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La donna fa paura

ANCHE LA F.I.F.A. HA PAURA.

Di chi? Delle donne! E non è la sola. Con la demenziale direttiva diramata alla vigilia della finale del campionato del mondo di calcio, contemplante il divieto di inquadrare le donne  presenti sugli spalti degli stadi, la già malata terminale di burocratismo acuto, organizzazione di (non) governo del calcio si è autodefinita oscurantista, bigotta e veteromaschilista esattamente come il più talebano dei talebani. La motivazione addotta a sotegno della idiozia, non a caso mondiale, è il punto più basso della falsa campagna a tutela delle donne che sia mai stato raggiunto.  Sarebbe infatti segno di sessismo in loro danno inquadrare  le donne giovani, belle e, ovviamente, colpevolmente procaci. Questo miserabile concetto fa il paio con il famigerato assunto , di chiara   matrice clericale e  inquisitoria, secondo il quale le donne belle sarebbero tutte oche, e ciò nel chiaro intendimento di disprezzare i doni elargiti, non a tutti e a tutte, da madre natura. Ma perchè il maschietto idiota e strutturalmente incline alle guerre ha sempre più paura della donna tanto da volerla oscurare? Ritengo, su basi razionali molto fondate, che tale terrore provenga dall’ abisso di quell’ oceano di sabbia chiamato mondo arabo. Infatti la eco mediatica provocata dalla visione delle tifose iraniane riprese sugli spalti in abbigliamento occidentale e capelli sciolti in assoluta e naturale libertà, deve aver generato un terremoto pseudo religioso di magnitudo sconosciuta insieme ad insopportabile orticaria, negli schiavisti del velo e burqa. Questi mondiali di Russia, oltre ad aver rivelato al pianeta  una Nazione ospitante piena di fascino e di voglia di vivere all’ occidentale (e quindi in modo naturale), ha provocato una contaminazione pericolosissima per i teoremi “pensati” dagli schiavisti della donna. Evidentemente non bastavano i pretonzoli e vescovelli nostrani, con le loro secolari filippiche contro la bellezza femminile, qualche demente ha sentito il bisogno di investire la FIFA di una ulteriore missione “moralizzatrice” imponendo ad essa di dichiarare guerra mediatica alle donne negli stadi. Ma si può essere così deficienti? Così nemici della natura e delle sue bellezze? C’ è solo una religione che si fonda sulla negazione di ogni diritto delle donne e sulla loro “vocazione naturale” di oggetto nelle fetide mani di primitivi torturatori. In questo caso la FIFA, avendo paura di scontentare il cancro del politically correct in quanto malefico lubrificante per lo stupro dell’ occidente, ha preso una posizione vergognosa e oscena appecoronandosi a chi odia le donne fino al punto di  ritenere  giusto, tra l’ altro, costringerle al matrimonio con bavosi adulti ancora bambine. Se la FIFA ha paura devono essere rimosssi i cretini che ne dettano le linee liberticide e idiote. Questo in nome della libertà individuale, della civiltà mondiale e della definitiva liberazione dai dementi che, guarda caso, sono brutti dentro e raccapriccianti fuori.

FEMMINISMO MASCHILISTA.

“Eliminare le ombrelline o grid girl!” L’ ordine è partito dai capi della  setta  del femminismo maschilista i quali, nell’ intento ipocrita di punire i molestatori sessuali modello  Weinstein, riaccendono il rogo sul quale bruciare la donna “oggetto”.  In apparenza, e in ciò sta la miserabile ipocrisia, sembra un gesto in difesa della donna ma, in realtà, è la sempre più ossessiva paura del suo corpo ad armare la mano di questi “riformatori femministi” discepoli dell’ Inquisizione.  Fin quando la così detta morale sarà decisa, codificata e disciplinata (si fa per dire) dal maschio, sia esso sotto forma di prelato o, peggio, delle sue controfigure islamiche, sia sotto forma di buonisti idioti del politically correct, per la donna saranno guai. Lei sarà sempre il campo di battaglia politico, pubblico e privato, sul quale la guerra dichiarata all’ intelligenza non finirà mai. Che il maschio sia idiota inguaribile lo ha dimostrato la Storia e che tale idiozia egli la eserciti soprattutto in danno della donna è dimostrato dalla vita quotidiana in ogni angolo del mondo. Il maschio, con tonaca, toga, tessera politica o semplice qualifica di marito, si arroga il diritto di decidere cosa la donna possa o debba fare, quanto lunga possa o debba essere la sua gonna, quanto e quando lei debba essere disponibile ai suoi capricci sessuali.  Lo stesso maschio di cui sopra si illude di curare la paura, che lo ossessiona, del corpo della donna oscurandolo, coprendolo o addirittura eliminandolo. E’ pietoso e idiota quando si scaglia, lancia in resta, contro la donna, contro un universo che non potrà mai capire vista la sua incolmabile inferiorità intellettuale.  Questi miserabili moralisti sono gli stessi che, in privato e spesso in incognito, si aggirano bavosi nei locali  della lap dance, usano prostitute minorenni, frequentano le deviate sponde del sesso non disdegnando anche di farsi frustare il deretano da amazzoni in pelle e borchie. Non se ne può più di questi predicatori moralisti viscidi e maniaci. La liberazione o la semplice emancipazione della donna non sarà mai data dal divieto di mostrarsi ma dalla eliminazione sociale e intellettuale di questi feticci autoritari, primitivi e ignoranti.

MINI GONNA MAXI DONNA.

Il corpo della donna, che è doveroso ribadirlo non è un corpo di reato checchè ne dicano i parrucconi di ogni clero o setta religiosa che sia, è sempre più il campo di battaglia sul quale si combatte la millenaria guerra fra civiltà e  ignoranza. E’ recente la notizia, apparsa su vari quotidiani,  del ferimento di una ragazza, colpevole di indossare la mini gonna, da parte del di lei fratello-padre-padrone-primitivo.  Episodi come questo denunciano, se ancora ve ne fosse bisogno, il livello di inciviltà che caratterizza ancora oggi il rapporto esistenziale fra la donna e il sesso maschile, poichè parlare di uomo quale sua controparte appare utopistico. E dimostrano quanto la donna resti confinata nel ghetto della “tutela sociale obbligatoria” da parte dello Stato, della famiglia-Stato e perfino dell’ economia. Mi astengo dal trattare le condizioni di vita della donna in quelle realtà dominate dalla spirale politico-religiosa rivelatasi nei secoli pozione socialmente devastante e velenosa, per non andare indietro nel tempo oltre l’ Età della pietra e mi riferisco invece al mondo che mi interessa, quello occidentale, capace se non altro di accogliere sparute avanguardie filisofiche che si battono per la liberazione dell’ individuo, non solo donna, dall’ ignoranza, dalla prevaricazione e dalla violenza sociale. E’ a questo Occidente ancora colpevolmente adolescenziale, immaturo ed ottuso, che urlo in faccia il mio disprezzo quando i suoi maschi padroni, privi di quoziente intellettivo, trovano il modo di rendersi protagonisti così miserabilmente. E’ a questo Occidente economicamente obeso e moralmente digiuno che rimprovero il persistere dell’ assenza di civiltà nei confronti della donna quasi fosse una forma di vita aliena, ad esso incomprensibile, capitata per caso sul nostro pianeta. Il dato drammatico è che sono tante anche le donne, o più propriamente persone di sesso femminile,  che odiano e non comprendono se stesse nelle società occidentali. Conosciamo bene le ragioni che hanno originato tale stato di cose ma è in quale modo sostituire con materia grigia il liquame che abbonda nel cranio di Adamo a rapprsentare la sfida, apparentemente impossibile da vincere, della civiltà contro l’ igoranza. Sono i suoi discendenti che tengono prigioniere le figlie di Eva, è l’ idiozia genetica del maschio che impedisce il rapporto paritario e dignitoso fra i due sessi. Quando vedo pensionati flaccidi e sdentati “rimorchiare” ragazze schiave che si prostituiscono, quando sento penosi vegliardi lamentarsi della vecchiaia e del declino fisico delle loro mogli, ignorando di essere loro stessi molto più malconci, capisco drammaticamente che il maschio ha pochissime speranze di diventare uomo. Un pò come accade a quei deficienti che giocano con il fucile  a fare i soldatini o i “rambo”nonostante per loro sia giunta l’ ora di fare pace con la vita e tentare di riscattare con una dignitosa vecchiaia un’ esistenza trascorsa restando bamboccioni idioti ed inespressi. Per queste teste vuote la mini gonna è un sogno erotico se ad indossarla sono le “altre” ma diviene simbolo del male se guarnisce le gambe e i fianchi  delle loro mogli-figlie-sorelle-madri tutte bisognose di tutela mascolina. L’ estetica, la bellezza e la libertà sono per le menti evolute che vivono un rapporto equilibrato con lo spirito, non sono certo per i masticatori inconsapevoli di vita, per i malati di ignoranza, per quelli che devono ghermire tutto ciò che vedono ma sono incapaci di guardare. Sono i brutti dentro e fuori che odiano la donna in mini gonna, sono come le suole delle scarpe che non distinguono un fiore dallo sterco e calpestano entrambi con indifferenza. Questi viandanti inconsapevoli, queste metastasi sociali albergano nelle aule parlamentari, in quelle di Giustizia, nei seminari ecclesiastici, nelle famiglie e nelle scuole, possedendo in comune mani e menti untuose che vedono il male ovunque e sporcano qualunque cosa tocchino.

UMANITA’ USA E GETTA.

I grandi filosofi dell’ antica Grecia  avevano ben compreso quanto la vita fosse un doloroso percorso contro corrente, un risalire il fiume impetuoso del materialismo e dell’ ateismo per tornare alle sorgenti della spiritualità e della dignità umana. Ma ciò che riesce ai salmoni evidentemente non riesce a colui che, nell’ eterno delirio di onnipotenza  di cui è preda, si sente padrone di un mondo ormai stremato dalla sua ottusità distruttrice. Oggi, come mai prima, il genere umano è proiettato esclusivamente verso la sua totale irresponsabilità, come se vivesse in un luna park e potesse scegliere fra mille giochi e divertimenti fingendo di ignorare lo scopo della sua esistenza. Tutto è gioco. E il più perverso è quello di inventare una umanità senza sesso all’ interno della quale l’ individuo diventi una variabile a disposizione del dominante politically correct. In questa ottica deformata l’ omosessualità viene trasformata da patologia clinica in status sociale (intoccabile). Corollari di questa follia sono le pretese nuove “famiglie” e la sparizione dell’ unica vera, quella naturale eterosessuale, considerata omofoba per definizione, struttura e finalità. Il nazismo ideologico che scaturisce da tale degrado mentale sancisce che tutto ciò che non è omosessuale è omofobo. Il progresso sociale consisterebbe dunque nel superamento, anzi nell’ abolizione, dell’ eterosessualità ritenuta discriminante e antitetica rispetto alla omosessualità. Distruggerla significa conquistare la libertà di rifiutare la propria nascita e “ricrearsi”, scegliendo nella galleria delle caricature, come se ognuno fosse il Dio Creatore di se stesso. La mania di onnipotenza, inversamente proporzionale alla intelligenza, presente  nel dna umano favorisce questa escalation distruttiva che origina dal rifiuto della Creazione Divina. L’ uomo non è e non sarà mai Dio e dunque, non potendolo essere, che sia una aberrazione totale,  che sia simbolo di degrado morale, sia, in sintesi la negazione di Dio. La prospettiva di queste falangi di pazzi, di questi incompiuti patologici, è che si nasca non più per un atto naturale ispirato da amore, da donazione di sé, da celebrazione della divinità della procreazione ma per commissione contro pecunia, visto che contro natura ci si può baloccare ma non procreare. Lo svilimento e il degrado della vendita pro-tempore dell’ utero femminile è solo il primo passo verso una sorta di cannibalismo sociale che porterà a pretendere  gli occhi di un altro perché più belli dei propri o il cuore altrui perché più sano del proprio. Prendere, ghermire, appropriarsi, ingurgitare, senza limiti e principi per poi produrre immense quantità di liquame sociale che porterà alla morte, per asfissia culturale e spirituale, il mondo dei “diritti” liberati dai doveri. Mister Hyde finalmente vincerà e sottometterà il Dott Jekill e ne divorerà carne e spirito. Il superamento e la distruzione della natura causerà la nascita di mostri sociali che riterranno “naturali e legittime” tutte le nefandezze immaginabili, prima fra tutte l’ eutanasia indiscriminata. Sarà questa l’ arma letale in mano ad una umanità priva di principi capace di trasformarla da “autonoma scelta di morte privata” in strumento di eliminazione “scientifica” di chiunque si opponga all’ impero del politically correct. Fanta sociologia?  L’ alba è appena sorta ma già si intravede chiaramente il tragico tramonto.

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