si è di nuovo posto sulla linea di luce della civiltà, conquistata al prezzo di secoli di guerre e di faticosa evoluzione dall’ umanità, proiettando su di essa un cono di buio culturale. Le metastasi si sono propagate da quel focolaio infettivo che non conosce remissione e che la battaglia di Lepanto sembrava aver definitivamente detronizzato.  Pare bisognasse conquistare la Luna e lo spazio siderale, arrivare a guardare oltre i confini della nostra galassia e ubriacarsi di tecnologia, di internet e di onnipotenza, per poi tornare ad ammalarsi di ignoranza e retrocedere sulle palafitte della primitività fino a riproporre il teorema più basso e più spregevole: la paura e l’ odio del corpo femminile. Chiarito che in verità tali fobie nascondono il vero terrore rappresentato dalla superiorità intellettuale della donna rispetto agli “inquisitori” è comunque spaventoso dover constatare come l’ umanità, dopo aver volato in prossimità della sua emancipazione filosofica, sia improvvisamente ricaduta nell’ abisso dei riti tribali. La paura e l’ odio del corpo (della donna) sono identici, per portata di ignoranza e primitività alla paura che suscitava il fulmine. Non ci sono attenuanti pseudo religiose di sorta, trattasi di ignoranza e mancato sviluppo mentale allo stato cristallino associati a caratteri  somatici perfettamente allineati al degrado che ne deriva. Non ci sono dibattiti o conferenze da intavolare. L’ Occidente deve rigettare questo rigurgito primitivo senza indugiare in atteggiamenti snob tipici del buonismo di matrice sinistrorsa e anticristiana! La stessa Chiesa cattolica deve superare le ultime riserve mentali verso la donna ed il suo corpo dopo aver dato osceno spettacolo di sé con i roghi medievali e la ignobile Inquisizione orrendamente denominata “santa”. Allla Chiesa cattolica non si possono perdonare quei delitti che ancora bruciano sulla pelle  delle donne, laiche o suore che fossero, ma da essa si deve pretendere un reale mea culpa e il definitivo abbandono di quella paura e di quell’ odio che la connotano come mera setta religiosa maschilista ed oscurantista. La Chiesa cattolica non ha più tempo da perdere in atteggiamenti ambigui e, pena la sua sparizione, deve voltare le spalle  alle parate carnevalesche, ai sacri anelli e alle “Sue Eccellenze” porporate. Solo diventando la Chiesa di Dio e della Maddalena, oltre che di Maria, riuscirà a fermare la violenza ideologico-religiosa che veicola la miserabile pretesa inferiorità della donna e la sua sottomissione. Chi ha paura della donna e di conseguenza odia il suo corpo ritenendolo fonte del male, è una mente malata, è una espressione biologica indefinita, è un ectoplasma che si aggira nel XXI secolo armato di clava modello anno zero. Semmai è vero il contrario e cioè che il maschio è mediamente ancora oggi tale e quale come era all’ alba del mondo, con immutata attitudine alla violenza, alla prepotenza, all’ aggressione del più debole e all’ autocertificazione quale centro dell’ Universo. E’ da questi corpi che origina il male, è da queste menti preistoriche che nascono i campi di concentramento, gli stermini di massa, la paura della donna, l’ odio verso i suoi capelli e il suo corpo. E siccome l’ Occidente è meno malato di questo miserabile morbo, rispetto ad altre parti del mondo, spetta ad esso difendere la civiltà dall’ attacco della barbarie. Odiare il corpo della donna è odiare il Creato, è odiare la sorgente della vita, è assoluta incapacità di comprendere e rispettare Dio quale artefice della creazione. E anche se volessimo, per un istante di ignoranza, fingerci atei sarebbe comunque blasfemia scientifica aver paura di un meraviglioso “prodotto” della natura in grado di contenere emozioni, pensieri, desideri, in sintesi poesia. Chi odia il corpo della donna e ne ha paura erige le prigioni più tetre nelle quali  poter professare le religione della morte e della sofferenza. Dio è da tutt’ altra parte, è sorriso, è gioia, è musica, è canto, è danza, è arte, è donna e uomo liberi. Non ha certo il grugno e il ghigno malefico dei predicatori dell’ odio e della paura della vita.

SINISTRA VS GESU’. NON E’ UNA NOVITA’.

L’ attacco frontale sferrato dalle armate dell’ ignoranza contro la Croce, il Presepe e il Santo Natale, non è liquame di oggi ma affonda le putride radici agli inizi del secolo scorso e negli anni disperati del secondo dopo guerra con la contrapposizione all’ occidente cattolico del blocco sovietico. A quei tempi essere comunista equivaleva ad essere ateo anzi, un  bravo (?) comunista doveva tassativamente essere un anti Cristo e un mangia preti. A partire poi dalla “peste sociale” del ’68 iniziò la guerra per la supremazia sulle pareti delle aule scolastiche e degli uffici pubblici: il Crocifisso doveva essere rimosso (e allora non c’ era l’ alibi ipocrita dell’ offesa ad altre religioni) per far posto alle effigi dei “rivoluzionari” comunisti. Le scrivanie degli impiegati statali divennero la passerella ufficiale di tutta la schiuma guerrigliera e di tutti gli sterminatori di popoli targati “internazionale comunista”, i Vangeli e la Bibbia vennero sostituiti, nel ristrettissimo orizzonte culturale della massa, dal libercolo rosso di Mao Tse Tung. L’ anticlericalismo divenne anti Cristianesimo e il materialismo storico divenne il nuovo “verbo” per diverse generazioni piegate dal pensiero unico. Ci fu anche un miserabile  tentativo di arruolare Gesù nelle fila del socialismo europeo,  di gran moda negli anni ’80, attraverso un’ operazione di riduzione schematica del pensiero cristiano ad una espressione, divenuta popolare fra gli acculturati a base di “bignamini”, secondo la quale Gesù sarebbe stato il primo socialista della Storia. L’ operazione fruttò soltanto un “raccolto” di catto comunisti che si sistemarono sugli strapuntini politici di volta in volta offerti loro dal demagogo di turno per garantirsi una risicata maggioranza parlamentare. Nel frattempo, nel ventre molle di una società che si arricchiva col crescere del debito pubblico, spuntavano gli atei da salotto, gli intellettuali per auto certificazione, i fiancheggiatori con la erre moscia della carta stampata, che riuniti sotto l’ ala generosa della sinistra si occupavano di diffondere il nuovo “vangelo”: la superiorità culturale della sinistra. Ed eccoci ai giorni della guerra al Presepe, al Santo Natale e alla Croce, guerra esplosa nel momento in cui queste orde di “intellettuali” a pagamento hanno smesso di essere atee intransigenti e “scientifiche” e si sono riscoperte tutrici incondizionate di tutte le religioni ad esclusione di quella Cristiana. La ipocrita preoccupazione di non “offendere” l’ islam con i simboli della Cristianità è solo la foglia di fico che la sinistra usa per ribadire e rafforzare il suo odio totale contro la spiritualità di Gesù, la Sua tutela assoluta della vita e della libertà dell’ individuo. Chi brama il potere, chi ne fa la ragione unica dell’ esistenza, come fanno i regimi totalitari, e in ciò il comunismo è in ottima compagnia del nazi fascismo e del fondamentalismo religioso, non può amare Gesù Cristo anzi, proprio non può sopportarne la vista e la presenza nei Suoi simboli. Sinistra e ateismo da salotto sono mangia preti e contemporaneamente lecca Imam. Un chiaro esempio della incoerenza strutturale del (non) pensiero unico comunista. D’ altra parte a questa formazione politico elitaria servono due cose, due pilastri sui quali reggersi: una “intellighenzia” prezzolata e piegata a 90 gradi e una massa acefala, ignorante e rabbiosa, da condurre al guinzaglio. Può una simile infrastruttura politica reggere il confronto con la filosofia Cristiana? Assolutamente no! Ed è per questo che vuole eliminare la Croce, il Presepe, il Santo Natale insieme ai valori morali e di libertà che rappresentano. L’ ipotizzata e inesistente “offesa” all’ Islam non c’ entra niente.

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