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Donne italiane siate selettive ed esclusive

NON SIAMO TUTTI UGUALI.

Contrariamente a quanto predicano i buonisti, politicanti e clericali, non basta nascere per essere ma è necessario vivere civilmente ed impegnarsi ad isolare i peggiori istinti umani insiti nel Dna di ciascuno. Ciò vuol dire, senza ipocrisia, che nasciamo belve potenziali e che, senza l’ aiuto di una organizzazione sociale  evoluta, passeremmo la vita allo stato brado. Quando i salottieri imbecilli, che si piccano di rintracciare segni di civiltà anche nei peggiori letamai etnici, indicano nella comprensione  e nella giustificazione dell’ inciviltà manifesta l’ unica via per “l’ integrazione” di certe popolazioni, affermano l’ idiozia più grande mai uscita dal cranio di Adamo. Chi rifiuta il principio fondamentale del rispetto della vita, a cui segue l’ intoccabilità dei minori, delle donne e della dignità personale, NON E’ UGUALE a chi questi valori li pone al centro della propria esistenza. Chi rifiuta una dimora fissa e preferisce vagabondare in branco compiendo scorribande, rubando e praticando violenze dentro e fuori la sua cerchia, NON E’ UGUALE a chi lavora, fatica, studia, scopre le cure di malattie e costruisce ponti, palazzi e strade. Chi vive sulle spalle di una società organizzata che, pur fra egoismi e prepotenze, ha il merito di controllare il Mister Hyde che è in ogni individuo, NON E’ UGUALE a chi in essa si riconosce ed opera.  Chi vuole vivere senza responsabilità morali ed è incline a qualsiasi tipo di violenza, come bevesse un bicchiere d’ acqua, NON E’ UGUALE a chi osserva princìpi e si fa un dovere di allontanarsi sempre di più dal suo progenitore delle caverne. NON E’ UGUALE e quindi, socialmente ed intellettualmente, è inferiore. Con buona pace dei buonisti idioti che come metastasi sono disseminati ovunque. Quando sento dire: “… la società deve capirli, deve sforzarsi di andare loro incontro” rabbrividisco per la manifesta idiozia di questi miserabili pigmalioni da strapazzo, che si sentono tanto grandi da “comprendere” ciò che, in sostanza, è soltanto mancato sviluppo intellettuale e mancata evoluzione etnica. La verità è che non c’è nulla da comprendere e tutto invece da pretendere da queste popolazioni che vogliono restare primitive negli usi, nei costumi, nel vivere senza princìpi morali ed autenticamente religiosi. Se i buonisti idioti e “comprensivi” ritengono civile e ammissibile costringere a matrimoni con adulti e al mercanteggio bambine e adolescenti, allora anche essi sono incivili, primitivi e complici di questi delitti politicamente corretti ma semplicemente abominevoli.

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

MINI GONNA MAXI DONNA.

Il corpo della donna, che è doveroso ribadirlo non è un corpo di reato checchè ne dicano i parrucconi di ogni clero o setta religiosa che sia, è sempre più il campo di battaglia sul quale si combatte la millenaria guerra fra civiltà e  ignoranza. E’ recente la notizia, apparsa su vari quotidiani,  del ferimento di una ragazza, colpevole di indossare la mini gonna, da parte del di lei fratello-padre-padrone-primitivo.  Episodi come questo denunciano, se ancora ve ne fosse bisogno, il livello di inciviltà che caratterizza ancora oggi il rapporto esistenziale fra la donna e il sesso maschile, poichè parlare di uomo quale sua controparte appare utopistico. E dimostrano quanto la donna resti confinata nel ghetto della “tutela sociale obbligatoria” da parte dello Stato, della famiglia-Stato e perfino dell’ economia. Mi astengo dal trattare le condizioni di vita della donna in quelle realtà dominate dalla spirale politico-religiosa rivelatasi nei secoli pozione socialmente devastante e velenosa, per non andare indietro nel tempo oltre l’ Età della pietra e mi riferisco invece al mondo che mi interessa, quello occidentale, capace se non altro di accogliere sparute avanguardie filisofiche che si battono per la liberazione dell’ individuo, non solo donna, dall’ ignoranza, dalla prevaricazione e dalla violenza sociale. E’ a questo Occidente ancora colpevolmente adolescenziale, immaturo ed ottuso, che urlo in faccia il mio disprezzo quando i suoi maschi padroni, privi di quoziente intellettivo, trovano il modo di rendersi protagonisti così miserabilmente. E’ a questo Occidente economicamente obeso e moralmente digiuno che rimprovero il persistere dell’ assenza di civiltà nei confronti della donna quasi fosse una forma di vita aliena, ad esso incomprensibile, capitata per caso sul nostro pianeta. Il dato drammatico è che sono tante anche le donne, o più propriamente persone di sesso femminile,  che odiano e non comprendono se stesse nelle società occidentali. Conosciamo bene le ragioni che hanno originato tale stato di cose ma è in quale modo sostituire con materia grigia il liquame che abbonda nel cranio di Adamo a rapprsentare la sfida, apparentemente impossibile da vincere, della civiltà contro l’ igoranza. Sono i suoi discendenti che tengono prigioniere le figlie di Eva, è l’ idiozia genetica del maschio che impedisce il rapporto paritario e dignitoso fra i due sessi. Quando vedo pensionati flaccidi e sdentati “rimorchiare” ragazze schiave che si prostituiscono, quando sento penosi vegliardi lamentarsi della vecchiaia e del declino fisico delle loro mogli, ignorando di essere loro stessi molto più malconci, capisco drammaticamente che il maschio ha pochissime speranze di diventare uomo. Un pò come accade a quei deficienti che giocano con il fucile  a fare i soldatini o i “rambo”nonostante per loro sia giunta l’ ora di fare pace con la vita e tentare di riscattare con una dignitosa vecchiaia un’ esistenza trascorsa restando bamboccioni idioti ed inespressi. Per queste teste vuote la mini gonna è un sogno erotico se ad indossarla sono le “altre” ma diviene simbolo del male se guarnisce le gambe e i fianchi  delle loro mogli-figlie-sorelle-madri tutte bisognose di tutela mascolina. L’ estetica, la bellezza e la libertà sono per le menti evolute che vivono un rapporto equilibrato con lo spirito, non sono certo per i masticatori inconsapevoli di vita, per i malati di ignoranza, per quelli che devono ghermire tutto ciò che vedono ma sono incapaci di guardare. Sono i brutti dentro e fuori che odiano la donna in mini gonna, sono come le suole delle scarpe che non distinguono un fiore dallo sterco e calpestano entrambi con indifferenza. Questi viandanti inconsapevoli, queste metastasi sociali albergano nelle aule parlamentari, in quelle di Giustizia, nei seminari ecclesiastici, nelle famiglie e nelle scuole, possedendo in comune mani e menti untuose che vedono il male ovunque e sporcano qualunque cosa tocchino.

DISINTEGRATI MENTALI.

Nel demente vocabolario del politicamente corretto la parola “integrazione” è al primo posto, è la pietra angolare di quel castello di idiozie edificato sul nulla e sulla negazione politica della realtà. L’ integrazione così concepita equivale a voler far convivere acqua e fuoco senza che i due elementi, antitetici, perdano alcuna delle loro peculiarità. Ciò è semplicemente demenziale. Le vestali dell’ integrazione si riempiono la bocca, avendo vuota la scatola cranica, di espressioni lessicalmente vuote ma di grande effetto fonetico, si va dal diversamente abile al nero o di colore in luogo di negro, dal profugo in luogo di clandestino, dal rifugiato in luogo di immigrato. Sono sfumature idiote che accontentano l’ ipocrisia del politicamente corretto ma devastano l’ equilibrio politico del mondo. Queste penose suffraggette dell’ integrazione etnica e religiosa sono delle disintegrate mentali prive delle cognizioni elementari di fisica e chimica applicate alla sociologia. Disconoscono la grande importanza della densità abitativa e delle diverse nazionalità di essa: fisica e chimica in quantità sufficienti a creare la bomba atomica sociale. Oltre a ciò fingono di non sapere, ma lo sanno benissimo, che l’ integrazione altro non è che la soccombenza di una realtà sociale rispetto ad un’ altra. Dunque, esimi idioti del politically correct, è inutiule che vi nascondiate dietro il vetro dell’ ipocrisia, ci arrivate perfino voi a capire che vi si vede chiaramente, con la vostra falsa aureola di buoni (a nulla e capaci di tutto come da geniale conio dell’ unico politico dell’ antipolitica), come realmente siete. L’ integrazione non esiste! E questa è una legge della natura non uno spot pubblicitario. Provate ad integrare gazzelle e leoni, irrecuperabili idioti. Pretendere di applicarla alla società civile equivale a progettare e realizzare una guerra civile. Sono millenni che questa cruda realtà è dimostrata dalla Storia ma nonostante ciò la demenza ideologica e l’ ignoranza storica dei cretini integrali ed integralisti continua a mulinare nel vento pensando di produrre energia. L’ esempio eclatante, chiaramente comprensibile anche ai coperchi dei tombini stradali, è la pretesa integrazione religiosa fra cristiani e islamici. Mai come in tal caso essa significherebbe la disintegrazione, nel senso proprio di sparizione, di una delle due religioni e, alla luce dell’ attualità, non appare difficile indovinare quale. Esse rappresentano infatti due modi opposti e reciprocamente esclusivi di concepire la vita, il suo significato e la sua finalità. Non si tratta di stabilire a tavolino il diritto a professare il proprio Credo, questo lo immaginano i buonisti e filosofi per caso, c’è di più in palio, c’è l’ inconciliabilità di due mondi che si combattono da oltre mille anni. Basti pensare a quanto siano distanti riguardo all’ individuo e alla sua crescita morale e spirituale. Per la cristianità post inquisizione donna e uomo sono creature equivalenti ed entrambe espressione di Dio, la libertà è data dall’ affrancamento dall’ origine biologica e dall’ acquisizione di un livello superiore di spiritualità, dalla comunione totale con il creato attraverso  manifestazioni  artistiche e soprattutto attraverso il fulcro della religione cristiana: il perdono. Dall’ altra parte tutto appare essere pensato per una religione “politica” fatta di livelli non modificabili come, ad esempio, la superiorità del maschio   sulla donna e la assoluta insignificanza di questa. Senza sconfinare in un noioso trattato teologico l’ inconciliabilità fra le due filosofie religiose si delinea netta ed inconfondibile. Perdono contro castigo, anzi punizione estrema, a base di pietre, lame affilate e altra ampia collezione di torture. Il Dio del perdono come espressione di supremo amore e un Dio del castigo più spietato: sono le due polarità fra le quali mai potrà scoccare una scintilla di comunicazione e comunicabilità. L’ esercito dei buonisti idioti dislocato in Occidente è solo il cavallo di Troia per mezzo del quale l’ islam ne sta tentando l’ invasione contando sulla falsa dicotomia di islam buono e islam cattivo, velenosa pozione da far bere ai deficienti del politically correct. La disintegrazione dell’ Occidente passa attraverso la rinuncia ai principi della civiltà e ai valori religiosi che sono stati raggiunti in secoli di evoluzione morale e filosofica: l’ integrazione è soltanto questo! Altro che le balle e le imbecillità dettate da una sinistra europea masochista ed ignorante, cioè sinistra.

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