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Come non essere razzisti? Genocidio strisciante del popolo italiano.

IL SOVRANISMO E’ COSA SERIA.

L’ etichettatura dispregiativa del nemico politico, perchè per essi di ciò si tratta, è una specialità dei regimi totalitari e delle ideologie che li sostengono.  Dopo la caduta del fascismo chi non aderiva all’ ideologia comunista era bollato, oltre che come fascista, con il termine qualunquista, in una accezione del tutto diversa da quella pensata e voluta da Guglielmo Giannini, l’ ideatore dell’ Uomo Qualunque quale figura sociale post bellica. Qualunquista, per i comunisti, equivaleva ad imbecille politico, ad analfabeta globale incapace di cogliere la grandezza del verbo marxista, leninista e maoista. I chierichetti del Capitale si sono sempre autocertificati intellettualmente superiori agli altri, e in questa classificazione spocchiosa e salottiera hanno materializzato tutte le loro, in verità residuali, capacità politiche.  Oggi sono di moda le etichette di sovranisti e populisti per marchiare chi si dissocia dalla perdita di identità nazionale perseguendo la salvaguardia della propria etnia. In estrema sintesi chi vuole continuare a sentirsi italiano, chi rivendica il rispetto della razza, dei confini e dell’ autonomia nazionale, sarebbe un troglodita che non ha compreso l’ importanza di diventare suddito di quella nuova sovrastruttura politica chiamata globalizzazione, della quale l’ Unione Europea, che così si scrive ma patto di potere franco-tedesco si legge, è espressione diretta. Da queste premesse è partita la campagna di demonizzazione del così detto sovranista. Il termine viene pronunciato dalle vestali della sottomissione al potere europeo atteggiandosi  ad intellettuali superiori e guai a chi non si uniforma, a chi non aderisce ai diktat economico politici franco-tedeschi. Quando doveva dare la scalata al Potere il comunismo urlava “avanti popolo” oggi, a potere conquistato, il popolo italiano non serve più, deve essere cancellato e sostituito da un caleidoscopio etnico in nome della follia multirazziale. Su più vasta scala vuole ripetere quanto fatto per la cancellazione della famiglia e la sua sostituzione con caricature così dette arcobaleno umiliando e sporcando la fonte dei più bei fenomeni naturali. D’ altra parte, nella sinistra, è genetico trasformare cose nobili in strumenti di aggressione e sopraffazione. Emblematica è l’ adozione di falce e martello, nobili arnesi da lavoro, e la loro trasformazione in armi da combattimento di classe. “Prendete la falce, prendete il martello picchiate forte picchiate con quello” recita una strofa di uno dei tanti inni buonisti e pacifisti. Dunque sovranista quale peggiore offesa da arrecare a chi rifiuta il collare e il guinzaglio, a chi è orgoglioso di difendere la propria casa dalla manovalanza barbara e dalle elite salottiere che di essa si giovano per realizzare il loro miserabile progetto. Personalmente sono e rimarrò sovranista per sempre, come sono per la difesa dell’ individuo e contro la sua cancellazione in favore della massa informe tanta cara ai capibastone rossi. Colui che ama e difende la propria individualità ponendola al servizio di milioni di altre individualità e rifiuta di essere considerato soltanto come uno del branco è strumento di progresso intellettuale e sociale. Mentre il bene dell’ individuo è il bene di tutti, quello della massa, ignorante, sottomessa e passiva, è il bene della elite che la governa e se ne serve drogandola con l’ ideologia dell’ odio e dell’ invidia. La protezione dell’ individualità permette ad ognuno  di salire e migliorare socialmente. La sua negazione fa sprofondare tutti nella massa affamata, ignorante e rancorosa. L’ Unione Europea può essere bella e civile solo se c’è un’ Italia libera, forte e italiana, e questo, ovviamente, vale per tutte le Nazioni che la compongono. Al contrario una UE priva delle identità nazionali è solo un recinto, un campo di sterminio della civiltà e della identità etnica, gestito da due Nazioni forti e prepotenti.

ZINGARI E IPOCRISIA.

Il Ministro del “progresso civile ed economico” Salvini (finalmente) ha detto solo mezza parola, dopo il grido di dolore lanciato dagli abitanti di Roma  privati della loro libertà, sugli zingari  che la degradano e subito si è scatenata la gazzarra buonista, idiota e politicamente vomitevole della sinistra. Istantaneamente si sono aperte le paratie dell’ ipocrisia e tutti hanno preso ad urlare al razzismo e al nazismo dimenticando, ovviamente, le deportazioni di zingari compiute a suo tempo dal “nobile” comunismo sovietico. Salvini ha soltanto raccolto l’ appello di milioni di romani e italiani che non ne possono più delle scorrerie criminali, a base di furti, borseggi e violenze, perpetrate dai “poveri e deboli” zingari. Ha soltanto detto di voler verificare la possibilità di far rientrare nella civiltà queste pseudo comunità che vivono fuori da ogni schema e nel totale disprezzo della legalità. Forse alla sinistra buonista risultano normali le condizioni abitative, di costume e dell’ arrangiarsi con ogni mezzo, che caratterizzano queste etnie rimaste ancora primitive nel terzo millennio.  Alla sinistra, evidentemente, non frega un cavolo se questa “povera e indifesa” minoranza vive di furti quotidiani ai danni degli italiani e dei turisti, follemente convinta come è che se possiedi qualcosa chiunque sia leggittimato ad espropriartela. La letteratura giudiziaria è strapiena di sequestri milionari effettuati negli accampamenti degli zingari: automobili, valuta, gioielli e merce varia frutto di furti e rapine non certo di lavoro in fabbrica. Ma nonostante ciò la sinistra, buonista con tutti tranne gli italiani, continua a tutelare questo stile di vita basato sulla assoluta mancanza di dignità, civiltà e rispetto delle leggi. E’ forse civile imporre matrimoni a bambine che vengono comprate come fossero suppelletili da adulti e addirittura vecchi? No è pedofilia violenta! E costringere minori a rubare,a vivere senza traccia alcuna di igiene e istruzione al fine di perpetuare la barbarie della tribù è civile? No, è sguazzare nel liquame! Certo, ognuno ha il diritto di vivere come meglio o peggio crede, ma allora abbiamo, noi italiani, l’ obbligo e il diritto di voler vivere in pace e senza doverci chiudere in cella barricando le nostre case per difenderle dai predatori. Abbiamo quel sacro diritto, che la Democrazia attribuisce alla maggioranza, di dettare le regole di vita, di decoro, di dignità e decidere di non voler essere insidiati, infastiditi e aggrediti da una minoranza che si ostina a voltare le spalle alla civiltà. Noi, gli italiani, dobbiamo rispettare leggi e regole,  e se un genitore dà uno schiaffo pedagogico al proprio figlio, spesso, scattano i mille tentacoli della così detta assistenza sociale e giudiziaria minorile pronta persino a sostituirsi al genitore. Cosa fa questo esercito di  “psicologi  e di pedagogisti” e giudici di fronte allo sfruttamento e alle violenze alle quali sono assogettati i minori zingari? Un bel niente. Un totale lavarsi le mani dietro l’ alibi della autonomia etnica e sociale e degli usi di queste popolazioni. Qualche giudice si è spinto a giustificare ed attenuare giudizi di colpevolezza nei confronti di zingari, per reati contro la persona e il patrimonio, semplicemente perchè rientranti nei “consueti canoni comportamentali” previsti dal loro costume sociale. Dunque, se per costume rubare e violentare è lecito costoro non sarebbero punibili. Pazzia buonista che si commenta da sè. Ma torniamo al Minostro del “progresso civile ed economico” Salvini e alla sua voglia di raschiare via il sudiciume del politicamente corretto che ha trasformato gli italiani in prigionieri in casa loro. Continui il Ministro, non si scoraggi per le isteriche urla e le minacce buoniste, non abbia paura di quei razzisti verso l’ Italia e gli italiani, dalla sua parte ha la maggioranza pensante e votante che non si farà mai lobotomizzare dal “(non) pensiero unico e demente” di quella ideologia socialmente cancerogena. Da questa parte c’è la civiltà, dall’ altra c’è la voglia di guerra civile e di sottomissione del popolo italiano. Scegliere, per chi ha cervello,è semplice e doveroso.

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