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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Politica

IL DIGIUNO DEGLI SQUALI.

In questi giorni la già squallida politica italiana, costituita da saltafossi, leccapiedi,  portaborse improvvisati capibastone, mummie staliniste, ladruncoli a piè di lista e bamboccioni analfabeti catapultati sugli scranni parlamentari dal più autolesionista dei voti di protesta, si trova a recitare la miserabile pantomima dei digiuni macchietta di pannelliana memoria. Accade che di fronte all’ accantonamento del folle progetto, tutto sinistro e clericalcattocomunista, chiamato jus soli, diverse controfigure in cerca d’ autore inseguano anche qualche momento di miserabile visibilità lanciandosi in dichiarati  digiuni di protesta.  Sono politicanti di lungo corso con tante tessere di partito da far vergognare il gioco del domino, cataplasmi estetici desiderosi di rendere l’ Italia brutta come loro, esponenti di quella crema acida asservita alla politica dello scambio di voto contro carriera. Sono in sostanza il cancro di questa Italia ormai stretta nella morsa asfissiante del politicamente corretto le cui ganasce sono un clero affollato di pedofili, omosessuali e affaristi ed una sinistra anti italiana follemente decisa a perseguire il ricambio etnico a fini di voto elettorale. Immaginare che questi soggetti possano digiunare quando, dal golpe del 2011 ad oggi, sono riusciti a divorare le fondamenta della Nazione Italia, riesce impossibile. Anche perchè le due ganasce hanno in comune una fame insaziabile di tutto ciò che non è loro proprietà. Sono così abituate ad espropriare, ad impadronirsi, a reclamare sotto forma di questua che, dopo aver inventato le indulgente plenarie e parziali a pagamento insieme alla dittatura del proletariato, un digiuno risulta essere incompatibile con la loro stessa natura. Ma digiunare sui giornali e sulle televisioni è facile e politicamente redditizio, fa clamore e colpisce le teste lobotomizzate della manovalanza di partito, quella che il “rifondarolo in cachemire” chiamava  “massa critica della sinistra”. Farlo poi per un motivo così miserabile quale il togliere la sovranità etnica all’ Italia rendendola una bolgia di etnie, fra loro nemiche e ispirate alla distruzione reciproca da odio religioso, è tipico della mente contorta dei sinistri, i quali se non vedono scorrere sangue, se non sparano ad altezza d’ uomo, se non distruggono la società civile, non riescono a vivere. Questo ennesimo, miserabile e buffonesco digiuno è il vero documento di identità della sinistra, buonista verso assassini come quel Battisti e gli altri terroristi vigliacchi e criminali di brigate rosse e compagni vari che oggi, dopo aver ammazzato padri di famiglia, si godono i frutti della militanza comunista. Il solo vero digiuno che la sinistra può ostentare è quello cerebrale e spirituale, suo esclusivo  e inattaccabile appannaggio. Queste orde non digiuneranno mai! Nemmeno se le si lega ad un letto di contenzione. Troveranno sempre il modo di divorare qualcosa anche fingendo di digiunare, come la creduloneria di coloro che, nonostante l’ evidenza, continuano a votare la sinistra anti italiana.

DI TUTTA L’ ERBA UN FASCIO.

Il titolo “antifascismo” aveva perso negli ultimi anni il suo appeal e,  di conseguenza, la sua rendita politica con la quale sono state svezzate intere generazioni di comunisti. Tanto è vero che un “fascista”, presunto doc, come “l’ immobiliarista” di Montecarlo, era salito al “soglio pontificio” della sinistra in chiave antiberlusconiana e collaborava istituzionalmente con il comunista anti Sacharov inquilino del Quirinale. Si era dunque verificata quella “convergenza parallela” tanto cara a Moro nel teorema DC-PCI, nemici politici di giorno e compari di notte con conseguenti enormi “benefici”  per la democrazia e per la libertà. Come sappiamo la DC è defunta e dunque il nuovo compromesso (anti)storico poteva essere fatto solo con i figli di quel fascismo ormai inoffensivo e non più redditizio politicamente.  D’ altra parte è arduo contare quanti comunisti “puri e duri” siano usciti dalle fila dei camerati con camicia nera. Ergo il fascismo, non pagando più i dividendi politici, era stato sotterrato come una non più necessaria ascia di guerra. Ma, come è noto a tutti tranne a quelli che ancora la votano, la sinistra è così priva di contenuti politici, di prospettiva democratica, di capacità governative e di cultura della libertà, che, per distrarre le sue “masse critiche”, il suo gregge elettorale, dai  fallimenti clamorosi, conseguiti sempre con successo, in questi sei anni di “dittatura Napolitan-comunista”, ha dovuto rispolverare le vecchie cianfrusaglie propagandistiche di partito ” riesumando, da un giorno all’ altro, il totem dell’ anti fascismo. Miserabile idea per miserabili politicanti incollati al potere da una delle due ideologie che hanno insanguinato il mondo nel secolo passato, l’ altra è, ovviamente, il suo  cugino nazismo.  Mentre l’ Italia è diventata la pattumiera d’ Europa, il Paese nel quale si può defecare sui monumenti e per le via cittadine, il Paese nel quale se sei “rifugiato” o zingaro puoi ammazzare, rubare e violentare con la pena di uno scappellotto, loro, i comunisti che hanno sterminato milioni di persone, ebrei, zingari, dissidenti politici, loro rimettono in funzione la grancassa dell’ antifascismo.  E si sentono cloache rosse che predicano addirittura la distruzione di monumenti e costruzioni risalenti al ventennio fascista, dimostrando con ciò di essere del tutto identiche ai terroristi del così detto Isis che hanno demolito le tracce di civiltà dei secoli passati. Da tutte le associazioni ( a speculare politicamente) nate con la morte del fascismo, da tutti quei riciclati che hanno smesso l’ uniforme repubblichina per indossare la camicia rossa assai di moda, da tutti questi parassiti dell’ antifascismo, si levano strali e minacce contro una ideologia, morta e sepolta, prontamente raccolte da quella parte di magistratura sempre pronta ad assumere comportamenti “legislativi” che non le competono per Costituzione.

FIGLI DELLO STATO.

Con la tragica epidemia culturale e politica scoppiata nel famigerato ’68 è iniziata l’ offensiva ideologica della sinistra contro i due istituti cardine della civiltà occidentale: scuola e famiglia. Non è casuale che la prima sia stata presa di mira in anticipo rispetto alla seconda. Per minare la famiglia, tramite il divorzio e l’ aborto libero (inizio  degli anni ’70), bisognava prima spezzare il legame   di stretto e mutuo soccorso educativo che esisteva fra esse.  Lo statalismo comunista riteneva indispensabile insinuare le sue metastasi nei due organismi sociali storicamente abilitati a fornire alla società il futuro popolo e le classi dirigenti. Il primo colpo mortale alla scuola italiana è stato inferto togliendole l’ autorevolezza didattica e riscrivendo la Storia, soprattutto  quella contemporanea, secondo i dettami dell’ allora partito comunista italiano per altro assolutamente succube di quello sovietico. L’ arruolamento di un movimento studentesco totalmente ignorante e lobotomizzato ha preceduto di qualche momento quello di schiere di personale docente ansiose di servire un partito che prometteva deresponsabilizzazione professionale e benefici economici in cambio di una scuola didatticamente e culturalmente sterilizzata. Ci sono voluti 40 anni di cancro culturale per uccidere la scuola e sottrarla a famiglia e società, ed oggi il passo finale è la sottrazione dei figli, in quanto scolari, per il loro assogettamento mentale, sessuale e politico alla teoria terminale, di stampo mengheliano, così detta “gender”. In base a questa autentica violenza normalizzatrice, atta ad imporre il pensiero unico comunista, i figli non sono più della famiglia che li genera e che dà loro identità biologica e sessuale, ma sono dello Stato politico che li deforma, li usa e ne dispone. Sono una sua risorsa ideologica, il suo futuro parco buoi elettorale da cui tarre la carne da macello che gli necessita per imporre l’ egemonia della non cultura, dell’ ignoranza, del non sesso. Questo apparato statale si serve di manovalanza  docente, giudiziaria, giornalistica, pubblicistica e persino clerical pedofila, per costruire una società di sbandati bisognosi di tutela e totalmente incapaci di pensiero autonomo. La sterilizzazione delle intelligenze deve iniziare già nelle così dette scuole pre elementari con la sostituzione del biberon nutrizionale con quello ideologico gender. Eliminare le parole centrali dell’ universo affettivo quali papà e mamma serve a questi kapò didattici per subentrare, senza incontrare resistenza, nella scala dei valori e delle figure affettive sovrapponendosi alle ormai sbiadite facce dei genitori. Essere e crescere senza famiglia significa accettare, anzi ambire a essere figli dello Stato, figli di nessuno, parti anonime e intercambiabili di un ingranaggio mostruoso che modella masse informi ed ignoranti. Far perdere l’ identità nazionale, biologica, razziale e spirituale è indispensabile per avere al guinzaglio un popolo acefalo e disponibile a qualsiasi nefandezza politica. In sostanza un campo di concentramento in stile comunista o nazista, che è lo stesso, senza filo spinato ma soprattutto senza la cosa più importante per un individuo: la sua coscienza. Genitori non lobotomizzati, almeno voi, riprendetevi i vostri figli! Ma fate presto perchè il tempo dell’ abisso sociale si avvicina.

MANOVRE PERICOLOSE.

Mentre la Corea del Nord minaccia la guerra ogni giorno le brigate d’ assalto (ai nostri moribondi redditi) governative “lavorano” per rastrellare altri miliardi di euro da immettere, a fondo perduto, nel mare magnum del debito pubblico italiano. Ciò soprattutto al fine di poter continuare a prelevare indisturbati i vitalizi della Casta politica e dell’ apparato burocratico che la sostiene. Come sappiamo il medico UE-Germania (che ovviamente non pensa a curare prima se stesso) ci ha prescritto una terapia economica mortale per garantirsi il dominio finanziario dell’ Europa, e i solerti burocrati nostrani si sono subito messi all’ opera per realizzare l’ ennesima manovra,  più pericolosa che correttiva, a base di tasse. Chi ha memoria e anni per alimentarla ricorda che da almeno 10 lustri assistiamo al teatrino della manovra economica aggiuntiva. Questi cervelloni, non casualmente posti a poca distanza dai rispettivi culi di pietra, prima fanno “studi e previsioni di crescita”, sezionano il Pil e annunciano a tutto il mondo, con inarrivabile follia trionfalistica, che l’ attuale legge finanziaria (oggi legge di stabilità, nel senso forse che tutto resta fermo e nulla cambia) sarà quella che “invertirà l’andamento economico” avviando un circolo virtuoso e  bla bla bla. Attraverso la palla di cristallo della loro non sapienza vedono e prevedono il futuro economico raccontando palle e balle senza alcuna traccia di vergogna. “Salirà l’ occupazione e scenderà la disoccupazione” gridano, con la faccia da posteriore inarrivabile, dagli scranni parlamentari e negli ospitali salotti televisivi. Poi dopo qualche mese scatta il “contrordine compagni” perchè è salita la disoccupazione ed è scesa l’ occupazione, è crecsiuto il debito pubblico e quindi necessita una manovra correttiva per colmare il famoso disavanzo economico che la intransigente madre badessa culona-Ue non può tollerare. Ecco quindi le precarie meningi dei burocrati, comandate dai politicanti di mestiere, spremersi e mettersi al lavoro per inventare “nuove soluzioni”: tasse sui consumi, sui beni (casa) sull’ ombra proiettata al suolo dalle tende dei negozi e sui redditi presunti, che in recessione abissale, siamo comunque obbligati a conseguire. Sono 50 anni che al festival del malgoverno italiano vince sempre la stessa cantilena e quando qualche coraggioso ha provato ad intonare musica e parole diverse si è prontamente svegliato il drago ad infinite teste (giudiziaria, giornalistica, clericale, sindacale, bancaria ecc.) per neutralizzarne ogni mossa. E così, protetti dall’ ombra dei gravi fatti internazionali, i cervelloni burocratici continuano nell’ opera di distruzione sistematica del sistema Italia, mentre al popolino che li vota vengono date in pasto scissioni di partito, baruffe chiozzotte fra stregoni e cadaveri del Bottegone, grillate raccapriccianti sul reddito di cittadinanza.  L’ immondizia sommerge le città e l’ immondizia politico-burocratica buonista  sommerge l’ Italia. In attesa della guerra nucleare totale.

DEMODRAMMA.

I Democratici,  coloro cioè che per  autodefinizione dovrebbero conoscere la regola prima della Democrazia ed accettare il responso del suffragio universale, sono sotto shock per la clamorosa ed inappellabile sberla rimediata alle elezioni presidenziali USA. A Roma direbbero “… e nun ce vonno sta”. Tanto rifiutano le regole della democrazia che stanno scendendo in piazza a fare il solito “casino progressista” frignando come viziatelli isterici ai quali qualcuno ha tolto il giocattolo prediletto. E già,  perchè per questi eterni contestatori la politica ed il Governo di una Nazione sono solo un gioco di potere nel quale se vincono loro trionfa la Democrazia ma in caso di sonora sconfitta, colui che li ha battuti e coloro che l’ hanno votato, sono da eliminare fisicamente.  Lo schiaffo elettorale li ha violentemente svegliati dal torpore di una sicura vittoria, cullati come erano dai canti delle sirene mediatiche, dai proclami dei giullari e buffoni di corte Holliwoodiani, dall’ appoggio incondizionato della lobby del politacally correct. Le elezioni dovevano essere una pura formalità che sancisse la loro stravittoria ed invece si sono rivelate la Waterloo più esemplare e bruciante.  Questo comportamento isterico rappresenta una novità nella politica americana e, alla consuetudine di riconoscere la propria sconfitta accettando il vincitore, si è sostituito lo psicodramma tutto “sinistro” della contestazione e del rifiuto della realtà. Ciò è senz’ altro il frutto di otto anni di Presidenza democratica fondati sulla narcisistica convinzione secondo la quale la perfezione abita nella sinistra e la dannazione è dimora dei Repubblicani. Esattamente ciò che succede in Italia: attori, cantanti, menestrelli della stampa, giullari della Tv, direttori d’ orchestra, architetti strapagati con soldi pubblici, marionette di ogni genere,  presunti scrittori e vignettisti tanto (poco) al chilo, indicano alle masse da essi ritenute incapaci, la via della “libertà” da tutto, specialmente dalla libertà. Questa è la sinistra ondivaga drogata di anti cristianesimo e insofferente solo ai simboli della cristianità: famiglia, fede e rispetto delle leggi naturali.   Questa è la sinistra invasata e ossessionata dal potere che pretende di riscrivere l’ ordine naturale, che nega i sessi, la spiritualità e la responsabilità dell’ individuo, facendone un idiota alla ricerca dello sballo mentale e della vanità esistenziale. E’ questa sinistra elitaria che si oppone al suffragio universale (solo quando la sconfigge)  e che sta portando l’ Occidente nel baratro di una decadenza irreversibile, o reversibile soltanto al prezzo di una guerra atomica. Trump ha fatto giustizia di tale patto scellerato e come un ciclone biblico ha spazzato via il Palazzo della demenza buonista. Adesso si deve riscostruire la società civile americana e Occidentale. Auguri e forza Trump.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

REFERENDUM: MILLE VOLTE NO!

Alla fine la sinistra ideologico-salottiera si è dovuta piegare alla Costituzione e ha dovuto fissare la data per la celebrazione del referendum confermativo da essa odiato e storicamente considerato inutile esercizio di democrazia dal basso essendo “finalmente” l’ Italia dominata da una elite snob e profondamente razzista nei confronti del suffragio universale. Ora tocca alle menti libere liberare l’ Italia dalla micidiale morsa del politicamente corretto, dalla spocchia intellettuale di quattro cialtroni che si sentono superiori alle masse e  ritengono  che esse debbano essere governate dall’ alto, da quella “borghesia rossa” furba e falsa che dopo averle usate come teste d’ ariete per raggiungere il potere non  riconosce loro nemmeno la capacità di votare. Tocca alle menti libere, ai non salariati di partito, impedire l’ abbattimento di due capisaldi della democrazia: Parlamento elettivo e suffragio universale. Perchè è di ciò che si tratta, è ciò che la “riforma” sinistra vuole ottenere, al di là della chiacchiere su presunti risparmi di spesa pubblica e su modernizzazioni sociali che essa è strutturalmente incapace anche solo di pensare. Nessuna democrazia al mondo prevede un Senato nominato da altri poteri politici quali Comuni e Regioni. Il tentativo di golpe rosso strisciante è palese e perfettamente in linea con quanto, solo più cruentemente, già fatto dal comunismo sovietico e dal fascismo nostrano. La prima mossa dei regimi dittatoriali rossi e neri è sempre stata la chiusura o la sterilizzazione del Parlamento, con conseguente attribuzione al partito di ogni facoltà e potere legislativo. Il pierino fiorentino deve averne sentito parlare durante i suoi trascorsi giovanili nelle stanze delle chiacchiere e ne deve essere stato fulminato e affascinato tanto da immaginarsi Duce o “Lider maximo”, che è lo stesso, della povera Italia ormai malata terminale di sessantottismo. Egli stesso, il pierino fiorentino, è l’ immagine reale di questi progetti extraparlamentari: infatti il suo deretano occupa la poltrona di Presidente del Consiglio senza il passaggio elettorale, il fondamentale vaglio della democrazia, essendo stato lì posto da unilaterale decisione di un suo compagno di partito o bottega. La faccia tosta di cui sono dotati i derivati marxisti, che al pari di quelli finanziari sono autentiche metastasi antidemocratiche, li porta a spacciare per riforme istituzionali clamorosi progetti di dittatura ad opera di una “elite” di “pensatori” nei confronti di una popolazione ritenuta ignorante e incapace di autodeterminarsi. Ed ecco allora spacciare l’ eliminazione del CNEL, carrozzone di tutte le repubbliche già “soppresso” in almeno quattro o cinque leggi finanziarie, come immenso risparmio di denaro pubblico. E’ la tipica capriola del politicamente corretto che mentre vieta il fumo perfino nei giardini pubblici ne getta infiniti nuvoloni mediatici e propagandistici negli occhi delle masse declassate così da “critiche” ad acefale. Il coro delle voci rosse è numerosissimo e contempla quell’ imprenditoria che da sempre fa affari con la sinistra “anticapitalistica”, quei salottieri con la bocca a culo di gallina, sempre pronti a rispondere alla chiamata ideologica che porta nelle loro capitalistiche saccocce milioni di euro, notorietà televisiva, premi Nobel e letterari. Questo è il fronte del sì allo svuotamento parlamentare e alla nascita del comitato di salute pubblica che, esso solo, sa quali siano i bisogni, i desideri e i sogni di tutti ed esso solo decide chi abbia il diritto di soddisfarli. A questo fronte di oligarchi e di prepotenti deve opporsi il fronte del NO, ultimo baluardo in difesa della moribonda Democrazia. Esso deve smascherare e vincere l’ ennesimo cavallo di Troia politico, questa falsa riforma istituzionale attraverso cui la sinistra vuole espugnare la fortezza della democrazia eretta su un Parlamento elettivo e libero e sul suffragio universale. Non incantino le misere storielle sul risparmio di soldi pubblici e sul rinnovamento istituzionale perchè quando la sinistra sbandiera risparmi mira solo a togliere servizi come nella Sanità e nella scuola; e in questo caso vuol togliere di mezzo il servizio essenziale per una Nazione: la democrazia garante della libertà.  Se davvero il pierino fiorentino avesse cercato il risparmio di spesa pubblica lo avrebbe trovato nella drastica diminuzione di parlamentari e nella diversificazione delle funzioni legislative delle due Camere ponendo fine al ping pong di leggi e mentenendone l’ elettività con il voto di tutti esteso anche all’ elezione del Presidente della Repubblica. Tutto ciò era già contenuto nella riforma istituzionale varata dal Governo di centro destra e bocciata dal referendum confermativo condotto dalla sinistra. Questa  avrebbe davvero comportato risparmio e modernità nel rispetto della Costituzione, ma si sa non sono questi gli obbiettivi della sinistra, male oscuro universale. Mille volte NO ad un aborto istituzionale. Mille volte NO alla fine del Parlamento italiano nato dal Risorgimento e sopravvissuto al fascismo. Mille volte NO lo grida l’ intelligenza.

ORA LA PAROLA ALL’ ESERCITO ITALIANO.

L’ Italia non esiste più, nè come entità politica (vedi caso dei Marò) nè come componenete la farsesca sarabanda europea. I suoi confini non ci sono più e la sua consistenza territoriale va sfumandosi fino a scomparire di fronte alle ferree ed inattaccabili frontiere di Francia, Svizzera, Austria e compagnia varia. Il tutto alla faccia del sangue risorgimentale e ai morti della prima guerra mondiale. La tragicomica e semianalfabeta masnada politica dirigente è tutta persa  alla ricerca della ristrutturazione etnica del popolo italiano, alla cancellazione della sua matrice cristiana, alla distruzione della famiglia naturale, quali condizioni irrinunciabili per la presa del potere sulla coscienza, sulla mente e sull’ esistenza dell’ individuo italiano libero e civile. Di fronte all’ inerzia criminale manifestata da questi politicanti, buonisti e “accoglienti” verso tutti tranne la gente italica che interessa solo come contribuente, resta soltanto l’ ancora di salvezza dell’ Esercito Italiano nella sua qualità di custode dei confini e della Nazione. I militari hanno giurato fedeltà alla Patria fino al sacrificio estremo, dunque è giunto il momento di esercitare questo dovere-diritto e difendere l’ Italia dall’ invasione concentrica sia di popoli stranieri che delle politiche da Congresso di Vienna  del 1815. L’ Italia è in pericolo di estinzione per folle volere di una sinistra internazionalista delle deportazioni etniche, che ha bisogno impellente di nuovi elettori affamati e analfabeti che sostuiscano gli ormai troppo scafati e neo capitalisti italiani. Questa sinistra, sinistra non solo per collocazione politica, mira ad un popolo “italiano” interrazziale fatto da zingari, arabi, africani, omosessuali, da senza famiglia (a meno che non sia allargata a guisa di comune) e senza distinzione sessuale. Questa sinistra malata di sindrome della creazione dell’ umanità indistinta, acefala e atea ma fortemente devota ed inginocchiata al suo potere politico, si permette di bollare come “inaccettabile” la manifestazione voluta e attuata dalle menti libere dal cancro del pensiero unico in difesa della famiglia, dei figli e della libertà naturale che viene assai prima di quella politica. E’ dunque questo il segnale d’ allarme che deve far scattare  l’ Esercito Italiano sull’ attenti e farlo intervenire per colmare il vuoto politico, culturale e sociale causato da questi pazzi normalizzatori di sovietica memoria. E’ un dovere ineludibile quello di rispondere all’ appello dei milioni di italiani (la maggioranza assoluta) che non vogliono rassegnarsi all cancellazione etnica. E’ l’eco del Risorgimento che lo rende improrogabile. Spetta a questa Istituzione sostitursi alla cialtrona classe politica dirigente, ladresca, corrotta e collusa con le varie mafie, come dimostrano i fatti di cronaca quotidiani, per ristabilire la vigenza di una Costituzione calpestata ogni giorno da una ideologia fallimentare e portatrice di miseria economica e culturale. O si ricostruisce l’ Italia o si muore.

L’ ITALIA SUL MARCIAPIEDE.

Fino a qualche generazione addietro la scuola italiana propinava edulcorate e romanzate notizie di carattere storico sull’ Antica Roma, sul Risorgimento e sulla Resistenza, riuscendo, suo malgrado e a dispetto dei veri obbiettivi ideologici perseguiti dali estensori dei testi didattici tutt’ altro che imparziali, ad instillare qualche traccia di senso patrio e di identità nazionale in quelli che sarebbero stati i futuri italiani. Ma poi la fuoriuscita dalla cloaca marxima  del liquame negazionista sia di Patria che di identità di popolo, in favore di una globalizzazione etnica, per la quale verrà un mondo di bastardi di origine inconoscibile ma di certo destino di massa informe, ha provocato la distruttiva alluvione sociale che è sotto gli occhi di tutti. A causa di ciò l’ Italia è ormai sul marciapiede agghindata con i tacchi a spillo e l’ abbigliamento di una prostituta costretta, dal buonismo e dalla criminale idiozia di una ben individuata banda politica, a darsi per pochi spiccioli alla U.E. e a qualunque invasore rinnegando vigliaccamente perfino i propri simboli di fede.  E mentre essa è minacciata di sterminio, è spolpata da milioni di primitive bocche fameliche, non di cibo ma di violenza e di saccheggio, mentre sta subendo e vivendo la sua  personalissima terza guerra mondiale, i troppi e pericolosissimi “alfanini” della politica non si accorgono di nulla, non vedono, non sentono ma, purtroppo, parlano anzi blaterano.  Questi tristi personaggi sono l’ ossatura jurassica di uno Stato socialmente primitivo che ruba il valore delle pensioni, che ruba la casa, che provoca il fallimento di aziende di esso creditrici, che ignora le regole minime della proteziona sanitaria nazionale favorendo la libera e costosissima (per gli italiani tartassati) circolazione di focolai epidemici provenienti da ogni dove, e che infine sta deliberatamente accendendo la miccia di una bomba sociale imponendo l’ invasione indiscriminata del fu Bel Paese. Sono,  questi  miserrimi pupazzi, i discendenti di coloro che avevano sottovalutato la pericolosità di Hitler e del nazismo, di Stalin e del comunismo, esaltandone anzi la pretesa portata innovatrice e trasformatrice. Sono gli stessi imbecilli privi dell’ abc  economico e giuridico che perseguono il “bene comune” attraverso la distruzione sociale e patrimoniale della famiglia, la negazione dei sessi, la negazione di Dio, la negazione dei princìpi e l’ esaltazione del partito padrone di tutto e di tutti. Per questi cialtroni del seggio parlamentare l’ equità sociale significa pensioni e vitalizi d’ oro, per di più senza adeguato versamento di contributi, a loro beneficio e pensioni da fame per chi, dopo 40 anni di lavoro e contribuzione, osi arrogarsi il “lusso” di voler godere la vita a 70 anni. Sono questi miserabili incantatori di ignoranti che ottengono da essi il voto politico con il miraggio di rottamare il marcio politico mentre perseguono solo la rottamazione della libertà e della democrazia. Fra alcuni giorni molti italiani avranno la possibilità di essere realmente essi stessi i rottamatori della viltà e della corruzione politiche votando per le “Regionali”, ma sono certo che vi rinunceranno perchè morbosamente e passivamente attaccati al ruolo di vittime adoratrici dei propri aguzzini e carnefici. Finchè la stupidità politica e l’ ignoranza domineranno le masse informi, forgiate dalla ideologia espropriatrice del diritto al libero pensiero, la casta si godrà la cuccagna alla faccia della giustizia sociale, dell’ equità e della democrazia.

INGIUSTIZIA E’ FATTA.

Questo Governo italiano, nato fuori dal Parlamento per volere dei nemici giurati delle aule parlamentari, i comunisti, ha calato l’ asso distruggi tutto: la “riforma” della giustizia. I problemi di quello che con generosità può essere definito l’ apparato giudiziario italiano, sono noti anche ai sassi (ma evidentemente non al Ministro così detto Guardasigilli) e sono: calende greche giudiziarie, protagonismo holliwoodiano di molti magistrati, accanimento giudiziario ideologico, costi dei processi che impediscono, nella sostanza, al medio cittadino di difendersi, schizzofrenia della giurisprudenza, tale da rendere inapplicabili molte leggi, inciviltà della bolgia carceraria. Di fronte a questi connotati caratterizzanti l’ Italia come la “regina” del quarto mondo, i “sapienti saggi” del Ministero cosa si sono  inventati?  La depenalizzazione dei reati così detti minori cioè di tutta quella casistica delinquenziale,  sottobosco della criminalità,  che determina il grado di inciviltà  di un popolo. L’ equazione è semplice: meno reati meno rei e meno lavoro per l’ apparato. Poi se la gente si ammazza per liti condominiali o per l’ intrusione notturna di un ladro delinquente, che poverino voleva solo rubare, chi se ne frega! Ma la grande rivoluzione culturale, tipica dei comunisti da Mao Tse Tung a scendere, è il capovolgimento del rapporto fra la legge ed i giudici. Questi passano dall’ essere gli applicatori di leggi al servizio dei princìpi, all’ avere loro stessi un assoluto potere discrezionale nel decidere se un reato esista o meno. Ciò significa la totale espropriazione del potere legislativo parlamentare in favore delle decisioni di singoli giudici che con esse produrranno una giurisprudenza “variabile” e legata ad orientamenti ideologici. Dunque, dopo la soccombenza del pricipio rispetto alla legge,  questi giustizialisti con i baffi hanno sancito la soccombenza della legge rispetto a personali deliberazioni del giudice. E’ la realizzazione del sogno comunista: tribunali speciali e comitati di salute pubblica per reati fiscali e tributari a fronte di lassismo verso la delinquenza spicciola comune che così terrà la gente chiusa in casa, intimorita e non in vena di protestare. In questa ottica verranno soppressi o sterilizzati corpi di polizia, come quello Forestale dello Stato, per dare alla corporazione della caccia (serbatoio elettorale da  privileggiare) ampia discrezionalità territoriale e anche delinquenziale e ai piromani licenza di incendio. Già oggi, cioè ancor prima di questa nefasta “riforma”,  il poliziotto o il cittadino che osano difendersi da ladri e delinquenti vengono sbattuti in galera mentre i rei godono di impunità generalizzata e strafottente. Annichilire la società con colpi di clava ideologica come questo serve per avere sudditi addomesticati e disposti a subire qualunque angheria, qualunque giudizio sommario e conseguente lapidazione. L’ embrione di una società, frutto del Risorgimento, viene dato in pasto all’ inciviltà di orde barbariche con tessera di partito capaci di spargere cancrena sociale a tutte le latitudini del Pianeta. E così salvare una donna minacciata da criminali armati di mazza, ignoranza e violenza primitiva, diventa eccesso di legittima difesa che in quanto legittima non può, anche dal mero punto di vista lessicale, mai essere in eccesso.  Crescerà di conseguenza una “giustizia” on demand che terrà conto dell’ etnia del delinquente come variabile discriminatoria nel giudicare il reato che, per corollario, potrà non essere tale. Vedasi l’ induzione in schiavitù di bambini obbligati a rubare per tradizione etnica, o il contrarre matrimoni con adulti e subire le attenzioni di pedofili travestiti da mariti, o praticare accattonaggio, in quanto tutti comportamenti “etnici” e quindi sanciti dalla tradizione (primitiva). La nuova babele giudiziaria non sarà più a forma di torre per raggiungere presuntuosamente il cielo ma sarà orizzontale e piatta come la palude nella quale annegherà la cultura dei princìpi che resta l’ unica via da percorrere se si vuol distinguere il genere umano dalle sue deiezioni.

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