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Ateismo un teorema acefalo

VITA O MORTE PROGRESSIVA?

Quando si nasce (o si comincia a morire) si è spinti da forze sconosciute che dettano imperativi biologici in grado di far sopreavvivere organismi totalmente indifesi e non autosufficienti.  Già questo meccanismo naturale introduce elementi soprannaturali e spirituali idonei a chiudere la bocca, sempre spalancata come le finestre di una casa abbandonata, ai super geni dell’ ateismo, specialisti nel negare ma tetraplegici nel proporre.  Dunque la domanda che scavalca le barricate ormai superate dall’ evoluzione del pensiero filosofico postivo non è più se si venga al mondo per una sorta di genesi scientifica o per Mano Divina data l’ evidenza, anche per i sassi, della seconda ipotesi ma, più profondamente, se nasciamo o invece cominciamo a morire. Di primo acchito parrebbero la stessa cosa,   un po’ come l’ immagine rovesciata allo specchio e l’ originale ma, raschiando con l’ unghia della curiosità cognitiva, emerge subito l’ abissale differenza fra le due alternative. Intanto nascere introduce il connotato di evoluzione, sia biologica che spirituale, la tendenza all’ essere e al significare in funzione di un progetto che va oltre la propria persona. Nascere come inizio di un itinerario la cui meta è la ragione stessa del nascere, visto in un divenire di natura e spiritualità, di corpo e anima. In quest’ ottica la vecchiaia, quale decadere fisico, appare la risposta, netta come uno schiaffo, agli atei adoratori della divinità Scienza creatrice della casualità chimico fisica. Se fosse per questa che esistiamo la triste parabola dell’ invecchiamento non avrebbe senso poichè tutto sarebbe regolato dal caso originale, da una immutabile combinazione di fattori biologici che, accidentalmente e inconsapevolmente, avrebbero creato la vita. Accettare l’ ottica del nascere significa vivere cercando di nobilitare il corpo con una dose di spiritualità che non significa necessariamente fanatismo ascetico o ignorante fuga dal corpo e dalla sua naturalità. Mentre accettare la nascita come inizio di una morte progressiva vuol dire seguire passivamente un evento biologico il cui orizzonte esistenziale non va oltre gli istinti della fame e della sete. Nascere è sentirsi parte di un universo popolato da altre creature e rispettarne la vita come fosse la propria. Morire progressivamente è considerarsi il centro di un universo da depredare, da divorare, da sottomettere, da usare e gettare a proprio irresponsabile piacimento. E’ in sintesi la cultura della vita contro quella della morte. Se si nasce non si uccide, non si ruba, non si incendia, non si spara, non si stupra. Si è scienza e coscienza, si è autentici individui con l’ anima presente nella mente e nel cuore. Se si muore a partire dalla nascita si è materia indefinita, magma distruttivo ed insignificante una volta raffreddato, orgoglioso solo della fetida scia lasciata al proprio passare insieme al male arrecato. Nascere come prospettiva umana, filosofica e spirituale dunque, e morire dalla nascita come assenza di prospettiva, di valore, di significato e di finalità. Venire al mondo è facile e possibile a tutti, saperci stare e conferirgli dignità è riservato a pochi.

SINISTRA VS GESU’. NON E’ UNA NOVITA’.

L’ attacco frontale sferrato dalle armate dell’ ignoranza contro la Croce, il Presepe e il Santo Natale, non è liquame di oggi ma affonda le putride radici agli inizi del secolo scorso e negli anni disperati del secondo dopo guerra con la contrapposizione all’ occidente cattolico del blocco sovietico. A quei tempi essere comunista equivaleva ad essere ateo anzi, un  bravo (?) comunista doveva tassativamente essere un anti Cristo e un mangia preti. A partire poi dalla “peste sociale” del ’68 iniziò la guerra per la supremazia sulle pareti delle aule scolastiche e degli uffici pubblici: il Crocifisso doveva essere rimosso (e allora non c’ era l’ alibi ipocrita dell’ offesa ad altre religioni) per far posto alle effigi dei “rivoluzionari” comunisti. Le scrivanie degli impiegati statali divennero la passerella ufficiale di tutta la schiuma guerrigliera e di tutti gli sterminatori di popoli targati “internazionale comunista”, i Vangeli e la Bibbia vennero sostituiti, nel ristrettissimo orizzonte culturale della massa, dal libercolo rosso di Mao Tse Tung. L’ anticlericalismo divenne anti Cristianesimo e il materialismo storico divenne il nuovo “verbo” per diverse generazioni piegate dal pensiero unico. Ci fu anche un miserabile  tentativo di arruolare Gesù nelle fila del socialismo europeo,  di gran moda negli anni ’80, attraverso un’ operazione di riduzione schematica del pensiero cristiano ad una espressione, divenuta popolare fra gli acculturati a base di “bignamini”, secondo la quale Gesù sarebbe stato il primo socialista della Storia. L’ operazione fruttò soltanto un “raccolto” di catto comunisti che si sistemarono sugli strapuntini politici di volta in volta offerti loro dal demagogo di turno per garantirsi una risicata maggioranza parlamentare. Nel frattempo, nel ventre molle di una società che si arricchiva col crescere del debito pubblico, spuntavano gli atei da salotto, gli intellettuali per auto certificazione, i fiancheggiatori con la erre moscia della carta stampata, che riuniti sotto l’ ala generosa della sinistra si occupavano di diffondere il nuovo “vangelo”: la superiorità culturale della sinistra. Ed eccoci ai giorni della guerra al Presepe, al Santo Natale e alla Croce, guerra esplosa nel momento in cui queste orde di “intellettuali” a pagamento hanno smesso di essere atee intransigenti e “scientifiche” e si sono riscoperte tutrici incondizionate di tutte le religioni ad esclusione di quella Cristiana. La ipocrita preoccupazione di non “offendere” l’ islam con i simboli della Cristianità è solo la foglia di fico che la sinistra usa per ribadire e rafforzare il suo odio totale contro la spiritualità di Gesù, la Sua tutela assoluta della vita e della libertà dell’ individuo. Chi brama il potere, chi ne fa la ragione unica dell’ esistenza, come fanno i regimi totalitari, e in ciò il comunismo è in ottima compagnia del nazi fascismo e del fondamentalismo religioso, non può amare Gesù Cristo anzi, proprio non può sopportarne la vista e la presenza nei Suoi simboli. Sinistra e ateismo da salotto sono mangia preti e contemporaneamente lecca Imam. Un chiaro esempio della incoerenza strutturale del (non) pensiero unico comunista. D’ altra parte a questa formazione politico elitaria servono due cose, due pilastri sui quali reggersi: una “intellighenzia” prezzolata e piegata a 90 gradi e una massa acefala, ignorante e rabbiosa, da condurre al guinzaglio. Può una simile infrastruttura politica reggere il confronto con la filosofia Cristiana? Assolutamente no! Ed è per questo che vuole eliminare la Croce, il Presepe, il Santo Natale insieme ai valori morali e di libertà che rappresentano. L’ ipotizzata e inesistente “offesa” all’ Islam non c’ entra niente.

PIDOCCHI DA PALCOSCENICO.

La Sinistra, sempre più sinistra, ha le sue avanguardie prezzolate disseminate in ogni angolo della propaganda ideologica come metastasi politiche. Il Teatro, inteso come insieme di strutture non certo come Arte, non sfugge al fatale contagio e vede calcare le tavole dei palcoscenici di provincia da guitti e buffoni  senza pedigree che si affidano all’ insulto contro Gesù per essere notati e recensiti. I  report di quotidiani, anch’ essi in asfissia editoriale, fanno da eco al liquame sperando di vendere qualche copia in più. Dunque la Sinistra, sempre più ignorante, ha varato una serie di ricette sceniche per “cucinare” il suo nemico numero uno, e del quale ha un immenso terrore, per le quali Gesù ora è immerso nell’ urina, preso a sassate da inconsapevoli, e perciò violentati, adolescenti reclutati allo scopo oppure viene usato, in forma di Crocifisso, per scene di masturbazione ad opera di isteriche serve  dell’ ideologia del male.   Inutile, forse, sottolineare la vigliaccheria di questi “artisti” nel prendere di mira il simbolo del bene, del perdono e della non violenza. E’ facile fare i “guerriglieri” contro chi non è armato e non può né vuole replicare. E’ facile essere squadristi nazicomunisti e in tanti, idioti, aggredire uno solo e per di più indifeso.  Non c’è certo verso che questi vili ciarlatani prezzolati indirizzino la loro “arte” da cloaca verso i simboli di altre religioni note per tagliare teste prima ancora di aprire bocca. Bestemmiare Gesù fa tendenza nel mercato della prostituzione intellettuale, si sale ai vertici del pettegolezzo da postribolo, si vendono libercoli  e si ottengono comparsate televisive. E più sono sporchi, più puzzano di ignoranza tanto più sono portati e vanno di moda nella discarica del politically correct.  Ci fosse alla base di questa miserabile insurrezione anti Cristo una rivendicazione di diversità o autonomia religiose si potrebbe in parte comprendere l’ astio e l’ odio viscerali manifestati da questa manovalanza dell’ insulto ma la totale assenza del sia pur minimo “dibattito” dimostra che trattasi di mero bullismo da mancato sviluppo cerebrale. D’ altra parte solo così si spiega come mai tanta parte di individui scelga di non avere un pensiero proprio e si lasci passivamente diluire nella massa anonima primo totem della Sinistra. Al mancato sviluppo cerebrale va abbinata anche la dittatura dello stomaco sullo spirito in forza (cieca) della quale ci si prostituisce e ci si vende per una crosta di pane inzuppata nel liquame. Sono questi gli “artisti” di regime, i “cantori” dell’ immmondizia che seguono, come ebeti, il carro della Sinistra sperando di pagare con una bestemmia contro Gesù il biglietto per salirvi sopra.

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