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Menghele fatti in casa

I “MENGHELE” ROSSI.

Chi non è sprovvisto di memoria ricorderà certamente le campagne mediatiche condotte dal duo sinistra-clero contro la bioingegneria, cioè l’ intervento delle scienza in materia genetica. Le suffragette rosse e gli stregoni con Tiara e Pastorale  si scagliavano quotidianamente contro medici e futuri genitori scomunicando la loro tentazione-desiderio di predefinire il colore degli occhi ed altri connotati estetici dei nascituri, o di indagare eventuali malformazioni e impedire la nascita di persone destinate ad una vita di atroci sofferenze, servendosi delle conoscenze scientifiche acquisite. Urlavano come ossesse le vestali del “non toccate la natura, è da nazisti mengheliani intervenire su di essa.” Il peccato mortale era, secondo le sempre più isteriche vestali, perseguire la bellezza o semplicemente lo scongiurare infermità. A distanza di qualche decennio ecco però venire a galla, nel fetido stagno del buonismo politicamente corretto, una versione 2.0 dei paladini anti ingegneria genetica. Sono i nuovi tromboni del miserabile non pensiero gender. Sono i nemici del femminile e del maschile, sono i pazzi furiosi secondo i quali il sesso è una discriminante omofoba, un’ ingiustizia Divina contro cui scatenare, in guerra totale, le ridicole legioni racchiuse nell’ acronimo LGBT. Gli stessi che ieri scagliavano anatemi moralistici contro quelle mamme e quei papà oggi esaltano il farmaco “liberatore dell’ umanità dalla schiavitù” imposta dalla natura e le sue distinzioni. La Triptorelina è improvvisamente diventata la via verso la terra promessa del non sesso, delle ammucchiate arcobaleno, delle caricature transessuali. Con essa si può bloccare, in età adolescenziale, il normale e naturale sviluppo sessuale e scegliere se continuare ad essere ciò che la natura ha voluto o inventarsi una propria “creazione” di sè stessi. Ancora una nuova ma sempre vecchia versione del Peccato Originale sponsorizzata dalla corporazione omosessuale e pedofila, con il non casuale “appoggio esterno” della gerarchia ecclesiastica che guarda con non preconcetta contrarietà alla nouvelle vague della distruzione dell’ umanità. Mutare un ragazzo in ragazza, anche per il più banale dei capricci. non è dunque, secondo le vestali dell’ omosessualità quale condizione di perfezione, un abominio genetico. Molto più delittuoso e criminale è scegliere il colore degli occhi del nascituro! Preti e buonisti omosessuali, chi riesce ad individuare differenze fra loro vince, si ritrovano fianco a fianco in questo pellegrinaggio verso il santuario della morte dell’ anima. E’ la vittoria  del “dio” del diritto prima di tutto contro il “demone” del dovere e della responsabilità di sostenere tutti il peso della “casa comune”.  Molto più comodo e facile è rivendicare il proprio diritto di pesare sugli altri, di essere zavorra morale retribuita con la paghetta di cittadinanza e con la totale licenza di non essere, di non dare, di non lavorare. Eccoli i menghele rossi! I fautori delle stanze della droga passati alle stanze della ri-creazione on demand. Sono i nemici della classificazione naturale in madri, padri e figli nella evidente, conclamata incapacità di essere uno dei tre. E’ l’ ideologia di chi mira a distruggere ciò che non è in grado di essere. Essa si è scatenata prima contro il capitale e il lavoro, poi contro la famiglia naturale e la bellezza,   ed infine contro la natura. La prossima mossa di questi folli sarà di retrocedere la vagina quale “luogo deputato alla nascita” in favore dell’ ano, politicamente corretto e non certo omofobo data la sua universalità e trasversalità.

IN CASO DI CACC(I)A.

Parafrasando l’ espressione clinica , sintetizzata dall’ acronimo TSO, trattamento sanitario obbligatorio, a cui si ricorre in casi di estrema gravità medica, si giunge al TLO, trattamento letterario obbligatorio, applicabile a quei fenomeni di vita sociale sviluppatisi in assenza di cultura e che hanno una base comune nell’ esercizio della violenza. Il trattamento, prima che obbligatorio, è necessario allo scopo di non lasciare campo libero alle pericolose ovvietà e alle idiozie professate in nome di un tradizionalismo preistorico. Fra questi fenomeni ricade quello della cacc(i)a, millantato sia come retaggio di tradizioni da perpetuare che quale (e siamo al paradosso) strumento di protezione della natura. Credo sia alla portata anche della più sprovveduta scatola cranica, il concetto secondo cui tradizione non sia sinonimo di ignoranza da perpetuare ma al contrario rappresenti una sorta di scala esistenziale, da salire verso l’ emancipazione dell’ individuo dai suoi, purtroppo nemerosi, caratteri preistorici. Ne consegue che inquadrare tale anacronistico fenomeno nel solco dei valori tradizionali rappresenti una mistificazione a scopo politico elettorale e al contempo l’ affermazione che la violenza sia essa stessa un valore. Non è un caso che molti politicanti di infima levatura, sia culturale che, appunto, politica ( e sono i più), incentrino le proprie campagne elettorali quotidiane sulla adulazione del fenomeno e dei suoi protagonisti che, insieme, costituiscono un bacino elettorale ed economico con cui fare i conti (della serva) di un bassissimo do ut des. Il teorema, che si dà per filosoficamente assodato come se fosse una religione a cui credere senza porsi domande, è che la cacc(i)a protegga e addirittura salvi la natura! Basta accedere agli uffici provinciali che gestiscono tale businnes per avere prova dai posters e dai proclami appesi alle pareti come fossero le stazioni della Via Crucis delle specie animali. La doppietta e la carabina spacciati come strumenti di difesa della fauna e non come micidiali appendici di morte appese al braccio (in genere privo di corrispondente mente) del bracconiere o delle tarchiate vestali del dio piombo. Ci vuole così poco a cambiare realtà e credo, basta capovolgerli ed il gioco è fatto.  Ma perchè tale preistorico fenomeno è giunto intatto fino a questo terzo millennio superando indenne ogni ciclo storico? Forse perchè è lo stesso genere umano ad essersi mantenuto identico dal tempo delle caverne. Evidentemente i secoli sono scivolati, come l’ acqua piovana sul vetro, senza riuscire a modificare in nulla quel misero miscuglio di violenza,  prepotenza e ignoranza, che, in estrema sintesi, è il così detto uomo. Se l’ unica variante è data dal fatto che le caverne ora hanno una porta, il condizionatore,  e che sono riunite in condomìni, perchè avrebbe dovuto evolversi l’ abitante di esse? Ma torniamo al TLO e alla sua assoluta necessità. Esso va praticato alle nuove generazioni di bipedi facendo loro capire che ogni creatura ha, anzi è, un’ anima e come tale gioisce, soffre e ama come il sopravvalutato genere umano. Le nuove donne e i nuovi uomini non dovranno incontrare la rana nelle miserabile prove pseudoscientifiche recitate nei laboratori scolastici ma conoscerne i comportamenti sociali che testimoniano il suo essere effettivo. Continuare a chiamare carne ciò che resta dell’ animale ucciso per nutrire l’ intestino e far morire di fame la mente, è continuare a negare la possibile  crescita spirituale dell’ uomo ed impedire che comprenda il perchè della sua esistenza. Pensare di avere diritto di vita e di morte su tutte le  creature, inclusi gli uomini stessi, è tipico del primitivo con clava che, inavvertitamente, si è imbattuto in qualche frase della Bibbia apprendendo di “dover governare sulle creature dell’ aria, dell’ acqua e della terra”.  Governare, appunto, non uccidere per divertirsi e dare al tempo stesso modo alle mogli di divertirsi a loro volta con “altri tipi di fucili”. Il TLO, per le nuove generazioni, dovrà rappresentare la svolta attraverso la quale il genere umano si eleverà entrando a far parte del mondo animale al pari di ogni creatura e senza i privilegi e prerogative  che ne hanno causato il degrado mentale e culturale. Non uccidere è un Comandamento, dunque un Principio, e come tale esso vale per ogni vita senza eccezioni o comode scale di pseudo valori e gerarchie. Ormai non si tratta di essere pro o contro la cacc(i)a, anzi non lo è mai stato. Oggi come ieri si tratta di essere pro o contro un genere umano nuovo che non si sogni di iniziare una giornata uccidendo per idiota divertimento, che non si sogni di rubare un bene solo perchè è incustodito, che non si sogni di violentare una donna solo perchè è più debole fisicamente, che non si sogni di abusare di bambini solo perchè sono indifesi, che non si sogni di autoassolversi per violenze perchè “tanto è solo un animale”. Un genere umano nuovo che non si sogni di costruire campi di concentramento rossi e neri, che non si sogni di infliggere sofferenze indicibili a povere crature indifese solo per poter farneticare di sentirsi scienziato. Un nuovo genere umano fatto di donne e uomini dentro e non di indefiniti embrioni che, dopo millenni, non hanno ancora trovato la loro identità. Chi la pensa così non è contro la cacc(i)a ma è a favore della civiltà e della vita.

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