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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

gli abissi della coscienza

PEDOFILIA DI STATO.

Le tragiche notizie,  riportate da Il Giornale del 14/11/14,  provenienti dalle cittadine tedesche di Eslohe e Borken in merito alla miserabile applicazione delle pazzesche dottrine didattico-sessuali, fuoriuscite dalla fogna burocratica che controlla e governa la UE,  gridano vendetta. Quando le prime avvisaglie di quella che appare  una strategia pedofila di Stato, anzi di Unione Europea, si diffondevano fra i media l’ incredulità superava di poco la paura che poi se ne facesse qualcosa di serio ma oggi, che le zelanti strutture scolastiche teutoniche mostrano i muscoli nel volerla applicare alla lettera, è doveroso reagire e denunciare l’ infamia che si sta compiendo ai danni della famiglia, dell’ infanzia, della natura, della cultura e della libertà.  Non è un caso che sia proprio da questa Nazione, mirante da sempre al dominio dell’ Europa,  che ha nel suo Dna storico l’ inclinazione a guerre mondiali (senza dimenticare il “nonno” pacifista Ottone di Bismark e i natali di un certo altro “pacifista”  Carlo Marx) che si propaghi e si imponga il nuovo verbo della pedofilia legalizzata ed istituzionalizzata. Dunque è in questa Nazione ipertecnologica, ipernazionalista, iperpresenzialista sul palcoscenico internazionale ed ipernarcisista, che si realizza il mostruoso progetto della nuova razza umana senza sesso e della cancellazione della natura. I “soloni”  della pedofilia didattica hanno cominciato con miserabili “lectio magistralis” fatte per immagini sconce e ributtanti, stuprando la mente dei poveri martiri scolari, poi procederanno con lezioni pratiche, magari nelle ombre del doposcuola, per infine legalizzare la pedofilia attraverso “seminari” aperti agli adulti maniaci che sembra non aspettino altro. La furbizia, anch’ essa miserabile, di questo che, da tempi non sospetti anche dal punto di vista editoriale, ho definto il quarto Reich, sta nell’ aver eliminato il filo spinato percorso dall’ alta tensione per confezionare il nuovo modello di lager per l’ umanità.  Ora l’ internamento è giustificato dalla crescita verso la modernità di pensiero, verso la “tutela” dell’ omosessualità tramite l’ eliminazione dell’ eterosessualità, alla quale tocca oggi il ruolo che fu degli ebrei nel terzo reich. Questa volta la follia manifesta dei pedofili, riuniti in una corporazione vergognosa e da voltastomaco, ha superato ogni limite tollerabile e l’ imposizione coatta di questi orrendi festini didattici per maniaci deve essere fermata da una sollevazione, da una feroce rivoluzione dei genitori, dell’ Unicef (se ci sei batti un colpo) e di tutti quegli organismi non ancora contaminati dal cancro del politicamente corretto, il sommo tutore della pedofilia e della omosessualità. Imporre crudi scenari sessuali a bambini indifesi nella loro santità significa traviare e sconvolegere per sempre menti in formazione, significa calpestare fiori appena sbocciati per farne materiale con cui alimentare la centrale a biomasse di moda,  quella della negazione della normalità. Fabbricare omosessuali su larga scala è come aver voluto tentare di fabbricare la razza ariana e credo che, come allora,  sarà necessaria la vera terza guerra mondiale per spazzare via questo liquane ideologico del non genere. Se questa, insieme a quella vile dello spread made in Deutschland, è l’ Unione Europea allora si impone un immediato dietrofront verso la civiltà e il ritorno ad una vita di princìpi libera dalle leggi, dal faraonico ed inutile Parlamento europeo ma con il rispetto per l’ individuo fin da quando questi è un bambino e dunque moralmente e fisicamente intoccabile. Al grido di “giù le mani dei pedofili di Stato dai bambini” deve scoppiare la guerra delle coscienze contro l’ aberrazione progettata da questi mostri e, se necessario, essa non si dovrà limitare alle parole ma dovrà rispondere alla ignobile aggressione con una reazione totale. Burocrati e folli teorici  della nuova aberrazione, “figli di Menghele”, sarete disintegrati dalla civiltà e dalla storia e di voi non resterà che il lezzo di una eruzione della follia da menti  malate.

LA LIBERTA’ DELLA FOLLIA.

Il misero bipede si cimenta ogni giorno nel gioco idiota della rivoluzione di sè stesso, del mondo e dell’ ordine naturale delle cose.  E’ così incaponito e ottuso nel voler lasciare il lezzo del suo segno in ogni secolo che non vede altro scopo nella vita se non la negazione di essa. Nello straripante menù di violenze di cui si nutre ha aggiunto il piatto forte della negazione dei sessi e, istericamente come un tossico in crisi di astinenza, li rinnega in favore dei miserabili “generi”.  Non più donne e uomini ma entità non meglio identificate, non più sessi ma solo numeri. La mutazione sessuale è comandata da quei pazzi che affollano la stanza dei bottoni di ogni Nazione dove si esercita un potere gemello del terzo reich di hitleriana memoria. La variazione sul tema è, semplicemente, non più una razza padrona del mondo ma il trionfo degenere del non genere e l’ abolizione della normalità quale espressione “razzista” che osa distinguere ed attribuire primati al femminile e al maschile.  Il mito intoccabile di oggi è l’ omosessuale elevato a dio. Chi non lo è non è, non conta.  Il ribaltamento della Ragione è tale che il deretano diventa cervello in un’ ottica di potere assoluto garantito dall’ assenza totale di donne e di uomini. L’ impero futuro fonderà la sua potenza sulla sparizione di eroi, di gladiatori, di donne e uomini orgogliosi di essere complementari e di essere le scintille che generano la vita. A chi giova questa degradante rivoluzione che passa attraverso lo sterminio dei sessi? Giova a quei ristretti circoli del “governo” mondiale che vedono nella famiglia naturale, ed unica legittimata a fregiarsi del titolo, l’ ostacolo alla egemonia delle oligarchie, le quali hanno bisogno di schiere di invertebrati da manipolare ed utilizzare a fini di lucro e potere.  La normalizzazione è violenta, martellante, pedofila e maniaca. Non ha alcun rispetto per i valori fondamentali dell’ infanzia e brucia,  come in un’ altra tremenda notte degli specchi, i sacri testi della Giustizia, della Morale, della Libertà autentica, sostituendoli con quello squallido e miserabile del pensiero unico che pretende di  elevare la “libertà della follia” a dottrina ufficiale della fuga dalla coscienza. Fiumi di sangue scorreranno prima che l’ umanità la ritrovi e si liberi dalla “libertà della follia”.

LA DROGA DEL POTERE.

Credo che l’ umanità sia l’ unico batterio che non richieda l’ uso del microscopio per la sua osservazione e la comprensione dei meccanismi di contagio tanto essi sono macroscopici e ripetitivi. Fra le attività che stimolano i più bassi comportamenti umani l’ esercizio del potere è senz’ altro quella dominante quasi a rappresentare l’ essenza stessa dell’ umanità. Il potere in tutte le sue sembianze, domestico, nazionale, politico, militare ed economico, sembra rappresentare la massima aspirazione esistenziale. E’ al tempo stesso punto di partenza e di arrivo, è vocazione ed aspirazione, è desiderio e strumento per realizzarlo, è il fine ed il mezzo, è, come direbbero i medici, il protocollo ufficiale attraverso cui si tenta di curare il male assoluto: la vita. Partendo da queste premesse, obbiettivamente non opinabili, si spiegano le quotidiane disavventure dell’ essere più malato e più inconsapevole di esserlo che calpesti la crosta terrestre: l’ uomo inteso in senso lato. E tra le forme di esercizio del potere quella che più affascina a travolge è il sentirsi al di sopra del Giudizio,  più in alto del Princìpio oltre che della Legge, è il livello supremo dello sballo da potere, l’ apice della piramide dalla sommità del quale si può dominare il piccolo e miserabile mondo del proprio ego. E’ di questi giorni l’ emersione, dai fondali limacciosi della prostituzione minorile, dei soggetti dominanti economicamente e dominati dalla bramosia di possesso. Sono volti di personaggi più o meno noti che apparentemente non avrebbero altro da chiedere ad una vita che li ha già beneficiati di privilegi, ricchezza e carriera. Eppure questi piccoli e miseri Re Mida da pianerottolo, questi rampanti del successo raccomandato e prefabbricato, si sgretolano come fantocci di sabbia al primo venticello della sera, per aver voluto viaggiare in senso antiorario nel folle tentativo di esorcizzare il tempo che passa e si porta via la vita. Restare giovani o sentirsi tali non essendolo più, facendo sesso con ragazze poco più che bambine, abbeverandosi alla fonte della vita, per calmare una sete non saziabile, rappresenta un abuso di potere amorale.  E’ dall’ alba del mondo anzi dal tramonto che l’ ha preceduta, che l’ adulto, il vecchio, il bavoso, si è fatto satiro ed ha cercato di soddisfare quella famelicità sessuale tribale che va sotto il nome di pedofilia ma che racchiude in sè turbe psichiche di ogni tipo.  Questi malati di personalità bi e tri dimensionale sono maniaci sessuali che perdono la bussola al sol intravedere una gonnella o un semplice grembiule scolastico che sventolano, e al contempo sono, di facciata, “bravi genitori”, “affettuosi nonni” e “mariti irreprensibili” o almeno così si narra. Torna la vecchia storia di mister Hyde che  nottetempo ma anche e più spesso giornotempo, si libera dell’ armatura “civile” per dare sfogo alla natura malata che lo pervade e gli impone l’ esercizio del potere sul più debole. Lo jus prime noctis praticato ogni giorno e più la carne è giovane tanto più è ipnotica e desiderabile. Niente importa che sia identica e della stessa età delle proprie figlie (e figli) e senza battere ciglio si passa dall’ essere padre all’ essere un orco bavoso e viscido. Il potere dato dal possesso, la droga del sentirsi al di sopra dei limiti morali e spirituali, accendono la miccia che fa esplodere quel patetico contenitore di presunzione, di egoismo e di barbarie rivestito da sembianze umane. Il Peccato Originale è la bramosia del potere insieme al superamento di steccati morali  posti  a difesa della stessa integrità umana, non è solo disobbedienza verso Dio ma abuso di sè stessi e degli altri. Esso si ripete quotidianamente ai danni di chi soccombe e dequalifica a livello di inutile sasso colui che lo commette. Personalmente odio il potere quasi quanto i così detti potenti e provo un fastidio insopportabile nel vedere persone prostrate in venerazione di fantocci siano essi politici, boiardi di Stato, burocrati con divise, toghe ed abiti  talari. Chi si prostra rinuncia alla dignità e chi esercita il potere si appropria di un bene spirituale altrui ridotto a liquame e se ne nutre. Purtroppo il millenario curriculim vitae del mondo ci ha insegnato che gli esseri viventi intrattengono soltanto rapporti di forza ed il sistema Universo è basato su di essi. Non c’è legame di sangue che tenga, non ci sono limiti al godimento della dignità altrui. Pagare profumatamente bambine per farne propri strumenti sessuali rende mendicanti questi rampanti danarosi, li impoverisce di una povertà che non potranno mai comprendere, sordi e idioti malati di narcisimo quali sono. Ma non commettiamo il solito errore ideologico e affermiamo, con tutta la forza morale che serve a zittire i predicatori a senso unico, che la nefandezza è identica anche quando ad esercitare tale potere della vergogna è un padre cassintegrato, un idiota precario o disoccupato, i quali non potendo pagare magari si dilettano a frequentare gratuiti “territori” familiari. L’ abbiezione ed il suo simbolo mister Hyde sono democratici in assoluto e non fanno comode distinzioni.

SENZA FAMIGLIA.

La società occidentale si sta avviando a passi follemente veloci verso la condizione di orfana delle figure, moralmente e biologicamente insostotuibili, di madre, padre e figli. E’ una corsa insensata verso il traguardo di un agglomerato umano bastardo di sconosciute origini e senza prospettive. Il diktat delle lobbies omosessuali, pedofile ed anticristiane spinge il branco occidentale nel baratro della negazione delle proprie origini e delle proprie finalità esistenziali. Pare che in Francia due genitori siano stati multati perché indossavano un indumento su cui era riprodotta l’immagine di padre, madre e figli che si tengono per mano, e che in Spagna, a Granada, siano stati posti fuori legge i libri di una giornalista italiana perché difendono la famiglia naturale ( da IL GIORNALE del 5 gennaio 2014). Ogni giorno si allungano le liste di proscrizione di coloro che, come chi scrive, si oppongono alla cancellazione della famiglia sacra e naturale e combattono per impedire il trionfo della NON famiglia, del nulla genetico, del magma asessuato e dei ” genitori numerici”. Molti italiani non si sono accorti che è in atto una guerra la cui avanguardia è la diffusione di un nuovo nazismo che vuole annientare la famiglia naturale e dare al mondo una stirpe razziale fatta di incompiuti, di numeri, che rispondono al delirante disegno del “nuovo de-genere umano”. La ferocia con cui ogni giorno di più queste menti inversamente pensanti aggrediscono la famiglia naturale ripropone, dopo ottanta anni, la violenza nazista che voleva far prevalere una razza, quella ariana, su tutte. Oggi come allora i criminali normalizzatori sono all’opera per proibire, imporre e comandare affinché vinca la loro folle idea di una società senza famiglia. In tale ottica la crisi economica europea viene sapientemente gestita ed utilizzata come arma di persuasione verso i giovani che, spaventati dalle nere prospettive della recessione, rinunciano a fornare una famiglia e si rifugiano nella illusoria nicchia del single  a cui basta una minestra preconfezionata, un panino al bar accompagnato da una overdose di birra per essere felice. Il bombardamernto fiscale sulla casa è l’altra ganascia della tenaglia ideologica che mira alla distruzione della valenza patrimoniale della famiglia ed allo scardinamento di una società fondata sulla proprietà privata e sulla successione a favore di figli e nipoti. La famiglia, nelle sue implicazioni politiche, sociali ed economiche, è il nemico di questi irresponsabili fautori di un mondo orfano di essa. E’ una guerra dichiarata stando nascosti sotto falsi intenti liberatori e all’ombra di una pretesa discriminazione ai danni delle nuove categorie sociali rappresentete da omosessuali e transessuali. E’ una guerra che prevede l’uccisione dell’integrità individuale attraverso la castrazione psichica di regime e la condanna per milioni di bambini sani ed innocenti a vivere avendo per “genitori” due caricature numeriche e sessualmente indefinite. Dichiarare nullo il diritto di un bambino ad avere veri genitori naturali donna ed uomo è l’atto supremo del nuovo nazismo. I bambini, essendo minori ed indifesi, sono sotto la protezione della morale e del principio intoccabile della libertà, e nessuna legge, tantomeno alcuna sentenza, possono condannarli a morte psichica rubando loro la vita normale. Siamo in guerra ed il nemico della pace sociale e famigliare è in mezzo a noi mimetizzato trasversalmente e determinato a sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Siamo giunti ad una nuova “notte degli specchi” durante la quale, in un sabba di follia, verranno dati alle fiamme i diritti di ogni popolo, di ogni individuo, di ogni bambino a formare e vivere in  una società naturale di donne ed uomini la cui cellula sia la famiglia. Attraverso questa terza guerra mondiale i profeti del nulla vogliono costruire una società basata sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto indiscriminato, sulla eutanasia, sulla eliminazione della famiglia e della distinzione sessuale. Questo è il progetto, questi sono i caposaldi  del tempio, e le armi affilate della persuasione di massa e dello sfruttamento dell’ignoranza collettiva, tagliano a fette il futuro con grande soddisfazione del mondo anticristiano che già gongola per l’indebolimento ” dell’ impero d’occidente”  ed è pronto a saltargli alla gola.

IL MONDO CAPOVOLTO.

Un tempo esistevano il più e il meno, simboli di postività e negatività, che servivano a valutare l’ individuo dandone un giudizio complessivo ed una sua collocazione nella scala dei valori sociali. Onestà, capacità lavorative e attitudine allo studio, erano le doti sulle quali si cotruiva la persona e dimostrare di averne in abbondanza era un imperativo morale a cui ci si atteneva senza remore.  Poi venne il tempo degli zero, la rivincita sociale del meno che, definendosi vittima dello strapotere “razzista” del più, prese a delegittimarne l’ importanza per finire con il considerarlo l’ origine di tutti i mali della società.  Il più e la positività sono  così diventati fonte di discriminazione nei confronti del meno e la sottocultura dell’ appiattimento coniò il famigerato  6 politico, la grande falce che tagliava il merito, la qulità e il primato, per dare a tutti la stessa valutazione. E siccome le qualità ed i pregi, così come i difetti ed i limiti, non sono equamente distribuite, la spinta dal  e verso il basso ha cercato di eliminare l’ individuo, ideale prova vivente degli uni e degli altri,  per sostituirlo con la massa, monolite schiavo e simbolo dei valori medio bassi che ne garantiscono la conservazione nel limbo del collettivismo. Questa sistematica erosione e corrosione del più ad opera del meno ha investito tutti i livelli e gli spazi esistenziali. La famiglia, nucleo centrale ed embrione della società, è stata la prima a subire i colpi d’ ascia “riformatori” con o quali le è stata tolta l’ indissolubilità, la forza patrimoniale e il ruolo formativo. Oggi se non si hanno alle spalle almeno tre separazioni coniugali non si è a la page, se non si possono vantare compagni e compagne destinatari di miseri assegni divorzili con i quali i nuovi “sceicchi” frantumano il “ricco” stipendio da operaio o impiegato, per poi finire ad abitare nell’ utilitaria di famiglia, non si è uomini di mondo. Non vale più la capacità di conservare unita la famiglia, impresa più ardua che salvare una nave dai flutti del mare forza 12, ma vale la disinvoltura irresponsabile del farne e disfarne quante più si può, e per non far sentire in imbarazzo questi idioti del matrimonio usa e getta è stata coniata la categoria assolutoria di famiglia allargata. La scuola, altro istituto fondamentale del conflitto sociale fra il più e il meno, ha subìto la stessa sorte.  La si è svuotata dei contenuti selettivi del merito e l’ idiota, il bullo, il parassita per vocazione, sono saliti alla ribalta come soggetti degni di emulazione e di rispetto, mentre lo studioso, il serio ed il volenteroso, sono stati etichettati con l’ espressione, omnicomprensiva di ogni negatività, di secchioni. Il 6 politico e il “docente ignorante”  sono diventati i capisaldi della “nuova” scuola affrancata dal sacrificio e dall’ applicazione nello studio. Il mondo del lavoro è stato il terzo stadio del vettore che ha portato la nostra società nell’ orbita della disgregazione. Il lavoro, in senso lato, è passato da strumento di emancipazione economica ed intellettuale a condizione di servitù sociale imposta da un non meglio identificato “sistema”.  Essere ligi, svolgere le proprie mansioni puntualmente, è divenuto sinonimo di servilismo in luogo del mai accettato rispetto contrattuale.  Sabotare il lavoro, rubare ore di straordinario e materiale dell’ azienda, produrre falsi certificati di malattia per poi anadre a caccia o in settimana bianca, sciando oltre che sulla neve sulla testa del “sistema”, sono stati, e tutt’ ora sono, imperativi ideologici rispettatissimi.Come rispettatissimo e supertutelato è il nuovo comandamento così detto di genere che fa dell’ omosessualità la condizione naturale e culturalmente superiore, e dell’ eterosessualità uno stadio primitivo degno di TSO a base di elettrochoc e sedute psicoanalitiche normalizzatrici. Ora sentirsi dichiaratamente ed orgogliosamente maschio o femmina è considerato sintomo di conclamata sindrome involutiva, di incapacità di comprendere il percorso umano verso il non sesso. Dopo aver combattuto ed odiato la presunta distinzione “razzista”  fra normale ed omosessuale, oggi si vuole affermare che è normale solo l’ omosessualità e, di conseguenza, che chi non l’ accetta è un malato da riformattare secondo il nuovo verbo di genere. Cosa restava da fare per capovolgere totalmente il mondo? Capovolgere la legge ed il senso della Giustizia.  La sostanziale impunità di delitti contro la persona (specie se vittima è la donna), il perdonismo generalizzato rispetto a crimini commessi in condizione di abuso alcolico e di droghe, l’ esproprio dell’ abitazione lasciata temporaneamente incustodita consentito dalla palude di leggi burocratiche, stanno celebrando la fine del Diritto e la sua sostituzione con una giustizia amministrata secondo convenienze ideologiche e valutazioni personali. Da tutto ciò deriva il trionfo amminstrativo del brutto sul bello, dell’ idiota sull’ intelligente, del degrado sulla dignità. Questo mondo capovolto avrà breve vita perchè la follia cher lo governa lo porterà a compiere il gesto estremo dell’ autodistruzione convinto, come può esserlo soltanto un demente, di arrivare così alla propria totale “liberazione”.

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