Banner1
Eligio Bartoli
Banner2
Eligio Bartoli

martire cercasi.

REPETITA JUVANT.

Lo dicevano i latini e la miserabile deriva, dettata dal politicamente corretto e omosessuale alla pubblicità commerciale, lo impone allo scopo di raggiungere i tanti che ancora non hanno compreso le tragiche finalità della insensata rincorsa gender.  Accade ancora. E questa volta è una nota bibita americana, che mi vanto di aver da tempo eliminato dal mio parco bevande presieduto in massima parte da acqua pura e semplice, a lanciare lo spot ideologico-buonista teso a far considerare normale e naturale ciò che non lo sarà mai: l’ omosessualità. Narra, tale spot, di un aitante macho intento a pulire una piscina privata e oggetto delle mire sessuali degli abitanti della casa. Ad una finestra è affacciata, e affascinata dalla visione, la figlia adolescente mentre ad un’ altra è affacciato, con il mento voluttuosamente appoggiato sul dorso delle mani intrecciate e con espressione sognante, il figlio adolescente anche lui ma vistosamente omosessuale. D’ improvviso i due scattano all’ unisono verso il frigorifero, prendono la nota bibita e si precipitano, cercando di superarsi, verso il macho per deliziarlo e conquistarlo. Purtroppo per i due (o le due?) il terzo incomodo (la mammina solerte e disponibile) li ha bruciati sul tempo e, in ovvia assenza di un marito,  raccoglie il frutto desiderato. A parte la misera trametta, il miserabile messaggio che si intende trasmettere alla gente, con l’ ennesimo spot filo omosessuale, è la normalità della omosessualità, il suo sdoganamento nella famiglia e quindi nella società. Dove sono finiti quei padri inferociti e vergognosi allo scoprire che i loro figli, eredi del nome, del blasone e della mascolinità, sono invece delle mammolette? Spariti! Cancellati per decreto, perchè essere omosessuale è bello ed edificante, è la terza palla dello stemma araldico di ogni famiglia, che se non ha in casa una mammoletta o una lesbica non è a la page non è in. Di contro le mammine del miserabile politicamente corretto contendono il maschio di turno non più solo alle figlie ma anche al pederasta di casa riducendo la famiglia ad una squallida succursale di Sodoma e Gomorra. Ormai l’ omosessuale, il popolare finocchio, è diventato il prezzemolo sociale, lo ritrovi dappertutto e fra poco anche nello spot per tamponi mestruali.   Repetita juvant! Ed io che sono un partigiano della lotta contro la sinistra e le sue miserabili mire gender ripeto, alzando il tono delle parole, che la distruzione della famiglia, dei sessi, della società civile, è un abominio del tutto identico a quello nazista della razza ariana. L’ apologia della omosessualità, già sconfinata nella folle “scelta” del proprio genere anagrafico, è l’ ultimo gradino di una scala di disvalori che porta nell’ abisso della deresponsabilizzazione dell’ individuo e del rifiuto di un ordine naturale, al fine di farlo smarrire spiritualmente e poterlo dominare drogandolo con eroina e ideologia comunista. Da difensore della cultura, della libertà e della eterosessualità esorto tutti a smetterla di bere fandonie buoniste, false libertà dall’ essere donne e uomini, velenose e fatali più della cicuta con cui i pre-comunisti eliminarono Socrate. L’ Universo è eterosessuale,  l’ ignoranza no.

FROCI E ANCHE CRIMINALI.

Il fetido lezzo del politically correct rende sempre più irrespirabile l’ aria di questa sventurata Nazione caduta sotto il suo abominevole dominio. Le bombole d’ ossigeno della cultura, della eterosessualità, della civiltà, della libertà e della normalità sono ormai quasi totalmente esaurite tanto che istituzioni politiche e media conniventi si scagliano contro un titolo giornalistico colpevole di  definire froci e pervertiti i miserabili artefici dell’ ennesimo monumento alla divinità pederasta.  E’ accaduto che un gruppuscolo vile e frocio per autodefinizione abbia aggredito e violentato un diciassettenne diffondendo poi sulla rete, per ulteriore sfregio, le immagini dell’ eroica impresa. Il Giornale Cronache del Salernitano ha riportato la notizia titolando l’ articolo con le parole “blasmene” di froci e pervertiti.  Apriti cielo!  Le vestali buoniste capeggiate dalla presidente della camera (delle chiacchiere) si sono subito allineate e messe in corteo formando il codazzo di protesta radical chic nel quale non potevano mancare l’ Espresso (servito in tazzine d’ amianto?) e il (dis) Ordine dei giornalisti sempre pronto a scattare sull’ attenti quando nulla c’è da dire di serio. Queste crape salottiere hanno il compito politico ideologico di spostare il fatto dal piano penale, criminale e di devianza omosessuale, a quello meramente semantico riducendolo al solito sterile dibattito salottiero nel quale le bocche atteggiate ad orifizio anale di gallina si scandalizzano per l’ uso dei due termini di cui sopra.  Non si parla della violenza e del fatto in sè ma della “violenza” dei due termini. Ma se la vittima dell’ aggressione omosessuale fosse stata un loro pargolo intoccabile sarebbero stati così solerti avanguardisti di partito ugualmente? Presumo di no. Avrebbero probabilmente fatto come il comunista Rizzo che, durante una puntata di Porta a Porta di qualche anno fa,  pontificava che nessuno aveva diritto di farsi giustizia da sè ma che, sollecitato da Bruno Vespa  sulle sue reazioni in caso di aggressione domestica, sbottava in un “io gli strapperei gli occhi” per nulla buonista e politicamente corretto. Dunque questi frequentatori altalenanti della sinistra, buonista con assassini, terroristi, froci e pervertiti ma “cattivista” con chi da queste masnade si difende, quando li si tocca diventano reazionari e persino nazifascisti. E’ la coerenza di chi non avendo un progetto politico realizzabile e degno di questa definizione, sia in senso sociale che di civiltà ma possedendo solo nozioni di comunismo, da chi scrive considerato male incurabile, cavalca il politically correct salvo poi rinnegarlo se solo ne sfiora l’ orticello. A tal segno, direbbe il Manzoni, è giunta l’ ipocrisia e l’ ignoranza di casta! Non si giudica, prendendone le dovute distanze, il crimine commesso da quei froci e pervertiti ma si intavola una tenzone fra galline e capponi da una parte e la civiltà giuridica e liberale dall’ altra solo per l’ uso giornalistico di due termini sacrosanti presenti nella lingua italiana e da nessuno accusabile di essere omofoba. Di quel ragazzo martoriato, della sua psiche violata e distrutta, della sua dignità infangata da froci pervertiti e criminali, a queste crape diversamente pensanti non può fregar di meno. Politaccly correct cancro universale.

LA DONNA FA PAURA.

Non è cosa di oggi. Le vergini sacrificate al servizio di caricature “divine” e i roghi medievali raccontano le gesta del bipede idiota maschio che nei secoli ha praticato, con la benedizione clericale sempre presente al fianco dei prepotenti, autentiche torture nei confronti della donna. La donna fa paura agli impotenti prepotenti,  ai cerebrolesi apologeti della superiorità maschile, per altro esclusivamente fisica e dovuta solo alla attitudine a maneggiare la clava. E questa paura è diventata terrore ai giorni nostri, nel tempo in cui la donna si è parzialmente liberata da una totale dipendenza economica e sociale. Il fatto di poter sbattere la porta in faccia al maschio padrone e andarsene, forte di reddito e capacità lavorative, ha mandato in follia (cioè ha accentuato lo stato di perenne follia) il maschio feudatario. Ed ecco allora lo scatenarsi di una nuova “crociata” contro la donna, alla quale partecipano anche “truppe” occidentali reclutate nei salotti buoni di un intellettualismo tanto maschilista da apparire sottilmente omosessuale.  Ovviamente l’ alleanza contro la donna è capeggiata da chi la odia da sempre e da sempre ne ha fatto l’ origine di ogni male e l’ oggetto di spietato rancore e di ancor più spietata violenza. Oggi la donna deve essere “rivestita”, ridisegnata secondo la miserabile architettura dell’ ignoranza e della paura. La  “Maya desnuda” deve essere messa al rogo le cui fiamme servono a rassicurare questi invertebrati, questi vermi,  illudendoli di essere invincibili guerrieri. A tale progetto, che potrebbe definirsi nazismo maschilista, stanno aderendo anche Nazioni occidentali improvvisamente ed inspiegabilmente spaventate, anzi terrorizzate dai capelli lunghi delle donne, dalle loro minigonne, dalla loro libertà ma, soprattutto, terrorizzate dalla attività dei loro due emisferi cerebrali. La donna fa paura perché, pur senza la forza fisica, riesce a prevalere sul guerriero del nulla, e la superiorità naturale, come la bellezza non posseduta, scatenano la reazione cieca e violenta di chi ne è privo. Il ritorno ai roghi e all’ inquisizione religiosa a cui l’ appecoronato Occidente sta attivamente e vergognosamente partecipando è la vera catastrofe sociale di questo inizio di millennio. Occidente e Oriente si stanno incontrando dando vita ad un connubio innaturale il cui fine è ricacciare la donna nel buio di una condizione di schiavitù e di assoluta sua disponibilità da parte del maschio. Perfino il suo primato naturale, poter essere madre, viene tinto di schiavitù attraverso l’ utero in affitto che la fa retrocedere da una posizione già frustrante di oggetto sessuale a quella di semplice incubatrice. Potere, denaro e forza fisica, cementati dall’ ignoranza, hanno originato un consorzio anti donna i cui effetti sul presente e sull’ immediato futuro saranno devastanti come devastante dovrà essere la guerra che libererà il mondo dall’ ennesimo e purtroppo non ultimo attacco dei cerebrolesi. Essa scoppierà nel momento in cui finalmente si comprenderà che sottomettere la donna significa sottomettere, anzi cancellare la cultura, la filosofia, l’ arte, la spiritualità, cioè gli elementi fondanti la civiltà. Pare proprio che l’ Occidente, malato terminale del morbo chiamato politically correct, debba toccare con mano questa catastrofe prima di ritrovare la ragione. E non è un caso che questo folle e molle Occidente sia guidato dalle corporazioni, strettamente connesse, della pedofilia, della omosessualità, dell’ anti cristianità e dell’ ateismo, rispetto alle quali la donna libera e l’ uomo liberato dalla paura della donna sono antitetici.

NAZISMO OMOSESSUALE.

Una delle vittime della furia “innovatrice” del nazismo, almeno quella ufficiale visto che numerosissimi gerarchi con la svastica erano segretamente pederasti, l’ omosessualità oggi, facendosi essa stessa nazismo, è  a capo del progetto di “ristrutturazione sociale” avente come obiettivo il superamento e l’ eliminazione della eterosessualità. Invertendo il noto proverbio  vediamo che chi di spada (nazismo) perisce della stessa spada (nazismo) ferisce a morte la società naturale. Si, perché  qui non si tratta di salvaguardare il diritto (?) di una minoranza biologica (clinicamente malata) a non essere perseguitata ed uccisa, si va molto oltre i limiti di autodifesa e si passa ad un contrattacco politico-ideologico attraverso il quale riempire i forni a gas di eterosessuali.  Il filo spinato viene svolto, giorno dopo giorno, intorno alla famiglia naturale, i Menghele invadono asili e scuole per resettare la mente dei bambini facendo di questi delle caricature. Madre e padre vengono espulsi come appestati portatori del pensiero “omofobo” della eterosessualità. Questo nazismo omosessuale, figlio della stessa follia che ispirò Hitler, vuole conquistare il mondo ed affermarsi come unica rappresentazione biologica degna di esistere, una sorta di “razza ariana” piegata a 90 gradi h 24. Era comunque prevedibile, anzi fatale che il genere umano rivolgesse contro se stesso e la sua natura biologica la follia che nei secoli è riuscito a vomitare contro l’ ambiente e le altre creature più indifese. Il bipede idiota è geneticamente socialmente piromane e cleptomane, stupratore e kapò, è dittatore ed insaziabile ideatore di torture. Tutte queste sue “doti” sono oggi al servizio del politically correct, il guru invisibile che tira i fili delle marionette di partito, dei “progressisti” creatori della nuova umanità fatta di mostri senza sesso e senza anima. Sarà una guerra dura e lunga perché il cancro del politically correct fa comodo a tante corporazioni,  apparentemente non in lotta fra loro, che lo cavalcano opportunisticamente illudendosi di farne, ognuna, strumento di vittoria. Basti pensare alla attuale e innaturale convergenza fra sinistra e islam, quando è notoria la feroce avversione di questo per l’ omosessualità,  attuale bandiera “rosa” dei compagni.  Viaggiano insieme ma separati sul treno miserabile del politically correct sapendo bene che poi si dovranno combattere per la spartizione del bottino. Questo suicidio della ragione è l’ inizio della caduta dell’ umanità, non è solo un delirio omosessuale che catalizza e coagula intorno a sé i peggiori istinti che impediscono all’ anima di affermarsi, è, soprattutto, eutanasia generalizzata del pensiero, dello spirito e della poesia biologica, che si fanno sostanza solo nel rapporto naturale eterosessuale. Come il malato mentale non regge allo spettacolo ineguagliabile di un bosco e dà sfogo  alla propria frustrazione e inferiorità  incendiandolo, questi miserabili “architetti contro natura” si rivoltano contro tutto ciò che li esclude e che a loro risulta insopportabile e incomprensibile, brandendo la clava del politicamente corretto e idiota. Il malato mentale ha una visione malata della realtà e nel suo delirio “mengheleniano” immagina di ridisegnarla a sua immagine eliminando tutto ciò che, semplicemente, non riesce a comprendere. Questa è la teoria malata che va sotto il termine “gender” e spetta alla Eterosessualità caricarsi sulle spalle il fardello della difesa dell’ umanità sana e della natura dall’ attacco del nazismo omosessuale.

LE FOLLIE CARNEVALESCHE.

Carnevale è andato. Interi Continenti si sono concessi una vacanza mentale, una fuga dalla realtà e un bagno di illusione in un mondo di fantasie. Poi è tornata la Quaresima a ripristinare l’ ordine mentale e maschere e costumi sono stati riposti nei bauli. Purtroppo questo non succederà per le follie carnevalesche che stanno contagiando e disintegrando una umanità disperata, rimbambita da droga, alcool e benessere, impegnata nella miserabile istituzionalizzazione di nuovi modelli sociali basati sulla disgregazione della Famiglia naturale. Questo tragico carnevale, che vede sfilare al posto di maschere tradizionali penose caricature, maschi mancati che vogliono chiamarsi mogli, donne indefinite che diventano mariti, figli della provetta precipitati nel girone dei folli, rischia di non conoscere Quaresima, di non essere una vacanza dalla realtà ma un vero e proprio ergastolo per gli innocenti bambini che, il feroce e aberrante, politicamente corretto definisce figli e per una società che si avvia alla morte spirituale e culturale. La sinistra italiana, eternamente orfana di cultura e senso di responsabilità civile, dopo aver saccheggiato la sacralità della Famiglia si è impegnata nella rincorsa al carnevale domestico progettando e costruendo le caricature della negazione naturale. La parola d’ ordine è “diritti”. Quelli di chi, affetto da tare psichiche e anomalie dell’ apparato endocrino, si illude di diventare normale travestendosi da “coppia” e pretendendo di “avere” figli con la complicità della politica corrotta, della scienza medica e dell’ immoralità che, insieme, condannano innocenti creature al ruolo di suppellettili, di giocattoli, nel girone infernale di un rapporto omosessuale camuffato da “famiglia”. Pulcinella e Arlecchino lasciano la ribalta alla femmina marito e al maschio moglie, autentiche maschere dell’ orrore antropologico. Il “nuovo mondo” della sinistra è tutto qui. Intere settimane di attività parlamentare sprecate nella “costruzione” del nuovo ordine innaturale mentre l’ Italia è una casa che brucia divorata dalle invasioni etniche,  dalla crisi economica, e dalla incapacità criminale di una corporazione politica modello Corea del Nord. Torna alla mente, dalle pagine dei Promessi Sposi, la desolata e schifata denuncia Manzoniana del banchetto dei “potenti”, al quale non poteva mancare la nomenclatura ecclesiastica, durante il quale si dibatteva intorno alla punibilità del messaggero di guerra, l’ odierno “matrimonio omosessuale”, mentre fuori la carestia, l’ odierna invasione barbarica, distruggeva la società civile. Sono sempre loro, gli Azzeccagarbugli, i Don Abbondio, i Don Rodrigo con codazzo di Bravi, a dirigere l’ assordante rumore del conflitto sociale, a dividere per dominare, a distruggere per non costruire. Il più triste carnevale è iniziato. Il genere umano si fa talpa e scava sentieri nel sottosuolo culturale in nome di un nazismo biologico che ha bisogno di imbecilli, di indefiniti, di corrotti, di pedofili, di omosessuali, di terroristi, di autobomba, di lapidatori, di sopraffattori, per trionfare. Nella rabbiosa consapevolezza di essere incapace di costruire il Paradiso questo miserabile genere umano si accinge a completare la costruzione dell’ Inferno.

PASSIONE OMOSESSUALITA’-ATEISMO.

Ancora da “Il Giornale” del 10/3/2015. La notizia è di quelle che definiscono l’ abissale livello della corrente di “non pensiero” o, se si preferisce, del pensiero (?) unico imperante fin nei sobborghi periferici della sinistra.  A Bologna prende forma il primo “punto di sbattezzo” quale edificante prodotto delle laboriose officine del nulla, sempre immuni da cassa integrazione e feudo dell’ immobilismo culturale rosso. Ma il fatto rivela tutta la sua portata “rivoluzionaria” solo dopo la scoperta dei suoi elevati ideatori: la corporazione omosessuale e quella atea, unite in un connubio rivelatore di insospettate sinergie fra negazionisti della verità. A prima vista appare un sodalizio strano e innaturale, al pari delle così dette unioni omosessuali, ma, grattando con l’ unghia della razionalità la sempre viscida vernice del politicamente corretto, emergono fondamentali punti di contatto fra queste due “professioni di non fede”. La base comune è data dalla negazione di Dio e dell’ ordine naturale da Lui creato e, a legare queste due “superiori intuizioni” di vati intellettuali è la superbia, tipica degli incapaci, che pone al centro del Creato l’ uomo inteso come intestino e sua parte terminale. L’ impresa ciclopica da compiere in questo “punto di sbattezzo” è rinnegare l’ adesione alla dottrina Cristiana sancita dall’ impegno di genitori, padrini e madrine, preso per conto di chi è venuto al mondo. E qui emerge la prima attitudine di quelle persone che si proclamano progressiste: l’ incapacità di tener fede ai propri impegni morali. Lungi dall’ essere segno di emancipazione esso infatti altro non è che l’ ennesima fuga dalla sacre responsabilità e finalità insite nella nascita di ognuno di noi. E perchè allora non rinnegare anche il cognome e la discendenza? Pensare di poter sfuggire alla missione morale, religiosa e sociale, tramite il semplice “sbattezzo” equivale a pensare di poter cancellare le rughe del viso modificando la data di nascita. E ciò è tipico di chi è in conflitto totale con la ragione e la razionalità, pur sbandierandole come propri vessilli di superiorità: l’ ateo. L’ omosessuale, in cerca di blasone filosofico ed intellettuale, si associa all’ impresa pensando che negare Dio e l’ ordine naturale biologico possa servire ad affermare la follia del disordine cosmico del “non genere”. Il progetto demenziale postula che l’ erbivoro diverrà carnivoro, che la forza di gravità cesserà di esistere, che il mare sostituirà il cielo e l’ orifizio anale la bocca. Nel punto di “sbattezzo” prende forma quel bullismo originale che ha fatto del genere umano lo stesso idiota guerrafondaio, criminale, ladro e violento, dalla sua comparsa fino a questi nostri tristi giorni. Bologna, punta avanzata ed emergente di quell’ iceberg settario della sinistra che affonda le navi della razionalità, del rispetto e della morale, grassa di cucina e di scandali di partito, si accredita come terra della “liberazione” dal Battesimo, come avamposto della nuova “religione” che nasce dalla eliminazione fisica della RELIGIONE CRISTIANA. Per l’ ideologia riclassificatrice comunista basta cambiare nome alle cose ed il “progresso progressista” è fatto: così  lo spazzino diventa operatore ecologico ma sempre di immondizia si occupa, lo storpio diventa diversamete abile ma sempre zoppo resta, il disoccupato diventa inoccupato ma sempre senza lavoro rimane. Per essa chi si “sbattezza” diventa libero e si monda di tutto ciò che gli impedisce di esserlo, al pari dell’ indigeno che ricorre allo stregone e questi gli infila una pietruzza colorata fra le natiche per fargli vincere la paura del fulmine. Quanti milioni di italiani hanno quella pietruzza colorata fra le natiche! E quanti stregoni, con vitalizio e tessera di partito, se la ridono dei tanti aspiranti “sbattezzati”! L’ ateo è solo con le sue elucubrazioni ed i suoi deliri di grandezza basati sulla mera casualità chimico fisica che ne ha decretato la nascita, l’ omosessuale è solo nella disperata impresa di spacciare una semplice e conclamata malattia (curabile) come condizione per l’ affermazione del nuovo e assoluto “non genere” sessuale. La superbia è madre prolifica e genera dispetti dellla natura convinti di rappresentare la perfezione, e il politicamente corretto opportunisticamente li associa. Tremende tempeste all’ orizzonte!

INTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI.

Il non sense (per dirla nello stile salottiero radical chic) o l’ obbrobrio (per dirla in lingua italiana) biologico, morale ed estetico del “non genere” e dei così detti  tragicomici “matrimoni” omosessuali, costringe gli ipocriti figli di Giano della comunicazione mediatica ad improbabili acrobazie dialettiche nel tentativo di “criticare” la nouvelle vague senza urtare troppo l’ isterica suscettibilità della corporazione “pedelesbo”. Questi pretesi maghi della penna compiono autentici slalom fra i paletti di un no senza se e senza ma, suggerito dalla civiltà, dalla moralità e dalla natura, e quelli di un “ni”, imposto dalla incultura dominante del politically correct, unita alla viltà mentale gemella dell’ opportunismo di carriera.  A causa di ciò si susseguono attraverso interviste radiofoniche, articoli su blog di quotidiani e personali, interventi televisivi, infinite serie di salti mortali (per la cultura e la verità) ad opera di “firme”,  di vati delle redazioni (di ispirazione centro destra), tutti ansiosi di smussare gli angoli della onestà intellettuale arrotondando così sia stipendi che realtà. Più che pena fanno rabbia, irritanti come sono nella loro codardia giornalistica che li definisce campioni del dire e non dire, dei chiaroscuri di opinione. Il fatto che il centro destra italiano, oggi più che in passato, abbia la virilità politica di un eunuco è sotto gli occhi del mondo e non sorprende più nessuno ma che lo siano anche le “voci dell’ indipendenza giornalistica”, quella schiera di pretese “schiene dritte” annidata in poltrone (quelle sì con lo schienale alto e dritto!), quegli oracoli sempre pronti a vaticinare, dimostra che la kultura del disfacimento, da sempre praticata dalla sinistra, non ha più oppositori ufficiali e cattedratici. Alla genialità della prostituzione “gestita e confinata” in strade all’ uopo abilitate, sempre cara alla sinistra come le miserabili stanze della droga, opinionisti di centro destra non trovano meglio che rispondere che, del resto, la prostituzione nelle strade di Roma l’ ha portata, secoli addietro, il Vaticano. Nulla importa a questi piccoli aspiranti “scrivani fiorentini” se il riferimento accosta epoche storiche e realtà sociali distanti anni luce e certifica di conseguenza che, secondo costoro, la Storia sia passata invano. Alla “conquista sociale” del “matrimonio” fra inconiugabili, altro vessillo della sinistra, gli eroi della trincea di centro destra rispondono con il comodo distinguo fra sfera privata e realtà nazionale, come se la seconda non fosse formata dall’ insieme della prima. La paura, anzi il terrore, di dire pane al pane e di parlare senza giri di parole paralizza le menti di questi opinionisti, di quella che dovrebbe essere l’ intellighenzia liberale schierata sul versante opposto rispetto alla nomenklatura livellatrice della sinistra. La paura di essere solisti fa rientrare tutti nel coro il cui rumore risultante sfonda i timpani della ragione, della critica aperta e della difesa della verità. Sottostare al teorema sinistro che spaccia il caos sociale, morale e religioso, per libertà individuale è un suicidio di massa che sta già decimando la società civile. Essere intellighenzia di centro destra vuol dire non rinnegare mai i princìpi fondanti della dignità che sono universalmente validi ed insostituibili. Non è un caso che dove essi mancano o sono negati dominiINTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI. la violenza, la prevaricazione, lo sterminio, la dittatura del male in senso lato. Per definirsi esseri umani non basta il dato biologico ed anzi esso, in assenza di princìpi morali, rimane un titolo puramente primitivo, barbarico ed insignificante. Alzare la voce contro la normalizzazione delle masse è segno di libertà. Forse sarà poco radical chic, forse sarà meno “trendy” ma certificherà una visione del mondo e dell’ esitenza non limitata e piegata ai 90 gradi del politically correct.

OLOCAUSTO.

I media, in un omogeneo coro di voci bianche tendente ad evolvere in coro di eunuchi, strombazzano al mondo il giorno della Memoria, il ricordo cioè degli orrori nazisti perpetrati in danno degli ebrei oltre settanta anni fa. Personalmente diffido e fuggo dalle celebrazioni di un giorno che esentano, per gli altri 364, di essere coerenti e rispettosi di valori morali, sociali e religiosi, che dovrebbero essere celebrati con atti di vita quotidiana. Ma ormai il calendario è pieno di giorni e giornate di qualcuno o qualche cosa: della pace, della donna, della mamma, del papà, della repubblica e via cantilenando. Stante tale inflazione di ricorrenze, che ne sancisce l’ inutilità, reputo opportuno non alimentare il coro  di eunuchi ripetendo frasi e concetti altisonanti, sviliti ed offesi poi dal mal razzolare di ogni giorno, e segnalare invece il cambio di colorazione che i professionisti della ricorrenza hanno dato al giorno della Memoria, in ossequio al poltically correct imperante e sempre più cancerogeno. Dunque non più la Shoah degli ebrei, antico e ormai desueto ritornello della sinistra (sempre dimentica dei lager sovietici, sempre per ebrei, di ispirazione comunista) ma giorno di celebrazione degli zingari e degli omosessuali internati dal nazismo (così come lo furono dal comunismo). Sono queste odierne categorie di intoccabili gli attori principali della commediola rievocativa, sono loro che devono acquisire una “memoria storica” che arricchisca il blasone di casta e ne faccia delle particolari “diciottenni debuttanti” nella società politicamente corretta. Il gran ballo è iniziato e le musiche non celebrano il valzer ma lo stucchevole e stomachevole minuetto del non genere e dell’ identità etnica di chi non ha patria, radici, cultura e morale. Abbasso il femminile ed il maschile evviva i numeri. La sinistra ha scritto la musica (pardon, il rumore) e le parole (pardon, le farneticazioni) e i media eunuchi, in piedi sulla sedia come scolaretti, recitano cantilenando la filastrocca. Oggi non si narra più, a beneficio delle giovani generazioni, di quel favoloso affresco di poesia e dolore chiamato Anna Frank e dei tanti eroici Schindler, ora si celebra l’ etnia zingara e la galassia omosessuale, dimenticando che le gerearchie naziste erano zeppe di omosessuali praticanti. Ma ciò non crea imbarazzo nei megafoni della storiella del non genere, quelli che contano sono gli omosessuali internati e non importa se contemporaneamente fossero ebrei, dissidenti politici o altro. Gli omosessuali carnefici non si menzionano poichè contrasterebbero con l’ immagine artefatta ed “eroica” che il pennello, grondante la vernice dell’ ipocrisia, del politically correct sta miserevolmente cercando di dipingere. La sinistra non è nuova in appropriazione indebite, sia di personaggi che di avvenimenti, per trarre da essi vantaggi politici e blasone. Da Gesù socialista a Garibaldi, dal primo maggio alla festa della donna, è stato un continuo mettere il suo cappello ideologico su tutto, sempre dimenticando che negli inferni comunisti nè Gesù, nè il lavoro, nè la donna, hanno mai potuto essere celebrati. Ora tocca agli omosessuali e agli zingari, le nuove frontiere elettorali della sinistra, i nuovi “santi” da iscrivere sul calendario rosso. La rabbia monta sempre più, l’ intelligenza soffre sempre più ad ogni “celebrazione” di facciata. Invece di ricordare la ferocia nazi-comunista (il fascismo al confronto è risultato bullismo da chierichetti) tutti i giorni dell’ anno e invece di insegnare nelle scuole, a mo’ di vaccino, quanto perpetrato dalle due ideologie parallele e, come direbbe Aldo Moro, convergenti si mette in scena il minuetto della propaganda più ipocrita e nefasta. Di quell’ Olocausto oggi resta l’ Olocausto dell’ intelligenza e della verità.

PEDOFILIA DI STATO.

Le tragiche notizie,  riportate da Il Giornale del 14/11/14,  provenienti dalle cittadine tedesche di Eslohe e Borken in merito alla miserabile applicazione delle pazzesche dottrine didattico-sessuali, fuoriuscite dalla fogna burocratica che controlla e governa la UE,  gridano vendetta. Quando le prime avvisaglie di quella che appare  una strategia pedofila di Stato, anzi di Unione Europea, si diffondevano fra i media l’ incredulità superava di poco la paura che poi se ne facesse qualcosa di serio ma oggi, che le zelanti strutture scolastiche teutoniche mostrano i muscoli nel volerla applicare alla lettera, è doveroso reagire e denunciare l’ infamia che si sta compiendo ai danni della famiglia, dell’ infanzia, della natura, della cultura e della libertà.  Non è un caso che sia proprio da questa Nazione, mirante da sempre al dominio dell’ Europa,  che ha nel suo Dna storico l’ inclinazione a guerre mondiali (senza dimenticare il “nonno” pacifista Ottone di Bismark e i natali di un certo altro “pacifista”  Carlo Marx) che si propaghi e si imponga il nuovo verbo della pedofilia legalizzata ed istituzionalizzata. Dunque è in questa Nazione ipertecnologica, ipernazionalista, iperpresenzialista sul palcoscenico internazionale ed ipernarcisista, che si realizza il mostruoso progetto della nuova razza umana senza sesso e della cancellazione della natura. I “soloni”  della pedofilia didattica hanno cominciato con miserabili “lectio magistralis” fatte per immagini sconce e ributtanti, stuprando la mente dei poveri martiri scolari, poi procederanno con lezioni pratiche, magari nelle ombre del doposcuola, per infine legalizzare la pedofilia attraverso “seminari” aperti agli adulti maniaci che sembra non aspettino altro. La furbizia, anch’ essa miserabile, di questo che, da tempi non sospetti anche dal punto di vista editoriale, ho definto il quarto Reich, sta nell’ aver eliminato il filo spinato percorso dall’ alta tensione per confezionare il nuovo modello di lager per l’ umanità.  Ora l’ internamento è giustificato dalla crescita verso la modernità di pensiero, verso la “tutela” dell’ omosessualità tramite l’ eliminazione dell’ eterosessualità, alla quale tocca oggi il ruolo che fu degli ebrei nel terzo reich. Questa volta la follia manifesta dei pedofili, riuniti in una corporazione vergognosa e da voltastomaco, ha superato ogni limite tollerabile e l’ imposizione coatta di questi orrendi festini didattici per maniaci deve essere fermata da una sollevazione, da una feroce rivoluzione dei genitori, dell’ Unicef (se ci sei batti un colpo) e di tutti quegli organismi non ancora contaminati dal cancro del politicamente corretto, il sommo tutore della pedofilia e della omosessualità. Imporre crudi scenari sessuali a bambini indifesi nella loro santità significa traviare e sconvolegere per sempre menti in formazione, significa calpestare fiori appena sbocciati per farne materiale con cui alimentare la centrale a biomasse di moda,  quella della negazione della normalità. Fabbricare omosessuali su larga scala è come aver voluto tentare di fabbricare la razza ariana e credo che, come allora,  sarà necessaria la vera terza guerra mondiale per spazzare via questo liquane ideologico del non genere. Se questa, insieme a quella vile dello spread made in Deutschland, è l’ Unione Europea allora si impone un immediato dietrofront verso la civiltà e il ritorno ad una vita di princìpi libera dalle leggi, dal faraonico ed inutile Parlamento europeo ma con il rispetto per l’ individuo fin da quando questi è un bambino e dunque moralmente e fisicamente intoccabile. Al grido di “giù le mani dei pedofili di Stato dai bambini” deve scoppiare la guerra delle coscienze contro l’ aberrazione progettata da questi mostri e, se necessario, essa non si dovrà limitare alle parole ma dovrà rispondere alla ignobile aggressione con una reazione totale. Burocrati e folli teorici  della nuova aberrazione, “figli di Menghele”, sarete disintegrati dalla civiltà e dalla storia e di voi non resterà che il lezzo di una eruzione della follia da menti  malate.

LA LIBERTA’ DELLA FOLLIA.

Il misero bipede si cimenta ogni giorno nel gioco idiota della rivoluzione di sè stesso, del mondo e dell’ ordine naturale delle cose.  E’ così incaponito e ottuso nel voler lasciare il lezzo del suo segno in ogni secolo che non vede altro scopo nella vita se non la negazione di essa. Nello straripante menù di violenze di cui si nutre ha aggiunto il piatto forte della negazione dei sessi e, istericamente come un tossico in crisi di astinenza, li rinnega in favore dei miserabili “generi”.  Non più donne e uomini ma entità non meglio identificate, non più sessi ma solo numeri. La mutazione sessuale è comandata da quei pazzi che affollano la stanza dei bottoni di ogni Nazione dove si esercita un potere gemello del terzo reich di hitleriana memoria. La variazione sul tema è, semplicemente, non più una razza padrona del mondo ma il trionfo degenere del non genere e l’ abolizione della normalità quale espressione “razzista” che osa distinguere ed attribuire primati al femminile e al maschile.  Il mito intoccabile di oggi è l’ omosessuale elevato a dio. Chi non lo è non è, non conta.  Il ribaltamento della Ragione è tale che il deretano diventa cervello in un’ ottica di potere assoluto garantito dall’ assenza totale di donne e di uomini. L’ impero futuro fonderà la sua potenza sulla sparizione di eroi, di gladiatori, di donne e uomini orgogliosi di essere complementari e di essere le scintille che generano la vita. A chi giova questa degradante rivoluzione che passa attraverso lo sterminio dei sessi? Giova a quei ristretti circoli del “governo” mondiale che vedono nella famiglia naturale, ed unica legittimata a fregiarsi del titolo, l’ ostacolo alla egemonia delle oligarchie, le quali hanno bisogno di schiere di invertebrati da manipolare ed utilizzare a fini di lucro e potere.  La normalizzazione è violenta, martellante, pedofila e maniaca. Non ha alcun rispetto per i valori fondamentali dell’ infanzia e brucia,  come in un’ altra tremenda notte degli specchi, i sacri testi della Giustizia, della Morale, della Libertà autentica, sostituendoli con quello squallido e miserabile del pensiero unico che pretende di  elevare la “libertà della follia” a dottrina ufficiale della fuga dalla coscienza. Fiumi di sangue scorreranno prima che l’ umanità la ritrovi e si liberi dalla “libertà della follia”.

Banner3
banner200x200
Banner4
banner350x150