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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Morire di buonismo.

LEGITTIMA OFFESA.

La “vendetta” di Vasto (marito uccide l’ uccisore della moglie) è uno schiaffo sull’ ipocrita faccia  del teorema, politicamente corretto e falsamente pacifista, secondo cui sarebbe  inutile condannare chi delinque in quanto la sua pena non riporterebbe in vita la vittima del reato. In sintesi: se ti uccido ti chiedo scusa ed estranei più di prima. Alla luce di ciò  come classificare, o meglio, come spiegare e comprendere il gesto di quel povero marito? Essendo la nostra società governata da leggi, sempre deformabili, interpretabili ed adattabili alle convenienze del pensiero dominante, anzichè da Princìpi non edulcorabili, è necessario, come dicono i “parlatori di professione”, contestualizzare l’ accaduto ed analizzarlo liberi dal cretinismo buonista che vieta di farsi giustizia da soli, pur in evidente assenza di uno Stato di Diritto. Colui che è rimasto ucciso oggi è colui che ha ucciso ieri spezzando non solo la vita della innocente vittima della sua irresponsabilità (passare con il rosso è reato non solo per il codice stradale ma è soprattutto un atto temerario voluto e sprezzantemente compiuto con spirito di ribellione al dovere e al rispetto),  ma anche l’ universo familiare fatto di presente e futuro di una giovane coppia. Falciando l’ ignara donna (incinta) per provare il brivido idiota di una bravata, per altro molto in voga fra i decerebrati adolescenti viziati e con paghetta, il “ragazzo” ha falciato le esistenze di più persone che, reciprocamente, di tali esistenze si nutrivano riuscendo a vivere solo potendosi guardare negli occhi giorno dopo giorno.  In un istante e,  per colpa della  irresponsabilità di un “ragazzo”, tutto ciò è sparito. D’ improvviso quel marito, quell’ uomo, quel prossimo padre, si è trovato catapultato nella landa sconfinata e ostile della solitudine. La persona che amava e che per lui era bussola e ancora, spazzata via come un birillo del bowling da un adolescente che giocava a fare il bullo. Cosa c’è di strano dunque se quest’ uomo ha perso la testa avendo perso tutto ciò che la sua testa desiderava? Perchè meravigliarsi (ipocritamente) del fatto che la sua vita si sia fermata a quello schianto? Si dice fosse in cura da specialisti per ritrovare l’ equilibrio perduto. Cavolate politicamente corrette! La fisica dei sentimenti è identica a quella delle cose e se una colonna viene abbattuta anche il soffitto cade e con esso il tetto. Se poi alla perdita incolmabile corrisponde l’ impunità del colpevole che ha causato la perdita stessa ecco che il corto circuito diviene fatale e scatta quella molla primordiale, oggi delegittimata dal politicamente corretto e dalle leggi (addomesticabili) che, insieme, tentano di apporre una toppa peggiore del buco. Mi chiedo perchè tutti i perchè che sono rimbalzati nella mente di questo povero marito e uomo non abbiano valore, non significhino nulla rispetto alla sua reazione, troppo superficialmente, liquidata come giustizia sommaria o peggio, omicidio premeditato? C’è forse in giro qualche Solone, con toga o senza,  che possa negare di aver avuto desiderio di vendetta per presunti torti subiti? No, non c’è alcuno che possa giudicare questa azione “riparatrice” come mero reato di omicidio. Se si perde la ragione per la perdita della propria aspettativa di vita come si può essere giudicati semplicemente assassini freddi e vendicativi? Se comprendere significa andare oltre il perimetro fisico delle cose, non si può non affermare che l’ ucciso di oggi ha costruito la propria morte con il suo gesto irresponsabile e che senza questo, oggi una famiglia sarebbe serena e non avrebnbe conosciuto l’ abisso della disperazione. Quel che è fatto è reso, e senza dubbio ritengo molto più degna di comprensione e perdono la tragedia di quest’ uomo che ha smesso di vivere quando ha perduto la propria “vita”,  che non la vicenda, molto simile alle troppe storie di omicidi stradali impuniti che hanno per miserabili protagonisti drogati, ubriachi e semplici immaturi.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

L’ ITALIA HA IL CANCRO.

Sta male, molto male questo povero Paesello mai capace di superare gli esami di ammissione alla civiltà politica e sociale, indispensabili per diventare uno Stato. Le contingenze militari dell’ 800 ne hanno casualmente fatto un Regno rattoppato e con i buchi nelle suole dello Stivale. Senza sapere come e perché i nostri nonni e i loro padri si ritrovarono appiccicata in fronte l’ etichetta di italiani all’ ombra di un Tricolore che doveva coagulare una realtà frantumata in bianco e nero. Mentre Nazioni come l’ Inghilterra festeggiavano quasi 200 anni di democrazia dalla caduta di Cromwell il povero Stivale muoveva i primi passi nel franoso terreno della autodeterminazione. Ci siamo iscritti all’ Università senza aver mai conseguito uno straccio di diploma. Ci siamo illusi di poter fare la guerra al mondo e siamo riusciti solo a provocare miserabili carneficine, buone solo per alimentare una industria cinematografica già asservita al presunto vincitore.  Quell’ equivoco di base  presenta oggi il salatissimo conto in termini sociali e politici. Nulla è bastato. Nulla è servito per far crescere una coscienza nazionale, uno spirito di appartenenza, un senso della Patria e dell’ individuo libero che, insieme, rappresentano le fondamenta di una Nazione. Abbiamo vissuto i decenni successivi alla seconda guerra mondiale dividendoci in bianchi e rossi dopo essere stati, gli uni e gli altri, nella quasi totalità fanaticamente neri. Abbiamo sempre guardato con invidia e complesso di inferiorità verso l’ estero e verso tutti quei “paradisi” nei quali essere servi, minatori, muratori e contadini, sembrava valere molto di più che esserlo in Italia. Siamo stati “venduti” nelle miniere belghe e tedesche, abbiamo fatto i camerieri ai signori svizzeri, ci siamo conquistati la nomea di accattoni e siamo diventati i poveri d’ Europa. Tutto abbiamo fatto fuorché costruire l’ Italia e gli italiani. Ed oggi, in piena globalizzazione, di fronte alla quale per sopravvivere è necessario essere Stato e Nazione, continuiamo a comportarci da idioti contradaioli medievali contrapposti e a fare il gioco, sporco, dei parassiti politicanti sempre pronti a svendere l’ integrità nazionale come fece Cavour con Nizza e la Savoia.  Oggi in svendita  c’è l’ Italia intera con quel suo popolo socialmente e politicamente analfabeta. Come spiegare altrimenti la sua passività davanti all’ invasione etnica che sta subendo per colpa di una “nomenklatura” composta da miserabili politicanti, da gran parte dell’ apparato giudiziario, dalla lobby clericale e dai mezzi di comunicazione di massa. E’ proprio perché siamo ancora massa e non Nazione che lo scempio della deitalianizzazione è reso possibile. Siamo noi tutti che, con viltà personale e collettiva, non ci opponiamo ad uno Stato vampiro che sta espropriandoci della casa, del denaro, della dignità e della italianità. Ancora oggi la maggior parte degli elettori italiani non ha la più pallida idea di cosa fare nel segreto della cabina elettorale e appone la croce in base a rancori, pregiudizi, ignoranza, convenienza e lavaggio di cervello. Come si può votare, avendo un quoziente di intelligenza appena sopra la decenza, per quei giullari che pensano di sanare l’ economia di uno Stato, da loro stessi in precedenza saccheggiata, attraverso la rapina e l’ estorsione fiscale?  Come si può parlare di Stato democratico quando uno zingaro ti può rubare la casa solo perché sei andato per qualche giorno in ospedale? Come si può parlare di Stato democratico quando dallo stesso si è obbligati a pagare l’Iva sulle accise che sono  esse una tassa? Italiani!  Contradaioli medievali, l’ Italia ha il cancro della politica, della burocrazia e dell’ ignoranza e non c’è all’ orizzonte un medico capace e intenzionato a curarla.

UMANITA’ USA E GETTA.

I grandi filosofi dell’ antica Grecia  avevano ben compreso quanto la vita fosse un doloroso percorso contro corrente, un risalire il fiume impetuoso del materialismo e dell’ ateismo per tornare alle sorgenti della spiritualità e della dignità umana. Ma ciò che riesce ai salmoni evidentemente non riesce a colui che, nell’ eterno delirio di onnipotenza  di cui è preda, si sente padrone di un mondo ormai stremato dalla sua ottusità distruttrice. Oggi, come mai prima, il genere umano è proiettato esclusivamente verso la sua totale irresponsabilità, come se vivesse in un luna park e potesse scegliere fra mille giochi e divertimenti fingendo di ignorare lo scopo della sua esistenza. Tutto è gioco. E il più perverso è quello di inventare una umanità senza sesso all’ interno della quale l’ individuo diventi una variabile a disposizione del dominante politically correct. In questa ottica deformata l’ omosessualità viene trasformata da patologia clinica in status sociale (intoccabile). Corollari di questa follia sono le pretese nuove “famiglie” e la sparizione dell’ unica vera, quella naturale eterosessuale, considerata omofoba per definizione, struttura e finalità. Il nazismo ideologico che scaturisce da tale degrado mentale sancisce che tutto ciò che non è omosessuale è omofobo. Il progresso sociale consisterebbe dunque nel superamento, anzi nell’ abolizione, dell’ eterosessualità ritenuta discriminante e antitetica rispetto alla omosessualità. Distruggerla significa conquistare la libertà di rifiutare la propria nascita e “ricrearsi”, scegliendo nella galleria delle caricature, come se ognuno fosse il Dio Creatore di se stesso. La mania di onnipotenza, inversamente proporzionale alla intelligenza, presente  nel dna umano favorisce questa escalation distruttiva che origina dal rifiuto della Creazione Divina. L’ uomo non è e non sarà mai Dio e dunque, non potendolo essere, che sia una aberrazione totale,  che sia simbolo di degrado morale, sia, in sintesi la negazione di Dio. La prospettiva di queste falangi di pazzi, di questi incompiuti patologici, è che si nasca non più per un atto naturale ispirato da amore, da donazione di sé, da celebrazione della divinità della procreazione ma per commissione contro pecunia, visto che contro natura ci si può baloccare ma non procreare. Lo svilimento e il degrado della vendita pro-tempore dell’ utero femminile è solo il primo passo verso una sorta di cannibalismo sociale che porterà a pretendere  gli occhi di un altro perché più belli dei propri o il cuore altrui perché più sano del proprio. Prendere, ghermire, appropriarsi, ingurgitare, senza limiti e principi per poi produrre immense quantità di liquame sociale che porterà alla morte, per asfissia culturale e spirituale, il mondo dei “diritti” liberati dai doveri. Mister Hyde finalmente vincerà e sottometterà il Dott Jekill e ne divorerà carne e spirito. Il superamento e la distruzione della natura causerà la nascita di mostri sociali che riterranno “naturali e legittime” tutte le nefandezze immaginabili, prima fra tutte l’ eutanasia indiscriminata. Sarà questa l’ arma letale in mano ad una umanità priva di principi capace di trasformarla da “autonoma scelta di morte privata” in strumento di eliminazione “scientifica” di chiunque si opponga all’ impero del politically correct. Fanta sociologia?  L’ alba è appena sorta ma già si intravede chiaramente il tragico tramonto.

PAPI E PRETI S.P.A.

La gerarchia ecclesiastica è sempre la stessa. Fin da quando si è arrogato, in esclusiva, l’ uso e l’ abuso del messaggio religioso e morale trasmesso dai Vangeli (con ovvia esclusione di quelli “scomodi”). La proprietà del “marchio” ha dato alla testa sia ia pretenzoli di periferia, che dettano legge sulle piccole comunità, che ai porporati, chissà perchè sempre grassottelli e rubicondi, che ai “ceo” di Santa Romana Chiesa e sue omologhe sparse per il Pianeta. In questo delirio di onnipotenza i furbi ex chierici, opportunamente liberatisi di quell’ elemento che li identificava anche in presenza di abiti secolari o non di ordinanza, immaginano di avere giurisdizione assoluta ed insindacabile non solo sull’ anima ma anche sulla mente e la vita del loro preteso “gregge”. E qui cascano gli asini con tonaca e simili. Indicare la via non vuol dire imporla a forza altrimenti passiamo dalla religione alla politica, dalla parola di Dio al comunismo o nazismo o fascismo o buonismo che dir si voglia. Viviamo, anzi sopravviviamo, ormai di appelli quotidiani alla rinuncia, al sacrificio, alla donazione di quel che abbiamo sia al fisco che al prossimo venuto da lontano. Dobbiamo mantenere il terzo mondo con adozioni a distanza e soggiorno interno. Ci si rinfaccia di vivere nel benessere, di essere indifferenti alla povertà di milioni di persone rese povere ed affamate dai “signori della guerra”, da pazzi dittatori politici e religiosi, che si arricchiscono sulla morte altrui con il complice silenzio dell’ ente più costoso ed inutile del mondo, l’ ONU. Dovremmo demolire le pareti di casa e le porte per far posto a tutti e contemporaneamente continuare a pagare Imu, tasi e tasse come se fossimo gli unici padroni e fruitori di casa nostra. Dovremmo smembrare le nostre famiglie per “allargarle” ed aprirle a nuove religioni, nuovi precetti e primitive usanze. Ciò ci viene chiesto da tutto l’ organico ecclesiastico, dal Papa al sacrestano. Questa nevrotica persecuzione della nostra “ricchezza”, il rinfacciarci quotidiano di essere “fortunati” (come se potesse essere tale un popolo governato dal pierino toscano!), ci ha rotto le scatole. E’ comodo predicare la povertà à e vivere nella ricchezza. E’ il comodo passatempo di politicanti e alti prelati oscenamente spaparanzati sui privilegi più vergognosi ed immorali. Riempite le vostre “umili” abitazioni di immigrati clandestini e lasciate le nostre “lussuose” dimore a noi che ce le siamo sudate e pagate con mutui spesso anche postumi. Predicare di fare del bene ed essere onesti contribuenti è molto più facile che farlo ed esserlo, come testimoniano gli odierni “vangeli”  che narrano della corruzione politica, dello Ior, della pedofilia. Pretendere di ospitare l’ intera Africa, Asia e Est Europa in Italia non solo è demenziale e criminale ma è immorale nei confronti di un popolo che quando è stato emigrante ha portato con sè capacità lavorative, rispetto per le culture ospitanti, l’ intelligenza di integrarsi e l’ umile lavoro nelle miniere, non chiedendo certo il soggiorno gratuito in Hotel a 5 stelle. Non ha portato la prepotenza etnica e religiosa, nè l’ ignoranza primitiva, nè la violenza tribale, che stanno infestando l’ Italia. “Orate di meno fratres, ma lavorate appena un pò, quel tanto che basti a formare l’ ombra di un callo sulle vostre troppo lisce, viscide e lunghe manine.

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