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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Cretini di successo

DI TUTTA L’ ERBA UN FASCIO.

Il titolo “antifascismo” aveva perso negli ultimi anni il suo appeal e,  di conseguenza, la sua rendita politica con la quale sono state svezzate intere generazioni di comunisti. Tanto è vero che un “fascista”, presunto doc, come “l’ immobiliarista” di Montecarlo, era salito al “soglio pontificio” della sinistra in chiave antiberlusconiana e collaborava istituzionalmente con il comunista anti Sacharov inquilino del Quirinale. Si era dunque verificata quella “convergenza parallela” tanto cara a Moro nel teorema DC-PCI, nemici politici di giorno e compari di notte con conseguenti enormi “benefici”  per la democrazia e per la libertà. Come sappiamo la DC è defunta e dunque il nuovo compromesso (anti)storico poteva essere fatto solo con i figli di quel fascismo ormai inoffensivo e non più redditizio politicamente.  D’ altra parte è arduo contare quanti comunisti “puri e duri” siano usciti dalle fila dei camerati con camicia nera. Ergo il fascismo, non pagando più i dividendi politici, era stato sotterrato come una non più necessaria ascia di guerra. Ma, come è noto a tutti tranne a quelli che ancora la votano, la sinistra è così priva di contenuti politici, di prospettiva democratica, di capacità governative e di cultura della libertà, che, per distrarre le sue “masse critiche”, il suo gregge elettorale, dai  fallimenti clamorosi, conseguiti sempre con successo, in questi sei anni di “dittatura Napolitan-comunista”, ha dovuto rispolverare le vecchie cianfrusaglie propagandistiche di partito ” riesumando, da un giorno all’ altro, il totem dell’ anti fascismo. Miserabile idea per miserabili politicanti incollati al potere da una delle due ideologie che hanno insanguinato il mondo nel secolo passato, l’ altra è, ovviamente, il suo  cugino nazismo.  Mentre l’ Italia è diventata la pattumiera d’ Europa, il Paese nel quale si può defecare sui monumenti e per le via cittadine, il Paese nel quale se sei “rifugiato” o zingaro puoi ammazzare, rubare e violentare con la pena di uno scappellotto, loro, i comunisti che hanno sterminato milioni di persone, ebrei, zingari, dissidenti politici, loro rimettono in funzione la grancassa dell’ antifascismo.  E si sentono cloache rosse che predicano addirittura la distruzione di monumenti e costruzioni risalenti al ventennio fascista, dimostrando con ciò di essere del tutto identiche ai terroristi del così detto Isis che hanno demolito le tracce di civiltà dei secoli passati. Da tutte le associazioni ( a speculare politicamente) nate con la morte del fascismo, da tutti quei riciclati che hanno smesso l’ uniforme repubblichina per indossare la camicia rossa assai di moda, da tutti questi parassiti dell’ antifascismo, si levano strali e minacce contro una ideologia, morta e sepolta, prontamente raccolte da quella parte di magistratura sempre pronta ad assumere comportamenti “legislativi” che non le competono per Costituzione.

LA PESTE BUROCRATICA.

Il decadimento mentale del singolo individuo, che assume rilevanza nazionale con il decadere della legge a succube  braccio amministrativo, è dovuto al dominio della burocrazia, cioè della quintessenza dell’ idiozia umana. Il burocrate è la negazione dell’ uomo filosofo, ragionatore, critico e fantasioso. In sintesi è la negazione dell’ intelligenza. Esso si pone al servizio dell’ appiattimento sociale,  è l’ ottuso sergente dell’ omologazione del pensiero, è il servo viscido delle dittature. E’ una comparsa che ambisce al ruolo di protagonista attraverso l’ eliminazione di questi. Burocrazia è mancanza di autogoverno della persona, è la montagna di norme che schiaccia la libertà quotidiana, è la nevrosi regolamentatrice tipica delle menti inferiori incapaci di concepire pensieri e che, giocoforza, ad essi oppongono regole e cavilli, pastoie e cervellotici labirinti normativi.  La decadenza generale che stiamo vivendo origina dalla burocrazia e di essa moriremo se l’ individuo pensante non si ribellerà al sistema burocratico che lo vuole incapace di pensare, sottomesso alla regola e privo di iniziativa.  Il burocrate è colui che appone sul flacone del detergente per pavimenti l’ etichetta altisonante di “presidio medico chirurgico” soltanto perchè nelle quote degli elementi costituenti si dice che svolga azione disinfettante.  Ora, la convinzione che i pavimenti soffrano di patologie tali da rendere necessario l’ impiego di “presidi medici chirurgici”,  può “germogliare” solo nella desertica crapa di un burocrate maniaco delle etichettature. Proprio come lo erano i nazi-comunisti che “denominavano” le vittime nei loro campi di concentramento con etichette alfanumeriche incise sulla pelle. Il burocrate è colui che attribuisce ad un detersivo per lavapiatti o lavabiancheria una “tecnologia” per combattere unto e macchie in luogo di un semplice processo chimico dovuto all’ azione di sostanze presenti nel prodotto. Sarebbe allora tecnologia anche l’ azione del disseccante cosparso sui campi in agricoltura. Il burocrate è quel pazzo che arriva ad immaginare la classificazione della famiglia in genitore 1 e genitore 2, procedura da estendere poi ai figli che se saranno maschi saranno tutti 1 e 2 se saranno femmine. Il burocrate è quel cretino che arriva a negare i due sessi affermando che trattasi di distinzione anti democratica e discriminatrice nei confronti di chi in essa non si riconosce.  E’ lo stesso che affermare che non esiste solo la Terra e il Cielo, o l’ acqua e il fuoco, ma che esistono stati fisici intermedi di essi: “fuocoacqua o Terracielo”, limbi nei quali “sicuramente” si può collocare chi è diverso.  E’ patetico vedere come questi idioti burocrati tentino di eludere la realtà per etichettare “nuovi” prodotti della natura come ad esempio gli omosessuali, che altro non sono se non maschi e femmine con anomalie psicofisiche che impediscono loro la “fruizione” (detto in burocratese)  naturale della sessualità. Il burocrate idiota va oltre la irrazionalità e si diverte a prendere per i fondelli chi è colpito da menomazioni fisiche. Ecco allora emergere dal liquame lessicale ideologizzato del burocrate espressioni come “normodotato” per indicare persona sana e normale, “ipovedente o non vedente” in luogo di cieco che appare politicamente scorretto, “ipodotato, portatore di handicap” per non dire paralitico o zoppo. In questa forsennata rincorsa alla negazione dei concetti di normalità e sanità il burocrate, sempre più cretino, pone in atto il bluff della “normalità” della anormalità, nella delirante convinzione che le infermità fisiche scompaiano semplicemente negandone l’ esistenza.  Coloro che ne soffrono sanno bene che non è così.  Nel teatrino dei burattini politicamente corretti vanno in scena raccapriccianti commediole ideologiche che poi opportunamente e prontamente vengono tolte dal “cartellone” per far posto ad un’ altra categoria più remunerativa per la tasca ed il seggio, ad esempio gli immigrati. Costoro d’ improvviso diventano rifugiati, richiedenti asilo politico e dunque burocraticamente intoccabili. Nuovi soggetti rispetto ai quali piegare la democrazia, l’ uguaglianza giuridica e la libertà personale, a basse e corrotte logiche di bottega. Tutti  valori che  devono scomparire per far posto all’ immigrato, rifugiato, richiedente asilo, che ha il diritto di viaggiare senza pagare il biglietto, ha diritto di stuprare perchè nei villaggi d’ origine si fa così, ha diritto di occupare case lasciate momentaneamente incustodite dal legittimom proprietario. Ha il diritto ad una paghetta quotidiana da finanziare con i soldi dell “Stato sociale” che così deve chiudere i rubinetti per gli italiani.   Tutto ciò è l’ affare del secolo per i partiti della non politica, per le cooperative catto-comuniste e clerico-comuniste. Miliardi di euro che transitano attraverso le maglie larghe del buonismo per finire, in gran parte, nelle tasche di faccendieri, burattinai e burattini. Il burocrate sguazza nel buonismo burocratico ed elargisce perfino servizi di assistenza psicologica a mani basse a questa immigrazione selvaggia rendendola pulizia etnica in danno dell’ Italia e degli italiani. Burocrazia erba parassita e peste sociale.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

REFERENDUM: MILLE VOLTE NO!

Alla fine la sinistra ideologico-salottiera si è dovuta piegare alla Costituzione e ha dovuto fissare la data per la celebrazione del referendum confermativo da essa odiato e storicamente considerato inutile esercizio di democrazia dal basso essendo “finalmente” l’ Italia dominata da una elite snob e profondamente razzista nei confronti del suffragio universale. Ora tocca alle menti libere liberare l’ Italia dalla micidiale morsa del politicamente corretto, dalla spocchia intellettuale di quattro cialtroni che si sentono superiori alle masse e  ritengono  che esse debbano essere governate dall’ alto, da quella “borghesia rossa” furba e falsa che dopo averle usate come teste d’ ariete per raggiungere il potere non  riconosce loro nemmeno la capacità di votare. Tocca alle menti libere, ai non salariati di partito, impedire l’ abbattimento di due capisaldi della democrazia: Parlamento elettivo e suffragio universale. Perchè è di ciò che si tratta, è ciò che la “riforma” sinistra vuole ottenere, al di là della chiacchiere su presunti risparmi di spesa pubblica e su modernizzazioni sociali che essa è strutturalmente incapace anche solo di pensare. Nessuna democrazia al mondo prevede un Senato nominato da altri poteri politici quali Comuni e Regioni. Il tentativo di golpe rosso strisciante è palese e perfettamente in linea con quanto, solo più cruentemente, già fatto dal comunismo sovietico e dal fascismo nostrano. La prima mossa dei regimi dittatoriali rossi e neri è sempre stata la chiusura o la sterilizzazione del Parlamento, con conseguente attribuzione al partito di ogni facoltà e potere legislativo. Il pierino fiorentino deve averne sentito parlare durante i suoi trascorsi giovanili nelle stanze delle chiacchiere e ne deve essere stato fulminato e affascinato tanto da immaginarsi Duce o “Lider maximo”, che è lo stesso, della povera Italia ormai malata terminale di sessantottismo. Egli stesso, il pierino fiorentino, è l’ immagine reale di questi progetti extraparlamentari: infatti il suo deretano occupa la poltrona di Presidente del Consiglio senza il passaggio elettorale, il fondamentale vaglio della democrazia, essendo stato lì posto da unilaterale decisione di un suo compagno di partito o bottega. La faccia tosta di cui sono dotati i derivati marxisti, che al pari di quelli finanziari sono autentiche metastasi antidemocratiche, li porta a spacciare per riforme istituzionali clamorosi progetti di dittatura ad opera di una “elite” di “pensatori” nei confronti di una popolazione ritenuta ignorante e incapace di autodeterminarsi. Ed ecco allora spacciare l’ eliminazione del CNEL, carrozzone di tutte le repubbliche già “soppresso” in almeno quattro o cinque leggi finanziarie, come immenso risparmio di denaro pubblico. E’ la tipica capriola del politicamente corretto che mentre vieta il fumo perfino nei giardini pubblici ne getta infiniti nuvoloni mediatici e propagandistici negli occhi delle masse declassate così da “critiche” ad acefale. Il coro delle voci rosse è numerosissimo e contempla quell’ imprenditoria che da sempre fa affari con la sinistra “anticapitalistica”, quei salottieri con la bocca a culo di gallina, sempre pronti a rispondere alla chiamata ideologica che porta nelle loro capitalistiche saccocce milioni di euro, notorietà televisiva, premi Nobel e letterari. Questo è il fronte del sì allo svuotamento parlamentare e alla nascita del comitato di salute pubblica che, esso solo, sa quali siano i bisogni, i desideri e i sogni di tutti ed esso solo decide chi abbia il diritto di soddisfarli. A questo fronte di oligarchi e di prepotenti deve opporsi il fronte del NO, ultimo baluardo in difesa della moribonda Democrazia. Esso deve smascherare e vincere l’ ennesimo cavallo di Troia politico, questa falsa riforma istituzionale attraverso cui la sinistra vuole espugnare la fortezza della democrazia eretta su un Parlamento elettivo e libero e sul suffragio universale. Non incantino le misere storielle sul risparmio di soldi pubblici e sul rinnovamento istituzionale perchè quando la sinistra sbandiera risparmi mira solo a togliere servizi come nella Sanità e nella scuola; e in questo caso vuol togliere di mezzo il servizio essenziale per una Nazione: la democrazia garante della libertà.  Se davvero il pierino fiorentino avesse cercato il risparmio di spesa pubblica lo avrebbe trovato nella drastica diminuzione di parlamentari e nella diversificazione delle funzioni legislative delle due Camere ponendo fine al ping pong di leggi e mentenendone l’ elettività con il voto di tutti esteso anche all’ elezione del Presidente della Repubblica. Tutto ciò era già contenuto nella riforma istituzionale varata dal Governo di centro destra e bocciata dal referendum confermativo condotto dalla sinistra. Questa  avrebbe davvero comportato risparmio e modernità nel rispetto della Costituzione, ma si sa non sono questi gli obbiettivi della sinistra, male oscuro universale. Mille volte NO ad un aborto istituzionale. Mille volte NO alla fine del Parlamento italiano nato dal Risorgimento e sopravvissuto al fascismo. Mille volte NO lo grida l’ intelligenza.

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