Diversamente razzisti

ZINGARI E IPOCRISIA.

Il Ministro del “progresso civile ed economico” Salvini (finalmente) ha detto solo mezza parola, dopo il grido di dolore lanciato dagli abitanti di Roma  privati della loro libertà, sugli zingari  che la degradano e subito si è scatenata la gazzarra buonista, idiota e politicamente vomitevole della sinistra. Istantaneamente si sono aperte le paratie dell’ ipocrisia e tutti hanno preso ad urlare al razzismo e al nazismo dimenticando, ovviamente, le deportazioni di zingari compiute a suo tempo dal “nobile” comunismo sovietico. Salvini ha soltanto raccolto l’ appello di milioni di romani e italiani che non ne possono più delle scorrerie criminali, a base di furti, borseggi e violenze, perpetrate dai “poveri e deboli” zingari. Ha soltanto detto di voler verificare la possibilità di far rientrare nella civiltà queste pseudo comunità che vivono fuori da ogni schema e nel totale disprezzo della legalità. Forse alla sinistra buonista risultano normali le condizioni abitative, di costume e dell’ arrangiarsi con ogni mezzo, che caratterizzano queste etnie rimaste ancora primitive nel terzo millennio.  Alla sinistra, evidentemente, non frega un cavolo se questa “povera e indifesa” minoranza vive di furti quotidiani ai danni degli italiani e dei turisti, follemente convinta come è che se possiedi qualcosa chiunque sia leggittimato ad espropriartela. La letteratura giudiziaria è strapiena di sequestri milionari effettuati negli accampamenti degli zingari: automobili, valuta, gioielli e merce varia frutto di furti e rapine non certo di lavoro in fabbrica. Ma nonostante ciò la sinistra, buonista con tutti tranne gli italiani, continua a tutelare questo stile di vita basato sulla assoluta mancanza di dignità, civiltà e rispetto delle leggi. E’ forse civile imporre matrimoni a bambine che vengono comprate come fossero suppelletili da adulti e addirittura vecchi? No è pedofilia violenta! E costringere minori a rubare,a vivere senza traccia alcuna di igiene e istruzione al fine di perpetuare la barbarie della tribù è civile? No, è sguazzare nel liquame! Certo, ognuno ha il diritto di vivere come meglio o peggio crede, ma allora abbiamo, noi italiani, l’ obbligo e il diritto di voler vivere in pace e senza doverci chiudere in cella barricando le nostre case per difenderle dai predatori. Abbiamo quel sacro diritto, che la Democrazia attribuisce alla maggioranza, di dettare le regole di vita, di decoro, di dignità e decidere di non voler essere insidiati, infastiditi e aggrediti da una minoranza che si ostina a voltare le spalle alla civiltà. Noi, gli italiani, dobbiamo rispettare leggi e regole,  e se un genitore dà uno schiaffo pedagogico al proprio figlio, spesso, scattano i mille tentacoli della così detta assistenza sociale e giudiziaria minorile pronta persino a sostituirsi al genitore. Cosa fa questo esercito di  “psicologi  e di pedagogisti” e giudici di fronte allo sfruttamento e alle violenze alle quali sono assogettati i minori zingari? Un bel niente. Un totale lavarsi le mani dietro l’ alibi della autonomia etnica e sociale e degli usi di queste popolazioni. Qualche giudice si è spinto a giustificare ed attenuare giudizi di colpevolezza nei confronti di zingari, per reati contro la persona e il patrimonio, semplicemente perchè rientranti nei “consueti canoni comportamentali” previsti dal loro costume sociale. Dunque, se per costume rubare e violentare è lecito costoro non sarebbero punibili. Pazzia buonista che si commenta da sè. Ma torniamo al Minostro del “progresso civile ed economico” Salvini e alla sua voglia di raschiare via il sudiciume del politicamente corretto che ha trasformato gli italiani in prigionieri in casa loro. Continui il Ministro, non si scoraggi per le isteriche urla e le minacce buoniste, non abbia paura di quei razzisti verso l’ Italia e gli italiani, dalla sua parte ha la maggioranza pensante e votante che non si farà mai lobotomizzare dal “(non) pensiero unico e demente” di quella ideologia socialmente cancerogena. Da questa parte c’è la civiltà, dall’ altra c’è la voglia di guerra civile e di sottomissione del popolo italiano. Scegliere, per chi ha cervello,è semplice e doveroso.

DISINTEGRATI MENTALI.

Nel demente vocabolario del politicamente corretto la parola “integrazione” è al primo posto, è la pietra angolare di quel castello di idiozie edificato sul nulla e sulla negazione politica della realtà. L’ integrazione così concepita equivale a voler far convivere acqua e fuoco senza che i due elementi, antitetici, perdano alcuna delle loro peculiarità. Ciò è semplicemente demenziale. Le vestali dell’ integrazione si riempiono la bocca, avendo vuota la scatola cranica, di espressioni lessicalmente vuote ma di grande effetto fonetico, si va dal diversamente abile al nero o di colore in luogo di negro, dal profugo in luogo di clandestino, dal rifugiato in luogo di immigrato. Sono sfumature idiote che accontentano l’ ipocrisia del politicamente corretto ma devastano l’ equilibrio politico del mondo. Queste penose suffraggette dell’ integrazione etnica e religiosa sono delle disintegrate mentali prive delle cognizioni elementari di fisica e chimica applicate alla sociologia. Disconoscono la grande importanza della densità abitativa e delle diverse nazionalità di essa: fisica e chimica in quantità sufficienti a creare la bomba atomica sociale. Oltre a ciò fingono di non sapere, ma lo sanno benissimo, che l’ integrazione altro non è che la soccombenza di una realtà sociale rispetto ad un’ altra. Dunque, esimi idioti del politically correct, è inutiule che vi nascondiate dietro il vetro dell’ ipocrisia, ci arrivate perfino voi a capire che vi si vede chiaramente, con la vostra falsa aureola di buoni (a nulla e capaci di tutto come da geniale conio dell’ unico politico dell’ antipolitica), come realmente siete. L’ integrazione non esiste! E questa è una legge della natura non uno spot pubblicitario. Provate ad integrare gazzelle e leoni, irrecuperabili idioti. Pretendere di applicarla alla società civile equivale a progettare e realizzare una guerra civile. Sono millenni che questa cruda realtà è dimostrata dalla Storia ma nonostante ciò la demenza ideologica e l’ ignoranza storica dei cretini integrali ed integralisti continua a mulinare nel vento pensando di produrre energia. L’ esempio eclatante, chiaramente comprensibile anche ai coperchi dei tombini stradali, è la pretesa integrazione religiosa fra cristiani e islamici. Mai come in tal caso essa significherebbe la disintegrazione, nel senso proprio di sparizione, di una delle due religioni e, alla luce dell’ attualità, non appare difficile indovinare quale. Esse rappresentano infatti due modi opposti e reciprocamente esclusivi di concepire la vita, il suo significato e la sua finalità. Non si tratta di stabilire a tavolino il diritto a professare il proprio Credo, questo lo immaginano i buonisti e filosofi per caso, c’è di più in palio, c’è l’ inconciliabilità di due mondi che si combattono da oltre mille anni. Basti pensare a quanto siano distanti riguardo all’ individuo e alla sua crescita morale e spirituale. Per la cristianità post inquisizione donna e uomo sono creature equivalenti ed entrambe espressione di Dio, la libertà è data dall’ affrancamento dall’ origine biologica e dall’ acquisizione di un livello superiore di spiritualità, dalla comunione totale con il creato attraverso  manifestazioni  artistiche e soprattutto attraverso il fulcro della religione cristiana: il perdono. Dall’ altra parte tutto appare essere pensato per una religione “politica” fatta di livelli non modificabili come, ad esempio, la superiorità del maschio   sulla donna e la assoluta insignificanza di questa. Senza sconfinare in un noioso trattato teologico l’ inconciliabilità fra le due filosofie religiose si delinea netta ed inconfondibile. Perdono contro castigo, anzi punizione estrema, a base di pietre, lame affilate e altra ampia collezione di torture. Il Dio del perdono come espressione di supremo amore e un Dio del castigo più spietato: sono le due polarità fra le quali mai potrà scoccare una scintilla di comunicazione e comunicabilità. L’ esercito dei buonisti idioti dislocato in Occidente è solo il cavallo di Troia per mezzo del quale l’ islam ne sta tentando l’ invasione contando sulla falsa dicotomia di islam buono e islam cattivo, velenosa pozione da far bere ai deficienti del politically correct. La disintegrazione dell’ Occidente passa attraverso la rinuncia ai principi della civiltà e ai valori religiosi che sono stati raggiunti in secoli di evoluzione morale e filosofica: l’ integrazione è soltanto questo! Altro che le balle e le imbecillità dettate da una sinistra europea masochista ed ignorante, cioè sinistra.

GENOCIDIO STRISCIANTE DEL POPOLO ITALIANO.

La sfrontatezza del provocatorio atteggiamento partigiano, a favore di extracomunitari e clandestini invasori, ostentata da una classe politicante appecoronata davanti al totem del “diverso” dimostra ogni giorno di più come il suo vero obbiettivo finale sia la cancellazione dell’ etnia italiana. Pare che una sorta di sordo rancore contro di essa, forse dovuto a quelle radici cristiane ed individualiste che hanno impedito l’ avvento del comunismo sovietico, ispiri questa folle apologia dell’ immigrato che, guarda caso, spesso è anti cristiano o proveniente dai “paradisi democratici comunisti” e dunque già programmato e normalizzato. Milioni di italiani, che hanno lavorato e prodotto per decenni Pil e ricchezza nazionale, non si sono mai potuti permettere vacanze in perle turistiche come Recoaro Terme, Fiuggi o alberghi a 5 stelle fronte mare. Si sono dovuti accontenatre di più o meno modesti campeggi e pensioncine, di una casa popolare pagata con mutui ventennali e dell’ ansiogeno esercizio di bilancino economico per approdare, col fiato corto, alla fine del mese. Un popolo, in maggioranza di lavoratori, già martoriato da quella fetta di esso composta da parassiti politicanti, da sanguisughe burocratiche che ne hanno avvelenato la vita, oggi si trova a dover lasciare il posto a tavola ai nuovi privilegiati portatori di miseria culturale, malattie e arretratezza sociale. La donna italiana, giunta al diritto di voto solo nel secondo dopoguerra e liberatasi col sangue dal delitto d’ onore, viene spinta oggi, da una sinistra che ha “opportunamente” dimenticato il feticcio politico della festa della donna dopo averne fatto il vessillo post ’68, verso la sottomissione di matrice pseudoreligiosa e tribale. La Famiglia viene costretta nel gorgo del disfacimento attraverso sue miserabili caricature imposte dal “progresso dell’ ignoranza e della follia”. La scuola è stata spogliata del suo ruolo didattico e culturale e trasformata in luogo di normalizzazione ideologica a favore di modelli contro natura dettati dai sacerdoti della pedofilia e della omosessualità. Una società, che la Costituzione ha voluto fondata sul lavoro e sulla libertà tutelati dal suffragio universale, sta per essere trasformata definitivamente in una palude cubana fondata sulle tasse e sostanzialmente privata del suo Parlamento. La lingua italiana è relegata a gergo per sottoacculturati e spazzata via da neologismi stranieri e da acronimi demenziali fatti assurgere a nuovo verbo collettivo. L’ italiano che perde il lavoro a causa della voracità fiscale di uno Stato divenuto vampiro e che ha stroncato l’ economia è costretto alla miseria, alla solitudine e troppo spesso al suicidio; l’ immigarto, il clandestino, l’ infiltrato terrorista e altra ciurmaglia varia, sono invece ospiti serviti di tutto punto in Hortel a 5 stelle, Resort e case nuove, con aggiunta di vitalizio mensile  e licenza di gettare con disprezzo il cibo ricevuto e pagato dall’ italiano in difficoltà che spesso è costretto a saltare i pasti. Il tutto con la benedizione “solo orbi” di Santa Romana Ecclesia. L’ Italia è caduta in una dimensione da incubo sociale nella quale onore, rispetto dei principi e della spiritualità, sono stati sostituiti dalla prostituzione intellettuale e politica, dal dominio di leggi incostituzionali e dalla negazione dell’ anima. L’ ateismo di maniera, tanto caro agli snob idioti che da sempre lo hanno usato come distintivo da affiancare alla erre moscia, alla laurea e all’ aspetto fisico prevalentemente mostruoso, ora viene imposto per legge attraverso l’ eutanasia, l’ aborto indiscriminato e la voluta assuefazione ad ogni tipo di barbarie, sia essa la crocifissione, la decapitazione, gli stupri di massa e la devastazione di menti innocenti attraverso i miserabili teoremi così detti gender. Sono queste le perle di un nodo scorsoio stretto al collo dell’ italiano, le forche caudine sotto le quali esso deve perdere la sua italianità, la sua cultura discendente dall’ Antica Grecia e figlia dell’ Antica Roma. Perdere l’ identità per diventare numeri fiscali, servi della legge e orfani del principio. Forse solo la prima guerra mondiale di liberazione ci salverà dallo stupido nazismo di questa miserabile classe politicante.