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dis-onorevoli.

VITTIMA E CARNEFICE.

Sulle dinamiche mentali che caratterizzano il complesso rapporto fra vittima e carnefice sono stati scritti “rigagnoli” di inchiostro accademico che, come tutte le esercitazioni fini a se stesse e basate su autocompiacimento lessicale, hanno inciso sui comportamenti sociali come la pioggia sui vetri delle finestre. Provare a considerare vittima la popolazione di una nazione e carnefice la sua classe politica può forse incidere la scorza di masochismo che condiziona milioni di persone al momento del voto politico per la scelta del loro destino esistenziale. E’ provato, oltre ogni ragionevole dubbio, che la gran parte del così detto corpo elettorale voti più contro qualcosa e qualcuno che per convinzione e consapevolezza.  Ciò si riscontra soprattutto nel ceto economicamente e (purtroppo) culturalmente basso che, abituato a dover chiedere anche ciò che spetta di diritto, si affida ad una interminabile serie di “masanielli” che si avvicendano senza soluzione di continuità, come direbbero i puristi del politichese, sul teatrino della politica nazionale e locale. Un esempio emblematico è dato dal caso del Movimento 5 Stelle il quale, accreditatosi di capacità taumaturgiche e… lattoniere (voleva aprire il Parlamento come una scatola di sardine!), ha impiegato meno tempo ad imborghesirsi ed integrarsi nell’ odiato sistema che a togliersi le toppe al sedere con cui è giunto agli scranni  parlamentari. Sono ancora nell’ aria gli “osanna” per i nuovi “cittadini rivoluzionari” ma nessuno ha visto realizzarsi un milligrammo di rivoluzione a fronte delle tonnellate di strafalcioni grammaticali e di ignoranza istituzionale. Ma cosa spinge un popolo (la vittima) a votare per il suo carnefice (una classe politica incompetente, vampiresca e parassita) anche dopo ripetute ed inconfutabili prove? Credo sia per ignoranza mista all’ odio di contrada che, insieme, prescindono da ogni considerazione razionale impedendone addirittura il semplice abbozzarsi. Come può infatti un partito di sinistra che pone alla sua base ideologica l’ annullamento dell’ individuo in favore della “celebrazione” della massa, che in realtà significa soltano l’ annullamento di masse di individui, ottenere milioni di voti dagli stessi che intende annullare? Possibile che domini una inconsapevolezza di classe tanto forte da ottenebrare le menti anche per fare un semplice due più due? Credo di no. Credo che a dominare e indirizzare la mente della massa di sinistra sia un antagonismo di stampo primitivo, nel senso che è presente fin da quando vestivamo alla cavernicola. E’ la clava infatti e non l’ ideale politico che domina! E’ l’ odio ideologico che fa apporre la croce su quel simbolo elettorale e non l’ evidentissimo e fallimentare “progetto politico” che esso rappresenta. Finchè si voterà “contro” ci saranno i furbi che sfrutteranno tale infermità mentale conducendo masse inconsapevoli in cortei “contro”, in scioperi “contro”, in guerre “contro”. Altro esempio per spiegare il misero meccanismo mentale è dato dal peggior pizzo di legge esistente in Italia: l’ Imu sulle case e beni strumentali come negozi, terreni agricoli e capannoni. Il proletario vota per chi la impone solo perchè è convinto che essa incida poco sul suo risicato patrimonio, sul suo buco di appartamento, e gode nel pensare che i “signori”, quelli che “possiedono”, i capitalisti, vengano svenati dall’ imposta. Non si domanda se essa è giusta e costituzionale, gli basta che sia punitiva per il “nemico politico”, punto. La vittima si compiace quindi del fatto che ci sia un’ altra vittima che soffre di più e così continua a fare il gioco del carnefice di entrambi. Il dramma è che attraverso lo “specchietto retrovisore universale”, la Storia, risulta che ciò avviene da millenni e che l’ afa sociale, il tedio esistenziale, la sorda ignoranza delle masse, risultino scosse solo da estemporanee ed inutili “rivoluzioni” che hanno solo peggiorato tragicamente le cose come dimostrano tutte le rivoluzioni comuniste avvenute. L’ eterno teatrino della politica, da Socrate alla attuale tirannia dell’ ignoranza, non conosce evoluzione ed è sempre la medesima melma dentro la quale cialtroneggiano disinvolti solo i parassiti politicanti e dentro la quale soffoca la libertà.

EUTANASIA DELLA DEMOCRAZIA.

L’ Italia, risorta dalle macerie del fascismo, si era trionfalisticamente autodefinita Repubblica Parlamentare nel chimerico auspicio di immunizzarsi contro un altro morbo totalitario. Così non è andata e dopo una inarrestabile cancrena proveniente dal basso, come direbbero i puristi del politichese “per via consigliare”, la sinistra, cioè il comunismo opportunamente travestito da social democrazia, è giunta al potere totalitario e oggi occupa sia l’area governativa che quella di opposizione. Infatti il ruolo interpretato dal centro destra residuale è solo una macchietta, silenziosa quanto sterile, di opposizione essendo questa compagine miserabilmente impegnata in dispute interne e tradimenti a ripetizione. Ma torniamo al comunismo attuale che recita, come Arlecchino, la commedia del servo di due padroni: serve il potere centrale che fa leggi distruttive per l’ economia e la società e serve la piazza con finte manifestazioni di dissenso pilotato contro le medesime leggi.  Risultato: un sempre maggior numero di “sinistre” soggiocano la politica, sterilizzano il Parlamento e minano le fondamenta della Democrazia. E’ un meccanismo perverso che si avvale della instancabile opera di magistrati militanti tesa ad intimidire il contrasto politico da parte di un centro destra infarcito di riciclati e riciclatori dei riti della prima Repubblica. Grazie a tale spiegamento di forze la sinistra è riuscita ad occupare tutte le cariche istituzionali, la stanza dei bottoni e l’ opposizione, seppur di facciata. Ergo l’ Italia è precipitata in una “dittatura parlamentare” che sforna leggi liberticide e incostituzionali  con il silenzioso bene placito di una Corte Costituzionale che appare orientata politicamente. Da questa caotica fucina infernale escono mostruosità legislative come la ipertassazione dei risparmi e della casa, la distruzione dell’ etnia italiana e l’ assoggettamento ad una Unione Europea che considera il nostro Paese ne più ne meno che un Burkina Faso. L’ eutanasia della democrazia è iniziata dal 1968 con lo scardinamento della scuola, è proseguita con quello della famiglia ed ora punta diritta, per la sua fase finale, sulla frantumazione dell’ identità nazionale tacciando di razzismo e perseguendo chiunque voglia rimanere italiano. Ad ulteriore supporto di questa strategia i media, fra i quali spicca la televisione di Stato finanziata con il pizzo canone, diffondono l’ immagine di un Paese dove tutto è di sinistra, dove non ci piò essere dissenso, dove non si può  pronunciare la parola negro ma si deve accettare di essere ammazzati a picconate da un negro, dove sei schedato come un evasore se ti concedi una crociera, dove devi lavorare quasi solo per pagare le tasse e morire nei pronto soccorso ospedalieri perchè i medici, figli dei “rivoluzionari sessantottini”, non sanno distinguere un infarto da un’ ernia iatale.  Trionfa  dunque l’ apologia dell’ inavasore, sia esso la marea zingara che quelle africana, esteuropea o mediorientale. Case e città in mano a clandestini invasori coccolati come primogeniti maschi dalla sinistra, qualità della vita scesa a livello delle fogne rumene, violenza e criminalità a livelli soffocanti e tolleranza, al limite della connivenza, per i delitti commessi da clandestini, in sostanza caos totale.   Questa è l’ Italia della sinistra che vuole la famiglia di Stato e i figli di nessuno da lobotomizzare fin dall’ asilo. E’ contro questa Italia-Corea del Nord che deve nascere un nuovo risorgimento patriottico, culturale ed economico, del quale si facciano portatori l’ imprenditoria indipendente dal liquame politico, l’ intellighenzia non appecoronata e non prostituita alla tessera rossa, la Chiesa cattolica e cristiana liberata dai pedofili, dagli omosessuali e, infine, la famiglia naturale, cellula vitale di una società civile che bandisca i crimini di genere contro l’ infanzia progettati e perpetrati dal fanatismo settario della sinistra. In assenza di ciò sarà guerra civile e distruzione totale.

RAZZISMO? NO, PATRIOTTISMO!

Le devastanti invasioni barbariche che colpiscono l’ Italia ormai da un trentennio e provenienti da ogni latitudine hanno minato le già precarie fondamenta di una  Nazione  ancora in fase socialmente infantile. A causa di ciò l’ Italia non c’ è più! Al suo posto, in barba al sangue Risorgimentale e a quel momentaneo sussulto post fascista, c’è una miserevole area di parcheggio e saccheggio etnico che, oggi si sa in via ufficiale, è gestito a scopi di sporco lucro da politicanti gemellati con mafia e delinquenza varia. Oggi si sa che la decantata “accoglienza” di tanti paladini difensori degli zingari, delle legioni africane, di quelle arabe e di quelle slave, era ed è basata sul tornaconto miliardario della peggiore schiuma fuori uscita dalle fogne italiche ed approdata nel Parlamento ed in ogni livello del potere politico.  Oggi c’è la prova provata della strumentalità a fini politici e malavitosi  nella gestione del mercato dei clandestini fatta sulla pelle degli italiani.  Oggi c’è la prova che la classe politica e burocratica è in buona parte composta da scafisti, da trafficanti di carne umana e da traditori della Patria.  Oggi c’è la prova che la destinazione delle tassse incostituzionali, imposte sulla casa. è la saccoccia dei corrotti e dei corruttori, altro che sacrificio dovuto per senso civico e imposto dai vari decreti “salva (affossa) Italia” con cui questa marea di sterco vestita da politicanti e burocrati ci prende per i fondelli. Oggi c’è la prova della volontà di spoliazione che ispira le politiche del “rigore” di stampo teutonico ai danni dell’ italiano, reo di essere riuscito a costruirsi casa e dotarsi di conto correntre bancario. Oggi c’è la prova che l’ Italia non esiste e che aveva ragione Metternich quando, 200 anni fa, la definiva una “semplice espressione geografica”.  Oggi c’è la prova che avevamo ragione noi, i così detti “razzisti”, quando già da tre decenni prevedevamo la fine della nostra patria e della nostra etnia per mano dei “buonisti, accoglienti e dementi” che hanno eliminato le frontiere e si sono arricchiti con la calata dei nuovi Lanzichenecchi. Non era razzismo ma vero ed autentico patriottismo! Era vedere oltre un palmo dal proprio naso, era fare semplicemente due più due,  cose banali che non riescono, ed oggi sappiamo perchè, ai miserabili politicanti, ai parassiti della burocrazia, in tutto uguali alla criminalità mafiosa.  La “scoperta” della cupola mafiosa romana aggiunge rabbia e voglia di rispolverare la ghigliottina per depurare l’ Italia e spazzare via il liquame del tassa e ruba, dell’ espropriazione della casa  e del reddito prodotto dal lavoro.  A ciò si aggiunge l’ uletriore presa per i fondelli della costituzione come parte civile, nell’ affaire cupola,  del Comune di Roma, “l’ illibata”  istituzione che si chiama fuori dal sabba di corruttela. Ma dove era il Comune quando i fiumi di denaro puibblico fluivano in piena nelle saccocce dei predatori di partito e non ? Dove erano i suoi strapagati organi di controllo? Ciò spiega perchè ogni Comune d’ Italia sia in deficit spaventoso e a cosa serva il decentramento della spesa pubblica: a fabbricare nuovi faraoni, nuovi analfabeti arricchiti e ad affossare la Nazione. Il tutto all’ ombra dell’ ipopcrita e demenziale multiculturalismo di stampo mafioso buonista.  Oggi sappiamo chi sono i veri razzisti nei confronti dell’ Italia e degli italiani. Ricordiamocelo tutti al momentoi del prossimo voto politico altrimenti dimostreremo di meritare la cupola mafiosa d’ Italia.

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