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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

l’ Italia sul marciapiede.

IL DIGIUNO DEGLI SQUALI.

In questi giorni la già squallida politica italiana, costituita da saltafossi, leccapiedi,  portaborse improvvisati capibastone, mummie staliniste, ladruncoli a piè di lista e bamboccioni analfabeti catapultati sugli scranni parlamentari dal più autolesionista dei voti di protesta, si trova a recitare la miserabile pantomima dei digiuni macchietta di pannelliana memoria. Accade che di fronte all’ accantonamento del folle progetto, tutto sinistro e clericalcattocomunista, chiamato jus soli, diverse controfigure in cerca d’ autore inseguano anche qualche momento di miserabile visibilità lanciandosi in dichiarati  digiuni di protesta.  Sono politicanti di lungo corso con tante tessere di partito da far vergognare il gioco del domino, cataplasmi estetici desiderosi di rendere l’ Italia brutta come loro, esponenti di quella crema acida asservita alla politica dello scambio di voto contro carriera. Sono in sostanza il cancro di questa Italia ormai stretta nella morsa asfissiante del politicamente corretto le cui ganasce sono un clero affollato di pedofili, omosessuali e affaristi ed una sinistra anti italiana follemente decisa a perseguire il ricambio etnico a fini di voto elettorale. Immaginare che questi soggetti possano digiunare quando, dal golpe del 2011 ad oggi, sono riusciti a divorare le fondamenta della Nazione Italia, riesce impossibile. Anche perchè le due ganasce hanno in comune una fame insaziabile di tutto ciò che non è loro proprietà. Sono così abituate ad espropriare, ad impadronirsi, a reclamare sotto forma di questua che, dopo aver inventato le indulgente plenarie e parziali a pagamento insieme alla dittatura del proletariato, un digiuno risulta essere incompatibile con la loro stessa natura. Ma digiunare sui giornali e sulle televisioni è facile e politicamente redditizio, fa clamore e colpisce le teste lobotomizzate della manovalanza di partito, quella che il “rifondarolo in cachemire” chiamava  “massa critica della sinistra”. Farlo poi per un motivo così miserabile quale il togliere la sovranità etnica all’ Italia rendendola una bolgia di etnie, fra loro nemiche e ispirate alla distruzione reciproca da odio religioso, è tipico della mente contorta dei sinistri, i quali se non vedono scorrere sangue, se non sparano ad altezza d’ uomo, se non distruggono la società civile, non riescono a vivere. Questo ennesimo, miserabile e buffonesco digiuno è il vero documento di identità della sinistra, buonista verso assassini come quel Battisti e gli altri terroristi vigliacchi e criminali di brigate rosse e compagni vari che oggi, dopo aver ammazzato padri di famiglia, si godono i frutti della militanza comunista. Il solo vero digiuno che la sinistra può ostentare è quello cerebrale e spirituale, suo esclusivo  e inattaccabile appannaggio. Queste orde non digiuneranno mai! Nemmeno se le si lega ad un letto di contenzione. Troveranno sempre il modo di divorare qualcosa anche fingendo di digiunare, come la creduloneria di coloro che, nonostante l’ evidenza, continuano a votare la sinistra anti italiana.

ITALIANAMENTE.

Siamo in piena guerra economica, religiosa, etnica e politica. L’ Italia, più di tutti a causa della congenita assenza di senso della Nazione, è in balia di quella folle teoria chiamata globalizzazione e multiculturalismo che in nessun altro Paese è riuscita a distruggere i sentimenti di sovranità nazionale, Patria e popolo. Tutte le popolazioni che la stanno invadendo mantengono inalterati i segni distintivi della loro cultura (quasi sempre sottocultura), della loro religione e della loro coesione etnica. L’ Italia non ha mai avuto tutto ciò. I suoi giullari politicanti fanno a gara per abbattere i capisaldi di una cultura e di una storia millenaria. L’ Italia è orfana di se stessa e come tale è ambita preda delle orde barbariche che possono avvalersi della complicità e del tradimento di quei collaborazionisti che per soldi e ideologia politica la vendono allo straniero. L’ altra ganascia della pinza globale che la sta frantumando è l’ UE dei burocrati più idioti che abbiano mai infestato quella Jungla chiamata mondo. E’ in atto una persecuzione politica e culturale voluta dalla nuova Prussia “kuloniana” della quale l’ UE è strumento e testo sacro. A fronte di ciò assistiamo ai penosi balletti di poltrone in una sinistra, purtroppo dominante, che si è arrogata fraudolentemente i ruoli di governo e di opposizione svuotando la democrazia fino a sterilizzarla. Cosa fare davanti all’ eterno avan spettaccolo delle baruffe chiozzotte orchestrate dai comunisti?  L’ unica via di salvezza è la nascita di un partito politico per l’ Italia, che rifiuti i riciclati e i camaleonti di professione. Un partito che ragioni ITALIANAMENTE ma non all’ italiana. Una formazione politica che ritrovi le radici cristiane, occidentali e libertarie ponendole alla base del suo programma. Qui non si tratta più di opporsi alla globalizzazione economica ma di fronteggiarla mantenedo inalterate le peculiarità della nostra Nazione. Solo gli imbecilli multiculturalisti di sinistra possono blaterare che globalizzazione significhi la perdita della propria storia della propria identità. Donald Trump sta semplicemente cercando di far capire questo agli USA, usati e gettati via dal folle disegno obamiano di una Nazione non più patria, non più famiglia, non più popolo. Quando Trump dice “…ospitiamo solo chi ci ama” non introduce un limite così detto razzista ma, finalmente, cancella l’ idiozia buonista, tutta sinistra, che vuole sottomettersi all’ Islam, al suo oscurantismo morale, economico e culturale. E’ necessario un partito politico che resusciti il senso di appartenenza nazionale morto già l’ indomani  dell’ unificazione risorgimentale.   Oggi siamo nella così detta “area euro” senza più la nostra moneta, la nostra sovranità politica, senza poter decidere come vivere ma solo come morire. Ci pensa la kulona a decidere ogni cosa, ci pensano i traditori appecoronati al dominio del quarto reich. Bisogna insorgere e risorgere ITALIANAMENTE, non all’ italiana come accaduto con quel bullo liceale fiorentino o quel marionetta super stipendiato sulla pelle dei disoccupati, o quel mortadella misuratore di piselli e banane.  La domanda è: ci sono in Italia menti preparate in grado di salvarla dal degrado in cui l’ ha scaraventata questa sinistra irresponsabile e profondamente ignorante le vere necessità degli italiani? Credo di si. E la sfida, non procastinabile, è far emergere questa terra sommersa, questo bacino di speranze per un presente che possa diventare futuro. Questa parte d’ Italia deve salvare l’ Italia intera dilaniata dal morbo comunista, da questi zombie che rifiutano l’ eterna sepoltura culturale dopo essere stati uccisi dalla storia e dopo aver contaminato il mondo con la peggiore delle ideologie politiche. ITALIANAMENTE ma non all’ italiana.

REFERENDUM: MILLE VOLTE NO!

Alla fine la sinistra ideologico-salottiera si è dovuta piegare alla Costituzione e ha dovuto fissare la data per la celebrazione del referendum confermativo da essa odiato e storicamente considerato inutile esercizio di democrazia dal basso essendo “finalmente” l’ Italia dominata da una elite snob e profondamente razzista nei confronti del suffragio universale. Ora tocca alle menti libere liberare l’ Italia dalla micidiale morsa del politicamente corretto, dalla spocchia intellettuale di quattro cialtroni che si sentono superiori alle masse e  ritengono  che esse debbano essere governate dall’ alto, da quella “borghesia rossa” furba e falsa che dopo averle usate come teste d’ ariete per raggiungere il potere non  riconosce loro nemmeno la capacità di votare. Tocca alle menti libere, ai non salariati di partito, impedire l’ abbattimento di due capisaldi della democrazia: Parlamento elettivo e suffragio universale. Perchè è di ciò che si tratta, è ciò che la “riforma” sinistra vuole ottenere, al di là della chiacchiere su presunti risparmi di spesa pubblica e su modernizzazioni sociali che essa è strutturalmente incapace anche solo di pensare. Nessuna democrazia al mondo prevede un Senato nominato da altri poteri politici quali Comuni e Regioni. Il tentativo di golpe rosso strisciante è palese e perfettamente in linea con quanto, solo più cruentemente, già fatto dal comunismo sovietico e dal fascismo nostrano. La prima mossa dei regimi dittatoriali rossi e neri è sempre stata la chiusura o la sterilizzazione del Parlamento, con conseguente attribuzione al partito di ogni facoltà e potere legislativo. Il pierino fiorentino deve averne sentito parlare durante i suoi trascorsi giovanili nelle stanze delle chiacchiere e ne deve essere stato fulminato e affascinato tanto da immaginarsi Duce o “Lider maximo”, che è lo stesso, della povera Italia ormai malata terminale di sessantottismo. Egli stesso, il pierino fiorentino, è l’ immagine reale di questi progetti extraparlamentari: infatti il suo deretano occupa la poltrona di Presidente del Consiglio senza il passaggio elettorale, il fondamentale vaglio della democrazia, essendo stato lì posto da unilaterale decisione di un suo compagno di partito o bottega. La faccia tosta di cui sono dotati i derivati marxisti, che al pari di quelli finanziari sono autentiche metastasi antidemocratiche, li porta a spacciare per riforme istituzionali clamorosi progetti di dittatura ad opera di una “elite” di “pensatori” nei confronti di una popolazione ritenuta ignorante e incapace di autodeterminarsi. Ed ecco allora spacciare l’ eliminazione del CNEL, carrozzone di tutte le repubbliche già “soppresso” in almeno quattro o cinque leggi finanziarie, come immenso risparmio di denaro pubblico. E’ la tipica capriola del politicamente corretto che mentre vieta il fumo perfino nei giardini pubblici ne getta infiniti nuvoloni mediatici e propagandistici negli occhi delle masse declassate così da “critiche” ad acefale. Il coro delle voci rosse è numerosissimo e contempla quell’ imprenditoria che da sempre fa affari con la sinistra “anticapitalistica”, quei salottieri con la bocca a culo di gallina, sempre pronti a rispondere alla chiamata ideologica che porta nelle loro capitalistiche saccocce milioni di euro, notorietà televisiva, premi Nobel e letterari. Questo è il fronte del sì allo svuotamento parlamentare e alla nascita del comitato di salute pubblica che, esso solo, sa quali siano i bisogni, i desideri e i sogni di tutti ed esso solo decide chi abbia il diritto di soddisfarli. A questo fronte di oligarchi e di prepotenti deve opporsi il fronte del NO, ultimo baluardo in difesa della moribonda Democrazia. Esso deve smascherare e vincere l’ ennesimo cavallo di Troia politico, questa falsa riforma istituzionale attraverso cui la sinistra vuole espugnare la fortezza della democrazia eretta su un Parlamento elettivo e libero e sul suffragio universale. Non incantino le misere storielle sul risparmio di soldi pubblici e sul rinnovamento istituzionale perchè quando la sinistra sbandiera risparmi mira solo a togliere servizi come nella Sanità e nella scuola; e in questo caso vuol togliere di mezzo il servizio essenziale per una Nazione: la democrazia garante della libertà.  Se davvero il pierino fiorentino avesse cercato il risparmio di spesa pubblica lo avrebbe trovato nella drastica diminuzione di parlamentari e nella diversificazione delle funzioni legislative delle due Camere ponendo fine al ping pong di leggi e mentenendone l’ elettività con il voto di tutti esteso anche all’ elezione del Presidente della Repubblica. Tutto ciò era già contenuto nella riforma istituzionale varata dal Governo di centro destra e bocciata dal referendum confermativo condotto dalla sinistra. Questa  avrebbe davvero comportato risparmio e modernità nel rispetto della Costituzione, ma si sa non sono questi gli obbiettivi della sinistra, male oscuro universale. Mille volte NO ad un aborto istituzionale. Mille volte NO alla fine del Parlamento italiano nato dal Risorgimento e sopravvissuto al fascismo. Mille volte NO lo grida l’ intelligenza.

DISINTEGRATI MENTALI.

Nel demente vocabolario del politicamente corretto la parola “integrazione” è al primo posto, è la pietra angolare di quel castello di idiozie edificato sul nulla e sulla negazione politica della realtà. L’ integrazione così concepita equivale a voler far convivere acqua e fuoco senza che i due elementi, antitetici, perdano alcuna delle loro peculiarità. Ciò è semplicemente demenziale. Le vestali dell’ integrazione si riempiono la bocca, avendo vuota la scatola cranica, di espressioni lessicalmente vuote ma di grande effetto fonetico, si va dal diversamente abile al nero o di colore in luogo di negro, dal profugo in luogo di clandestino, dal rifugiato in luogo di immigrato. Sono sfumature idiote che accontentano l’ ipocrisia del politicamente corretto ma devastano l’ equilibrio politico del mondo. Queste penose suffraggette dell’ integrazione etnica e religiosa sono delle disintegrate mentali prive delle cognizioni elementari di fisica e chimica applicate alla sociologia. Disconoscono la grande importanza della densità abitativa e delle diverse nazionalità di essa: fisica e chimica in quantità sufficienti a creare la bomba atomica sociale. Oltre a ciò fingono di non sapere, ma lo sanno benissimo, che l’ integrazione altro non è che la soccombenza di una realtà sociale rispetto ad un’ altra. Dunque, esimi idioti del politically correct, è inutiule che vi nascondiate dietro il vetro dell’ ipocrisia, ci arrivate perfino voi a capire che vi si vede chiaramente, con la vostra falsa aureola di buoni (a nulla e capaci di tutto come da geniale conio dell’ unico politico dell’ antipolitica), come realmente siete. L’ integrazione non esiste! E questa è una legge della natura non uno spot pubblicitario. Provate ad integrare gazzelle e leoni, irrecuperabili idioti. Pretendere di applicarla alla società civile equivale a progettare e realizzare una guerra civile. Sono millenni che questa cruda realtà è dimostrata dalla Storia ma nonostante ciò la demenza ideologica e l’ ignoranza storica dei cretini integrali ed integralisti continua a mulinare nel vento pensando di produrre energia. L’ esempio eclatante, chiaramente comprensibile anche ai coperchi dei tombini stradali, è la pretesa integrazione religiosa fra cristiani e islamici. Mai come in tal caso essa significherebbe la disintegrazione, nel senso proprio di sparizione, di una delle due religioni e, alla luce dell’ attualità, non appare difficile indovinare quale. Esse rappresentano infatti due modi opposti e reciprocamente esclusivi di concepire la vita, il suo significato e la sua finalità. Non si tratta di stabilire a tavolino il diritto a professare il proprio Credo, questo lo immaginano i buonisti e filosofi per caso, c’è di più in palio, c’è l’ inconciliabilità di due mondi che si combattono da oltre mille anni. Basti pensare a quanto siano distanti riguardo all’ individuo e alla sua crescita morale e spirituale. Per la cristianità post inquisizione donna e uomo sono creature equivalenti ed entrambe espressione di Dio, la libertà è data dall’ affrancamento dall’ origine biologica e dall’ acquisizione di un livello superiore di spiritualità, dalla comunione totale con il creato attraverso  manifestazioni  artistiche e soprattutto attraverso il fulcro della religione cristiana: il perdono. Dall’ altra parte tutto appare essere pensato per una religione “politica” fatta di livelli non modificabili come, ad esempio, la superiorità del maschio   sulla donna e la assoluta insignificanza di questa. Senza sconfinare in un noioso trattato teologico l’ inconciliabilità fra le due filosofie religiose si delinea netta ed inconfondibile. Perdono contro castigo, anzi punizione estrema, a base di pietre, lame affilate e altra ampia collezione di torture. Il Dio del perdono come espressione di supremo amore e un Dio del castigo più spietato: sono le due polarità fra le quali mai potrà scoccare una scintilla di comunicazione e comunicabilità. L’ esercito dei buonisti idioti dislocato in Occidente è solo il cavallo di Troia per mezzo del quale l’ islam ne sta tentando l’ invasione contando sulla falsa dicotomia di islam buono e islam cattivo, velenosa pozione da far bere ai deficienti del politically correct. La disintegrazione dell’ Occidente passa attraverso la rinuncia ai principi della civiltà e ai valori religiosi che sono stati raggiunti in secoli di evoluzione morale e filosofica: l’ integrazione è soltanto questo! Altro che le balle e le imbecillità dettate da una sinistra europea masochista ed ignorante, cioè sinistra.

ORA LA PAROLA ALL’ ESERCITO ITALIANO.

L’ Italia non esiste più, nè come entità politica (vedi caso dei Marò) nè come componenete la farsesca sarabanda europea. I suoi confini non ci sono più e la sua consistenza territoriale va sfumandosi fino a scomparire di fronte alle ferree ed inattaccabili frontiere di Francia, Svizzera, Austria e compagnia varia. Il tutto alla faccia del sangue risorgimentale e ai morti della prima guerra mondiale. La tragicomica e semianalfabeta masnada politica dirigente è tutta persa  alla ricerca della ristrutturazione etnica del popolo italiano, alla cancellazione della sua matrice cristiana, alla distruzione della famiglia naturale, quali condizioni irrinunciabili per la presa del potere sulla coscienza, sulla mente e sull’ esistenza dell’ individuo italiano libero e civile. Di fronte all’ inerzia criminale manifestata da questi politicanti, buonisti e “accoglienti” verso tutti tranne la gente italica che interessa solo come contribuente, resta soltanto l’ ancora di salvezza dell’ Esercito Italiano nella sua qualità di custode dei confini e della Nazione. I militari hanno giurato fedeltà alla Patria fino al sacrificio estremo, dunque è giunto il momento di esercitare questo dovere-diritto e difendere l’ Italia dall’ invasione concentrica sia di popoli stranieri che delle politiche da Congresso di Vienna  del 1815. L’ Italia è in pericolo di estinzione per folle volere di una sinistra internazionalista delle deportazioni etniche, che ha bisogno impellente di nuovi elettori affamati e analfabeti che sostuiscano gli ormai troppo scafati e neo capitalisti italiani. Questa sinistra, sinistra non solo per collocazione politica, mira ad un popolo “italiano” interrazziale fatto da zingari, arabi, africani, omosessuali, da senza famiglia (a meno che non sia allargata a guisa di comune) e senza distinzione sessuale. Questa sinistra malata di sindrome della creazione dell’ umanità indistinta, acefala e atea ma fortemente devota ed inginocchiata al suo potere politico, si permette di bollare come “inaccettabile” la manifestazione voluta e attuata dalle menti libere dal cancro del pensiero unico in difesa della famiglia, dei figli e della libertà naturale che viene assai prima di quella politica. E’ dunque questo il segnale d’ allarme che deve far scattare  l’ Esercito Italiano sull’ attenti e farlo intervenire per colmare il vuoto politico, culturale e sociale causato da questi pazzi normalizzatori di sovietica memoria. E’ un dovere ineludibile quello di rispondere all’ appello dei milioni di italiani (la maggioranza assoluta) che non vogliono rassegnarsi all cancellazione etnica. E’ l’eco del Risorgimento che lo rende improrogabile. Spetta a questa Istituzione sostitursi alla cialtrona classe politica dirigente, ladresca, corrotta e collusa con le varie mafie, come dimostrano i fatti di cronaca quotidiani, per ristabilire la vigenza di una Costituzione calpestata ogni giorno da una ideologia fallimentare e portatrice di miseria economica e culturale. O si ricostruisce l’ Italia o si muore.

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