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I chiodi di Gesù.

AUTOSTOP MEDIATICO.

E’ risaputo come la pubblicità di un qualsiasi prodotto sia fra le fasi più costose  che concorrono a formarlo e, nel caso delle così dette opere di ingegno o fantasia o arte come molto spesso abusivamente si tenta di spacciarle, essa sia l’ unico e vero costo quasi insuperabile per certi avventurieri abituali frequentatori di mostre pretese  artistiche.  Come fare dunque a “sfondare” ed essere visibili almeno per qualche momento? Semplice, si fa l’ autostop che, quale simbolo universale dello scrocco o sbafo, è ormai passato dalle strade alle aule parlamentari, al mondo dello spettacolo e infine a quello della defunta arte. Basta scegliere un Simbolo Universale e denigrarlo, offenderlo, violarlo e piegarlo alle proprie basse necessità di pagnotta quotidiana.  Lo si impone poi sullo squallido palcoscenico dell’ ignoranza  dove non conta la presunta opera d’ arte ma lo scempio attraverso il quale essa diventa visibile. In questo miserabile autostop mediatico la Croce, Gesù Cristo e la Madonna sono i “gadget” più utilizzati in ossequio all’ equazione secondo cui meno vali più forte devi latrare se vuoi che qualcuno si accorga, per pochi momenti,  della tua inutile esistenza. E così non c’è più limite alla malata fantasia dei miserabili cercatori dell’ ultimo oro rimasto sul mercato: lo scoop, sia esso artistico o giornalistico,  sempre comunque  a base di liquame e fango. Che questa sia l’ era del demente, dell’ incapace, dell’ analfabeta, del profondamente brutto, dell’ intimamente rivoltante e del politicamente corretto, lo attestano ormai serie infinite di questi “colpi geniali” autopromozionali. Presunti artisti che sfruttano l’ eco planetaria di un insulto a Gesù si cimentano in ogni sorta di vergognoso autostop mediatico puntualmente appoggiati da quei partiti politici e clan pseudointellettuali che hanno fatto della dissacrazione della Fede in Cristo la loro sfilacciata bandiera, il loro connotato di falsa modernità, la cartina di tornasole della loro ignoranza. Costoro, pseudo artisti e fiancheggiatori, sono quelli che io chiamo dispetti della natura, patetici mix di carne flaccida e ideologia del male, brutti in modo assoluto fisicamente e moralmente. Di essi si percepisce il lezzo anche solo a guardarli in video. Intanto sono di una viltà senza limiti poichè, quali organismi non meglio identificati, si scagliano contro il Dio della bontà,  del perdono, e si guardano bene dal realizzare “opere d’ arte” o scoop sul Dio di religioni che prevedono la morte, tout cour,  per i vili profanatori. Certo deve essere triste per questi miseri autostoppisti guardarsi allo specchio e non vedervi riflesso nulla o almeno qualcosa che non guasti lo stomaco guardare, tuttavia se la loro nullità spiega il ricorso al facile e vigliacco espediente di insultare Gesù per acquisire effimera visibilità, essa non giustifica il doverli sopportare o, che è  peggio,  prestarsi allla diffusione delle basse nefandezze come fanno compiacenti media con il falso alibi del dovere di cronaca. Il dovere di essere moralmente ed esteticamente selettivi è il primo imperativo dei mezzi di comunicazione che altrimenti scadono al livello di semplici rimestatori del liquame di cronaca o di cassa di risonanza della follia, della violenza, dell’ ideologia del male. Se il caso fa notizia e fa vendere giornali è vero anche che promuovere l’ ignoranza a scopi di diffusione e vendita di copie è farsi prestatori d’ opera della viltà, è disconoscere il dovere di crescita dell’ umanità e del suo affrancarsi dal fango in cui appare purtroppo entusiasta di sguazzare. Credenti, o atei che si possa essere, a tutti è fatto obbligo di civiltà nel dissociarsi da questo miserabile autostop mediatico e combatterlo culturalmente ognuno con la propria verità che mai, in nessun caso, può essere scambiata per la gratuita ignoranza e immoralità.

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