Blog di Eligio Bartoli

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LA REPUBBLICA GIUDIZIARIA

Parafrasando il primo articolo della Costituzione si potrebbe a ragione affermare che qualcuno ambisca all’ Italia come ad “una Repubblica giudiziaria fondata sulla toga”. La storia degli ultimi  venti anni (ed ancor prima con i famosi pretori d’assalto) riporta numerosissimi straripamenti, con conseguenti inondazioni ideologiche di parte della Magistratura, dal suo alveo costituzionale di organo giudiziario, cioè di rispettoso applicatore delle leggi che il Parlamento delibera e il Presidente della Repubblica promulga. Oggi, come non mai, una parte di Magistratura ideologizzata, pretende di  scagliarsi contro due poteri dello Stato, quello legislativo, il Parlamento, e quello esecutivo, il Governo, appropriandosi delle prerogative di un terzo potere, la Corte Costituzionale, per delegittimare leggi ed azione di Governo. Parliamoci chiaro: siamo a meno di  un passo dal colpo di Stato Giudiziario! Quando il CSMsi riunisce per valutare e stabilire la costituzionalità di una legge, siamo all’usurpazione gravissima dei compiti che la Costituzione attribuisce all’ alta Corte e non già ad esso. Con atti di questo tipo il CSM rischia di porsi al livello degli imbrattamuri di partito che nottetempo sporcavano la vita politica italiana. Attraverso Mass-media compiacenti si divulgano notizie di tale attività censoria con naturalezza, come se nulla fosse, cercando di instaurare il principio della prassi che fa norma. No invece! Il CSM non può intervenire sulla legittimità costituzionale di leggi e “sospenderle” attraverso la non applicazione di esse da parte di magistrati schierati,e quindi non deve farlo. Più che  abuso di potere è usurpazione di ruolo istituzionale che genera grave turbativa politica. Benissimo ha fatto il Presidente Silvio Berlusconi a battere i pugni sul tavolo in più di un’occasione ed a porre alla base della Sua azione politica la riforma dell’apparato giudiziario, e fanno ridere le solite verginelle che si coprono il viso scandalizzate difendendo chi, i pugni li vuole battere sulla nostra testa di italiani. Si rivedano, i signori e le signore del partito buono e compari, il film di Dino Risi “ In nome del Popolo Italiano”. Non è prodotto dal Presidente Berlusconi ma da quell’ Italia liberale e colta che già decenni or sono si ribellava all’ accanimento persecutorio di certi Giudici in mala fede. Il CSM è il solo organo costituzionale che non subisce controlli da alcuno, secondo quanto stabilisce la Costituzione al fine di tutelarne l’autonomia, ma proprio questo grande privilegio dovrebbe prevederne, come contrappeso,  componenti al di sopra delle parti e non, come è nella maggioranza dei casi, al di sotto (nel senso di sotto i piedi) di alcuni partiti. Compete al Presidente della Repubblica vigilare affinché esso non esca dagli argini costituzionali ma, a sua volta, anche il Capo dello Stato è espressione di uno schieramento politico ben individuato e la storia recente ci ha insegnato che Presidenti autodichiaratisi super partes  durante il loro mandato, non abbiano esitato a partecipare attivamente alla vita di un preciso partito politico un volta scaduto lo stesso. Non è proprio il caso di nascondersi dietro veli di autentica ipocrisia, bisogna domandarsi lealmente e realisticamente dove possa iniziare e finire l’imparzialità di un magistrato militante politicamente. Del resto  questa domanda se la posero già, senza giri di parole,  i cosiddetti padri costituenti quando fissarono paletti ben precisi e che oggi sono oggetto di nuova interpretazione per nulla disinteressata. Una volta uscito dal suo argine, l’ordine giudiziario diviene potere, con tutte le conseguenze che sono sotto gli occhi dell’intera Nazione: la vita di essa viene regolata e determinata dall’intervanto di un magistrato. Così una bocciatura a scuola si annulla per via giudiziaria, una persona può vivere, morire o essere curata per sentenza di un giudice e non per opera di medici, un bambino può essere tolto ai propri genitori naturali solo perché un magistrato ritiene che siano vecchi e, a suo insindacabile giudizio, inadeguati, nulla importando se il bambino è amato e allevato con ogni cura. Tale invasione della norma, che di per sé è arida ed insensibile, nella vita degli individui rischia di fare della società intera, che è un organismo variegato, che pulsa e respira mille sfumature, un unico gigantesco tribunale nel quale chi può difendersi economicamente e chi ha santi in paradiso se la cava, ma tutti gli altri, la grandissima maggioranza, è condannata a stare sotto il giogo giudiziario.

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