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Dittatura dell democrazia

EUTANASIA DELLA DEMOCRAZIA.

L’ Italia, risorta dalle macerie del fascismo, si era trionfalisticamente autodefinita Repubblica Parlamentare nel chimerico auspicio di immunizzarsi contro un altro morbo totalitario. Così non è andata e dopo una inarrestabile cancrena proveniente dal basso, come direbbero i puristi del politichese “per via consigliare”, la sinistra, cioè il comunismo opportunamente travestito da social democrazia, è giunta al potere totalitario e oggi occupa sia l’area governativa che quella di opposizione. Infatti il ruolo interpretato dal centro destra residuale è solo una macchietta, silenziosa quanto sterile, di opposizione essendo questa compagine miserabilmente impegnata in dispute interne e tradimenti a ripetizione. Ma torniamo al comunismo attuale che recita, come Arlecchino, la commedia del servo di due padroni: serve il potere centrale che fa leggi distruttive per l’ economia e la società e serve la piazza con finte manifestazioni di dissenso pilotato contro le medesime leggi.  Risultato: un sempre maggior numero di “sinistre” soggiocano la politica, sterilizzano il Parlamento e minano le fondamenta della Democrazia. E’ un meccanismo perverso che si avvale della instancabile opera di magistrati militanti tesa ad intimidire il contrasto politico da parte di un centro destra infarcito di riciclati e riciclatori dei riti della prima Repubblica. Grazie a tale spiegamento di forze la sinistra è riuscita ad occupare tutte le cariche istituzionali, la stanza dei bottoni e l’ opposizione, seppur di facciata. Ergo l’ Italia è precipitata in una “dittatura parlamentare” che sforna leggi liberticide e incostituzionali  con il silenzioso bene placito di una Corte Costituzionale che appare orientata politicamente. Da questa caotica fucina infernale escono mostruosità legislative come la ipertassazione dei risparmi e della casa, la distruzione dell’ etnia italiana e l’ assoggettamento ad una Unione Europea che considera il nostro Paese ne più ne meno che un Burkina Faso. L’ eutanasia della democrazia è iniziata dal 1968 con lo scardinamento della scuola, è proseguita con quello della famiglia ed ora punta diritta, per la sua fase finale, sulla frantumazione dell’ identità nazionale tacciando di razzismo e perseguendo chiunque voglia rimanere italiano. Ad ulteriore supporto di questa strategia i media, fra i quali spicca la televisione di Stato finanziata con il pizzo canone, diffondono l’ immagine di un Paese dove tutto è di sinistra, dove non ci piò essere dissenso, dove non si può  pronunciare la parola negro ma si deve accettare di essere ammazzati a picconate da un negro, dove sei schedato come un evasore se ti concedi una crociera, dove devi lavorare quasi solo per pagare le tasse e morire nei pronto soccorso ospedalieri perchè i medici, figli dei “rivoluzionari sessantottini”, non sanno distinguere un infarto da un’ ernia iatale.  Trionfa  dunque l’ apologia dell’ inavasore, sia esso la marea zingara che quelle africana, esteuropea o mediorientale. Case e città in mano a clandestini invasori coccolati come primogeniti maschi dalla sinistra, qualità della vita scesa a livello delle fogne rumene, violenza e criminalità a livelli soffocanti e tolleranza, al limite della connivenza, per i delitti commessi da clandestini, in sostanza caos totale.   Questa è l’ Italia della sinistra che vuole la famiglia di Stato e i figli di nessuno da lobotomizzare fin dall’ asilo. E’ contro questa Italia-Corea del Nord che deve nascere un nuovo risorgimento patriottico, culturale ed economico, del quale si facciano portatori l’ imprenditoria indipendente dal liquame politico, l’ intellighenzia non appecoronata e non prostituita alla tessera rossa, la Chiesa cattolica e cristiana liberata dai pedofili, dagli omosessuali e, infine, la famiglia naturale, cellula vitale di una società civile che bandisca i crimini di genere contro l’ infanzia progettati e perpetrati dal fanatismo settario della sinistra. In assenza di ciò sarà guerra civile e distruzione totale.

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