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BULLI? NO, IDIOTI.

La vergognosa vicenda di Lucca  (una delle troppe) che ha visto protagonisti degli idioti adolescenti e un insegnante palesemente non all’ altezza del ruolo (ormai sono tutti come lui: appecoronati al politically correct) è la carta d’ identità della “buone squola” voluta dai “progressisti comunisti”. Sono trascorsi (inutilmente) oltre 40 anni da quando i primi idioti contestatori non riconoscevano l’ autorità docente e si sedevano, dando le spalle ai professori, durante gli esami universitari (location: facoltà di Magistero a La Sapienza di Roma). Da allora la progressiva corrosione comunista, tesa alla distruzione della scuola (e della famiglia) per sostituirla con la “buona squola”, ha scaricato la valanga di “diritti” sulla Casa dei Doveri spazzandola via come un inutile “orpello reazionario”. Fumo, droga, alcol, cellulari, orari di lezione discrezionali, programmi di studio opportunamente sterilizzati, la Storia utilizzata a fini ideologici, abbigliamento miserabile quale simbolo di appartenenza, gergo fondato sull’ ignoranza grammaticale e sulla violenza verbale, sono diventati i capisaldi della “buona squola” che, secondo gli idioti buonisti ovviamente di sinistra, deve educare (cioè normalizzare) e non insegnare. Con ciò si è perpetrato  lo scippo educativo ai danni della famiglia, con la compiacente e complice  delega da parte dei genitori post sessantottini già inzuppati di imbecillità, di ignoranza e di ideologia. Gli attuali “bulli”, cioè idioti o dementi se si preferisce, sono i nipoti degli idioti del ’68 e sono anche l’ esatta riproduzione dei loro genitori, forse capaci di generarli biologicamente (lo sanno fare anche le blatte), ma assolutamente incapaci di trasmettere cultura, senso di responsabilità e di autorevolezza. Gli idioti attuali, i “bulli”, hanno in più rispetto ai loro “fabbricatori” la disponibilità illimitata di accedere a qualunque capriccio: dalla paghetta alla moto, all’ automobile, al cellulare, alla discoteca, fino alla insindacabilità dei loro comportamenti. Fabbricare idioti, o “bulli”, è facile ed è per questo che i genitori post sessantottini ci riescono magnificamente, in ciò sostenuti ideologicamente dal partito politico di riferimento che li ha comandati anche nelle “campagne” per la distruzione della famiglia, della sessualità responsabile e dell’ anima.  Ci si domanda, ipocritamente, cosa fare e come contrastare tale cancrena ben sapendo e, con viltà, ignorando come l’ unica cura sia, in questi casi, l’ amputazione. Sì, l’ amputazione del diritto di fare ciò che pare e della intoccabilità del pargolo idiota.  I buonisti (idioti più dei bulli) pensano che bocciando questi indefiniti organismi biologici si dia un segno forte, una punizione adeguata! Ma a questi idioti (spesso figli di idioti) non frega un cavolo  della carezza rappresentata dalla bocciatura, che valeva più di un pugno in faccia quando per stare al mondo necessitava essere uomini. Oggi per stare (e bene) al mondo devi essere obbligatoriamente idiota e ignorante, e farti condurre al guinzaglio dal partito che ha ideato la “buona squola” e dai giudici di partito che ti diranno sempre cosa fare, cosa pensare e che stabiliranno anche se tu debba vivere da maschio o femmina indipendentemente da come sei nato. Quindi la domanda vera è quali siano gli idioti (o bulli) fra quelli che sporcano i banchi di scuola o la marmaglia del buonista politicamente corretto (e idiota) che sporca i banchi del Parlamento.

UN PO’ DI ITALIA S’E’ DESTA.

L’ invasione barbarica ha prodotto ciò che non occorreva essere veggenti da prevedere: la guerra civile combattuta cortile per cortile nella più miserabile assenza dello Stato di Diritto voluta da un Governo di avventurieri politicanti. Mentre le strade cominciavano a bruciare e il caos sociale montava, il capocomico organizzava comparsate in ogni dove declamando cretinerie sull’ aumento del Pil e sulla  ripresa economica, come in un tragico remake dei filmetti di partito sovietici girati in difesa dei fallimentari piani quinquennali comunisti.  A questo tizio non fregava niente se gli italiani oltre a perdere la casa, divorata dal fisco rosso, hanno cominciato a perdere anche il loro territorio, il loro Paese ricevuto in eredità dagli eroi risorgimentali.  A questo micro politicante interessava solo vincere il referendum Costituzionale ed avere mano libera grazie alla sotanziale soppressione del Senato  che sarebbe diventato uno stipendificio per nominati non eletti dalla gente. Per questo micro politicante togliere il diritto di voto agli italiani rappresentava una riforma epocale. Non per nulla un suo reggistrascico di partito ha definito il suffragio universale un problema all’ indomani della schiacciante vittoria di Trump voluta dalla stragrande maggioranza del popolo americano. Questo micro politicante è degno allievo di quel comunista “salito” al Colle dopo aver esaltato l’ invasione sovietica dell’ Ungheria ed aver poi vanificato il responso elettorale di due elezioni politiche italiane favorendo il formarsi di governi golpisti e fantocci. Questo micro politicante ha calpestato palcoscenici, volando a spese di tutti,  per fare l’ attaccamanifesti  della lobby del “Si” mentre nelle vie d’ Italia non si può più girare senza rischiare aggressioni da parte di clandestini super protetti e super coccolati a scopo di lucro cooperativo e clericale. Costui e l’ Italia sono sempre stati su due piani distinti e distanti. Costui si specchiava nella sua incapacità, inferiore solo alla sua presunzione, mentre l’ Italia di Cavour, di Garibaldi,  del sangue italiano risorgimentale, veniva ogni giorno di più divorata da fanatismo religioso e da cannibalismo etnico. Ma un pò d’ Italia s’è desta. Finalmente è cominciata la Resitenza all’ invasore raccomandato dai buonisti piegati a 90 gradi. Finalmente gli attributi dell’ italianità si sono stancati di essere percossi dal politicamnte corretto, e le marionette alfaniane vengono apostrofate pubblicamente come meritano. Questa parte d’ Italia che s’è desta è stata portatrice sana di quei milioni di “No” urlati in faccia al micro polticante e alle sue personali e pericolosissime ambizioni di potere. Con questi milioni di “No” abbiamo cacciato il dilettante privo delle basilari nozioni di cultura ed economia e ora con altrettanti milioni di “No” dobbiamo arrivare alla cacciata dell’ invasore e dei suoi collaborazionisti traditori.  Forza Italia!

THANK YOU PERFIDA ALBIONE.

L’ uscita dalla UE (Unione Ebete) è il primo atto di coraggio e di autentica autodeterminazione che si registra dopo un interminabile periodo di dominio assoluto da parte del miserabile euro politically correct. THANK YOU, ora non più perfida Albione. THANK YOU per aver scagliato la prima pietra contro la fabbrica dello spreco, dello sperpero di soldi comunitari, contro le flaccide facce dei burocrati negatori della sovranità nazionale dei singoli Stati in favore di una tirannide di incapaci, di teste vuote, di traditori della cultura occidentale. La superiore cultura anglosassone aveva già fiutato le torbide finalità del sinistro asse Berlino-Parigi rimanendo opportunamente fuori dal calderone infernale dell’ Euro, di quella moneta unica bastarda priva di una “madre” banca emittente e di un “padre” avente sembianze di autentico e serio trattato politico monetario. La miserabile ammucchiata dell’ euro aveva l’ unica finalità di favorire quello che da anni ho definito il quarto reich, ad opera della Kulona teutonica comodamente seduta sulla poltrona francese e con i piedi voluttosamente adagiati sul tappetino italiano. Londra l’ aveva capito e si era tenuta opportunamente fuori dal gorgo monetario. Oggi, a distanza di tempo ormai idonea a far comprendere anche ai sassi che l’ UE, Unione Ebete, non ha futuro se non in una guerra contro l’ Oriente islamico, ha deciso di staccare la spina e tagliare il cordone ombelicale attorcigliato alla gola dei restanti Paesi membri,  franco-tedeschi ovviamente esclusi.  Nessun matrimonio nella civiltà occidentale prevede la negazione etnica, economica, culturale e religiosa da parte dei contraenti. Nessuna Unione può esistere se viene edificata sulle macerie degli Stati membri più deboli. Nessuna Unione è possibile, a meno che non sia ebete, se le sue priorità sono la doppia e costosissima sede parlamentare oppure la definizione del diametro dei piselli comunitari o la curvatura delle banane di tragica mortadelliana memoria. Albione l’ ha capito ed ha sbattuto la porta in faccia ai pagliacci burocrati capaci di demolire un popolo ed una Nazione già gloriosa e ricca di cultura (Grecia) quando  loro ancora non avevano elaborato un linguaggio diverso dai rumori gutturali della tribù, per “risanare” la sua economia distrutta dalla impossibile convivenza fra ex dracma ed euro. Paesi già poveri scaraventati nell’ abisso di una recessione avente prospettiva trentennale solo per immaginare una impossibile frequentazione del club dei così detti grandi (miserabili) Francia e IV Reich. THANK YOU Albione per averci regalato la squallida faccia adirata di quel tale Juncker,  adeguato simbolo della “burocratirannide”, che minaccia ritorsioni, un “ve la faremo pagare cara” che la dicono lunga sul dispetto fatto alla fabbrica delle inutilità e dei mega stipendi riservati alla scandalosa pletora di galoppini “comunitari”. Anche la grancassa suonata dai media compiacenti che sbatte il pentito del “bye bye UE” su tutti i canali cercando di rappresentare l’ esito del voto solo come frutto di schegge impazzite o di una insensata protesta, dimostra la paura del politically correct. Questo è stato colpito a morte e sfodera le armi più violente miste alla schiuma rossa che gli esce dalla fetida cloaca per dissuadere altri Paesi coraggiosi dal compiere il grande passo. Esso è terrorizzato dalla paura di perdere le galline dallo… spread d’ oro, è terrorizzato dalla fine della schiavitù monetaria e politico-culturale. Sa che se perde qualche altro vassallo il suo feudo crollerà e allora addio sogni di grandeur o di IV Reich covati da quelle raccappriccianti  mezze figure  che si sono poste alla guida di popoli storicamente avvezzi a subire dittature, con la stessa spocchia di Napoleone, Hitler e Mussolini. La non più perfida ma sempre intelligente Albione ha reciso le catene e c’è da scommettere che nel volgere di un biennio tornerà ad essere anni luce avanti, sia economicamente che come identità nazionale, rispetto al plotone di incasellati comunitari comandato da due feldmarescialli e un caporale. Thank you Albione,

CHI NON VOTA E’ FOTTUTO DUE VOLTE.

Ad ogni tornata elettorale riesplode il tormentone dell’ astensionismo quale forma di protesta contro la politica del vitalizio e contro  la corrotta casta che la rappresenta. Non è facile far capire alle persone che astenendosi dal votare chiudono il cerchio di quel progetto egemone che punta proprio sul loro rifiuto di votare per legittimare la dittatura di presunte “intelligenze superiori” a scapito di un popolo incapace di esercitare con consapevolezza perfino il diritto di voto. Rendere la politica una cosa nauseabonda e suscitare la fuga dalla cabina elettorale è una precisa strategia-obbiettivo della sinistra come è dimostrato dagli ormai cento anni di Storia contemporanea. Non votare significa rinunciare all’ unica arma che la Democrazia mette nelle mani dei cittadini per non essere schiacciati da chi odia i Parlamenti e la libera dialettica sociale e politica. Non votare significa decidere di subire la prepotenza ideologica ed economica di chi vuole cancellare l’ etnia italiana nata dal Risorgimento, di chi vuole violentare gli scolari con il folle progetto della “creazione” del non uomo e della non donna, di chi vuole espropriare chi lavora del proprio sudato risparmio, della propria casa e della propria libertà. Non votare significa semplicemente arrendersi, calarsi le braghe e lasciarsi stuprare da quel miserabile potere che ritiene gli individui essenzialmente merce da manipolare a proprio piacimento e tornaconto. NON VOTARE NON E’ LIBERTA’ DI SCELTA MA RINUNCIA ALLA SCELTA. E’, per dirla brutalmente, taglairsi il pene pensando di far dispetto alla propria moglie. Il non votare è il desiderio marximo di quell’ ideologia che sghignazza e gode quando l’ affluenza alle urne diminuisce garantendo ad essa lunga vita e dominio incontrastato. Eppure basterebbe immaginare di mandare a casa quei miserabili professionisti del seggio parlamentare che saltano da un partito all’ altro solo per garantirsi potere e vitalizio, per far affluire alle urne milioni di elettori del centro destra. Pensare che basterebbe una semplice crocetta sulla scheda elettorale per farli smettere di rubare i nostri soldi e i voti dati in buona fede. Come si fa a rinunciare anche al solo tentativo di farli ritrovare con il flaccido deretano a terra come è avvenuto per l’ ormai cancellato “immobiliarista monegasco?” Elettori del centro destra che vi sentite presi per i fondelli dai vari Alfano, Fitto e dai loro reggistrascico, vendicatevi votando ed esprimendo un voto consapevole che li cancelli e vi restituisca la dignità di elettori liberi. Non fate il loro gioco astenendovi! Sono come le sabbie mobili: se stai fermo ti inghiottono e se ti muovi senza ragionare ti inghiottono prima! Il non votare rappresenta le sabbie mobili che inghiottono la democrazia. Toglietevi la soddisfazione di tentare almeno di ricacciarli nella melma ideologica con cui vi vogliono soffocare. A l voto per la libertà e la democrazia.

INTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI.

Il non sense (per dirla nello stile salottiero radical chic) o l’ obbrobrio (per dirla in lingua italiana) biologico, morale ed estetico del “non genere” e dei così detti  tragicomici “matrimoni” omosessuali, costringe gli ipocriti figli di Giano della comunicazione mediatica ad improbabili acrobazie dialettiche nel tentativo di “criticare” la nouvelle vague senza urtare troppo l’ isterica suscettibilità della corporazione “pedelesbo”. Questi pretesi maghi della penna compiono autentici slalom fra i paletti di un no senza se e senza ma, suggerito dalla civiltà, dalla moralità e dalla natura, e quelli di un “ni”, imposto dalla incultura dominante del politically correct, unita alla viltà mentale gemella dell’ opportunismo di carriera.  A causa di ciò si susseguono attraverso interviste radiofoniche, articoli su blog di quotidiani e personali, interventi televisivi, infinite serie di salti mortali (per la cultura e la verità) ad opera di “firme”,  di vati delle redazioni (di ispirazione centro destra), tutti ansiosi di smussare gli angoli della onestà intellettuale arrotondando così sia stipendi che realtà. Più che pena fanno rabbia, irritanti come sono nella loro codardia giornalistica che li definisce campioni del dire e non dire, dei chiaroscuri di opinione. Il fatto che il centro destra italiano, oggi più che in passato, abbia la virilità politica di un eunuco è sotto gli occhi del mondo e non sorprende più nessuno ma che lo siano anche le “voci dell’ indipendenza giornalistica”, quella schiera di pretese “schiene dritte” annidata in poltrone (quelle sì con lo schienale alto e dritto!), quegli oracoli sempre pronti a vaticinare, dimostra che la kultura del disfacimento, da sempre praticata dalla sinistra, non ha più oppositori ufficiali e cattedratici. Alla genialità della prostituzione “gestita e confinata” in strade all’ uopo abilitate, sempre cara alla sinistra come le miserabili stanze della droga, opinionisti di centro destra non trovano meglio che rispondere che, del resto, la prostituzione nelle strade di Roma l’ ha portata, secoli addietro, il Vaticano. Nulla importa a questi piccoli aspiranti “scrivani fiorentini” se il riferimento accosta epoche storiche e realtà sociali distanti anni luce e certifica di conseguenza che, secondo costoro, la Storia sia passata invano. Alla “conquista sociale” del “matrimonio” fra inconiugabili, altro vessillo della sinistra, gli eroi della trincea di centro destra rispondono con il comodo distinguo fra sfera privata e realtà nazionale, come se la seconda non fosse formata dall’ insieme della prima. La paura, anzi il terrore, di dire pane al pane e di parlare senza giri di parole paralizza le menti di questi opinionisti, di quella che dovrebbe essere l’ intellighenzia liberale schierata sul versante opposto rispetto alla nomenklatura livellatrice della sinistra. La paura di essere solisti fa rientrare tutti nel coro il cui rumore risultante sfonda i timpani della ragione, della critica aperta e della difesa della verità. Sottostare al teorema sinistro che spaccia il caos sociale, morale e religioso, per libertà individuale è un suicidio di massa che sta già decimando la società civile. Essere intellighenzia di centro destra vuol dire non rinnegare mai i princìpi fondanti della dignità che sono universalmente validi ed insostituibili. Non è un caso che dove essi mancano o sono negati dominiINTELLIGHENZIA PIEGATA A 90 GRADI. la violenza, la prevaricazione, lo sterminio, la dittatura del male in senso lato. Per definirsi esseri umani non basta il dato biologico ed anzi esso, in assenza di princìpi morali, rimane un titolo puramente primitivo, barbarico ed insignificante. Alzare la voce contro la normalizzazione delle masse è segno di libertà. Forse sarà poco radical chic, forse sarà meno “trendy” ma certificherà una visione del mondo e dell’ esitenza non limitata e piegata ai 90 gradi del politically correct.

MINISTRO DAVVERO “economico”

Ascoltare le esternazioni del Ministro dell’ Economia italiano rappresenta, per una mente mediamente intelligente, una vera e proria tortura e aggiunge, se ve ne fosse bisogno, rabbia a desolazione.  Rese in un quadro estetico deprimente (evidentemente non esistono ministri economici diversi dal modello “tantum ergo”) fatto di pelle cadente, espressione sconsolata e condita di fastidiosa tristezza di circostanza, esse danno l’ esatta misura della incapacità che la politica nostrana  mostra di possedere nel gestire una crisi economica da essa stessa causata. Ascoltare ammissioni di fallaci previsioni di crescita fatte quando anche i sassi avevano capito che erano tali, vedere lo sgomento sulla sua faccia solo perchè la ripresa non “avviene”, sentire espressioni come “infelice combinazione” per descrivere il disastro provocato dagli ultimi tre governi di tecnici sinistri e di sinistra tecnica, fa ribollire il sangue e portare la mano alla bocca onde non farne uscire parole da querela per ” vilipendio ” della politica. L’ ottuso teorema è sempre lo stesso e le domande che si rivolgono   i sinistri pure: come mai la ripresa economica non germoglia dopo la geniale aratura fiscale posta in essere dai pericolosissimi “professori” del tassa ma continua a spendere? Come mai l’ occupazione non cresce (solo per gli italiani del posto fisso e d’ ufficio) mentre legioni di extracomunitari trovano vitto, alloggio e lavoro? Come mai le imprese, tartassate di imposte e soffocate dalla burocrazia, non assumono? Certi idioti sono convinti che basti darsi una partita Iva o una ragione sociale per evere garantiti fatturato e reddito. Uno di essi è il fisco di cui questa politica cialtrona è ispiratrice. Gente che sta dietro a una scrivania e porta a casa lo stipendio, anche se sbadiglia per otto ore di seguito, non ce la fa proprio a capire come mai la ripresa tardi e le imprese soffrano, eppure a sentire i tromboni istituzionali basterebbe avere coraggio ed investire denaro proprio, il resto sarà automatico!  Se le chiacchiere idiote della politica e della burocrazia formassero reddito l’ Italia sarebbe più ricca dell’ intera galassia petrolifera ma purtroppo esse producono soltanto immondizia ideologica che nessun inceneritore riuscrirebbe mai a smaltire. E dunque dobbiamo sopportare ministri da incubo che dall’ alto del pulpito arringano una Nazione in disfacimento per la illuminata azione di docenti saliti al soglio senatoriale, quale anticipo per la miseranda opera prestata, di enfant inconsapevoli e velleitari di partito, tanto sconsiderati da ritenersi in grado di fare i Presidenti del Consiglio quando, se si facesse sul serio, avrebbero scarse possibilità di superare l’ esame attitudinale per aspiranti parcheggiatori abusivi. Dobbiamo intristirci ancor di più vedendo la tristissima faccia di un Ministro che nei mesi di vigenza ha visto aumentare il debito pubblico, la disoccupazione, la morìa di aziende e la crescita della povertà. Ovviamente di proprie responsabilità nemmeno un cenno o l’ ombra come se in caso di deragliamento del treno fossero responsabili i bigliettai e non il macchinista. La colpa è sospesa nell’ aria ed è della ripresa stessa che non si decide a manifestarsi. Questa sorta di animismo, di cui è malata la lobotomizzata politica italiana, è sconcertante e mostra penosi individui pronti a dare la colpa a tutto meno che alla propria incapacità manifesta. Ora ricomincerà la tiritera delle manovre aggiuntive di bilancio smentite tanto da renderle reali, la richiesta di ulteriori sacrifici per la Patria che, non essendoci più oro da chiedere, opterà per il meno luccicante sangue, facendo balenare che non sarà più da escludere l’ espropriazione della riservatezza familiare attraverso una obbligata convivenza di tipo sovietico, prima con gli extracomunitari clandestini e poi fra noi italiani  con razionamento di metri quadri di spazio, metri cubi d’ aria e centimetri cubi di libertà. Ministro dell’ Economia di questa ormai resa povera repubblichetta, abbia un rigurgito rivoluzionario visto che proviene dalla scuola del partito comunista, faccia una cosa che non  è riuscita ai suoi due predecessori, passi alla Storia come il primo politico che riconosce le proprie responsabilità, si dimetta e lasci il posto a chi, ogni giorno, Le indica la strada giusta ma resta inascoltato.

SENZA FAMIGLIA.

La società occidentale si sta avviando a passi follemente veloci verso la condizione di orfana delle figure, moralmente e biologicamente insostotuibili, di madre, padre e figli. E’ una corsa insensata verso il traguardo di un agglomerato umano bastardo di sconosciute origini e senza prospettive. Il diktat delle lobbies omosessuali, pedofile ed anticristiane spinge il branco occidentale nel baratro della negazione delle proprie origini e delle proprie finalità esistenziali. Pare che in Francia due genitori siano stati multati perché indossavano un indumento su cui era riprodotta l’immagine di padre, madre e figli che si tengono per mano, e che in Spagna, a Granada, siano stati posti fuori legge i libri di una giornalista italiana perché difendono la famiglia naturale ( da IL GIORNALE del 5 gennaio 2014). Ogni giorno si allungano le liste di proscrizione di coloro che, come chi scrive, si oppongono alla cancellazione della famiglia sacra e naturale e combattono per impedire il trionfo della NON famiglia, del nulla genetico, del magma asessuato e dei ” genitori numerici”. Molti italiani non si sono accorti che è in atto una guerra la cui avanguardia è la diffusione di un nuovo nazismo che vuole annientare la famiglia naturale e dare al mondo una stirpe razziale fatta di incompiuti, di numeri, che rispondono al delirante disegno del “nuovo de-genere umano”. La ferocia con cui ogni giorno di più queste menti inversamente pensanti aggrediscono la famiglia naturale ripropone, dopo ottanta anni, la violenza nazista che voleva far prevalere una razza, quella ariana, su tutte. Oggi come allora i criminali normalizzatori sono all’opera per proibire, imporre e comandare affinché vinca la loro folle idea di una società senza famiglia. In tale ottica la crisi economica europea viene sapientemente gestita ed utilizzata come arma di persuasione verso i giovani che, spaventati dalle nere prospettive della recessione, rinunciano a fornare una famiglia e si rifugiano nella illusoria nicchia del single  a cui basta una minestra preconfezionata, un panino al bar accompagnato da una overdose di birra per essere felice. Il bombardamernto fiscale sulla casa è l’altra ganascia della tenaglia ideologica che mira alla distruzione della valenza patrimoniale della famiglia ed allo scardinamento di una società fondata sulla proprietà privata e sulla successione a favore di figli e nipoti. La famiglia, nelle sue implicazioni politiche, sociali ed economiche, è il nemico di questi irresponsabili fautori di un mondo orfano di essa. E’ una guerra dichiarata stando nascosti sotto falsi intenti liberatori e all’ombra di una pretesa discriminazione ai danni delle nuove categorie sociali rappresentete da omosessuali e transessuali. E’ una guerra che prevede l’uccisione dell’integrità individuale attraverso la castrazione psichica di regime e la condanna per milioni di bambini sani ed innocenti a vivere avendo per “genitori” due caricature numeriche e sessualmente indefinite. Dichiarare nullo il diritto di un bambino ad avere veri genitori naturali donna ed uomo è l’atto supremo del nuovo nazismo. I bambini, essendo minori ed indifesi, sono sotto la protezione della morale e del principio intoccabile della libertà, e nessuna legge, tantomeno alcuna sentenza, possono condannarli a morte psichica rubando loro la vita normale. Siamo in guerra ed il nemico della pace sociale e famigliare è in mezzo a noi mimetizzato trasversalmente e determinato a sconvolgere l’ordine naturale delle cose. Siamo giunti ad una nuova “notte degli specchi” durante la quale, in un sabba di follia, verranno dati alle fiamme i diritti di ogni popolo, di ogni individuo, di ogni bambino a formare e vivere in  una società naturale di donne ed uomini la cui cellula sia la famiglia. Attraverso questa terza guerra mondiale i profeti del nulla vogliono costruire una società basata sulla liberalizzazione delle droghe, sull’aborto indiscriminato, sulla eutanasia, sulla eliminazione della famiglia e della distinzione sessuale. Questo è il progetto, questi sono i caposaldi  del tempio, e le armi affilate della persuasione di massa e dello sfruttamento dell’ignoranza collettiva, tagliano a fette il futuro con grande soddisfazione del mondo anticristiano che già gongola per l’indebolimento ” dell’ impero d’occidente”  ed è pronto a saltargli alla gola.