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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

I roghi si riaccendono

ANCHE LA F.I.F.A. HA PAURA.

Di chi? Delle donne! E non è la sola. Con la demenziale direttiva diramata alla vigilia della finale del campionato del mondo di calcio, contemplante il divieto di inquadrare le donne  presenti sugli spalti degli stadi, la già malata terminale di burocratismo acuto, organizzazione di (non) governo del calcio si è autodefinita oscurantista, bigotta e veteromaschilista esattamente come il più talebano dei talebani. La motivazione addotta a sotegno della idiozia, non a caso mondiale, è il punto più basso della falsa campagna a tutela delle donne che sia mai stato raggiunto.  Sarebbe infatti segno di sessismo in loro danno inquadrare  le donne giovani, belle e, ovviamente, colpevolmente procaci. Questo miserabile concetto fa il paio con il famigerato assunto , di chiara   matrice clericale e  inquisitoria, secondo il quale le donne belle sarebbero tutte oche, e ciò nel chiaro intendimento di disprezzare i doni elargiti, non a tutti e a tutte, da madre natura. Ma perchè il maschietto idiota e strutturalmente incline alle guerre ha sempre più paura della donna tanto da volerla oscurare? Ritengo, su basi razionali molto fondate, che tale terrore provenga dall’ abisso di quell’ oceano di sabbia chiamato mondo arabo. Infatti la eco mediatica provocata dalla visione delle tifose iraniane riprese sugli spalti in abbigliamento occidentale e capelli sciolti in assoluta e naturale libertà, deve aver generato un terremoto pseudo religioso di magnitudo sconosciuta insieme ad insopportabile orticaria, negli schiavisti del velo e burqa. Questi mondiali di Russia, oltre ad aver rivelato al pianeta  una Nazione ospitante piena di fascino e di voglia di vivere all’ occidentale (e quindi in modo naturale), ha provocato una contaminazione pericolosissima per i teoremi “pensati” dagli schiavisti della donna. Evidentemente non bastavano i pretonzoli e vescovelli nostrani, con le loro secolari filippiche contro la bellezza femminile, qualche demente ha sentito il bisogno di investire la FIFA di una ulteriore missione “moralizzatrice” imponendo ad essa di dichiarare guerra mediatica alle donne negli stadi. Ma si può essere così deficienti? Così nemici della natura e delle sue bellezze? C’ è solo una religione che si fonda sulla negazione di ogni diritto delle donne e sulla loro “vocazione naturale” di oggetto nelle fetide mani di primitivi torturatori. In questo caso la FIFA, avendo paura di scontentare il cancro del politically correct in quanto malefico lubrificante per lo stupro dell’ occidente, ha preso una posizione vergognosa e oscena appecoronandosi a chi odia le donne fino al punto di  ritenere  giusto, tra l’ altro, costringerle al matrimonio con bavosi adulti ancora bambine. Se la FIFA ha paura devono essere rimosssi i cretini che ne dettano le linee liberticide e idiote. Questo in nome della libertà individuale, della civiltà mondiale e della definitiva liberazione dai dementi che, guarda caso, sono brutti dentro e raccapriccianti fuori.

FEMMINISMO MASCHILISTA.

“Eliminare le ombrelline o grid girl!” L’ ordine è partito dai capi della  setta  del femminismo maschilista i quali, nell’ intento ipocrita di punire i molestatori sessuali modello  Weinstein, riaccendono il rogo sul quale bruciare la donna “oggetto”.  In apparenza, e in ciò sta la miserabile ipocrisia, sembra un gesto in difesa della donna ma, in realtà, è la sempre più ossessiva paura del suo corpo ad armare la mano di questi “riformatori femministi” discepoli dell’ Inquisizione.  Fin quando la così detta morale sarà decisa, codificata e disciplinata (si fa per dire) dal maschio, sia esso sotto forma di prelato o, peggio, delle sue controfigure islamiche, sia sotto forma di buonisti idioti del politically correct, per la donna saranno guai. Lei sarà sempre il campo di battaglia politico, pubblico e privato, sul quale la guerra dichiarata all’ intelligenza non finirà mai. Che il maschio sia idiota inguaribile lo ha dimostrato la Storia e che tale idiozia egli la eserciti soprattutto in danno della donna è dimostrato dalla vita quotidiana in ogni angolo del mondo. Il maschio, con tonaca, toga, tessera politica o semplice qualifica di marito, si arroga il diritto di decidere cosa la donna possa o debba fare, quanto lunga possa o debba essere la sua gonna, quanto e quando lei debba essere disponibile ai suoi capricci sessuali.  Lo stesso maschio di cui sopra si illude di curare la paura, che lo ossessiona, del corpo della donna oscurandolo, coprendolo o addirittura eliminandolo. E’ pietoso e idiota quando si scaglia, lancia in resta, contro la donna, contro un universo che non potrà mai capire vista la sua incolmabile inferiorità intellettuale.  Questi miserabili moralisti sono gli stessi che, in privato e spesso in incognito, si aggirano bavosi nei locali  della lap dance, usano prostitute minorenni, frequentano le deviate sponde del sesso non disdegnando anche di farsi frustare il deretano da amazzoni in pelle e borchie. Non se ne può più di questi predicatori moralisti viscidi e maniaci. La liberazione o la semplice emancipazione della donna non sarà mai data dal divieto di mostrarsi ma dalla eliminazione sociale e intellettuale di questi feticci autoritari, primitivi e ignoranti.

LA DONNA FA PAURA.

Non è cosa di oggi. Le vergini sacrificate al servizio di caricature “divine” e i roghi medievali raccontano le gesta del bipede idiota maschio che nei secoli ha praticato, con la benedizione clericale sempre presente al fianco dei prepotenti, autentiche torture nei confronti della donna. La donna fa paura agli impotenti prepotenti,  ai cerebrolesi apologeti della superiorità maschile, per altro esclusivamente fisica e dovuta solo alla attitudine a maneggiare la clava. E questa paura è diventata terrore ai giorni nostri, nel tempo in cui la donna si è parzialmente liberata da una totale dipendenza economica e sociale. Il fatto di poter sbattere la porta in faccia al maschio padrone e andarsene, forte di reddito e capacità lavorative, ha mandato in follia (cioè ha accentuato lo stato di perenne follia) il maschio feudatario. Ed ecco allora lo scatenarsi di una nuova “crociata” contro la donna, alla quale partecipano anche “truppe” occidentali reclutate nei salotti buoni di un intellettualismo tanto maschilista da apparire sottilmente omosessuale.  Ovviamente l’ alleanza contro la donna è capeggiata da chi la odia da sempre e da sempre ne ha fatto l’ origine di ogni male e l’ oggetto di spietato rancore e di ancor più spietata violenza. Oggi la donna deve essere “rivestita”, ridisegnata secondo la miserabile architettura dell’ ignoranza e della paura. La  “Maya desnuda” deve essere messa al rogo le cui fiamme servono a rassicurare questi invertebrati, questi vermi,  illudendoli di essere invincibili guerrieri. A tale progetto, che potrebbe definirsi nazismo maschilista, stanno aderendo anche Nazioni occidentali improvvisamente ed inspiegabilmente spaventate, anzi terrorizzate dai capelli lunghi delle donne, dalle loro minigonne, dalla loro libertà ma, soprattutto, terrorizzate dalla attività dei loro due emisferi cerebrali. La donna fa paura perché, pur senza la forza fisica, riesce a prevalere sul guerriero del nulla, e la superiorità naturale, come la bellezza non posseduta, scatenano la reazione cieca e violenta di chi ne è privo. Il ritorno ai roghi e all’ inquisizione religiosa a cui l’ appecoronato Occidente sta attivamente e vergognosamente partecipando è la vera catastrofe sociale di questo inizio di millennio. Occidente e Oriente si stanno incontrando dando vita ad un connubio innaturale il cui fine è ricacciare la donna nel buio di una condizione di schiavitù e di assoluta sua disponibilità da parte del maschio. Perfino il suo primato naturale, poter essere madre, viene tinto di schiavitù attraverso l’ utero in affitto che la fa retrocedere da una posizione già frustrante di oggetto sessuale a quella di semplice incubatrice. Potere, denaro e forza fisica, cementati dall’ ignoranza, hanno originato un consorzio anti donna i cui effetti sul presente e sull’ immediato futuro saranno devastanti come devastante dovrà essere la guerra che libererà il mondo dall’ ennesimo e purtroppo non ultimo attacco dei cerebrolesi. Essa scoppierà nel momento in cui finalmente si comprenderà che sottomettere la donna significa sottomettere, anzi cancellare la cultura, la filosofia, l’ arte, la spiritualità, cioè gli elementi fondanti la civiltà. Pare proprio che l’ Occidente, malato terminale del morbo chiamato politically correct, debba toccare con mano questa catastrofe prima di ritrovare la ragione. E non è un caso che questo folle e molle Occidente sia guidato dalle corporazioni, strettamente connesse, della pedofilia, della omosessualità, dell’ anti cristianità e dell’ ateismo, rispetto alle quali la donna libera e l’ uomo liberato dalla paura della donna sono antitetici.

PAURA DELLA VITA.

L’ immenso meteorite dell’ ignoranza primordiale si è di nuovo posto sulla linea di luce della civiltà, conquistata al prezzo di secoli di guerre e di faticosa evoluzione dall’ umanità, proiettando su di essa un cono di buio culturale. Le metastasi si sono propagate da quel focolaio infettivo che non conosce remissione e che la battaglia di Lepanto sembrava aver definitivamente detronizzato.  Pare bisognasse conquistare la Luna e lo spazio siderale, arrivare a guardare oltre i confini della nostra galassia e ubriacarsi di tecnologia, di internet e di onnipotenza, per poi tornare ad ammalarsi di ignoranza e retrocedere sulle palafitte della primitività fino a riproporre il teorema più basso e più spregevole: la paura e l’ odio del corpo femminile. Chiarito che in verità tali fobie nascondono il vero terrore rappresentato dalla superiorità intellettuale della donna rispetto agli “inquisitori” è comunque spaventoso dover constatare come l’ umanità, dopo aver volato in prossimità della sua emancipazione filosofica, sia improvvisamente ricaduta nell’ abisso dei riti tribali. La paura e l’ odio del corpo (della donna) sono identici, per portata di ignoranza e primitività alla paura che suscitava il fulmine. Non ci sono attenuanti pseudo religiose di sorta, trattasi di ignoranza e mancato sviluppo mentale allo stato cristallino associati a caratteri  somatici perfettamente allineati al degrado che ne deriva. Non ci sono dibattiti o conferenze da intavolare. L’ Occidente deve rigettare questo rigurgito primitivo senza indugiare in atteggiamenti snob tipici del buonismo di matrice sinistrorsa e anticristiana! La stessa Chiesa cattolica deve superare le ultime riserve mentali verso la donna ed il suo corpo dopo aver dato osceno spettacolo di sé con i roghi medievali e la ignobile Inquisizione orrendamente denominata “santa”. Allla Chiesa cattolica non si possono perdonare quei delitti che ancora bruciano sulla pelle  delle donne, laiche o suore che fossero, ma da essa si deve pretendere un reale mea culpa e il definitivo abbandono di quella paura e di quell’ odio che la connotano come mera setta religiosa maschilista ed oscurantista. La Chiesa cattolica non ha più tempo da perdere in atteggiamenti ambigui e, pena la sua sparizione, deve voltare le spalle  alle parate carnevalesche, ai sacri anelli e alle “Sue Eccellenze” porporate. Solo diventando la Chiesa di Dio e della Maddalena, oltre che di Maria, riuscirà a fermare la violenza ideologico-religiosa che veicola la miserabile pretesa inferiorità della donna e la sua sottomissione. Chi ha paura della donna e di conseguenza odia il suo corpo ritenendolo fonte del male, è una mente malata, è una espressione biologica indefinita, è un ectoplasma che si aggira nel XXI secolo armato di clava modello anno zero. Semmai è vero il contrario e cioè che il maschio è mediamente ancora oggi tale e quale come era all’ alba del mondo, con immutata attitudine alla violenza, alla prepotenza, all’ aggressione del più debole e all’ autocertificazione quale centro dell’ Universo. E’ da questi corpi che origina il male, è da queste menti preistoriche che nascono i campi di concentramento, gli stermini di massa, la paura della donna, l’ odio verso i suoi capelli e il suo corpo. E siccome l’ Occidente è meno malato di questo miserabile morbo, rispetto ad altre parti del mondo, spetta ad esso difendere la civiltà dall’ attacco della barbarie. Odiare il corpo della donna è odiare il Creato, è odiare la sorgente della vita, è assoluta incapacità di comprendere e rispettare Dio quale artefice della creazione. E anche se volessimo, per un istante di ignoranza, fingerci atei sarebbe comunque blasfemia scientifica aver paura di un meraviglioso “prodotto” della natura in grado di contenere emozioni, pensieri, desideri, in sintesi poesia. Chi odia il corpo della donna e ne ha paura erige le prigioni più tetre nelle quali  poter professare le religione della morte e della sofferenza. Dio è da tutt’ altra parte, è sorriso, è gioia, è musica, è canto, è danza, è arte, è donna e uomo liberi. Non ha certo il grugno e il ghigno malefico dei predicatori dell’ odio e della paura della vita.

IL MIO MANIFESTO.

Ho letto della Strage degli innocenti, degli schiavi d’ Egitto, delle innumerevoli guerre fin dall’ alba del mondo.  Ho letto della morte di Socrate, dei chiodi infissi nella carne del Messaggero di pace, amore e libertà, delle persecuzioni di cristiani, dell’ inquisizione clericale, del genocidio di indios per ispanica mano e della rivoluzione francese. Ho letto della ghigliottina, della forca e di torture inimmaginabili, di sangue umano fatto scorrere come se diluviasse. Ho letto della schiavitù dei negri e della tratta di esseri umani, della violenza fisica e delle menomazioni inflitte a donne inermi. Ho conosciuto il comunismo, il fascismo ed il nazismo, i campi di concentramento e lo sterminio di interi popoli. Ho consociuto due guerre mondiali, la bomba atomica, i gas nervini, le bombe al napalm e le mine antiuomo.  Ho conosciuto la pedofilia, la compravendita di organi umani, la folle e inutile vivisezione animale praticata dai mille Menghele. Ho conosciuto lo sfruttamento di bambini  come operai, soldati, terroristi, il sequestro di donne e bambine ridotte a meri strumenti di vile piacere.  Ho visto gente piangere e morire per mano di altra gente, ho visto il male assoluto negli occhi di dèmoni nell’ atto di gettare inermi persone vive nelle Foibe Carsiche e lasciarle morire dopo indicibili agonie. Ho letto, ho conosciuto ed ho visto il genere umano in azione, ho provato vergogna per esserne parte e mi sono dimesso da simile masnada. Ho rinnegato il falso primato dell’ uomo sul resto del creato, dottrina ideata da idioti inconsapevoli della loro inutilità.  Ecco perchè amo gli animali ma non riesco a farlo con i miei simili.

PIANETA DONNA.

Il 26/11/2013 nel “mondo”, cioè in alcune parti di esso, si è celebrata la giornata della “difesa delle donne dalla violenza maschile”. Ci risiamo. Ecco il nuovo attacco del politically correct, che attraverso i suoi megafoni istituzionali e mediatici, intona l’ ipocrita canto di Eva   riempiendolo di belle parole anzi, delle solite chiacchiere trite e ritrite.  Per l’ occasione sono sventolati seni al vento, medaglie al valore civile e patacche di circostanza hanno affollato i telegiornali. Care donne, se non volete che la vostra incolumità sociale si riduca ad un misero appuntamento annuale segnato sul calendario dello stucchevole cerimoniale commemorativo, siete voi e voi soltanto che potete dare una svolta epocale al vostro destino di vittime della ferocia ignoranza praticata dalla famigerata ditta “Adamo e figli”. In che modo? Prima di tutto sottraendovi al cappio in via preventiva, siate cioè selettive e scartate il maschio becero impegnandovi a cercare l’ uomo.  Non abbiate paura della solitudine intellettuale, parlate a chi vi sembra papabile e soprattutto fatelo parlare, scoprite chi si cela dietro mielose attenzioni e atteggiamenti plateali tanto cari agli instabili di mente.  Se un maschio vi assilla e vi assedia, e fa volare un aereo col vostro nome trascinato sulla coda scappate a gambe levate, è un pazzo criptico inacapace di controllare gli spasmi del suo ego. Siate razziste, senza se e senza ma, nei confronti dell’ ignoranza e della protervia di chi vi si para davanti. Provocate da subito reazioni emotive e scatti cerebrali in quello che pensate possa essere il “principe azzurro” e stanate lo stalliere violento e beota che si nasconde solitamente sotto le moine del “conquistatore”. Siate razziste inamovibili riguardo ad educazione, cultura, apertura mentale e pulizia. La “matematica psicosomatica” vi sarà sempre d’ aiuto nell’ individuare il marcio maschile, applicatela senza remore o condizionamenti. Chi ama davvero non lo scrive sui muri, non lo grida al vento, non ha bisogno di tradurlo in mille regali e sceneggiate. Lo dice con la serenità di uno sguardo, con un abbraccio delicato. Chi uccide per diporto, chi non ha bisogno di chiedere, il macho tutto d’ un pezzo, non sarà mai un uomo e non darà mai un grammo mentre pretenderà tonnellate. Siate razziste, e finchè non avrete scoperto l’ anima di colui che vi piace non acconentatevi del suo corpo che nella maggioranza dei casi si rivelerà un semplice ed anonimo contenitore del nulla. Siate selettive, solo così vi potrete difendere dai nemici della vita di coppia. Non fate affidamento sulle leggi dello Stato per difendervi perchè esse trattengono la violenza maschile come lo scolapasta l’ acqua di cottura. Non fatevi avvicinare da maschi sporchi, da coloro che deridono la poesia ed incontrano il sapone con cadenza settimanale e spesso anche alternata. La “matematica psicosomatica” è una scienza esatta, descrive tratti fisici e caratteriali con precisione assoluta, fateci affidamento totale poichè ad essa non si sfugge. E poi non è così difficile distinguere il buono dal marcio visto che ognuno di noi, in fondo,  è quello cha fa.  Siate selettive, guardatevi allo specchio e domandatevi mille volte se non vi stiate sprecando e buttando via con qualcuno che non vi merita. Mai come in questi casi vale il detto “meglio sole che male accompagnate”.  Non sperate nella legge dei codici (scritta da Adamo), la sola che può salvarvi è la legge della donna che vi difenderà oltre che dal maschio violento anche dalla femmina passiva sua infelice e storica alleata. Una donna a differenza di una femmina sa amare, sa soffrire e piangere ma è capace di dire dei no favolosamente razzisti e selettivi. Il primo principio della “matematica psicosomatica” dice che se ti accompagni ad un ignorante, ad un grossolano, morto di fame o ricco che sia, puoi aspettarti solo di essere trattata con le mani e mai col cuore.

FAMIGLIA DI STATO.

Le dittature politiche conclamate e quelle in formazione dettano le regole, o meglio erigono i recinti entro i quali devono pascolare i sudditi, chiamati anche cittadini, popolo o “massa critica” come piace tanto ai ciarlatani del cialtrone politically correct. La famiglia come istituzione naturale biologica e patrimoniale, resta, all’ interno di questa nefasta azione distruttrice, il bersaglio preferito dei folli profeti del nuovo ordine politico che mira a sovvertire quello naturale. I fatti di cronaca si intrecciano ormai a livello planetario e così, mentre nella Cina comunista e neo-capitalista si aumenta d’ ufficio il numero dei figli consentiti dal partito padrone alle coppie dei discendenti di “denti gialli” Mao, in Italia, aspirante Paesello  al ruolo di neo repubblica popolare comunista, si tolgono d’ imperio i figli a genitori naturali, legittimi e veri, e se ne affidano altri a due omosessuali che giocano a recitare la caricatura di moglie e marito. La domanda che erutta rabbiosa dalla coscienza e sfonda la paratoie sottoculturali del politically correct non può essere taciuta: perchè una creatura di tre anni, innocente e nel pieno inalienalbile diritto di essere allevata e cresciuta da una madre e da un padre veri, deve essere condannata all’ ergastolo in una cella sperimentale ed avere traviata e sconvolta la propria psiche dall’ orrendo spettacolo di due individui dalla sessualità indefinita che si sovrappongono alla natura? I diritti naturali, psichici e materiali di questa bambina non esistono?  O forse a non esistere è lei stessa visto che non è considerata altro che uno strumento meccanico, quasi un vibratore, per la soddisfazione di un capriccio contro natura di due persone e di tutto uno schieramento politico fortemente interessato alla scomparsa della famiglia unica naturale? Sia chiaro che siamo in presenza di responsabilità politiche che gridano vendetta, perchè solo una casta politicante cerebrolesa poteva lacerare il tessuto sociale lasciando passare norme come quella interpretata ed applicata dal giudice che ha stabilito l’ affidamento della prima martire italiana del politically correct. Dove risiede la giustezza di un atto che priva una bambina del sacrosanto diritto di  poter chiamare con l’ appellativo di mamma una donna fatta a sua immaginee somiglianza invece di un manichino “non maschio” grossolanamente taroccato ed imbellettato allo scopo?  Psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, stuoli di predicatori  che paiono assoldati  dall’ esercito della dannazione umana, piegano la testa davanti al diktat e ne santificano la portata “scientifica”. Vili servi del potere vendono coscienza e professionalità per il fetido piatto di lenticchie che puzza di corruzione ideologica lontano un miglio. Questo affidamento, pure disposto entro ambiti legali, ma è arcinoto che non tutto ciò che è legale sia nche giusto, è un atto moralmente delittuoso nei confronti di una creatura inconsapevole ed indifea che viene privata del suo futuro naturale e di una vita NORMALE. Cosa sarà di lei e della sua capacità di amare  distinguendo i sessi, l’ amore materno da quello paterno, e a chi si ispirerà come riferimento esistenziale?  Rispondano i profeti del nuovo disordine innaturale! Questa squallida commediola degli omosessuali che pretendono di formare una famiglia come quella eterosessuale, che i loro danti causa hanno distrutto con l’ aborto, il divorzio e la “struttura allargata”, sembra la stessa di quella sedia che, invaghiatasi del tavolino, delira di procreare tanti sgabellini. Siamo ormai giunti alle vere COLONNE D’ ERCOLE  della follia, e oltre esse c’è la perdizione culturale, umana, filosofica, religiosa e spirituale di coloro che un tempo, lontano non secoli ma anni luce, dipinsero la Cappella Sistina, solcarono oceani, scrissero Divine Commedie, scoprirono il Radio, sconfissero il buio e le distanze fisiche fra popoli. Quella era umanità! Quella che molti folli “neo-creatori” stanno invece cercando di spacciare per essa è  caos biologico,  è carne trapiantata e psiche espiantata, è insomma il nuovo ed inedito esemplare di rifiuto solido urbano impossibile da smaltire.

LO SDEGNO DEI PAPPONI.

La cronaca ci regala un’ altra perla di questa nostra società apparentemente evoluta ma in realtà libera soltanto di farsi del male fino all’ autoannientamento. Due ragazze di 14 anni, due adolescenti vittime della tratta di esseri umani in versione domestica sbattute, in tutti i sensi, sulla  più miserabile ribalta. Stupore generale, indignazione collettiva, tromboni moralisti suonati al massimo dei decibel, psicologi e psicoterapeuti chiamati a consulto per sfornare i peggiori luoghi comuni sulla debolezza dell’ età, sulle paure e i bisogni dei giovani travolti da una società in fuga da ogni regola e da ogni principio. Dopo decenni di irresponsabile apertura delle stalle, tutti questi predicatori a gettone piagnucolano sui buoi scappati. Basta! Non se ne può più di tanta ipocrisia istituzionalizzata ad ogni livello!  Basta con la solita manfrina di lingue sciolte che si scatena ad ogni esplodere di un caso clamoroso.  L’ esercito di ipocriti non deve dimenticare che fino ad un minuto  prima  che si diffondesse la notizia della prostituzione di queste due disgraziate ninfe, migliaia di altre loro coetanee regalavano l’ acerbo corpo a vergognosi e “onesti padri di famiglia”, a single dall’ euro facile,  magari funzionari di banca, ministeriali o dell’ impero delle tasse. Tutti sporchi pedofili come quei nonnetti pensionati che, con molti meno euro, si baloccano con le baby prostitute congolesi o dell’ affamato Corno d’ Africa.  Pedofili bavosi e flaccidi che poi “amorevolmente”  vanno a prendere figlie e nipoti all’ uscita di scuola per salvarle dai maniaci come loro.  Dove sta dunque la sorpresa, da dove origina lo sbigottimento di questa società falsa e corrotta?  Dall’ ipocrisia, dalla cattiveria e dal menefreghismo sociale che dai vertici politico istituzionali scende come la lava dall’ Etna bruciando ogni principio morale e religioso che incontra.  Questa è la società che ha demolito la famiglia, che ha deresponsabilizzato i genitori, che ha legalizzato l’ aborto e che, dopo aver distrutto la scuola, vuole legalizzare l’ eutanasia. E’ la società che promuove la morte come gesto di liberazione, come autonomia dell’ individuo e libertà di drogarsi fino alle ossa.  Ebeti prezzolati ne fanno l’ apologia su tutti i media, al cinema e a teatro e la sottocultura che manovra la distruzione umana se li coccola regalando loro premi Nobel, ampie poltrone e ricchi vitalizi.  Forse a questi cialtroni fa comodo speculare anche sul luogo (il ricco ed esclusivo quartiere dei Parioli) del misfatto e sui tanti euro necessari a pagare il fetido biglietto d’ ingresso. Ma è bene ricordare a costoro che anche nei quartieri  popolari di San Basilio, Centcelle o Tor Pignattara, tanto per restare nella capitale, ci sono quattordicenni violate e godute da meno facoltosi pedofili, opportunamente mimetizzati nel popolino che “non arriva alla fine del mese” ma riesce a pagarsi l’ illecito sollazzo. Togliamo di mezzo il solito prurito ideologico che fa tanto comodo a certa parte politica perchè il Satiro non ha tessera o se ce l’ ha è trasversale come dimostrano stupratori seriali “progressisti” e maniaci sessuali conservatori. Quanti di questi sviolinatori moralisti possono dire, guardandosi allo specchio e  negli occhi, di non essere stati almeno una volta con prostitute, trans, o omosessuali di ogni età e colore della pelle? Facciamola finita con questa ipocrita riprovazione e con la maniacale descrizione di partiocolari piccanti che fa di giornali e trasmissioni televisive dei voyeur col patentino da crocerossini. Vergogne come questa accadono tutti i giorni e sotto gli occhi impotenti, nel senso che proprio non possono farci nulla avendo le mani legate dal polically correct, delle forze dell’ ordine. Le strade di  città e campagne sono piene di minorenni in vendita, lo sanno le Questure, i Sindaci e gli Organi di Polizia, eppure il miserabile film si gira tutte le sere  e non mancano nemmeno le matinèe. Finiamola dunque  con le lacrime di coccodrillo e per il rispetto che si deve alla prossime generazioni si ritorni indietro sulla strada della pulizia mentale, a quando gli adulti ed i nonni erano per lo più maestri di vita e non barbari pedofili con la clava sessuale conficcata nella vuota scatola cranica. A quando lo Stato,  nelle sue espressioni istituzionali, non andava (almeno pubblicamente), a trans con i soldi pubblici e le sedi di  Ministeri,  Comuni e Provincie non erano case chiuse aperte al godimento dei tanti parassiti della politica.  Meno stupore e giusto rigore morale, prima di tutto con sè stessi e poi, con diritto, verso gli altri.

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