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Ingiustizia è fatta.

LEGITTIMA OFFESA.

La “vendetta” di Vasto (marito uccide l’ uccisore della moglie) è uno schiaffo sull’ ipocrita faccia  del teorema, politicamente corretto e falsamente pacifista, secondo cui sarebbe  inutile condannare chi delinque in quanto la sua pena non riporterebbe in vita la vittima del reato. In sintesi: se ti uccido ti chiedo scusa ed estranei più di prima. Alla luce di ciò  come classificare, o meglio, come spiegare e comprendere il gesto di quel povero marito? Essendo la nostra società governata da leggi, sempre deformabili, interpretabili ed adattabili alle convenienze del pensiero dominante, anzichè da Princìpi non edulcorabili, è necessario, come dicono i “parlatori di professione”, contestualizzare l’ accaduto ed analizzarlo liberi dal cretinismo buonista che vieta di farsi giustizia da soli, pur in evidente assenza di uno Stato di Diritto. Colui che è rimasto ucciso oggi è colui che ha ucciso ieri spezzando non solo la vita della innocente vittima della sua irresponsabilità (passare con il rosso è reato non solo per il codice stradale ma è soprattutto un atto temerario voluto e sprezzantemente compiuto con spirito di ribellione al dovere e al rispetto),  ma anche l’ universo familiare fatto di presente e futuro di una giovane coppia. Falciando l’ ignara donna (incinta) per provare il brivido idiota di una bravata, per altro molto in voga fra i decerebrati adolescenti viziati e con paghetta, il “ragazzo” ha falciato le esistenze di più persone che, reciprocamente, di tali esistenze si nutrivano riuscendo a vivere solo potendosi guardare negli occhi giorno dopo giorno.  In un istante e,  per colpa della  irresponsabilità di un “ragazzo”, tutto ciò è sparito. D’ improvviso quel marito, quell’ uomo, quel prossimo padre, si è trovato catapultato nella landa sconfinata e ostile della solitudine. La persona che amava e che per lui era bussola e ancora, spazzata via come un birillo del bowling da un adolescente che giocava a fare il bullo. Cosa c’è di strano dunque se quest’ uomo ha perso la testa avendo perso tutto ciò che la sua testa desiderava? Perchè meravigliarsi (ipocritamente) del fatto che la sua vita si sia fermata a quello schianto? Si dice fosse in cura da specialisti per ritrovare l’ equilibrio perduto. Cavolate politicamente corrette! La fisica dei sentimenti è identica a quella delle cose e se una colonna viene abbattuta anche il soffitto cade e con esso il tetto. Se poi alla perdita incolmabile corrisponde l’ impunità del colpevole che ha causato la perdita stessa ecco che il corto circuito diviene fatale e scatta quella molla primordiale, oggi delegittimata dal politicamente corretto e dalle leggi (addomesticabili) che, insieme, tentano di apporre una toppa peggiore del buco. Mi chiedo perchè tutti i perchè che sono rimbalzati nella mente di questo povero marito e uomo non abbiano valore, non significhino nulla rispetto alla sua reazione, troppo superficialmente, liquidata come giustizia sommaria o peggio, omicidio premeditato? C’è forse in giro qualche Solone, con toga o senza,  che possa negare di aver avuto desiderio di vendetta per presunti torti subiti? No, non c’è alcuno che possa giudicare questa azione “riparatrice” come mero reato di omicidio. Se si perde la ragione per la perdita della propria aspettativa di vita come si può essere giudicati semplicemente assassini freddi e vendicativi? Se comprendere significa andare oltre il perimetro fisico delle cose, non si può non affermare che l’ ucciso di oggi ha costruito la propria morte con il suo gesto irresponsabile e che senza questo, oggi una famiglia sarebbe serena e non avrebnbe conosciuto l’ abisso della disperazione. Quel che è fatto è reso, e senza dubbio ritengo molto più degna di comprensione e perdono la tragedia di quest’ uomo che ha smesso di vivere quando ha perduto la propria “vita”,  che non la vicenda, molto simile alle troppe storie di omicidi stradali impuniti che hanno per miserabili protagonisti drogati, ubriachi e semplici immaturi.

CHI NON VOTA E’ FOTTUTO DUE VOLTE.

Ad ogni tornata elettorale riesplode il tormentone dell’ astensionismo quale forma di protesta contro la politica del vitalizio e contro  la corrotta casta che la rappresenta. Non è facile far capire alle persone che astenendosi dal votare chiudono il cerchio di quel progetto egemone che punta proprio sul loro rifiuto di votare per legittimare la dittatura di presunte “intelligenze superiori” a scapito di un popolo incapace di esercitare con consapevolezza perfino il diritto di voto. Rendere la politica una cosa nauseabonda e suscitare la fuga dalla cabina elettorale è una precisa strategia-obbiettivo della sinistra come è dimostrato dagli ormai cento anni di Storia contemporanea. Non votare significa rinunciare all’ unica arma che la Democrazia mette nelle mani dei cittadini per non essere schiacciati da chi odia i Parlamenti e la libera dialettica sociale e politica. Non votare significa decidere di subire la prepotenza ideologica ed economica di chi vuole cancellare l’ etnia italiana nata dal Risorgimento, di chi vuole violentare gli scolari con il folle progetto della “creazione” del non uomo e della non donna, di chi vuole espropriare chi lavora del proprio sudato risparmio, della propria casa e della propria libertà. Non votare significa semplicemente arrendersi, calarsi le braghe e lasciarsi stuprare da quel miserabile potere che ritiene gli individui essenzialmente merce da manipolare a proprio piacimento e tornaconto. NON VOTARE NON E’ LIBERTA’ DI SCELTA MA RINUNCIA ALLA SCELTA. E’, per dirla brutalmente, taglairsi il pene pensando di far dispetto alla propria moglie. Il non votare è il desiderio marximo di quell’ ideologia che sghignazza e gode quando l’ affluenza alle urne diminuisce garantendo ad essa lunga vita e dominio incontrastato. Eppure basterebbe immaginare di mandare a casa quei miserabili professionisti del seggio parlamentare che saltano da un partito all’ altro solo per garantirsi potere e vitalizio, per far affluire alle urne milioni di elettori del centro destra. Pensare che basterebbe una semplice crocetta sulla scheda elettorale per farli smettere di rubare i nostri soldi e i voti dati in buona fede. Come si fa a rinunciare anche al solo tentativo di farli ritrovare con il flaccido deretano a terra come è avvenuto per l’ ormai cancellato “immobiliarista monegasco?” Elettori del centro destra che vi sentite presi per i fondelli dai vari Alfano, Fitto e dai loro reggistrascico, vendicatevi votando ed esprimendo un voto consapevole che li cancelli e vi restituisca la dignità di elettori liberi. Non fate il loro gioco astenendovi! Sono come le sabbie mobili: se stai fermo ti inghiottono e se ti muovi senza ragionare ti inghiottono prima! Il non votare rappresenta le sabbie mobili che inghiottono la democrazia. Toglietevi la soddisfazione di tentare almeno di ricacciarli nella melma ideologica con cui vi vogliono soffocare. A l voto per la libertà e la democrazia.

L’ ITALIA SUL MARCIAPIEDE.

Fino a qualche generazione addietro la scuola italiana propinava edulcorate e romanzate notizie di carattere storico sull’ Antica Roma, sul Risorgimento e sulla Resistenza, riuscendo, suo malgrado e a dispetto dei veri obbiettivi ideologici perseguiti dali estensori dei testi didattici tutt’ altro che imparziali, ad instillare qualche traccia di senso patrio e di identità nazionale in quelli che sarebbero stati i futuri italiani. Ma poi la fuoriuscita dalla cloaca marxima  del liquame negazionista sia di Patria che di identità di popolo, in favore di una globalizzazione etnica, per la quale verrà un mondo di bastardi di origine inconoscibile ma di certo destino di massa informe, ha provocato la distruttiva alluvione sociale che è sotto gli occhi di tutti. A causa di ciò l’ Italia è ormai sul marciapiede agghindata con i tacchi a spillo e l’ abbigliamento di una prostituta costretta, dal buonismo e dalla criminale idiozia di una ben individuata banda politica, a darsi per pochi spiccioli alla U.E. e a qualunque invasore rinnegando vigliaccamente perfino i propri simboli di fede.  E mentre essa è minacciata di sterminio, è spolpata da milioni di primitive bocche fameliche, non di cibo ma di violenza e di saccheggio, mentre sta subendo e vivendo la sua  personalissima terza guerra mondiale, i troppi e pericolosissimi “alfanini” della politica non si accorgono di nulla, non vedono, non sentono ma, purtroppo, parlano anzi blaterano.  Questi tristi personaggi sono l’ ossatura jurassica di uno Stato socialmente primitivo che ruba il valore delle pensioni, che ruba la casa, che provoca il fallimento di aziende di esso creditrici, che ignora le regole minime della proteziona sanitaria nazionale favorendo la libera e costosissima (per gli italiani tartassati) circolazione di focolai epidemici provenienti da ogni dove, e che infine sta deliberatamente accendendo la miccia di una bomba sociale imponendo l’ invasione indiscriminata del fu Bel Paese. Sono,  questi  miserrimi pupazzi, i discendenti di coloro che avevano sottovalutato la pericolosità di Hitler e del nazismo, di Stalin e del comunismo, esaltandone anzi la pretesa portata innovatrice e trasformatrice. Sono gli stessi imbecilli privi dell’ abc  economico e giuridico che perseguono il “bene comune” attraverso la distruzione sociale e patrimoniale della famiglia, la negazione dei sessi, la negazione di Dio, la negazione dei princìpi e l’ esaltazione del partito padrone di tutto e di tutti. Per questi cialtroni del seggio parlamentare l’ equità sociale significa pensioni e vitalizi d’ oro, per di più senza adeguato versamento di contributi, a loro beneficio e pensioni da fame per chi, dopo 40 anni di lavoro e contribuzione, osi arrogarsi il “lusso” di voler godere la vita a 70 anni. Sono questi miserabili incantatori di ignoranti che ottengono da essi il voto politico con il miraggio di rottamare il marcio politico mentre perseguono solo la rottamazione della libertà e della democrazia. Fra alcuni giorni molti italiani avranno la possibilità di essere realmente essi stessi i rottamatori della viltà e della corruzione politiche votando per le “Regionali”, ma sono certo che vi rinunceranno perchè morbosamente e passivamente attaccati al ruolo di vittime adoratrici dei propri aguzzini e carnefici. Finchè la stupidità politica e l’ ignoranza domineranno le masse informi, forgiate dalla ideologia espropriatrice del diritto al libero pensiero, la casta si godrà la cuccagna alla faccia della giustizia sociale, dell’ equità e della democrazia.

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