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evasione o mazzette quale delle due è peggio?.

MISERIA SENZA NOBILTA’.

L’ Italia di oggi appare come il classico e penoso nobile decaduto che invece di rimboccarsi le maniche e decidersi, una buona volta, a lavorare preferisce vendere (anzi, svendere) gli ultimi gioielli di famiglia e continuare a vivere da ricco pur non essendolo ormai da molto tempo ed avendo inequivocabili pezze al sedere. La vendita di aziende strategiche come Finmeccanica, Eni, Enel, Fincantieri, è l’ ultimo inconsulto rantolo di irresponsabilità politica e, al contempo, il segno tangibile, se ve ne fosse ancora bisogno, della incapacità congenita mostrata dalla casta politicante di affronatre il problema del debito sovrano da essa stessa creato in decenni di follia politica. Li chiamano  “asset”, si pavoneggiano sventagliandosi come vecchie zitelle con frasi ad effetto ed annunci di immaginari avvistamenti di bagliori di luce in fondo al buio assoluto del tunnel recessivo in cui ci hanno infilato. Questi gioielli sono invece la nobiltà dell’ epoca post bellica  che ha consentito ai calcinacci d’ Italia di diventare una potenza economica. Facciamo una domandina semplice, tanto semplice che possa essere capita anche da questi pretesi Premier, da questi pretesi Ministri economici che con la loro pochezza certificano di essere veramente…economici. Una volta racimolati questi 12-15 miliardi di euro con la svendita di quel che resta dell’ Italia industriale e finanziaria, che saranno divorati in un solo semestre dal mostro a 20 teste (quante sono le Regioni) del “Disservizio Sanitario Pubblico”, cosa faranno? Dopo aver sparato l’ ultima cartuccia come pensano d difendere l’ Italia dall’ assedio di un’ Europa sempre più a trazione tedesca? Venderanno Venezia ai Tahilandesi, Roma ai cinesi, la Sardegna agli “oligarchi” russi e Firenze a qualche sceicco itinerante? Tutta questa nobiltà sarà venduta per tornare finalmente alla miseria pre-risorgimentale (per la popolazione) e per mantenere intatti i vergognosi compensi dei burocrati impiegati statali di alto bordo “depositari” della “scienza amministrativa e giuridica”? Invece di rimboccarsi le maniche e ridurre, a cominciare dai propri scandalosi ed incivili privilegi, un costo statale inaudito, questa casta di incompetenti svende lo Stivale al peggior offerente. E dopo? Quale ricetta miracolistica ha in serbo la medesima banda di avventurieri che senza pudore ha tassato l’ economia reale con la sensibilità della ghigliottina e ridotto, in due anni, l’ Italia in fin di vita? Lo scandalo continuo delle ruberie politiche centrali e periferiche, in cui si dilettano i pepponi di ogni colori partitico, rappresenta la miseria di una Nazione rimasta senza nobiltà, e la cui classe dirigente è pronta a chinare la crapa di fronte a qualsiasi valuta starniera ed ancor più pronta ad aprire le gambe per pochi spiccioli pur di non lavorare. Siamo ormai  una Nazione saccheggiata, dove ognuno pensa per sè, dove uno Stato famelico costringe gli imprenditori a delocalizzare le aziende, dove chiunque venga ha il potere di dettare legge ed imporre la propria religione e la propria cultura (?), dove un silenzioso e serpeggiante “si salvi chi può” sta desertificando quello che fu il Bel Paese lasciandolo in miseria e senza più alcuna traccia di nobiltà.

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