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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

lo sdegno dei papponi

MENGHELE FATTI IN CASA.

La cronaca ci informa che continua ed anzi aumenta lo scempio sui corpi indifesi di bambine che hanno la sola colpa di essere nate nel nucleo dell’ inciviltà, nello zoccolo duro dell’ ignoranza: continua la pratica dell’ infibulazione, orrenda cartina di tornasole che misura lo stato amorfo di menti incapaci di agire ma dedite a violenza e crudeltà. L’ odio ideologico verso il corpo della donna, in quanto fonte della vita e sede del più misterioso miracolo, quello della “fusione a caldo” fra anima e corpo del nascituro, pervade ignobili masse cerebrali e induce  a compiere azioni abominevoli in nome di pretesi valori religiosi. Ma quel che più offende le coscienze è la figura dei medici che si rendono complici di simili delitti contro la natura. Sono i discendenti della stirpe che pratica la “scienza medica del delirio” resa tristemente nota dal criminale nazista in camice bianco Menghele, su di essi pesa l’ ignobile pratica della vivisezione animale e della infibulazione ai danni dei loro acerrimi ed odiati nemici:  la donna, la vita, l’ armonia naturale, un universo, dal quale sono esclusi, che non riusciranno mai a comprendere ed amare. Medici che eseguono ignominie chirurgiche in dispregio del più elementare ed al contempo più alto valore della vita: l’ inviolabilità del corpo umano pari,  d’ altronde, a quello di ogni creatura vivente. Le menti miserabili godono delle sofferenze e delle menomazioni inflitte agli inermi loro simili. Agli schiavi dell’ antica Roma veniva tagliata la lingua dopo aver loro tolto la libertà. Agli internati nei campi di concentramento nazisti e comunisti veniva tolta la dignità ed impressi sulla pelle i numeri della prigionia, dell’ annullamento di ogni valore spirituale e morale. In questa società globalizzata da sempre malata di quel maschilismo, di quell’ antifemminismo che fa marcire perfino le menti di non poche donne disposte, ma più spesso costrette, a schierarsi con i loro carnefici ed abbracciare esse stesse queste insane “dottrine”, si deve assistere, colpevolmente passivi, al delitto della infibulazione. E’ fuori di dubbio che il limite culturale insormontabile per la misera mente di Adamo e dei suoi miserabili discendenti, sia l’ incapacità di comprendere ed apprezzare la donna, di accettarne la superiorità intellettiva sintetizzata biologicamnte nell’ attività di due lobi cerebrali contro uno. Del resto tutto ciò che sia riconducibile al femminile, la Madre Terra, la vita, la natura, la libertà e l’ uguaglianza, risulta insopportabile agli occhi del miserrimo maschio quanto la luce a quelli dei vampiri. Piegare la donna, umiliarla con l’ atroce infibulazione, è come fare guerre o tagliare la Foresta Amazzonica o nascondere scorie nucleari sotto i campi di grano o lavare le petroliere in mare aperto, è violentare e profanare ciò che non si è in grado di capire. Sacerdoti o meglio preti, come li ha chiamati la Madonna di Lourdes, porporati, stregoni, presidenti di Nazioni, melliflui burocrati, “alte” personalità, capibastone religiosi e laici, in sintesi volgari ciarlatani, fanno da ipocrita paravento a questo delitto verso bambine non ancora donne. Il così detto mondo che conta, ma che non vale un pugno di sterco,   si volta dall’ altra parte e dette quattro false parole di circostanza torna alle faccende che gli sono care, alle guerre per la “pace”, ai genocidi, alle distruzioni fatte in nome di un preteso mondo futuro migliore di quello attuale, fingendo di non sapere che una fogna nasce e muore tale e non ha alcuna probabilità  di diventare una sorgente di acqua pura. Donne, non abdicate al vostro compito di civilizzare i figli di Adamo, ribellatevi ed estraete la clava che essi hanno conficcata nel cranio dove, proprio per questo, non fiorisce cervello.

LA DROGA DEL POTERE.

Credo che l’ umanità sia l’ unico batterio che non richieda l’ uso del microscopio per la sua osservazione e la comprensione dei meccanismi di contagio tanto essi sono macroscopici e ripetitivi. Fra le attività che stimolano i più bassi comportamenti umani l’ esercizio del potere è senz’ altro quella dominante quasi a rappresentare l’ essenza stessa dell’ umanità. Il potere in tutte le sue sembianze, domestico, nazionale, politico, militare ed economico, sembra rappresentare la massima aspirazione esistenziale. E’ al tempo stesso punto di partenza e di arrivo, è vocazione ed aspirazione, è desiderio e strumento per realizzarlo, è il fine ed il mezzo, è, come direbbero i medici, il protocollo ufficiale attraverso cui si tenta di curare il male assoluto: la vita. Partendo da queste premesse, obbiettivamente non opinabili, si spiegano le quotidiane disavventure dell’ essere più malato e più inconsapevole di esserlo che calpesti la crosta terrestre: l’ uomo inteso in senso lato. E tra le forme di esercizio del potere quella che più affascina a travolge è il sentirsi al di sopra del Giudizio,  più in alto del Princìpio oltre che della Legge, è il livello supremo dello sballo da potere, l’ apice della piramide dalla sommità del quale si può dominare il piccolo e miserabile mondo del proprio ego. E’ di questi giorni l’ emersione, dai fondali limacciosi della prostituzione minorile, dei soggetti dominanti economicamente e dominati dalla bramosia di possesso. Sono volti di personaggi più o meno noti che apparentemente non avrebbero altro da chiedere ad una vita che li ha già beneficiati di privilegi, ricchezza e carriera. Eppure questi piccoli e miseri Re Mida da pianerottolo, questi rampanti del successo raccomandato e prefabbricato, si sgretolano come fantocci di sabbia al primo venticello della sera, per aver voluto viaggiare in senso antiorario nel folle tentativo di esorcizzare il tempo che passa e si porta via la vita. Restare giovani o sentirsi tali non essendolo più, facendo sesso con ragazze poco più che bambine, abbeverandosi alla fonte della vita, per calmare una sete non saziabile, rappresenta un abuso di potere amorale.  E’ dall’ alba del mondo anzi dal tramonto che l’ ha preceduta, che l’ adulto, il vecchio, il bavoso, si è fatto satiro ed ha cercato di soddisfare quella famelicità sessuale tribale che va sotto il nome di pedofilia ma che racchiude in sè turbe psichiche di ogni tipo.  Questi malati di personalità bi e tri dimensionale sono maniaci sessuali che perdono la bussola al sol intravedere una gonnella o un semplice grembiule scolastico che sventolano, e al contempo sono, di facciata, “bravi genitori”, “affettuosi nonni” e “mariti irreprensibili” o almeno così si narra. Torna la vecchia storia di mister Hyde che  nottetempo ma anche e più spesso giornotempo, si libera dell’ armatura “civile” per dare sfogo alla natura malata che lo pervade e gli impone l’ esercizio del potere sul più debole. Lo jus prime noctis praticato ogni giorno e più la carne è giovane tanto più è ipnotica e desiderabile. Niente importa che sia identica e della stessa età delle proprie figlie (e figli) e senza battere ciglio si passa dall’ essere padre all’ essere un orco bavoso e viscido. Il potere dato dal possesso, la droga del sentirsi al di sopra dei limiti morali e spirituali, accendono la miccia che fa esplodere quel patetico contenitore di presunzione, di egoismo e di barbarie rivestito da sembianze umane. Il Peccato Originale è la bramosia del potere insieme al superamento di steccati morali  posti  a difesa della stessa integrità umana, non è solo disobbedienza verso Dio ma abuso di sè stessi e degli altri. Esso si ripete quotidianamente ai danni di chi soccombe e dequalifica a livello di inutile sasso colui che lo commette. Personalmente odio il potere quasi quanto i così detti potenti e provo un fastidio insopportabile nel vedere persone prostrate in venerazione di fantocci siano essi politici, boiardi di Stato, burocrati con divise, toghe ed abiti  talari. Chi si prostra rinuncia alla dignità e chi esercita il potere si appropria di un bene spirituale altrui ridotto a liquame e se ne nutre. Purtroppo il millenario curriculim vitae del mondo ci ha insegnato che gli esseri viventi intrattengono soltanto rapporti di forza ed il sistema Universo è basato su di essi. Non c’è legame di sangue che tenga, non ci sono limiti al godimento della dignità altrui. Pagare profumatamente bambine per farne propri strumenti sessuali rende mendicanti questi rampanti danarosi, li impoverisce di una povertà che non potranno mai comprendere, sordi e idioti malati di narcisimo quali sono. Ma non commettiamo il solito errore ideologico e affermiamo, con tutta la forza morale che serve a zittire i predicatori a senso unico, che la nefandezza è identica anche quando ad esercitare tale potere della vergogna è un padre cassintegrato, un idiota precario o disoccupato, i quali non potendo pagare magari si dilettano a frequentare gratuiti “territori” familiari. L’ abbiezione ed il suo simbolo mister Hyde sono democratici in assoluto e non fanno comode distinzioni.

IL MIO MANIFESTO.

Ho letto della Strage degli innocenti, degli schiavi d’ Egitto, delle innumerevoli guerre fin dall’ alba del mondo.  Ho letto della morte di Socrate, dei chiodi infissi nella carne del Messaggero di pace, amore e libertà, delle persecuzioni di cristiani, dell’ inquisizione clericale, del genocidio di indios per ispanica mano e della rivoluzione francese. Ho letto della ghigliottina, della forca e di torture inimmaginabili, di sangue umano fatto scorrere come se diluviasse. Ho letto della schiavitù dei negri e della tratta di esseri umani, della violenza fisica e delle menomazioni inflitte a donne inermi. Ho conosciuto il comunismo, il fascismo ed il nazismo, i campi di concentramento e lo sterminio di interi popoli. Ho consociuto due guerre mondiali, la bomba atomica, i gas nervini, le bombe al napalm e le mine antiuomo.  Ho conosciuto la pedofilia, la compravendita di organi umani, la folle e inutile vivisezione animale praticata dai mille Menghele. Ho conosciuto lo sfruttamento di bambini  come operai, soldati, terroristi, il sequestro di donne e bambine ridotte a meri strumenti di vile piacere.  Ho visto gente piangere e morire per mano di altra gente, ho visto il male assoluto negli occhi di dèmoni nell’ atto di gettare inermi persone vive nelle Foibe Carsiche e lasciarle morire dopo indicibili agonie. Ho letto, ho conosciuto ed ho visto il genere umano in azione, ho provato vergogna per esserne parte e mi sono dimesso da simile masnada. Ho rinnegato il falso primato dell’ uomo sul resto del creato, dottrina ideata da idioti inconsapevoli della loro inutilità.  Ecco perchè amo gli animali ma non riesco a farlo con i miei simili.

KAPO’, IL NAZISMO AL FEMMINILE.

Quando si rivede un film a distanza di tanti anni è come ritrovare vecchie foto di noi stessi e scoprire che in realtà non si è stati poi così belli o così brutti come si ricordava. Rivedere Kapò oggi  paradosdsalmente proietta la sinistra luce di quei tragici  e miserabili anni sul presente, mostrando analogie insospettate,  e suscita sensazioni nuove ed ancor più fastidiose. Per chi come me è cresciuto nella convinzione che la donna fosse la metà sana della mela, il solo motivo che potesse evitare di mandare al macero l’ intero “raccolto” umano mondiale, la sola speranza di crescita dell’ uomo, rivedere Kapò e prendere coscienza del fatto che sia esistito anche un nazismo operativo al femminile nelle forme abbiette tipicamente maschili, è una frustata in faccia quasi fatale al più resistente ottimismo esistenziale. Con il senno di poi cioè con quel poco che si acquisisce nel tempo a forza di vivere, (o di non morire) si rivede quel film e si perde definitivamente la fiducia nella vita. Perchè se è vero che la guerra è da sempre il triste gioco di Adamo  e la massima dimostrazione della sua pochezza, vedervi partecipare attivamente la donna, non con la divisa della Croce Rossa, ma con i  panni sudici di abominevoli torturatrici e guardiane della follia nazista, ha l’ effetto tetro della pietra tombale che si chiude sul sarcofago lasciandolo al buio eterno. La “rilettura” del film, quando si è alleggeriti del peso della superficialità di giudizio giovanile, prostra lo spirito combattente degli ideali dei quali la donna è soggetto ed  oggetto a mio parere insostituibile. A questo punto tirare una linea di congiunzione fra la donna Kapò e alcuni modelli di donna di questa nostra società, che non esito a definire post- valoriale, risulta tristemente automatico. Se per le Kapò valevano la follia ideologica o l’ opportunità di far passare la guerra stando nel ventre protettivo del potere mettendo a tacere qualsiasi richiamo della coscienza, per le NON donne di oggi valgono l’ opportunismo economico,  la stessa bramosia di potere che divora la sempre più a buon mercato carne maschile, e quella sotterranea, inconfessata tentazione di imitare il sesso pseudo forte nella illusione che ne derivino gli stessi privilegi. Si passa così da una complementarità fra donna e uomo ad una intercambiabilità che ne fa insignificanti repliche di genere, per usare l’ orribile gergo dell’ ancor più orribile politically correct. Le donne di inizio ‘900 erano coerenti e compatte nel rivendicare il loro legittimo spazio nella società, ma uno spazio al femminile non un surrogato manieristico del maschio. Oggi quel tal tipo di donne, come fecero le Kapò, sfilano  indignate  soltanto se l’ ordine proviene da una certa parte politica ma non si è visto un solo corteo spontaneo, nè di streghe nè di semplici autentiche donne, contro l’ eccidio quotidiano di esse ad opera degli idioti figli di Adamo, mariti, amanti o compagni che siano. Mentre nel tempo passato  le giovani e belle subivano il martirio di matrimoni combinati con attempati o vecchi detentori del potere economico, oggi sono loro, le giovani e leggiadre tanto amate da Cecco Angiolieri, a gettarsi fra le loro flaccide braccia investendo sul temporaneo e richiestissimo capitale di un bel corpo. Donne in politica che, come le Kapò, bastonano la condizione femminile pensando che a riscattarla basti promuovere il nuovo modello di donna lesbica e single, perciò affrancata dall’ uomo. C’è da augurarsi che anche nella realtà giunga presto la fine del film con il riscatto umano e spirituale di una stupenda Susan Strasberg che, finalmente consapevole di essere stata “fregata” da tutti,  lascia cadere a terra la zavorra dell’ opportunismo e rinasce come donna un istante prima di morire.

PIANETA DONNA.

Il 26/11/2013 nel “mondo”, cioè in alcune parti di esso, si è celebrata la giornata della “difesa delle donne dalla violenza maschile”. Ci risiamo. Ecco il nuovo attacco del politically correct, che attraverso i suoi megafoni istituzionali e mediatici, intona l’ ipocrita canto di Eva   riempiendolo di belle parole anzi, delle solite chiacchiere trite e ritrite.  Per l’ occasione sono sventolati seni al vento, medaglie al valore civile e patacche di circostanza hanno affollato i telegiornali. Care donne, se non volete che la vostra incolumità sociale si riduca ad un misero appuntamento annuale segnato sul calendario dello stucchevole cerimoniale commemorativo, siete voi e voi soltanto che potete dare una svolta epocale al vostro destino di vittime della ferocia ignoranza praticata dalla famigerata ditta “Adamo e figli”. In che modo? Prima di tutto sottraendovi al cappio in via preventiva, siate cioè selettive e scartate il maschio becero impegnandovi a cercare l’ uomo.  Non abbiate paura della solitudine intellettuale, parlate a chi vi sembra papabile e soprattutto fatelo parlare, scoprite chi si cela dietro mielose attenzioni e atteggiamenti plateali tanto cari agli instabili di mente.  Se un maschio vi assilla e vi assedia, e fa volare un aereo col vostro nome trascinato sulla coda scappate a gambe levate, è un pazzo criptico inacapace di controllare gli spasmi del suo ego. Siate razziste, senza se e senza ma, nei confronti dell’ ignoranza e della protervia di chi vi si para davanti. Provocate da subito reazioni emotive e scatti cerebrali in quello che pensate possa essere il “principe azzurro” e stanate lo stalliere violento e beota che si nasconde solitamente sotto le moine del “conquistatore”. Siate razziste inamovibili riguardo ad educazione, cultura, apertura mentale e pulizia. La “matematica psicosomatica” vi sarà sempre d’ aiuto nell’ individuare il marcio maschile, applicatela senza remore o condizionamenti. Chi ama davvero non lo scrive sui muri, non lo grida al vento, non ha bisogno di tradurlo in mille regali e sceneggiate. Lo dice con la serenità di uno sguardo, con un abbraccio delicato. Chi uccide per diporto, chi non ha bisogno di chiedere, il macho tutto d’ un pezzo, non sarà mai un uomo e non darà mai un grammo mentre pretenderà tonnellate. Siate razziste, e finchè non avrete scoperto l’ anima di colui che vi piace non acconentatevi del suo corpo che nella maggioranza dei casi si rivelerà un semplice ed anonimo contenitore del nulla. Siate selettive, solo così vi potrete difendere dai nemici della vita di coppia. Non fate affidamento sulle leggi dello Stato per difendervi perchè esse trattengono la violenza maschile come lo scolapasta l’ acqua di cottura. Non fatevi avvicinare da maschi sporchi, da coloro che deridono la poesia ed incontrano il sapone con cadenza settimanale e spesso anche alternata. La “matematica psicosomatica” è una scienza esatta, descrive tratti fisici e caratteriali con precisione assoluta, fateci affidamento totale poichè ad essa non si sfugge. E poi non è così difficile distinguere il buono dal marcio visto che ognuno di noi, in fondo,  è quello cha fa.  Siate selettive, guardatevi allo specchio e domandatevi mille volte se non vi stiate sprecando e buttando via con qualcuno che non vi merita. Mai come in questi casi vale il detto “meglio sole che male accompagnate”.  Non sperate nella legge dei codici (scritta da Adamo), la sola che può salvarvi è la legge della donna che vi difenderà oltre che dal maschio violento anche dalla femmina passiva sua infelice e storica alleata. Una donna a differenza di una femmina sa amare, sa soffrire e piangere ma è capace di dire dei no favolosamente razzisti e selettivi. Il primo principio della “matematica psicosomatica” dice che se ti accompagni ad un ignorante, ad un grossolano, morto di fame o ricco che sia, puoi aspettarti solo di essere trattata con le mani e mai col cuore.

U.E. NORMALIZZATRICE.

Oggi denunciamo la folle circolare applicativa, di cui ha dato notizia Il Giornale del 4/11/2013, partorita dalle scatole craniche  o meglio, dal vuoto che in esse appare assoluto e che le riempie, di ben 19 “esperti” di sessuologia infantile, adulta, senile e, c’è da giurarci, anche post mortem. Questo “studio” definisce le linee dell’ educazione sessuale da impartire nelle scuole della U.E., e dà la giusta misura  della pericolosità sociale di questa banda di burocrati che detta le regole al caravanserraglio europeo. Dal reportage dell’ articolo emergono particolari che fanno della U.E. un campo di concentramento senza filo spinato ma dotato di una immensa camera a gas “sociale” dove è fatto obbligo di respirare il nuovo verbo, tossico quanto quello imposto dai nazisti. Questa camera a gas continentale dovrebbe, nel delirio di questi 19 fantomatici esperti, asfissiare ed uccidere il sesso, i sessi e la sessualità, in nome di una nuova dottrina che fa del condizionamento, tipo cane di Pavlov, il suo fulcro. Dunque, questi sedicenti esperti hanno ideato la nuova educazione sessuale che, suddivisa in fasi progressive in base all’ età degli educandi, parte da zero anni fino alla maggiore età. Sì, avete capito bene, da zero anni! E fino a quattro è la prima di esse e poi via dicendo. Questa circolare della follia, badate bene, è all’ esame della Commissione Europea cioè del Governo della U.E., il quale, dopo l’ infausta parentesi prodiana dello studio della curvatura delle banane e del diametro dei piselli, ora vuole occuparsi dei format sessuali. In essa, i normalizzatori, pagati profumatamente con i soldi delle tasse, asseriscono quanto sia importante “aprire” la mente dei bambini entro i quattro anni di vita sull’ orizzonte sessuale con tutte le implicazioni che ne derivano, compreso l’ approccio alla masturbazione, la conoscenza del proprio corpo e la  promozione di una “naturale” omosessualità che secondo questi pazzi andrebbe “agevolata” già in tenera età.  Poi entro i dieci anni di età i cittadini europei di domani dovranno conoscere l’ opportunità sociale dell’ aborto, i metodi di controllo delle nascite e la “pericolosità” del messaggio religioso su queste tematiche sessuali, che ovviamente va rigettato in toto.  Bastano questi accenni programmatici per comprendere che ci troviamo davanti ad un progetto di distruzione di massa da realizzare su vasta scala e che fa il paio con le atroci velleità scientifiche poste in essere dalla ferocia nazista nel suo folle tentativo di realizzare la nuova razza perfetta. Non è un falso allarme, perchè superato il vaglio della Commissione tale circolare dovrà essere applicata nelle scuole materne, elementari, medie e superiori dei Paesi  dell’ area U.E.  Il sospetto che dietro, davanti, sopra e sotto questa sconvolgente iniziativa ci sia la lobby della pedofilia, quella della omosessualità e quella della politica trasversale che le cavalca  traendone enormi vantaggi elettorali, appare meno assurdo di quanto si creda. A chi altri gioverebbe una strategia di simile portata distruttiva del tessuto sociale? E come si permettono questi sedicenti esperti ed i loro danti causa di allungare le sudice e viscide mani ideologiche sui corpi e sulle menti di  inermi bambini i quali risulteranno poi traviati e psicologicamente massacrati da tale manipolazione in tutto simile alla lobotomia chirurgica?  E ancora, come può uno Stato come l’ Italia, già vergognosamente appecoronato all U.E. in politica economica, divenire suddito obbediente e passivo esecutore del massacro mentale delle future generazioni?  La viltà ideologica e la sottomissione generale al politically correct devono ricevere una risposta adeguata  forte e decisa, se non dai pavidi e corrotti politicanti, intenti unicamente a spremerci di tasse, da parte dei genitori di queste vittime predestinate, di questi futuri martiri della peste del terzo millennio che va sotto il nome, è necessario ripeterlo e gridarlo ad ogni latitudine, di politically correct. Il delitto che tramite questa abominevole circolare si vuole pianificare e compiere è l’ abolizione di ogni tutela dell’ infanzia in materia sessuale e della sacra inviolabilità dei minori che rappresentano i requisiti base per definire civile una società. La barbarie della prevaricazione della volontà individuale in tenera età è un crimine molto diffuso in nazioni culturalmente ed economicamente sottosviluppate, e dopo bambini terroristi, bambini operai, bambini prostituti, bambini soldati, avremo, grazie agli esperti superpagati della U.E., anche bambini schizzofrenici, asessuati, ibridi sessuali, ai quali sarà sconosciuto ogni contenuto emozionale, ogni connotato spirituale spontaneo  nella “fruizione” della sessualità  programmata e “scientificamente” dosata da questi “ricercatori” della nuova umanità.  Genitori armatevi di cultura e coraggio, non potete tradire in maniera così vigliacca le creature che Dio vi affida! Siate liberi e combattete questa ignominia.

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