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Eligio Bartoli
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Famiglia di Stato

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

LA DONNA FA PAURA.

Non è cosa di oggi. Le vergini sacrificate al servizio di caricature “divine” e i roghi medievali raccontano le gesta del bipede idiota maschio che nei secoli ha praticato, con la benedizione clericale sempre presente al fianco dei prepotenti, autentiche torture nei confronti della donna. La donna fa paura agli impotenti prepotenti,  ai cerebrolesi apologeti della superiorità maschile, per altro esclusivamente fisica e dovuta solo alla attitudine a maneggiare la clava. E questa paura è diventata terrore ai giorni nostri, nel tempo in cui la donna si è parzialmente liberata da una totale dipendenza economica e sociale. Il fatto di poter sbattere la porta in faccia al maschio padrone e andarsene, forte di reddito e capacità lavorative, ha mandato in follia (cioè ha accentuato lo stato di perenne follia) il maschio feudatario. Ed ecco allora lo scatenarsi di una nuova “crociata” contro la donna, alla quale partecipano anche “truppe” occidentali reclutate nei salotti buoni di un intellettualismo tanto maschilista da apparire sottilmente omosessuale.  Ovviamente l’ alleanza contro la donna è capeggiata da chi la odia da sempre e da sempre ne ha fatto l’ origine di ogni male e l’ oggetto di spietato rancore e di ancor più spietata violenza. Oggi la donna deve essere “rivestita”, ridisegnata secondo la miserabile architettura dell’ ignoranza e della paura. La  “Maya desnuda” deve essere messa al rogo le cui fiamme servono a rassicurare questi invertebrati, questi vermi,  illudendoli di essere invincibili guerrieri. A tale progetto, che potrebbe definirsi nazismo maschilista, stanno aderendo anche Nazioni occidentali improvvisamente ed inspiegabilmente spaventate, anzi terrorizzate dai capelli lunghi delle donne, dalle loro minigonne, dalla loro libertà ma, soprattutto, terrorizzate dalla attività dei loro due emisferi cerebrali. La donna fa paura perché, pur senza la forza fisica, riesce a prevalere sul guerriero del nulla, e la superiorità naturale, come la bellezza non posseduta, scatenano la reazione cieca e violenta di chi ne è privo. Il ritorno ai roghi e all’ inquisizione religiosa a cui l’ appecoronato Occidente sta attivamente e vergognosamente partecipando è la vera catastrofe sociale di questo inizio di millennio. Occidente e Oriente si stanno incontrando dando vita ad un connubio innaturale il cui fine è ricacciare la donna nel buio di una condizione di schiavitù e di assoluta sua disponibilità da parte del maschio. Perfino il suo primato naturale, poter essere madre, viene tinto di schiavitù attraverso l’ utero in affitto che la fa retrocedere da una posizione già frustrante di oggetto sessuale a quella di semplice incubatrice. Potere, denaro e forza fisica, cementati dall’ ignoranza, hanno originato un consorzio anti donna i cui effetti sul presente e sull’ immediato futuro saranno devastanti come devastante dovrà essere la guerra che libererà il mondo dall’ ennesimo e purtroppo non ultimo attacco dei cerebrolesi. Essa scoppierà nel momento in cui finalmente si comprenderà che sottomettere la donna significa sottomettere, anzi cancellare la cultura, la filosofia, l’ arte, la spiritualità, cioè gli elementi fondanti la civiltà. Pare proprio che l’ Occidente, malato terminale del morbo chiamato politically correct, debba toccare con mano questa catastrofe prima di ritrovare la ragione. E non è un caso che questo folle e molle Occidente sia guidato dalle corporazioni, strettamente connesse, della pedofilia, della omosessualità, dell’ anti cristianità e dell’ ateismo, rispetto alle quali la donna libera e l’ uomo liberato dalla paura della donna sono antitetici.

IL GERGO TOSSICO DEL POTERE.

Il culto della persona e l’ esaltazione della carica ricoperta è alla base della somministrazione, in dosi tossiche, della dottrina del Potere alle masse o mandrie governate. Punto centrale di essa è il lessico, o gergo, distintivi entrambi di due piani diversi di valenza umana e sociale: quello dei governanti e quello dei governati. Nell’ embrione di società rappresentato dal villaggio primitivo (diverso dalle attuali città e metropoli solo per dimensioni) il gran capo e lo stregone erano le “alte cariche dello Stato”  che incarnavano la legge, il tribunale supremo e anche il boia. Oggi, a dispetto del moltiplicarsi dei livelli di potere e governo, siamo ancora lì. Abbiamo le “alte cariche istituzionali”, il “primo cittadino”, la “corte suprema” e via “primeggiando” in ogni ansa del potere. Ciò dimostra come  secoli di commedie sociali e politiche siano passati invano e non sia stato minimamente intaccato il primitivo assoggettamento dei governati ai governanti. Questi sono passati indenni nel tempo chiamandosi ora grandi sacerdoti, grandi visir, re, imperatori, zar, ora presidenti di repubblica, di consiglio, onorevoli, senatori, assessori, portaborse, causando quella  mancata evoluzione sociale tanto bella da apparire chimerica: la Democrazia.  Così come i governati sono rimasti a livello di masse popolari politicamente analfabete, volgo, folla, in sisntesi ciò che Grazia Deledda pietosamente chiamava “Canne al vento”. La decenza sociale ed un minimo di progresso culturale oggi impongono che vengano cancellati questi simboli di attuale preistoria. Basta col “Primo cittadino” che altro non deve essere se non la persona posta dai suoi concittadini al governo della città e non su di un trono di superiorità. Basta con questa alienazione totale tipica del primitivo che trasforma un tronco in Totem e poi lo adora prostrandosi davanti ad esso. All’ umanità, in quanto dotata di anima, è prescritto l’ obbligo di liberarsi dai riti tribali e dall’ osservazione delle viscere di animali per comprendere la realtà. Ad essa è richiesto di volare alto sulle miserabili caste, corporazioni e fazioni, tutte mascherate e bardate come per un eterno ed assurdo carnevale. Non ci sarà progresso, non ci sarà evoluzione fin quando bocche-cloache  vomiteranno espressioni come “primo cittadino”, “alte cariche dello stato”, “cittadino comune” e “uomo della strada”. E’ questo gergo idiota che va tolto di mezzo insieme ai privilegi personali, moralmente scandalosi, che introduce ed istituzionalizza. Sono questi Totem scolpiti da ognuno di noi attrraverso il voto elettorale che vanno cancellati e ricondotti alla loro natura di mandatari di un Ufficio pubblico di cui rispondere e, in estrema sintesi, di dipendenti pubblici. La cultura, la libertà e la democrazia non hanno bisogno di padrini, di grandi sacerdoti che li dispensino dall’ alto di quella poltrona che anche l’ ultimo analfabeta consigliere comunale riesce a far diventare un trono. Il gergo dei “primi”, dei “supremi”, degli “alti” e dei “massimi”, è la zavorra nauseabonda che impedisce all’ umanità di volare con le ali della cultura e di realizzarsi.

GENOCIDIO STRISCIANTE DEL POPOLO ITALIANO.

La sfrontatezza del provocatorio atteggiamento partigiano, a favore di extracomunitari e clandestini invasori, ostentata da una classe politicante appecoronata davanti al totem del “diverso” dimostra ogni giorno di più come il suo vero obbiettivo finale sia la cancellazione dell’ etnia italiana. Pare che una sorta di sordo rancore contro di essa, forse dovuto a quelle radici cristiane ed individualiste che hanno impedito l’ avvento del comunismo sovietico, ispiri questa folle apologia dell’ immigrato che, guarda caso, spesso è anti cristiano o proveniente dai “paradisi democratici comunisti” e dunque già programmato e normalizzato. Milioni di italiani, che hanno lavorato e prodotto per decenni Pil e ricchezza nazionale, non si sono mai potuti permettere vacanze in perle turistiche come Recoaro Terme, Fiuggi o alberghi a 5 stelle fronte mare. Si sono dovuti accontenatre di più o meno modesti campeggi e pensioncine, di una casa popolare pagata con mutui ventennali e dell’ ansiogeno esercizio di bilancino economico per approdare, col fiato corto, alla fine del mese. Un popolo, in maggioranza di lavoratori, già martoriato da quella fetta di esso composta da parassiti politicanti, da sanguisughe burocratiche che ne hanno avvelenato la vita, oggi si trova a dover lasciare il posto a tavola ai nuovi privilegiati portatori di miseria culturale, malattie e arretratezza sociale. La donna italiana, giunta al diritto di voto solo nel secondo dopoguerra e liberatasi col sangue dal delitto d’ onore, viene spinta oggi, da una sinistra che ha “opportunamente” dimenticato il feticcio politico della festa della donna dopo averne fatto il vessillo post ’68, verso la sottomissione di matrice pseudoreligiosa e tribale. La Famiglia viene costretta nel gorgo del disfacimento attraverso sue miserabili caricature imposte dal “progresso dell’ ignoranza e della follia”. La scuola è stata spogliata del suo ruolo didattico e culturale e trasformata in luogo di normalizzazione ideologica a favore di modelli contro natura dettati dai sacerdoti della pedofilia e della omosessualità. Una società, che la Costituzione ha voluto fondata sul lavoro e sulla libertà tutelati dal suffragio universale, sta per essere trasformata definitivamente in una palude cubana fondata sulle tasse e sostanzialmente privata del suo Parlamento. La lingua italiana è relegata a gergo per sottoacculturati e spazzata via da neologismi stranieri e da acronimi demenziali fatti assurgere a nuovo verbo collettivo. L’ italiano che perde il lavoro a causa della voracità fiscale di uno Stato divenuto vampiro e che ha stroncato l’ economia è costretto alla miseria, alla solitudine e troppo spesso al suicidio; l’ immigarto, il clandestino, l’ infiltrato terrorista e altra ciurmaglia varia, sono invece ospiti serviti di tutto punto in Hortel a 5 stelle, Resort e case nuove, con aggiunta di vitalizio mensile  e licenza di gettare con disprezzo il cibo ricevuto e pagato dall’ italiano in difficoltà che spesso è costretto a saltare i pasti. Il tutto con la benedizione “solo orbi” di Santa Romana Ecclesia. L’ Italia è caduta in una dimensione da incubo sociale nella quale onore, rispetto dei principi e della spiritualità, sono stati sostituiti dalla prostituzione intellettuale e politica, dal dominio di leggi incostituzionali e dalla negazione dell’ anima. L’ ateismo di maniera, tanto caro agli snob idioti che da sempre lo hanno usato come distintivo da affiancare alla erre moscia, alla laurea e all’ aspetto fisico prevalentemente mostruoso, ora viene imposto per legge attraverso l’ eutanasia, l’ aborto indiscriminato e la voluta assuefazione ad ogni tipo di barbarie, sia essa la crocifissione, la decapitazione, gli stupri di massa e la devastazione di menti innocenti attraverso i miserabili teoremi così detti gender. Sono queste le perle di un nodo scorsoio stretto al collo dell’ italiano, le forche caudine sotto le quali esso deve perdere la sua italianità, la sua cultura discendente dall’ Antica Grecia e figlia dell’ Antica Roma. Perdere l’ identità per diventare numeri fiscali, servi della legge e orfani del principio. Forse solo la prima guerra mondiale di liberazione ci salverà dallo stupido nazismo di questa miserabile classe politicante.

EUTANASIA DELLA DEMOCRAZIA.

L’ Italia, risorta dalle macerie del fascismo, si era trionfalisticamente autodefinita Repubblica Parlamentare nel chimerico auspicio di immunizzarsi contro un altro morbo totalitario. Così non è andata e dopo una inarrestabile cancrena proveniente dal basso, come direbbero i puristi del politichese “per via consigliare”, la sinistra, cioè il comunismo opportunamente travestito da social democrazia, è giunta al potere totalitario e oggi occupa sia l’area governativa che quella di opposizione. Infatti il ruolo interpretato dal centro destra residuale è solo una macchietta, silenziosa quanto sterile, di opposizione essendo questa compagine miserabilmente impegnata in dispute interne e tradimenti a ripetizione. Ma torniamo al comunismo attuale che recita, come Arlecchino, la commedia del servo di due padroni: serve il potere centrale che fa leggi distruttive per l’ economia e la società e serve la piazza con finte manifestazioni di dissenso pilotato contro le medesime leggi.  Risultato: un sempre maggior numero di “sinistre” soggiocano la politica, sterilizzano il Parlamento e minano le fondamenta della Democrazia. E’ un meccanismo perverso che si avvale della instancabile opera di magistrati militanti tesa ad intimidire il contrasto politico da parte di un centro destra infarcito di riciclati e riciclatori dei riti della prima Repubblica. Grazie a tale spiegamento di forze la sinistra è riuscita ad occupare tutte le cariche istituzionali, la stanza dei bottoni e l’ opposizione, seppur di facciata. Ergo l’ Italia è precipitata in una “dittatura parlamentare” che sforna leggi liberticide e incostituzionali  con il silenzioso bene placito di una Corte Costituzionale che appare orientata politicamente. Da questa caotica fucina infernale escono mostruosità legislative come la ipertassazione dei risparmi e della casa, la distruzione dell’ etnia italiana e l’ assoggettamento ad una Unione Europea che considera il nostro Paese ne più ne meno che un Burkina Faso. L’ eutanasia della democrazia è iniziata dal 1968 con lo scardinamento della scuola, è proseguita con quello della famiglia ed ora punta diritta, per la sua fase finale, sulla frantumazione dell’ identità nazionale tacciando di razzismo e perseguendo chiunque voglia rimanere italiano. Ad ulteriore supporto di questa strategia i media, fra i quali spicca la televisione di Stato finanziata con il pizzo canone, diffondono l’ immagine di un Paese dove tutto è di sinistra, dove non ci piò essere dissenso, dove non si può  pronunciare la parola negro ma si deve accettare di essere ammazzati a picconate da un negro, dove sei schedato come un evasore se ti concedi una crociera, dove devi lavorare quasi solo per pagare le tasse e morire nei pronto soccorso ospedalieri perchè i medici, figli dei “rivoluzionari sessantottini”, non sanno distinguere un infarto da un’ ernia iatale.  Trionfa  dunque l’ apologia dell’ inavasore, sia esso la marea zingara che quelle africana, esteuropea o mediorientale. Case e città in mano a clandestini invasori coccolati come primogeniti maschi dalla sinistra, qualità della vita scesa a livello delle fogne rumene, violenza e criminalità a livelli soffocanti e tolleranza, al limite della connivenza, per i delitti commessi da clandestini, in sostanza caos totale.   Questa è l’ Italia della sinistra che vuole la famiglia di Stato e i figli di nessuno da lobotomizzare fin dall’ asilo. E’ contro questa Italia-Corea del Nord che deve nascere un nuovo risorgimento patriottico, culturale ed economico, del quale si facciano portatori l’ imprenditoria indipendente dal liquame politico, l’ intellighenzia non appecoronata e non prostituita alla tessera rossa, la Chiesa cattolica e cristiana liberata dai pedofili, dagli omosessuali e, infine, la famiglia naturale, cellula vitale di una società civile che bandisca i crimini di genere contro l’ infanzia progettati e perpetrati dal fanatismo settario della sinistra. In assenza di ciò sarà guerra civile e distruzione totale.

PASSIONE OMOSESSUALITA’-ATEISMO.

Ancora da “Il Giornale” del 10/3/2015. La notizia è di quelle che definiscono l’ abissale livello della corrente di “non pensiero” o, se si preferisce, del pensiero (?) unico imperante fin nei sobborghi periferici della sinistra.  A Bologna prende forma il primo “punto di sbattezzo” quale edificante prodotto delle laboriose officine del nulla, sempre immuni da cassa integrazione e feudo dell’ immobilismo culturale rosso. Ma il fatto rivela tutta la sua portata “rivoluzionaria” solo dopo la scoperta dei suoi elevati ideatori: la corporazione omosessuale e quella atea, unite in un connubio rivelatore di insospettate sinergie fra negazionisti della verità. A prima vista appare un sodalizio strano e innaturale, al pari delle così dette unioni omosessuali, ma, grattando con l’ unghia della razionalità la sempre viscida vernice del politicamente corretto, emergono fondamentali punti di contatto fra queste due “professioni di non fede”. La base comune è data dalla negazione di Dio e dell’ ordine naturale da Lui creato e, a legare queste due “superiori intuizioni” di vati intellettuali è la superbia, tipica degli incapaci, che pone al centro del Creato l’ uomo inteso come intestino e sua parte terminale. L’ impresa ciclopica da compiere in questo “punto di sbattezzo” è rinnegare l’ adesione alla dottrina Cristiana sancita dall’ impegno di genitori, padrini e madrine, preso per conto di chi è venuto al mondo. E qui emerge la prima attitudine di quelle persone che si proclamano progressiste: l’ incapacità di tener fede ai propri impegni morali. Lungi dall’ essere segno di emancipazione esso infatti altro non è che l’ ennesima fuga dalla sacre responsabilità e finalità insite nella nascita di ognuno di noi. E perchè allora non rinnegare anche il cognome e la discendenza? Pensare di poter sfuggire alla missione morale, religiosa e sociale, tramite il semplice “sbattezzo” equivale a pensare di poter cancellare le rughe del viso modificando la data di nascita. E ciò è tipico di chi è in conflitto totale con la ragione e la razionalità, pur sbandierandole come propri vessilli di superiorità: l’ ateo. L’ omosessuale, in cerca di blasone filosofico ed intellettuale, si associa all’ impresa pensando che negare Dio e l’ ordine naturale biologico possa servire ad affermare la follia del disordine cosmico del “non genere”. Il progetto demenziale postula che l’ erbivoro diverrà carnivoro, che la forza di gravità cesserà di esistere, che il mare sostituirà il cielo e l’ orifizio anale la bocca. Nel punto di “sbattezzo” prende forma quel bullismo originale che ha fatto del genere umano lo stesso idiota guerrafondaio, criminale, ladro e violento, dalla sua comparsa fino a questi nostri tristi giorni. Bologna, punta avanzata ed emergente di quell’ iceberg settario della sinistra che affonda le navi della razionalità, del rispetto e della morale, grassa di cucina e di scandali di partito, si accredita come terra della “liberazione” dal Battesimo, come avamposto della nuova “religione” che nasce dalla eliminazione fisica della RELIGIONE CRISTIANA. Per l’ ideologia riclassificatrice comunista basta cambiare nome alle cose ed il “progresso progressista” è fatto: così  lo spazzino diventa operatore ecologico ma sempre di immondizia si occupa, lo storpio diventa diversamete abile ma sempre zoppo resta, il disoccupato diventa inoccupato ma sempre senza lavoro rimane. Per essa chi si “sbattezza” diventa libero e si monda di tutto ciò che gli impedisce di esserlo, al pari dell’ indigeno che ricorre allo stregone e questi gli infila una pietruzza colorata fra le natiche per fargli vincere la paura del fulmine. Quanti milioni di italiani hanno quella pietruzza colorata fra le natiche! E quanti stregoni, con vitalizio e tessera di partito, se la ridono dei tanti aspiranti “sbattezzati”! L’ ateo è solo con le sue elucubrazioni ed i suoi deliri di grandezza basati sulla mera casualità chimico fisica che ne ha decretato la nascita, l’ omosessuale è solo nella disperata impresa di spacciare una semplice e conclamata malattia (curabile) come condizione per l’ affermazione del nuovo e assoluto “non genere” sessuale. La superbia è madre prolifica e genera dispetti dellla natura convinti di rappresentare la perfezione, e il politicamente corretto opportunisticamente li associa. Tremende tempeste all’ orizzonte!

A PROPOSITO DI MATRIMONIO.

La sottocultura imperante, che ha nella distruzione del matrimonio e della famiglia naturale la sua miserabile ragione d’ essere, ha convinto gran parte della società (in)civile della inutilità e pericolosità di questi due istituti. La macchina del non genere si è messa in moto da decenni e guidata da pedofili, omosessuali e filosofi da sottoscala, intende travolgere l’ ordine naturale di ogni società sostituendo al matrimonio naturale ed eterosessuale una serie di caricature ideate per soddisfare ogni esigenza di autorealizzazione. Il teorema è che il matrimonio naturale è sbagliato, è una prigione con insopportabili sbarre morali e dunque è legittimo crearsene di alternativi, on demande, sia per tipo che per durata e finalità. Siamo quindi scaduti al livello dei bulli di scuola  che non sopportandene gli impegni ne vagheggiano una senza materie da studiare, aperta all’ aggregazione della droga, al sesso in classe, con diploma finale dopo corso  breve ma intensivo in deficienza pura. Se non fosse che questi mentecatti “riformatori” del matrimonio e teorizzatori di sponsali fra rubinetti e lavandini, fra sgabelli e tavolini ecc, agiscono su preciso imput ideologico della sinistra, nemica del matrimonio patrimoniale, verrebbe voglia di perdere qualche minuto e spiegare il perchè di tanta avversione, di tanta paura e di tanti comodi cedimenti davanti all’ unico modello di unione voluto dalla natura ed odiato dall’ ignoranza.  Ma per fare un dispetto ai buonisti profeti del degenere spreco un po’ del mio tempo. In estrema sintesi la risposta ai mille perchè sul matrimonio è che il genere umano, più maschile che femminile in verità, non è all’ altezza dell’ impresa. Può sembrare banale ma non lo è. Come tutte le cose a portata di mano, ad esempio la facilità biologica di fare figli, esso non richiede il possesso di particolari doti per essere praticato. E’ sufficiente deciderlo, con consapevolezza generalmente vicina allo zero, ed il gioco è fatto. Per esso non si studia, non si deve sapere nemmeno in cosa consista, basta la maggiore età anagrafica e nulla importa se il quoziente di intelligenza sia mancante o latitante. Poi “arrivano” i figli e quì si raggiungono le vette di un fai da te dagli esiti tragici.  Siamo noi, gli attori della commedia, ad essere impreparati e non il testo della commedia ad essere indecifrabile. E’ come se non esistessero selezioni per aspiranti astronauti e, pagando un modesto biglietto, chiunque potesse pretendere di viaggiare fra le stelle. Ma la forza di gravità dell’ ignoranza, della prepotenza, della follia gerarchica che detta ruoli, pesi e privilegi, scombussola  tutti i sogni “eterni” iniziati quasi sempre con plateali lune di miele transoceaniche e cerimonie nuziali da favola. Ecco, appunto, è la forza di gravità di menti mai  arate dal vomero della cultura, del rispetto e della sensibilità   che impedisce all’ astronave di guadagnare le orbite della felicità coniugale. Non è colpa della zappa se ce la si dà sui piedi.

PEDOFILIA DI STATO.

Le tragiche notizie,  riportate da Il Giornale del 14/11/14,  provenienti dalle cittadine tedesche di Eslohe e Borken in merito alla miserabile applicazione delle pazzesche dottrine didattico-sessuali, fuoriuscite dalla fogna burocratica che controlla e governa la UE,  gridano vendetta. Quando le prime avvisaglie di quella che appare  una strategia pedofila di Stato, anzi di Unione Europea, si diffondevano fra i media l’ incredulità superava di poco la paura che poi se ne facesse qualcosa di serio ma oggi, che le zelanti strutture scolastiche teutoniche mostrano i muscoli nel volerla applicare alla lettera, è doveroso reagire e denunciare l’ infamia che si sta compiendo ai danni della famiglia, dell’ infanzia, della natura, della cultura e della libertà.  Non è un caso che sia proprio da questa Nazione, mirante da sempre al dominio dell’ Europa,  che ha nel suo Dna storico l’ inclinazione a guerre mondiali (senza dimenticare il “nonno” pacifista Ottone di Bismark e i natali di un certo altro “pacifista”  Carlo Marx) che si propaghi e si imponga il nuovo verbo della pedofilia legalizzata ed istituzionalizzata. Dunque è in questa Nazione ipertecnologica, ipernazionalista, iperpresenzialista sul palcoscenico internazionale ed ipernarcisista, che si realizza il mostruoso progetto della nuova razza umana senza sesso e della cancellazione della natura. I “soloni”  della pedofilia didattica hanno cominciato con miserabili “lectio magistralis” fatte per immagini sconce e ributtanti, stuprando la mente dei poveri martiri scolari, poi procederanno con lezioni pratiche, magari nelle ombre del doposcuola, per infine legalizzare la pedofilia attraverso “seminari” aperti agli adulti maniaci che sembra non aspettino altro. La furbizia, anch’ essa miserabile, di questo che, da tempi non sospetti anche dal punto di vista editoriale, ho definto il quarto Reich, sta nell’ aver eliminato il filo spinato percorso dall’ alta tensione per confezionare il nuovo modello di lager per l’ umanità.  Ora l’ internamento è giustificato dalla crescita verso la modernità di pensiero, verso la “tutela” dell’ omosessualità tramite l’ eliminazione dell’ eterosessualità, alla quale tocca oggi il ruolo che fu degli ebrei nel terzo reich. Questa volta la follia manifesta dei pedofili, riuniti in una corporazione vergognosa e da voltastomaco, ha superato ogni limite tollerabile e l’ imposizione coatta di questi orrendi festini didattici per maniaci deve essere fermata da una sollevazione, da una feroce rivoluzione dei genitori, dell’ Unicef (se ci sei batti un colpo) e di tutti quegli organismi non ancora contaminati dal cancro del politicamente corretto, il sommo tutore della pedofilia e della omosessualità. Imporre crudi scenari sessuali a bambini indifesi nella loro santità significa traviare e sconvolegere per sempre menti in formazione, significa calpestare fiori appena sbocciati per farne materiale con cui alimentare la centrale a biomasse di moda,  quella della negazione della normalità. Fabbricare omosessuali su larga scala è come aver voluto tentare di fabbricare la razza ariana e credo che, come allora,  sarà necessaria la vera terza guerra mondiale per spazzare via questo liquane ideologico del non genere. Se questa, insieme a quella vile dello spread made in Deutschland, è l’ Unione Europea allora si impone un immediato dietrofront verso la civiltà e il ritorno ad una vita di princìpi libera dalle leggi, dal faraonico ed inutile Parlamento europeo ma con il rispetto per l’ individuo fin da quando questi è un bambino e dunque moralmente e fisicamente intoccabile. Al grido di “giù le mani dei pedofili di Stato dai bambini” deve scoppiare la guerra delle coscienze contro l’ aberrazione progettata da questi mostri e, se necessario, essa non si dovrà limitare alle parole ma dovrà rispondere alla ignobile aggressione con una reazione totale. Burocrati e folli teorici  della nuova aberrazione, “figli di Menghele”, sarete disintegrati dalla civiltà e dalla storia e di voi non resterà che il lezzo di una eruzione della follia da menti  malate.

LA LIBERTA’ DELLA FOLLIA.

Il misero bipede si cimenta ogni giorno nel gioco idiota della rivoluzione di sè stesso, del mondo e dell’ ordine naturale delle cose.  E’ così incaponito e ottuso nel voler lasciare il lezzo del suo segno in ogni secolo che non vede altro scopo nella vita se non la negazione di essa. Nello straripante menù di violenze di cui si nutre ha aggiunto il piatto forte della negazione dei sessi e, istericamente come un tossico in crisi di astinenza, li rinnega in favore dei miserabili “generi”.  Non più donne e uomini ma entità non meglio identificate, non più sessi ma solo numeri. La mutazione sessuale è comandata da quei pazzi che affollano la stanza dei bottoni di ogni Nazione dove si esercita un potere gemello del terzo reich di hitleriana memoria. La variazione sul tema è, semplicemente, non più una razza padrona del mondo ma il trionfo degenere del non genere e l’ abolizione della normalità quale espressione “razzista” che osa distinguere ed attribuire primati al femminile e al maschile.  Il mito intoccabile di oggi è l’ omosessuale elevato a dio. Chi non lo è non è, non conta.  Il ribaltamento della Ragione è tale che il deretano diventa cervello in un’ ottica di potere assoluto garantito dall’ assenza totale di donne e di uomini. L’ impero futuro fonderà la sua potenza sulla sparizione di eroi, di gladiatori, di donne e uomini orgogliosi di essere complementari e di essere le scintille che generano la vita. A chi giova questa degradante rivoluzione che passa attraverso lo sterminio dei sessi? Giova a quei ristretti circoli del “governo” mondiale che vedono nella famiglia naturale, ed unica legittimata a fregiarsi del titolo, l’ ostacolo alla egemonia delle oligarchie, le quali hanno bisogno di schiere di invertebrati da manipolare ed utilizzare a fini di lucro e potere.  La normalizzazione è violenta, martellante, pedofila e maniaca. Non ha alcun rispetto per i valori fondamentali dell’ infanzia e brucia,  come in un’ altra tremenda notte degli specchi, i sacri testi della Giustizia, della Morale, della Libertà autentica, sostituendoli con quello squallido e miserabile del pensiero unico che pretende di  elevare la “libertà della follia” a dottrina ufficiale della fuga dalla coscienza. Fiumi di sangue scorreranno prima che l’ umanità la ritrovi e si liberi dalla “libertà della follia”.

GAY SPOT.

L’ advertising sembra essersi totalmente votata al ruolo di seconda linea propagandistica  accodandosi a quella scia ideologica fatta di “pensatori del non genere”, di politicanti furbi ed opportunisti, di guastatori e nemici, a prescindere dalla più elementare analisi logica e dell’ equilibrio sociale, che nella sua “follia creatrice” vuole ridisegnare la nuova umanità. L’ offensiva mediatico-pubblicitaria è in pieno svolgimento secondo l’ imperativo assoluto di imporre il non genere come elemento dominatore sulla ormai superata dicotomia eterosessuale femmina maschio. Assistiamo quindi alla sistematica trasmissione di messaggi pubblicitari veicolati (e veicolanti) dalla apologia normalizzatrice omosessuale. Così Penelope Cruz, a differenza della non “aldomovarizzata” Uma Thurman che l’ ha preceduta nello spot,  noiosamente eterosessuale,  della stessa bibita, ammalia con uno sguardo irresistibilmente magnetico la “cerbiatta” in spasmodica attesa del “sacrificio saffico”.  Meno male che lo spot si risolve con la vittoria schiacciante del simbolo fallico (la bottiglia) sensualmente avvolta dalla mano di una rinsavita Penelope e del suo ironico “ma che vi aspettavate?”.  Non meno manieristica e penosa è quella mano maschile (?) che si adagia carezzevole e viscida sull’ altra mano maschile (???) appoggiata alla tastiera del computer mentre “naviga” in cerca di un hotel per vacanze e lune di miele (sintetico)  ideologiche. Ma il cuoco improvvisato, che stupisce e conquista la improponibile suocera e madre del suo “compagno” con manicaretti degni della migliore casalinga stereotipata, rappresenta ad oggi l’ apice di una propaganda dottrinale che fa accapponare la pelle e fa ombra alle più mostruose campagne di normalizzazione  tristemente conosciute nella Storia.  Siamo nel bel mezzo della costruzione (attraverso la distruzione) di una società di macchiette, di caricature, che tentano di tradurre in “omosessualese” una realtà vissuta fino ad oggi in “eterosessualese”. Questi venditori di fumo antropologico tentano di apporre il bollino blu della normalità su “prodotti sociali” frutto di contraffazione ideologica, sterilizzando il contraddittorio scientifico e culturale con la  autocertificazione di fatto, con la scomunica per razzismo sessuale contro chi non si appecorona al nuovo (dis)ordine, con la censura di qualunque espressione di dissenso che minacci il nuovo corso. La “terza via”, come fuga dalla coscienza, dalla responsabilità di costruire il riscatto dell’ umanità, dall’ obbligo di dare risposte a domande che la impegnano e la costringono a definirsi come espressione di Dio,  appare oggi come il nuovo paradiso esclusivamente terrestre o meglio, terreno. Contestualmente a ciò l’ abbassare l’ asticella della cultura universale a livelli rasoterra è comodo e opportuno oltre che apparentemente gratificante. Così si accontenta l’ incapace, il parassita ed i suoi sfruttatori, e si realizzerà il sogno di un mondo mediocre e miserabile, una sorta di discoteca planetaria dove trascorreranno la vita dimenandosi come invasati bamboccioni e bamboccione di ogni età, sospinti dal rumore del caos sociale e morale che, alle loro disabilitate orecchie, sembrerà musica.  Corpi come vuoti a perdere si frantumano già oggi baloccandosi fra droghe, alcool e violenze inaudite di branchi idioti il cui quoziente intellettivo è appena sotto la crosta terrestre. Analfabeti inconsapevoli, schiavi del tempo e dello spazio, cicale imbecilli che bruciano stagioni di vita all’ inseguimento di un tatuaggio totale che li illuda di essere qualcosa più del nulla. Scarti umani che servono ai furbi dell’ ideologia per vivere da nababbi, carne da macello per la ricca mensa dei politicanti, dei profeti della liberazione del corpo dall’ anima, dei nuovi schiavisti che per catturare le loro prede le abbagliano con la falsa luce dell ‘edonismo totale. Questi sono già oggi i nuovi popoli della Terra.

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