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Eutanasia della democrazia.

LA PESTE BUROCRATICA.

Il decadimento mentale del singolo individuo, che assume rilevanza nazionale con il decadere della legge a succube  braccio amministrativo, è dovuto al dominio della burocrazia, cioè della quintessenza dell’ idiozia umana. Il burocrate è la negazione dell’ uomo filosofo, ragionatore, critico e fantasioso. In sintesi è la negazione dell’ intelligenza. Esso si pone al servizio dell’ appiattimento sociale,  è l’ ottuso sergente dell’ omologazione del pensiero, è il servo viscido delle dittature. E’ una comparsa che ambisce al ruolo di protagonista attraverso l’ eliminazione di questi. Burocrazia è mancanza di autogoverno della persona, è la montagna di norme che schiaccia la libertà quotidiana, è la nevrosi regolamentatrice tipica delle menti inferiori incapaci di concepire pensieri e che, giocoforza, ad essi oppongono regole e cavilli, pastoie e cervellotici labirinti normativi.  La decadenza generale che stiamo vivendo origina dalla burocrazia e di essa moriremo se l’ individuo pensante non si ribellerà al sistema burocratico che lo vuole incapace di pensare, sottomesso alla regola e privo di iniziativa.  Il burocrate è colui che appone sul flacone del detergente per pavimenti l’ etichetta altisonante di “presidio medico chirurgico” soltanto perchè nelle quote degli elementi costituenti si dice che svolga azione disinfettante.  Ora, la convinzione che i pavimenti soffrano di patologie tali da rendere necessario l’ impiego di “presidi medici chirurgici”,  può “germogliare” solo nella desertica crapa di un burocrate maniaco delle etichettature. Proprio come lo erano i nazi-comunisti che “denominavano” le vittime nei loro campi di concentramento con etichette alfanumeriche incise sulla pelle. Il burocrate è colui che attribuisce ad un detersivo per lavapiatti o lavabiancheria una “tecnologia” per combattere unto e macchie in luogo di un semplice processo chimico dovuto all’ azione di sostanze presenti nel prodotto. Sarebbe allora tecnologia anche l’ azione del disseccante cosparso sui campi in agricoltura. Il burocrate è quel pazzo che arriva ad immaginare la classificazione della famiglia in genitore 1 e genitore 2, procedura da estendere poi ai figli che se saranno maschi saranno tutti 1 e 2 se saranno femmine. Il burocrate è quel cretino che arriva a negare i due sessi affermando che trattasi di distinzione anti democratica e discriminatrice nei confronti di chi in essa non si riconosce.  E’ lo stesso che affermare che non esiste solo la Terra e il Cielo, o l’ acqua e il fuoco, ma che esistono stati fisici intermedi di essi: “fuocoacqua o Terracielo”, limbi nei quali “sicuramente” si può collocare chi è diverso.  E’ patetico vedere come questi idioti burocrati tentino di eludere la realtà per etichettare “nuovi” prodotti della natura come ad esempio gli omosessuali, che altro non sono se non maschi e femmine con anomalie psicofisiche che impediscono loro la “fruizione” (detto in burocratese)  naturale della sessualità. Il burocrate idiota va oltre la irrazionalità e si diverte a prendere per i fondelli chi è colpito da menomazioni fisiche. Ecco allora emergere dal liquame lessicale ideologizzato del burocrate espressioni come “normodotato” per indicare persona sana e normale, “ipovedente o non vedente” in luogo di cieco che appare politicamente scorretto, “ipodotato, portatore di handicap” per non dire paralitico o zoppo. In questa forsennata rincorsa alla negazione dei concetti di normalità e sanità il burocrate, sempre più cretino, pone in atto il bluff della “normalità” della anormalità, nella delirante convinzione che le infermità fisiche scompaiano semplicemente negandone l’ esistenza.  Coloro che ne soffrono sanno bene che non è così.  Nel teatrino dei burattini politicamente corretti vanno in scena raccapriccianti commediole ideologiche che poi opportunamente e prontamente vengono tolte dal “cartellone” per far posto ad un’ altra categoria più remunerativa per la tasca ed il seggio, ad esempio gli immigrati. Costoro d’ improvviso diventano rifugiati, richiedenti asilo politico e dunque burocraticamente intoccabili. Nuovi soggetti rispetto ai quali piegare la democrazia, l’ uguaglianza giuridica e la libertà personale, a basse e corrotte logiche di bottega. Tutti  valori che  devono scomparire per far posto all’ immigrato, rifugiato, richiedente asilo, che ha il diritto di viaggiare senza pagare il biglietto, ha diritto di stuprare perchè nei villaggi d’ origine si fa così, ha diritto di occupare case lasciate momentaneamente incustodite dal legittimom proprietario. Ha il diritto ad una paghetta quotidiana da finanziare con i soldi dell “Stato sociale” che così deve chiudere i rubinetti per gli italiani.   Tutto ciò è l’ affare del secolo per i partiti della non politica, per le cooperative catto-comuniste e clerico-comuniste. Miliardi di euro che transitano attraverso le maglie larghe del buonismo per finire, in gran parte, nelle tasche di faccendieri, burattinai e burattini. Il burocrate sguazza nel buonismo burocratico ed elargisce perfino servizi di assistenza psicologica a mani basse a questa immigrazione selvaggia rendendola pulizia etnica in danno dell’ Italia e degli italiani. Burocrazia erba parassita e peste sociale.

REFERENDUM: MILLE VOLTE NO!

Alla fine la sinistra ideologico-salottiera si è dovuta piegare alla Costituzione e ha dovuto fissare la data per la celebrazione del referendum confermativo da essa odiato e storicamente considerato inutile esercizio di democrazia dal basso essendo “finalmente” l’ Italia dominata da una elite snob e profondamente razzista nei confronti del suffragio universale. Ora tocca alle menti libere liberare l’ Italia dalla micidiale morsa del politicamente corretto, dalla spocchia intellettuale di quattro cialtroni che si sentono superiori alle masse e  ritengono  che esse debbano essere governate dall’ alto, da quella “borghesia rossa” furba e falsa che dopo averle usate come teste d’ ariete per raggiungere il potere non  riconosce loro nemmeno la capacità di votare. Tocca alle menti libere, ai non salariati di partito, impedire l’ abbattimento di due capisaldi della democrazia: Parlamento elettivo e suffragio universale. Perchè è di ciò che si tratta, è ciò che la “riforma” sinistra vuole ottenere, al di là della chiacchiere su presunti risparmi di spesa pubblica e su modernizzazioni sociali che essa è strutturalmente incapace anche solo di pensare. Nessuna democrazia al mondo prevede un Senato nominato da altri poteri politici quali Comuni e Regioni. Il tentativo di golpe rosso strisciante è palese e perfettamente in linea con quanto, solo più cruentemente, già fatto dal comunismo sovietico e dal fascismo nostrano. La prima mossa dei regimi dittatoriali rossi e neri è sempre stata la chiusura o la sterilizzazione del Parlamento, con conseguente attribuzione al partito di ogni facoltà e potere legislativo. Il pierino fiorentino deve averne sentito parlare durante i suoi trascorsi giovanili nelle stanze delle chiacchiere e ne deve essere stato fulminato e affascinato tanto da immaginarsi Duce o “Lider maximo”, che è lo stesso, della povera Italia ormai malata terminale di sessantottismo. Egli stesso, il pierino fiorentino, è l’ immagine reale di questi progetti extraparlamentari: infatti il suo deretano occupa la poltrona di Presidente del Consiglio senza il passaggio elettorale, il fondamentale vaglio della democrazia, essendo stato lì posto da unilaterale decisione di un suo compagno di partito o bottega. La faccia tosta di cui sono dotati i derivati marxisti, che al pari di quelli finanziari sono autentiche metastasi antidemocratiche, li porta a spacciare per riforme istituzionali clamorosi progetti di dittatura ad opera di una “elite” di “pensatori” nei confronti di una popolazione ritenuta ignorante e incapace di autodeterminarsi. Ed ecco allora spacciare l’ eliminazione del CNEL, carrozzone di tutte le repubbliche già “soppresso” in almeno quattro o cinque leggi finanziarie, come immenso risparmio di denaro pubblico. E’ la tipica capriola del politicamente corretto che mentre vieta il fumo perfino nei giardini pubblici ne getta infiniti nuvoloni mediatici e propagandistici negli occhi delle masse declassate così da “critiche” ad acefale. Il coro delle voci rosse è numerosissimo e contempla quell’ imprenditoria che da sempre fa affari con la sinistra “anticapitalistica”, quei salottieri con la bocca a culo di gallina, sempre pronti a rispondere alla chiamata ideologica che porta nelle loro capitalistiche saccocce milioni di euro, notorietà televisiva, premi Nobel e letterari. Questo è il fronte del sì allo svuotamento parlamentare e alla nascita del comitato di salute pubblica che, esso solo, sa quali siano i bisogni, i desideri e i sogni di tutti ed esso solo decide chi abbia il diritto di soddisfarli. A questo fronte di oligarchi e di prepotenti deve opporsi il fronte del NO, ultimo baluardo in difesa della moribonda Democrazia. Esso deve smascherare e vincere l’ ennesimo cavallo di Troia politico, questa falsa riforma istituzionale attraverso cui la sinistra vuole espugnare la fortezza della democrazia eretta su un Parlamento elettivo e libero e sul suffragio universale. Non incantino le misere storielle sul risparmio di soldi pubblici e sul rinnovamento istituzionale perchè quando la sinistra sbandiera risparmi mira solo a togliere servizi come nella Sanità e nella scuola; e in questo caso vuol togliere di mezzo il servizio essenziale per una Nazione: la democrazia garante della libertà.  Se davvero il pierino fiorentino avesse cercato il risparmio di spesa pubblica lo avrebbe trovato nella drastica diminuzione di parlamentari e nella diversificazione delle funzioni legislative delle due Camere ponendo fine al ping pong di leggi e mentenendone l’ elettività con il voto di tutti esteso anche all’ elezione del Presidente della Repubblica. Tutto ciò era già contenuto nella riforma istituzionale varata dal Governo di centro destra e bocciata dal referendum confermativo condotto dalla sinistra. Questa  avrebbe davvero comportato risparmio e modernità nel rispetto della Costituzione, ma si sa non sono questi gli obbiettivi della sinistra, male oscuro universale. Mille volte NO ad un aborto istituzionale. Mille volte NO alla fine del Parlamento italiano nato dal Risorgimento e sopravvissuto al fascismo. Mille volte NO lo grida l’ intelligenza.

DISINTEGRATI MENTALI.

Nel demente vocabolario del politicamente corretto la parola “integrazione” è al primo posto, è la pietra angolare di quel castello di idiozie edificato sul nulla e sulla negazione politica della realtà. L’ integrazione così concepita equivale a voler far convivere acqua e fuoco senza che i due elementi, antitetici, perdano alcuna delle loro peculiarità. Ciò è semplicemente demenziale. Le vestali dell’ integrazione si riempiono la bocca, avendo vuota la scatola cranica, di espressioni lessicalmente vuote ma di grande effetto fonetico, si va dal diversamente abile al nero o di colore in luogo di negro, dal profugo in luogo di clandestino, dal rifugiato in luogo di immigrato. Sono sfumature idiote che accontentano l’ ipocrisia del politicamente corretto ma devastano l’ equilibrio politico del mondo. Queste penose suffraggette dell’ integrazione etnica e religiosa sono delle disintegrate mentali prive delle cognizioni elementari di fisica e chimica applicate alla sociologia. Disconoscono la grande importanza della densità abitativa e delle diverse nazionalità di essa: fisica e chimica in quantità sufficienti a creare la bomba atomica sociale. Oltre a ciò fingono di non sapere, ma lo sanno benissimo, che l’ integrazione altro non è che la soccombenza di una realtà sociale rispetto ad un’ altra. Dunque, esimi idioti del politically correct, è inutiule che vi nascondiate dietro il vetro dell’ ipocrisia, ci arrivate perfino voi a capire che vi si vede chiaramente, con la vostra falsa aureola di buoni (a nulla e capaci di tutto come da geniale conio dell’ unico politico dell’ antipolitica), come realmente siete. L’ integrazione non esiste! E questa è una legge della natura non uno spot pubblicitario. Provate ad integrare gazzelle e leoni, irrecuperabili idioti. Pretendere di applicarla alla società civile equivale a progettare e realizzare una guerra civile. Sono millenni che questa cruda realtà è dimostrata dalla Storia ma nonostante ciò la demenza ideologica e l’ ignoranza storica dei cretini integrali ed integralisti continua a mulinare nel vento pensando di produrre energia. L’ esempio eclatante, chiaramente comprensibile anche ai coperchi dei tombini stradali, è la pretesa integrazione religiosa fra cristiani e islamici. Mai come in tal caso essa significherebbe la disintegrazione, nel senso proprio di sparizione, di una delle due religioni e, alla luce dell’ attualità, non appare difficile indovinare quale. Esse rappresentano infatti due modi opposti e reciprocamente esclusivi di concepire la vita, il suo significato e la sua finalità. Non si tratta di stabilire a tavolino il diritto a professare il proprio Credo, questo lo immaginano i buonisti e filosofi per caso, c’è di più in palio, c’è l’ inconciliabilità di due mondi che si combattono da oltre mille anni. Basti pensare a quanto siano distanti riguardo all’ individuo e alla sua crescita morale e spirituale. Per la cristianità post inquisizione donna e uomo sono creature equivalenti ed entrambe espressione di Dio, la libertà è data dall’ affrancamento dall’ origine biologica e dall’ acquisizione di un livello superiore di spiritualità, dalla comunione totale con il creato attraverso  manifestazioni  artistiche e soprattutto attraverso il fulcro della religione cristiana: il perdono. Dall’ altra parte tutto appare essere pensato per una religione “politica” fatta di livelli non modificabili come, ad esempio, la superiorità del maschio   sulla donna e la assoluta insignificanza di questa. Senza sconfinare in un noioso trattato teologico l’ inconciliabilità fra le due filosofie religiose si delinea netta ed inconfondibile. Perdono contro castigo, anzi punizione estrema, a base di pietre, lame affilate e altra ampia collezione di torture. Il Dio del perdono come espressione di supremo amore e un Dio del castigo più spietato: sono le due polarità fra le quali mai potrà scoccare una scintilla di comunicazione e comunicabilità. L’ esercito dei buonisti idioti dislocato in Occidente è solo il cavallo di Troia per mezzo del quale l’ islam ne sta tentando l’ invasione contando sulla falsa dicotomia di islam buono e islam cattivo, velenosa pozione da far bere ai deficienti del politically correct. La disintegrazione dell’ Occidente passa attraverso la rinuncia ai principi della civiltà e ai valori religiosi che sono stati raggiunti in secoli di evoluzione morale e filosofica: l’ integrazione è soltanto questo! Altro che le balle e le imbecillità dettate da una sinistra europea masochista ed ignorante, cioè sinistra.

ORA LA PAROLA ALL’ ESERCITO ITALIANO.

L’ Italia non esiste più, nè come entità politica (vedi caso dei Marò) nè come componenete la farsesca sarabanda europea. I suoi confini non ci sono più e la sua consistenza territoriale va sfumandosi fino a scomparire di fronte alle ferree ed inattaccabili frontiere di Francia, Svizzera, Austria e compagnia varia. Il tutto alla faccia del sangue risorgimentale e ai morti della prima guerra mondiale. La tragicomica e semianalfabeta masnada politica dirigente è tutta persa  alla ricerca della ristrutturazione etnica del popolo italiano, alla cancellazione della sua matrice cristiana, alla distruzione della famiglia naturale, quali condizioni irrinunciabili per la presa del potere sulla coscienza, sulla mente e sull’ esistenza dell’ individuo italiano libero e civile. Di fronte all’ inerzia criminale manifestata da questi politicanti, buonisti e “accoglienti” verso tutti tranne la gente italica che interessa solo come contribuente, resta soltanto l’ ancora di salvezza dell’ Esercito Italiano nella sua qualità di custode dei confini e della Nazione. I militari hanno giurato fedeltà alla Patria fino al sacrificio estremo, dunque è giunto il momento di esercitare questo dovere-diritto e difendere l’ Italia dall’ invasione concentrica sia di popoli stranieri che delle politiche da Congresso di Vienna  del 1815. L’ Italia è in pericolo di estinzione per folle volere di una sinistra internazionalista delle deportazioni etniche, che ha bisogno impellente di nuovi elettori affamati e analfabeti che sostuiscano gli ormai troppo scafati e neo capitalisti italiani. Questa sinistra, sinistra non solo per collocazione politica, mira ad un popolo “italiano” interrazziale fatto da zingari, arabi, africani, omosessuali, da senza famiglia (a meno che non sia allargata a guisa di comune) e senza distinzione sessuale. Questa sinistra malata di sindrome della creazione dell’ umanità indistinta, acefala e atea ma fortemente devota ed inginocchiata al suo potere politico, si permette di bollare come “inaccettabile” la manifestazione voluta e attuata dalle menti libere dal cancro del pensiero unico in difesa della famiglia, dei figli e della libertà naturale che viene assai prima di quella politica. E’ dunque questo il segnale d’ allarme che deve far scattare  l’ Esercito Italiano sull’ attenti e farlo intervenire per colmare il vuoto politico, culturale e sociale causato da questi pazzi normalizzatori di sovietica memoria. E’ un dovere ineludibile quello di rispondere all’ appello dei milioni di italiani (la maggioranza assoluta) che non vogliono rassegnarsi all cancellazione etnica. E’ l’eco del Risorgimento che lo rende improrogabile. Spetta a questa Istituzione sostitursi alla cialtrona classe politica dirigente, ladresca, corrotta e collusa con le varie mafie, come dimostrano i fatti di cronaca quotidiani, per ristabilire la vigenza di una Costituzione calpestata ogni giorno da una ideologia fallimentare e portatrice di miseria economica e culturale. O si ricostruisce l’ Italia o si muore.

CHI NON VOTA E’ FOTTUTO DUE VOLTE.

Ad ogni tornata elettorale riesplode il tormentone dell’ astensionismo quale forma di protesta contro la politica del vitalizio e contro  la corrotta casta che la rappresenta. Non è facile far capire alle persone che astenendosi dal votare chiudono il cerchio di quel progetto egemone che punta proprio sul loro rifiuto di votare per legittimare la dittatura di presunte “intelligenze superiori” a scapito di un popolo incapace di esercitare con consapevolezza perfino il diritto di voto. Rendere la politica una cosa nauseabonda e suscitare la fuga dalla cabina elettorale è una precisa strategia-obbiettivo della sinistra come è dimostrato dagli ormai cento anni di Storia contemporanea. Non votare significa rinunciare all’ unica arma che la Democrazia mette nelle mani dei cittadini per non essere schiacciati da chi odia i Parlamenti e la libera dialettica sociale e politica. Non votare significa decidere di subire la prepotenza ideologica ed economica di chi vuole cancellare l’ etnia italiana nata dal Risorgimento, di chi vuole violentare gli scolari con il folle progetto della “creazione” del non uomo e della non donna, di chi vuole espropriare chi lavora del proprio sudato risparmio, della propria casa e della propria libertà. Non votare significa semplicemente arrendersi, calarsi le braghe e lasciarsi stuprare da quel miserabile potere che ritiene gli individui essenzialmente merce da manipolare a proprio piacimento e tornaconto. NON VOTARE NON E’ LIBERTA’ DI SCELTA MA RINUNCIA ALLA SCELTA. E’, per dirla brutalmente, taglairsi il pene pensando di far dispetto alla propria moglie. Il non votare è il desiderio marximo di quell’ ideologia che sghignazza e gode quando l’ affluenza alle urne diminuisce garantendo ad essa lunga vita e dominio incontrastato. Eppure basterebbe immaginare di mandare a casa quei miserabili professionisti del seggio parlamentare che saltano da un partito all’ altro solo per garantirsi potere e vitalizio, per far affluire alle urne milioni di elettori del centro destra. Pensare che basterebbe una semplice crocetta sulla scheda elettorale per farli smettere di rubare i nostri soldi e i voti dati in buona fede. Come si fa a rinunciare anche al solo tentativo di farli ritrovare con il flaccido deretano a terra come è avvenuto per l’ ormai cancellato “immobiliarista monegasco?” Elettori del centro destra che vi sentite presi per i fondelli dai vari Alfano, Fitto e dai loro reggistrascico, vendicatevi votando ed esprimendo un voto consapevole che li cancelli e vi restituisca la dignità di elettori liberi. Non fate il loro gioco astenendovi! Sono come le sabbie mobili: se stai fermo ti inghiottono e se ti muovi senza ragionare ti inghiottono prima! Il non votare rappresenta le sabbie mobili che inghiottono la democrazia. Toglietevi la soddisfazione di tentare almeno di ricacciarli nella melma ideologica con cui vi vogliono soffocare. A l voto per la libertà e la democrazia.

L’ ITALIA SUL MARCIAPIEDE.

Fino a qualche generazione addietro la scuola italiana propinava edulcorate e romanzate notizie di carattere storico sull’ Antica Roma, sul Risorgimento e sulla Resistenza, riuscendo, suo malgrado e a dispetto dei veri obbiettivi ideologici perseguiti dali estensori dei testi didattici tutt’ altro che imparziali, ad instillare qualche traccia di senso patrio e di identità nazionale in quelli che sarebbero stati i futuri italiani. Ma poi la fuoriuscita dalla cloaca marxima  del liquame negazionista sia di Patria che di identità di popolo, in favore di una globalizzazione etnica, per la quale verrà un mondo di bastardi di origine inconoscibile ma di certo destino di massa informe, ha provocato la distruttiva alluvione sociale che è sotto gli occhi di tutti. A causa di ciò l’ Italia è ormai sul marciapiede agghindata con i tacchi a spillo e l’ abbigliamento di una prostituta costretta, dal buonismo e dalla criminale idiozia di una ben individuata banda politica, a darsi per pochi spiccioli alla U.E. e a qualunque invasore rinnegando vigliaccamente perfino i propri simboli di fede.  E mentre essa è minacciata di sterminio, è spolpata da milioni di primitive bocche fameliche, non di cibo ma di violenza e di saccheggio, mentre sta subendo e vivendo la sua  personalissima terza guerra mondiale, i troppi e pericolosissimi “alfanini” della politica non si accorgono di nulla, non vedono, non sentono ma, purtroppo, parlano anzi blaterano.  Questi tristi personaggi sono l’ ossatura jurassica di uno Stato socialmente primitivo che ruba il valore delle pensioni, che ruba la casa, che provoca il fallimento di aziende di esso creditrici, che ignora le regole minime della proteziona sanitaria nazionale favorendo la libera e costosissima (per gli italiani tartassati) circolazione di focolai epidemici provenienti da ogni dove, e che infine sta deliberatamente accendendo la miccia di una bomba sociale imponendo l’ invasione indiscriminata del fu Bel Paese. Sono,  questi  miserrimi pupazzi, i discendenti di coloro che avevano sottovalutato la pericolosità di Hitler e del nazismo, di Stalin e del comunismo, esaltandone anzi la pretesa portata innovatrice e trasformatrice. Sono gli stessi imbecilli privi dell’ abc  economico e giuridico che perseguono il “bene comune” attraverso la distruzione sociale e patrimoniale della famiglia, la negazione dei sessi, la negazione di Dio, la negazione dei princìpi e l’ esaltazione del partito padrone di tutto e di tutti. Per questi cialtroni del seggio parlamentare l’ equità sociale significa pensioni e vitalizi d’ oro, per di più senza adeguato versamento di contributi, a loro beneficio e pensioni da fame per chi, dopo 40 anni di lavoro e contribuzione, osi arrogarsi il “lusso” di voler godere la vita a 70 anni. Sono questi miserabili incantatori di ignoranti che ottengono da essi il voto politico con il miraggio di rottamare il marcio politico mentre perseguono solo la rottamazione della libertà e della democrazia. Fra alcuni giorni molti italiani avranno la possibilità di essere realmente essi stessi i rottamatori della viltà e della corruzione politiche votando per le “Regionali”, ma sono certo che vi rinunceranno perchè morbosamente e passivamente attaccati al ruolo di vittime adoratrici dei propri aguzzini e carnefici. Finchè la stupidità politica e l’ ignoranza domineranno le masse informi, forgiate dalla ideologia espropriatrice del diritto al libero pensiero, la casta si godrà la cuccagna alla faccia della giustizia sociale, dell’ equità e della democrazia.

VITTIMA E CARNEFICE.

Sulle dinamiche mentali che caratterizzano il complesso rapporto fra vittima e carnefice sono stati scritti “rigagnoli” di inchiostro accademico che, come tutte le esercitazioni fini a se stesse e basate su autocompiacimento lessicale, hanno inciso sui comportamenti sociali come la pioggia sui vetri delle finestre. Provare a considerare vittima la popolazione di una nazione e carnefice la sua classe politica può forse incidere la scorza di masochismo che condiziona milioni di persone al momento del voto politico per la scelta del loro destino esistenziale. E’ provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la gran parte del così detto corpo elettorale voti più contro qualcosa e qualcuno che per convinzione e consapevolezza.  Ciò si riscontra soprattutto nel ceto economicamente e (purtroppo) culturalmente basso che, abituato a dover chiedere anche ciò che spetta di diritto, si affida ad una interminabile serie di “masanielli” che si avvicendano senza soluzione di continuità, come direbbero i puristi del politichese, sul teatrino della politica nazionale e locale. Un esempio emblematico è dato dal caso del Movimento 5 Stelle il quale, accreditatosi di capacità taumaturgiche e… lattoniere (voleva aprire il Parlamento come una scatola di sardine!), ha impiegato meno tempo ad imborghesirsi ed integrarsi nell’ odiato sistema che a togliersi le toppe al sedere con cui è giunto agli scranni  parlamentari. Sono ancora nell’ aria gli “osanna” per i nuovi “cittadini rivoluzionari” ma nessuno ha visto realizzarsi un milligrammo di rivoluzione a fronte delle tonnellate di strafalcioni grammaticali e di ignoranza istituzionale. Ma cosa spinge un popolo (la vittima) a votare per il suo carnefice (una classe politica incompetente, vampiresca e parassita) anche dopo ripetute ed inconfutabili prove? Credo sia per ignoranza mista all’ odio di contrada che, insieme, prescindono da ogni considerazione razionale impedendone addirittura il semplice abbozzarsi. Come può infatti un partito di sinistra che pone alla sua base ideologica l’ annullamento dell’ individuo in favore della “celebrazione” della massa, che in realtà significa soltano l’ annullamento di masse di individui, ottenere milioni di voti dagli stessi che intende annullare? Possibile che domini una inconsapevolezza di classe tanto forte da ottenebrare le menti anche per fare un semplice due più due? Credo di no. Credo che a dominare e indirizzare la mente della massa di sinistra sia un antagonismo di stampo primitivo, nel senso che è presente fin da quando vestivamo alla cavernicola. E’ la clava infatti e non l’ ideale politico che domina! E’ l’ odio ideologico che fa apporre la croce su quel simbolo elettorale e non l’ evidentissimo e fallimentare “progetto politico” che esso rappresenta. Finchè si voterà “contro” ci saranno i furbi che sfrutteranno tale infermità mentale conducendo masse inconsapevoli in cortei “contro”, in scioperi “contro”, in guerre “contro”. Altro esempio per spiegare il misero meccanismo mentale è dato dal peggior pizzo di legge esistente in Italia: l’ Imu sulle case e beni strumentali come negozi, terreni agricoli e capannoni. Il proletario vota per chi la impone solo perchè è convinto che essa incida poco sul suo risicato patrimonio, sul suo buco di appartamento, e gode nel pensare che i “signori”, quelli che “possiedono”, i capitalisti, vengano svenati dall’ imposta. Non si domanda se essa è giusta e costituzionale, gli basta che sia punitiva per il “nemico politico”, punto. La vittima si compiace quindi del fatto che ci sia un’ altra vittima che soffre di più e così continua a fare il gioco del carnefice di entrambi. Il dramma è che attraverso lo “specchietto retrovisore universale”, la Storia, risulta che ciò avviene da millenni e che l’ afa sociale, il tedio esistenziale, la sorda ignoranza delle masse, risultino scosse solo da estemporanee ed inutili “rivoluzioni” che hanno solo peggiorato tragicamente le cose come dimostrano tutte le rivoluzioni comuniste avvenute. L’ eterno teatrino della politica, da Socrate alla attuale tirannia dell’ ignoranza, non conosce evoluzione ed è sempre la medesima melma dentro la quale cialtroneggiano disinvolti solo i parassiti politicanti e dentro la quale soffoca la libertà.

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