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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Il pastore mediatico

OLOCAUSTO.

I media, in un omogeneo coro di voci bianche tendente ad evolvere in coro di eunuchi, strombazzano al mondo il giorno della Memoria, il ricordo cioè degli orrori nazisti perpetrati in danno degli ebrei oltre settanta anni fa. Personalmente diffido e fuggo dalle celebrazioni di un giorno che esentano, per gli altri 364, di essere coerenti e rispettosi di valori morali, sociali e religiosi, che dovrebbero essere celebrati con atti di vita quotidiana. Ma ormai il calendario è pieno di giorni e giornate di qualcuno o qualche cosa: della pace, della donna, della mamma, del papà, della repubblica e via cantilenando. Stante tale inflazione di ricorrenze, che ne sancisce l’ inutilità, reputo opportuno non alimentare il coro  di eunuchi ripetendo frasi e concetti altisonanti, sviliti ed offesi poi dal mal razzolare di ogni giorno, e segnalare invece il cambio di colorazione che i professionisti della ricorrenza hanno dato al giorno della Memoria, in ossequio al poltically correct imperante e sempre più cancerogeno. Dunque non più la Shoah degli ebrei, antico e ormai desueto ritornello della sinistra (sempre dimentica dei lager sovietici, sempre per ebrei, di ispirazione comunista) ma giorno di celebrazione degli zingari e degli omosessuali internati dal nazismo (così come lo furono dal comunismo). Sono queste odierne categorie di intoccabili gli attori principali della commediola rievocativa, sono loro che devono acquisire una “memoria storica” che arricchisca il blasone di casta e ne faccia delle particolari “diciottenni debuttanti” nella società politicamente corretta. Il gran ballo è iniziato e le musiche non celebrano il valzer ma lo stucchevole e stomachevole minuetto del non genere e dell’ identità etnica di chi non ha patria, radici, cultura e morale. Abbasso il femminile ed il maschile evviva i numeri. La sinistra ha scritto la musica (pardon, il rumore) e le parole (pardon, le farneticazioni) e i media eunuchi, in piedi sulla sedia come scolaretti, recitano cantilenando la filastrocca. Oggi non si narra più, a beneficio delle giovani generazioni, di quel favoloso affresco di poesia e dolore chiamato Anna Frank e dei tanti eroici Schindler, ora si celebra l’ etnia zingara e la galassia omosessuale, dimenticando che le gerearchie naziste erano zeppe di omosessuali praticanti. Ma ciò non crea imbarazzo nei megafoni della storiella del non genere, quelli che contano sono gli omosessuali internati e non importa se contemporaneamente fossero ebrei, dissidenti politici o altro. Gli omosessuali carnefici non si menzionano poichè contrasterebbero con l’ immagine artefatta ed “eroica” che il pennello, grondante la vernice dell’ ipocrisia, del politically correct sta miserevolmente cercando di dipingere. La sinistra non è nuova in appropriazione indebite, sia di personaggi che di avvenimenti, per trarre da essi vantaggi politici e blasone. Da Gesù socialista a Garibaldi, dal primo maggio alla festa della donna, è stato un continuo mettere il suo cappello ideologico su tutto, sempre dimenticando che negli inferni comunisti nè Gesù, nè il lavoro, nè la donna, hanno mai potuto essere celebrati. Ora tocca agli omosessuali e agli zingari, le nuove frontiere elettorali della sinistra, i nuovi “santi” da iscrivere sul calendario rosso. La rabbia monta sempre più, l’ intelligenza soffre sempre più ad ogni “celebrazione” di facciata. Invece di ricordare la ferocia nazi-comunista (il fascismo al confronto è risultato bullismo da chierichetti) tutti i giorni dell’ anno e invece di insegnare nelle scuole, a mo’ di vaccino, quanto perpetrato dalle due ideologie parallele e, come direbbe Aldo Moro, convergenti si mette in scena il minuetto della propaganda più ipocrita e nefasta. Di quell’ Olocausto oggi resta l’ Olocausto dell’ intelligenza e della verità.

LE VERITA’ NASCOSTE.

Il tempo è galantuomo e non permette che le falsità, le mistificazioni e il capovolgimento della verità conquistino l’ eternità. Dimostrazione di questo teorema assoluto è l’ ultimo libro di G. Pansa “Ciao bella ciao” che a distanza di 70 anni ridisegna la guerra civile italiana esplosa dopo l’ 8 settembre  1943 e protrattasi sino alla fine della seconda guerra mondiale. Secondo la recensione del libro apparsa su Il Giornale del 7/2/2014  l’ autore, completando il percorso-verità iniziato con la precedente pubblicazione ” Il sangue dei vinti” squarcia i veli ideologici che per decenni hanno coperto le vergognose “imprese patriottiche” compiute dall’ ala  “sovietica” del  movimento partigiano italiano.  Dopo che la “Storia ufficiale” ha creato stuoli di santi e di eroi della Resistenza i quali, nella narrazione “normalizzata” a beneficio esclusivo del PCI e delle sue mai segrete mire egemoniche sull’ Italia post fascista in una sorta di delirante “adesso tocca a noi”, dovevano plasmare le nuove generazioni attraverso l’ apologia dell’ eroismo e della superiorità comunista, finalmente la verità viene a galla per celebrare il riscatto storico dei fatti. Alla luce di queste verità gli accadimenti tragici di quegli anni assumono connotazioni nuove e vengono depurati da quelle incrostazioni ideologiche che per anni ne hanno fatto dei totem ad uso e consumo della propaganda antifascista. Uno di questi è l’ eccidio delle Fosse Ardeatine  che, al netto della ferocia nazista innegabile ed indimenticabile, appare come uno dei tanti cinicamente programmati, in un ottica di escalation bellica, dai GAP allo scopo di favorire la vittoria finale del PCI. Se G. Pansa dice la verità, i veri responsabili della morte di tanti innocenti sono stati gli autori degli attentati che hanno causato le brutali rappresaglie naziste.  Di certo non erano ignote agli attentatori partigiani le conseguenze delle loro gesta sulla popolazione civile, e tale consapevolezza, secondo quanto scrive Pansa, sarebbe stata “gestita” politicamente decidendo di far pagare anche a chi rifuggiva la lotta terroristica un prezzo inaudito in dolore e sofferenze.  I frutti di tale dolore sarebbero “fioriti” ogni anno garantendo una rendita politica a futura memoria.  Se la strategia del terrore partigiano per il terrore delle rappresaglie fosse vera, il partito comunista, comunque oggi opportunisticamente si chiami, dovrebbe risponderne non solo moralmente ma con la cancellazione politica che un popolo, democraticamente  evoluto, nell’ atto supremo di rifiutare il proprio destino di capro espiatorio in questi folli giochi di ruolo, potrebbe sancire al momento del voto politico. Certamente i delitti ed il male commessi lucidamente, con il pretesto della lotta di liberazione dal fascismo per introdurre la dominazione del comunismo, non si cancellerebbero ma la coscienza nazionale si libererebbe della ancor paralizzante presenza di antistorici profeti del Gulag portatori malati di quel razzismo totale verso chi non si piega all’ imperio comunista. Dopo le vergognose verità nascoste delle Foibe carsiche emerge quindi un’ altra verità scomoda per il falso pacifismo rosso, per quella dottrina, fatta di  imperialismo dialettico, che si è appropriata di termini quali Democrazia, Libertà, e Pacifismo, coniugandoli con il loro inconciliabile opposto, il comunismo e la dittatura del proletariato, creando un ossimoro di indecenza morale senza pari. Libri come questo di G. Pansa dovrebbero far parte dei testi scolastici delle classi superiori a bilanciare lo strapotere della propaganda di sinistra che per anni ha spacciato come “storici” testi allineati all’ apologia della Resistenza praticata dai GAP.  Ma questo non accadrà perchè l’ archeologia politica non  ammette ritrovamenti di verità e perchè troppi “santi ed eroi” dovrebbero essere declassati a volgari agitatori di piazza, perchè premi Nobel regalati per militanza ideologica dovrebbero essere restituiti a causa di indegnità morale manifesta.  E poi c’è l’ altro aspetto, da sottolineare ancora una volta, che impedirà alla verità di superare le pagine scritte da Pansa ed essere diffusa: la rendita a futura memoria dei crimini nazisti causati da una sapiente regia di causa-effetto che rende eterni gli effetti speciali della morte di innocenti avvenuta per una causa a loro totalmente estranea.  Se c’è verità nel libro di Pansa essere comunisti ancora oggi  significa non avere una coscienza nazionale e non essere individui intellettualmente liberi.

SENZA FAMIGLIA.

La società occidentale si sta avviando a passi follemente veloci verso la condizione di orfana delle figure, moralmente e biologicamente insostotuibili, di madre, padre e figli. E’ una corsa insensata verso il traguardo di un agglomerato umano bastardo di sconosciute origini e senza prospettive. Il diktat delle lobbies omosessuali, pedofile ed anticristiane spinge il branco occidentale nel baratro della negazione delle proprie origini e delle proprie finalità esistenziali. Pare che in Francia due genitori siano stati multati perché indossavano un indumento su cui era riprodotta l’immagine di padre, madre e figli che si tengono per mano, e che in Spagna, a Granada, siano stati posti fuori legge i libri di una giornalista italiana perché difendono la famiglia naturale ( da IL GIORNALE del 5 gennaio 2014). Ogni giorno si allungano le liste di proscrizione di coloro che, come chi scrive, si oppongono alla cancellazione della famiglia sacra e naturale e combattono per impedire il trionfo della NON famiglia, del nulla genetico, del magma asessuato e dei ” genitori numerici”. Molti italiani non si sono accorti che è in atto una guerra la cui avanguardia è la diffusione di un nuovo nazismo che vuole annientare la famiglia naturale e dare al mondo una stirpe razziale fatta di incompiuti, di numeri, che rispondono al delirante disegno del “nuovo de-genere umano”. La ferocia con cui ogni giorno di più queste menti inversamente pensanti aggrediscono la famiglia naturale ripropone, dopo ottanta anni, la violenza nazista che voleva far prevalere una razza, quella ariana, su tutte. Oggi come allora i criminali normalizzatori sono all’opera per proibire, imporre e comandare affinché vinca la loro folle idea di una società senza famiglia. In tale ottica la crisi economica europea viene sapientemente gestita ed utilizzata come arma di persuasione verso i giovani che, spaventati dalle nere prospettive della recessione, rinunciano a fornare una famiglia e si rifugiano nella illusoria nicchia del single  a cui basta una minestra preconfezionata, un panino al bar accompagnato da una overdose di birra per essere felice. Il bombardamernto fiscale sulla casa è l’altra ganascia della tenaglia ideologica che mira alla distruzione della valenza patrimoniale della famiglia ed allo scardinamento di una società fondata sulla proprietà privata e sulla successione a favore di figli e nipoti. La famiglia, nelle sue implicazioni politiche, sociali ed economiche, è il nemico di questi irresponsabili fautori di un mondo orfano di essa. E’ una guerra dichiarata stando nascosti sotto falsi intenti liberatori e all’ombra di una pretesa discriminazione ai danni delle nuove categorie sociali rappresentete da omosessuali e transessuali. E’ una guerra che prevede l’uccisione dell’integrità individuale attraverso la castrazione psichica di regime e la condanna per milioni di bambini sani ed innocenti a vivere avendo per “genitori” due caricature numeriche e sessualmente indefinite. Dichiarare nullo il diritto di un bambino ad avere veri genitori naturali donna ed uomo è l’atto supremo del nuovo nazismo. I bambini, essendo minori ed indifesi, sono sotto la protezione della morale e del principio intoccabile della libertà, e nessuna legge, tantomeno alcuna sentenza, possono condannarli a morte psichica rubando loro la vita normale. Siamo in guerra ed il nemico della pace sociale e famigliare è in mezzo a noi mimetizzato trasversalmente e determinato a sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Siamo giunti ad una nuova “notte degli specchi” durante la quale, in un sabba di follia, verranno dati alle fiamme i diritti di ogni popolo, di ogni individuo, di ogni bambino a formare e vivere in  una società naturale di donne ed uomini la cui cellula sia la famiglia. Attraverso questa terza guerra mondiale i profeti del nulla vogliono costruire una società basata sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto indiscriminato, sulla eutanasia, sulla eliminazione della famiglia e della distinzione sessuale. Questo è il progetto, questi sono i caposaldi  del tempio, e le armi affilate della persuasione di massa e dello sfruttamento dell’ignoranza collettiva, tagliano a fette il futuro con grande soddisfazione del mondo anticristiano che già gongola per l’indebolimento ” dell’ impero d’occidente”  ed è pronto a saltargli alla gola.

PATENTE PER VOTARE.

La fin troppo facile analisi svolta con l’ articolo “Quiz televisivi per analfabeti” si è rivelata altrettanto facile profezia dello sconcertante episodio verificatosi durante una popolare trasmissione andata in onda, in fascia pre-serale, sulla rete nazionale Rai. Ciò che sembrava inimmaginabile è accaduto e forse, ma non si può escludere di peggio, si è toccato il fondo della incultura storica che solo l’ attuale ” skquola” italiana può garantire. Su quattro concorrenti uno solo (avvocato) ha  risposto, per esclusione, alla domanda, per altro facilitata da quattro possibili risposte indicate, relativa all’ anno in cui Hitler era stato nominato Cancelliere tedesco. Nonostante fosse suggerito fra le altrenative l’ anno 1933 ben tre concorrenti, giovani e quindi di recente o presente scolarizzazione, hanno accreditato al criminale nazista una presenza politica protratta fino al 1964 ed oltre.  Stessa sorte toccava poi ad una domanda analoga su Benito Mussolini. Lo sbigottimento era palpabile ed un senso di vergogna per tale manifestazione di ignoranza ha reso l’ atmosfera dello studio televisivo greve ed incredula. Finalmente, in diretta, veniva trasmesso e reso pubblico il livello di sitruzione, e dunque di conoscenza, che la “skquola” dei doppi e tripli insegnanti di sostegno, quella del 6 politico voluto dalla sinistra livellatrice in basso, quella delle lauree brevi e dei dottorati in tutto e niente, è capace di far acquisire. Il problema tragico è che il fenomeno dell’ ignoranza garantita da un sistema scolastico costruito allo scopo, non riguarda i singoli ignoranti, tre dei quali non sanno nemmeno quando sia vissuto e, per fortuna morto, Hitler ma riguarda tutti, colti compresi, i quali si trovano a dover scontare le nefaste conseguenze sul piano sociale dovute a questa ignoranza impermeabile. Sappiamo molto bene infatti che a certi partiti politici e a certi regimi sono necessarie popolazioni analfabete, come sappiamo che se ci fosse stata cultura il nazismo non avrebbe trionfato come fece, e così pure il comunismo non sarebbe neppure nato. Ma i giovani servono ignoranti perchè poi diventano adulti ignoranti e trasmettono la loro ignoranza a figli e nipoti, garantendo al partito padrone la preziosa eredità del consenso inconsapevole e della sudditanza, sine die, a prova di bomba (molotov o carta che sia). In quella landa desolata che è la “skquola” sono state sterilizzate le materie umanistiche  ed insieme al latino e greco sono andate in soffitta la filosofia e l’ educazione civica, mentre la Storia è quella raccontata, quasi a fumetti, da un sistema omertoso e partigiano che arriva a negare le Foibe ed i campi di concentramento comunisti sparsi per il mondo. Pensiamo per un attimo  quale consapevolezza politico culturale possa sostenere persone come quei concorrenti nel momento di votare! E’ da rabbrividire il solo pensare  che tre concorrenti su quattro, cioè il 75%, sia a questo livello di alfabetizzazione politica. Significa, proiettando il micro campione in termini statistici, che almeno il 75% degli elettori non ha consapevolezza  di ciò che fa quando appone una croce sulla scheda elettorale. Sarebbe facilissimo ribaltare questa penosa situazione generale insegnando la Storia e l’ educazione civica come materie la cui conoscenza sia indispensabile per l’ abilitazione al diritto di voto. Sento già cori starnazzanti che urlano al razzismo sociale e al rispetto dell’ ignoranza come qualità intrinseca dell’ elettore preferito dai regimi. Sono costoro che non permetteranno mai a menti evolute di seminare il grano dell’ autosufficienza mentale, di nutrire i giovani con la verità facendone persone in carne, ossa e pensiero. Socrate ne sa qualcosa e la cicuta che è stato costretto a bere dai primordi del politically correct non gli sarà parsa tanto amara quanto la prepotenza dell’ ignoranza dittatoriale esercitata dall’ ideologia.  Chi vota con bavaglio alla bocca e benda sugli occhi decide la vita dei non ignoranti, dei troppo pochi consapevoli che i diritti hanno nell’ odiato dovere la sola garanzia di tutela. Istituire l’ esame di abilitazione al voto sarebbe l’ unico modo per combattere e vincere l’ ignoranza che sta portando il mondo intero nel baratro della negazione di diritti irrinunciabili come la libertà e l’ autosufficienza intellettuale dell’ individuo. Il “cogito, ergo sum” di Cartesio non ha alternative ed ogni genitore, che non sia tale solo biologicamente, dovrebbe inculcarlo nella mente dei propri figli quale anticorpo contro il virus letale della cattura del consenso inconsapevole, cioè contro la magia nera praticata dall’ ideologia politica massificatrice ed ottusa.

U.E. NORMALIZZATRICE.

Oggi denunciamo la folle circolare applicativa, di cui ha dato notizia Il Giornale del 4/11/2013, partorita dalle scatole craniche  o meglio, dal vuoto che in esse appare assoluto e che le riempie, di ben 19 “esperti” di sessuologia infantile, adulta, senile e, c’è da giurarci, anche post mortem. Questo “studio” definisce le linee dell’ educazione sessuale da impartire nelle scuole della U.E., e dà la giusta misura  della pericolosità sociale di questa banda di burocrati che detta le regole al caravanserraglio europeo. Dal reportage dell’ articolo emergono particolari che fanno della U.E. un campo di concentramento senza filo spinato ma dotato di una immensa camera a gas “sociale” dove è fatto obbligo di respirare il nuovo verbo, tossico quanto quello imposto dai nazisti. Questa camera a gas continentale dovrebbe, nel delirio di questi 19 fantomatici esperti, asfissiare ed uccidere il sesso, i sessi e la sessualità, in nome di una nuova dottrina che fa del condizionamento, tipo cane di Pavlov, il suo fulcro. Dunque, questi sedicenti esperti hanno ideato la nuova educazione sessuale che, suddivisa in fasi progressive in base all’ età degli educandi, parte da zero anni fino alla maggiore età. Sì, avete capito bene, da zero anni! E fino a quattro è la prima di esse e poi via dicendo. Questa circolare della follia, badate bene, è all’ esame della Commissione Europea cioè del Governo della U.E., il quale, dopo l’ infausta parentesi prodiana dello studio della curvatura delle banane e del diametro dei piselli, ora vuole occuparsi dei format sessuali. In essa, i normalizzatori, pagati profumatamente con i soldi delle tasse, asseriscono quanto sia importante “aprire” la mente dei bambini entro i quattro anni di vita sull’ orizzonte sessuale con tutte le implicazioni che ne derivano, compreso l’ approccio alla masturbazione, la conoscenza del proprio corpo e la  promozione di una “naturale” omosessualità che secondo questi pazzi andrebbe “agevolata” già in tenera età.  Poi entro i dieci anni di età i cittadini europei di domani dovranno conoscere l’ opportunità sociale dell’ aborto, i metodi di controllo delle nascite e la “pericolosità” del messaggio religioso su queste tematiche sessuali, che ovviamente va rigettato in toto.  Bastano questi accenni programmatici per comprendere che ci troviamo davanti ad un progetto di distruzione di massa da realizzare su vasta scala e che fa il paio con le atroci velleità scientifiche poste in essere dalla ferocia nazista nel suo folle tentativo di realizzare la nuova razza perfetta. Non è un falso allarme, perchè superato il vaglio della Commissione tale circolare dovrà essere applicata nelle scuole materne, elementari, medie e superiori dei Paesi  dell’ area U.E.  Il sospetto che dietro, davanti, sopra e sotto questa sconvolgente iniziativa ci sia la lobby della pedofilia, quella della omosessualità e quella della politica trasversale che le cavalca  traendone enormi vantaggi elettorali, appare meno assurdo di quanto si creda. A chi altri gioverebbe una strategia di simile portata distruttiva del tessuto sociale? E come si permettono questi sedicenti esperti ed i loro danti causa di allungare le sudice e viscide mani ideologiche sui corpi e sulle menti di  inermi bambini i quali risulteranno poi traviati e psicologicamente massacrati da tale manipolazione in tutto simile alla lobotomia chirurgica?  E ancora, come può uno Stato come l’ Italia, già vergognosamente appecoronato all U.E. in politica economica, divenire suddito obbediente e passivo esecutore del massacro mentale delle future generazioni?  La viltà ideologica e la sottomissione generale al politically correct devono ricevere una risposta adeguata  forte e decisa, se non dai pavidi e corrotti politicanti, intenti unicamente a spremerci di tasse, da parte dei genitori di queste vittime predestinate, di questi futuri martiri della peste del terzo millennio che va sotto il nome, è necessario ripeterlo e gridarlo ad ogni latitudine, di politically correct. Il delitto che tramite questa abominevole circolare si vuole pianificare e compiere è l’ abolizione di ogni tutela dell’ infanzia in materia sessuale e della sacra inviolabilità dei minori che rappresentano i requisiti base per definire civile una società. La barbarie della prevaricazione della volontà individuale in tenera età è un crimine molto diffuso in nazioni culturalmente ed economicamente sottosviluppate, e dopo bambini terroristi, bambini operai, bambini prostituti, bambini soldati, avremo, grazie agli esperti superpagati della U.E., anche bambini schizzofrenici, asessuati, ibridi sessuali, ai quali sarà sconosciuto ogni contenuto emozionale, ogni connotato spirituale spontaneo  nella “fruizione” della sessualità  programmata e “scientificamente” dosata da questi “ricercatori” della nuova umanità.  Genitori armatevi di cultura e coraggio, non potete tradire in maniera così vigliacca le creature che Dio vi affida! Siate liberi e combattete questa ignominia.

QUIZ TELEVISIVI PER ANALFABETI.

Una delle tante cartine di tornasole del livello di analfabetizzazione raggiunto in Italia a partire dal ’68 è rappresentata dalle trasmissioni televisive di intrattenimento a base di quiz.  Intanto il fatto che siano state retrocesse nella fascia pre-serale ne indica, per alcune di esse, lo scadimento sia di format che di contenuti fino a livelli inferiori a quello fogniario. Quando il quiz cercava di accreditarsi come indicatore di cultura  era il re della prima serata ed incollava milioni di telespettatori alla Tv. I concorrenti erano dei veri e propri pozzi di nozionismo generale e comunque sapevano coniugare un verbo, e nel loro forziere mnemonico figuravano date e nomi che avevano fatto la Storia e la Cultura.  Da quel livello quasi enciclopedico, di pari passo con il decadere della scuola e con il suo trasformarsi in fabbrica di ignoranti ideologizzati, si è passati, nel volgere di qualche anno, al livello pre-scolare che tedia i nostri pomeriggi inoltrati. Le risposte ai quiz sulla tabellina pitagorica gridano vendetta ed offendono il genio  che l’ ha congegnata permettendo al povero inclita di emergere dal pantano dell’ ignoranza. Giovani di ambo i sessi, accomunati dalla spocchia e dalla pretesa di aspirare tutti a mansioni dirigenziali in uffici con veduta sella Fifth Avenue, ignorano la professione del Manson di Cronin, non sanno dove e quando sia nato Giuseppe Garibaldi, chi sia il tal Albert Sabin o cosa siano la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. E però votano!  Si impiccano nel dover formare una frase di senso compiuto, mescolando congiuntivi e condizionali come fossero ingredienti di un minestrone. Non sanno ma pretendono questi “poveri” giovani che compongono le schiere di disoccupati del posto fisso e direttivo. Si sentono tutti Amministratori Delegati o Presidenti di multinazionali e non degnano di uno sguardo i lavori artigianali dall’ alto della loro ignoranza ed inconsaspevolezza. Ma a dispetto di tutto ciò non si pongono domande e si gettano nel quiz televisivo sperando in una botta di… fortuna  o che magari venga loro chiesto, quale domanda di storia, nome e cognome dei nonni paterni. Il quiz dell’ ignoranza imperversa e fa audience, poco importa che nel contempo dipinga un ritratto raccapricciante dell’ analfabetizzazione perniciosa contratta dai discendenti di Cicerone, Leonardo, Galilei e Dante Alighieri. All’ imbarbarimento culturale si contrappone il livello ultra universitario quanto a tatuaggi  e piercing,  sono tutti docenti di medicina della distruzione umana, conoscono tutte le droghe e sanno  mescolarle ad arte con l’ alcool, per raggiungere le  vette della follia che oggi si chiama sballo. Forse non sono ignoranti ma solo diversamente analfabeti con buona pace del politically correct che li usa a scopi politici e soprattutto economici, facendone  oggetto del mercato globale della mercificazione umana. Povero quiz televisivo che, trainato dal sapiente giornalismo di chi usa il verbo sanzionare in luogo di sancire e con ciò diventa principe dei telecronisti sportivi o dal politicante che si avventura nel ” latinorum” terrore di Renzo Tramaglino e specialità classista dell’ Avv. Azzeccagarbugli, si ritrova ad essere il simbolo di una “Qultura” che tratta dei bisogni naturali in fascia televisiva protetta oltre che, rigorosamente, a tavola.  D’ altra parte se culturalmente siamo ormai dentro la cloaca maxima  perchè stupirsi e rammaricarsi?

LO SDEGNO DEI PAPPONI.

La cronaca ci regala un’ altra perla di questa nostra società apparentemente evoluta ma in realtà libera soltanto di farsi del male fino all’ autoannientamento. Due ragazze di 14 anni, due adolescenti vittime della tratta di esseri umani in versione domestica sbattute, in tutti i sensi, sulla  più miserabile ribalta. Stupore generale, indignazione collettiva, tromboni moralisti suonati al massimo dei decibel, psicologi e psicoterapeuti chiamati a consulto per sfornare i peggiori luoghi comuni sulla debolezza dell’ età, sulle paure e i bisogni dei giovani travolti da una società in fuga da ogni regola e da ogni principio. Dopo decenni di irresponsabile apertura delle stalle, tutti questi predicatori a gettone piagnucolano sui buoi scappati. Basta! Non se ne può più di tanta ipocrisia istituzionalizzata ad ogni livello!  Basta con la solita manfrina di lingue sciolte che si scatena ad ogni esplodere di un caso clamoroso.  L’ esercito di ipocriti non deve dimenticare che fino ad un minuto  prima  che si diffondesse la notizia della prostituzione di queste due disgraziate ninfe, migliaia di altre loro coetanee regalavano l’ acerbo corpo a vergognosi e “onesti padri di famiglia”, a single dall’ euro facile,  magari funzionari di banca, ministeriali o dell’ impero delle tasse. Tutti sporchi pedofili come quei nonnetti pensionati che, con molti meno euro, si baloccano con le baby prostitute congolesi o dell’ affamato Corno d’ Africa.  Pedofili bavosi e flaccidi che poi “amorevolmente”  vanno a prendere figlie e nipoti all’ uscita di scuola per salvarle dai maniaci come loro.  Dove sta dunque la sorpresa, da dove origina lo sbigottimento di questa società falsa e corrotta?  Dall’ ipocrisia, dalla cattiveria e dal menefreghismo sociale che dai vertici politico istituzionali scende come la lava dall’ Etna bruciando ogni principio morale e religioso che incontra.  Questa è la società che ha demolito la famiglia, che ha deresponsabilizzato i genitori, che ha legalizzato l’ aborto e che, dopo aver distrutto la scuola, vuole legalizzare l’ eutanasia. E’ la società che promuove la morte come gesto di liberazione, come autonomia dell’ individuo e libertà di drogarsi fino alle ossa.  Ebeti prezzolati ne fanno l’ apologia su tutti i media, al cinema e a teatro e la sottocultura che manovra la distruzione umana se li coccola regalando loro premi Nobel, ampie poltrone e ricchi vitalizi.  Forse a questi cialtroni fa comodo speculare anche sul luogo (il ricco ed esclusivo quartiere dei Parioli) del misfatto e sui tanti euro necessari a pagare il fetido biglietto d’ ingresso. Ma è bene ricordare a costoro che anche nei quartieri  popolari di San Basilio, Centcelle o Tor Pignattara, tanto per restare nella capitale, ci sono quattordicenni violate e godute da meno facoltosi pedofili, opportunamente mimetizzati nel popolino che “non arriva alla fine del mese” ma riesce a pagarsi l’ illecito sollazzo. Togliamo di mezzo il solito prurito ideologico che fa tanto comodo a certa parte politica perchè il Satiro non ha tessera o se ce l’ ha è trasversale come dimostrano stupratori seriali “progressisti” e maniaci sessuali conservatori. Quanti di questi sviolinatori moralisti possono dire, guardandosi allo specchio e  negli occhi, di non essere stati almeno una volta con prostitute, trans, o omosessuali di ogni età e colore della pelle? Facciamola finita con questa ipocrita riprovazione e con la maniacale descrizione di partiocolari piccanti che fa di giornali e trasmissioni televisive dei voyeur col patentino da crocerossini. Vergogne come questa accadono tutti i giorni e sotto gli occhi impotenti, nel senso che proprio non possono farci nulla avendo le mani legate dal polically correct, delle forze dell’ ordine. Le strade di  città e campagne sono piene di minorenni in vendita, lo sanno le Questure, i Sindaci e gli Organi di Polizia, eppure il miserabile film si gira tutte le sere  e non mancano nemmeno le matinèe. Finiamola dunque  con le lacrime di coccodrillo e per il rispetto che si deve alla prossime generazioni si ritorni indietro sulla strada della pulizia mentale, a quando gli adulti ed i nonni erano per lo più maestri di vita e non barbari pedofili con la clava sessuale conficcata nella vuota scatola cranica. A quando lo Stato,  nelle sue espressioni istituzionali, non andava (almeno pubblicamente), a trans con i soldi pubblici e le sedi di  Ministeri,  Comuni e Provincie non erano case chiuse aperte al godimento dei tanti parassiti della politica.  Meno stupore e giusto rigore morale, prima di tutto con sè stessi e poi, con diritto, verso gli altri.

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