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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Politica

UNIONE EUROPEA O AUSCHWITZ?

L’ Unione Europea è un’ aggregazione di Nazioni legate fra loro soltanto dalla moneta unica. Dal punto di vista politico ed etnico si tratta di una unione bastarda, priva di passato comune e, soprattutto, di comune futuro. Essa poggia su di uno zoccolo duro costituito da Francia e Germania, due Nazioni che per secoli hanno perseguito lo stesso disegno egemone sull’ Europa scatenando, allo scopo, le più sanguinose guerre che la Storia ricordi. Tale delirio sovranista  si è infine concretizzato nella attuale U.E. fatta di due Stati “principi” e tanti staterelli vassalli. La stessa moneta unica, l’ euro, è la rappresentazione plastica di questa dicotomia, di questa Europa a due velocità portatrice di disastri economici e politici. Non a caso, quando nacque, l’ euro prese le sembianze del marco tedesco, simbolo dell’ economia dominante e della locomotiva d’ Europa. La Francia era poco distante e con basi economiche sufficienti a reggere l’ urto del cambiamento. Due economie forti che, come allora, oggi fagocitano le risorse finanziarie dei Paesi vassalli costretti ad una affannosa ed inutile rincorsa  per reggere il loro passo. E’ come se un operaio si iscrivesse al circolo di golf più esclusivo. Sarebbe costretto ad indebitarsi e a mangiare pane e spago per avere il “privilegio” di essere un vassallo fra principi. L’ italia è in tale misera condizione. Sono stati politicanti idioti armati di velleità professorali a gettarla nelle spire sovraniste dei due Stati più sovranisti d’ Europa.  Da idioti, hanno ritenuto di poter salire sul carro armato essendo però, in realtà, solo poveri fanti destinati a restare appiedati e ad essere le prime vittime anche della più insignificante battaglia finanziaria. Da idioti, hanno sognato che l’ iscriversi al Club li avrebbe dotati di blasone. Irresponsabili poveri idioti. Si sono venduti, e con i pochi spiccioli che avevano sono riusciti a pagare la caparra per un monolocale al nuovo Auschwitz,  contraendo un mutuo eterno da rimborsare a spese di generazioni affamate e nutrite con  poco pane e tanta austerità. Nel frattempo il IV reich e la Grandeur post napoleonica continuano a succhiare la residua linfa vitale di Grecia, Italia, Portogallo ed altra negletta compagnia. Loro sono l’ U.E., noi i parenti poveri invitati sì al pranzo europero, ma come camerieri e lavapiatti. E quella parte d’ Italia che si ribella alla spremitura eterna è tacciata di “sovranismo” proprio dai veri ed unici sovranisti franco-tedeschi, in ciò spalleggiati dai collaborazionisti della sinistra anti italiana e anti patriottica. I nipoti di Marx nostrani dopo aver sognato di essere adottati dalla grande madre Russia di Stalin oggi ambiscono ad essere assunti come garzoni e lustrascarpe della U.E. targata Berlino-Parigi. Hanno grandi ambizioni i sinistri: vogliono che la civiltà italica sia spazzata via dal multiculturalismo, dal ritorno alla preistoria e al vassallaggio. Esattamente ciò che vogliono il IV reich e i post napoleonici per noi.

FORSE SIAMO SALVI(NI).

Nel girone infernale della politica è emerso un personaggio atipico, anti politico, non ipocrita e che crede fermamente nella serietà e nel rispetto degli impegni (non fatue promesse) elettorali. Forse, grazie a costui, siamo Salvi(ni), come italiani intendo. Forse si può sperare nel fallimento del progetto, tutto comunista-buonista-irresponsabile, di fare dell’ Italia la prima Nazione Africana d’ Europa. Forse, grazie alla sua tenacia patriottica, possiamo liberarci della tirannia moralista di un Clero prepotente ed invasivo oltre che marcatamente pedofilo e omosessuale. Forse, adesso i roghi li può accendere il libertario, l’ individuo libero da pastoie ideologiche e religiose; e, su questi roghi, si potrà finalmente bruciare l’ inciviltà e l’ arroganza di quei miserabili che odiano l’ italianità e la civiltà occidentale che da oltre duemila anni  guidano questo pianeta. Forse, grazie a questa reazione rivoluzionaria (è molto di più di un semplice e voluto ossimoro) contro il buonismo politicamente corretto e cancerogeno, l’ Italia e i suoi veri italiani potranno vedere nuove albe con rinnovata fiducia e nuovi tramonti senza la paura del domani. Orinare sui palcoscenici e sui monumenti, sporcare con la propria selvaggia presenza opere d’ arte sculturea, bandire Gesù Cristo e la Croce quali simboli di salvezza spirituale e morale dell’ individuo, appartiene alla sinistra comunista, a quella ideologia resasi colpevole dei peggiori stermini di massa mai avvenuti nella Storia. Non appartiene certo a chi oggi è tacciato come “sovranista”, quasi fosse l’ untore della peste di manzoniana memoria. Forse ci potremo salvare se smettessimo tutti di succhiare dal biberon di partito le tossiche dosi di buonismo di facciata, di quella vernice micidiale che sotto di sè nasconde il vero razzismo, il vero odio, non solo di classe, ma verso la diversità nell’ intelligenza, nell’ autonomia mentale ed intellettuale dell’ individuo. Forse ci potremo salvare dalle spire della lobby omosessuale riconducendola nei trattati di medicina, lì nel luogo legittimo della sua trattazione e del suo trattamento clinico.  Forse ci potremo salvare  dalle sabbie mobili di una dittatura del “siamo tutti uguali” se cominciassimo finalmente a sentirci tutti diversi e unici nel nostro essere popolazione. Forse saremo Salvi(ni) se comprenderemo questi semplici concetti che rappresentano l’ abc della civiltà.

IL SOVRANISMO E’ COSA SERIA.

L’ etichettatura dispregiativa del nemico politico, perchè per essi di ciò si tratta, è una specialità dei regimi totalitari e delle ideologie che li sostengono.  Dopo la caduta del fascismo chi non aderiva all’ ideologia comunista era bollato, oltre che come fascista, con il termine qualunquista, in una accezione del tutto diversa da quella pensata e voluta da Guglielmo Giannini, l’ ideatore dell’ Uomo Qualunque quale figura sociale post bellica. Qualunquista, per i comunisti, equivaleva ad imbecille politico, ad analfabeta globale incapace di cogliere la grandezza del verbo marxista, leninista e maoista. I chierichetti del Capitale si sono sempre autocertificati intellettualmente superiori agli altri, e in questa classificazione spocchiosa e salottiera hanno materializzato tutte le loro, in verità residuali, capacità politiche.  Oggi sono di moda le etichette di sovranisti e populisti per marchiare chi si dissocia dalla perdita di identità nazionale perseguendo la salvaguardia della propria etnia. In estrema sintesi chi vuole continuare a sentirsi italiano, chi rivendica il rispetto della razza, dei confini e dell’ autonomia nazionale, sarebbe un troglodita che non ha compreso l’ importanza di diventare suddito di quella nuova sovrastruttura politica chiamata globalizzazione, della quale l’ Unione Europea, che così si scrive ma patto di potere franco-tedesco si legge, è espressione diretta. Da queste premesse è partita la campagna di demonizzazione del così detto sovranista. Il termine viene pronunciato dalle vestali della sottomissione al potere europeo atteggiandosi  ad intellettuali superiori e guai a chi non si uniforma, a chi non aderisce ai diktat economico politici franco-tedeschi. Quando doveva dare la scalata al Potere il comunismo urlava “avanti popolo” oggi, a potere conquistato, il popolo italiano non serve più, deve essere cancellato e sostituito da un caleidoscopio etnico in nome della follia multirazziale. Su più vasta scala vuole ripetere quanto fatto per la cancellazione della famiglia e la sua sostituzione con caricature così dette arcobaleno umiliando e sporcando la fonte dei più bei fenomeni naturali. D’ altra parte, nella sinistra, è genetico trasformare cose nobili in strumenti di aggressione e sopraffazione. Emblematica è l’ adozione di falce e martello, nobili arnesi da lavoro, e la loro trasformazione in armi da combattimento di classe. “Prendete la falce, prendete il martello picchiate forte picchiate con quello” recita una strofa di uno dei tanti inni buonisti e pacifisti. Dunque sovranista quale peggiore offesa da arrecare a chi rifiuta il collare e il guinzaglio, a chi è orgoglioso di difendere la propria casa dalla manovalanza barbara e dalle elite salottiere che di essa si giovano per realizzare il loro miserabile progetto. Personalmente sono e rimarrò sovranista per sempre, come sono per la difesa dell’ individuo e contro la sua cancellazione in favore della massa informe tanta cara ai capibastone rossi. Colui che ama e difende la propria individualità ponendola al servizio di milioni di altre individualità e rifiuta di essere considerato soltanto come uno del branco è strumento di progresso intellettuale e sociale. Mentre il bene dell’ individuo è il bene di tutti, quello della massa, ignorante, sottomessa e passiva, è il bene della elite che la governa e se ne serve drogandola con l’ ideologia dell’ odio e dell’ invidia. La protezione dell’ individualità permette ad ognuno  di salire e migliorare socialmente. La sua negazione fa sprofondare tutti nella massa affamata, ignorante e rancorosa. L’ Unione Europea può essere bella e civile solo se c’è un’ Italia libera, forte e italiana, e questo, ovviamente, vale per tutte le Nazioni che la compongono. Al contrario una UE priva delle identità nazionali è solo un recinto, un campo di sterminio della civiltà e della identità etnica, gestito da due Nazioni forti e prepotenti.

I FIGLI DELLA PAGHETTA.

Reddito di cittadinanza. Come dire: sono nato, esisto, quindi qualcuno mi deve mantenere ben oltre la soglia adolescenziale. E’ un concetto   figlio degenere di una  ideologia  parassita che ha nella sinistra espropriatrice la sua incubatrice, culla e dea protettrice. Stante ciò non potevano i figli della paghetta,  dissolutivo embrione del reddito di cittadinanaza, non rivendicarlo quale diritto assoluto ed inalienabile. Lo stesso  risultato  elettorale  del 4  marzo  ultimo scorso  è la  cartina  di tornasole di questa reazione chimico-sociale scaturita dal miscuglio di istanze parassitarie, tanto care alla sinistra improduttiva e nemica del lavoro come mezzo di crescita individuale  e  nazionale.  Già il giorno  successivo allo spoglio delle schede l’ esercito di parassiti, sdoganato dal più ridicolo e virtuale  movimento che si sia affacciato  sulla scena  politica  italiana, dopo  quello  radicale, si  è avventato  sulla pagnotta  promessa reclamando i moduli per la richiesta della paghetta.  Il reddito di cittadinanza è, per ora, il punto  più basso  e  miserevole  della  eterna  sceneggiata  deresponsabbilizzatrice  recitata dalla sinistra. Dopo il 6 politico e la distruzione del dovere allo studio, dopo la squallida tiritera dei certificati di malattia compiacenti tramite i quali intere generazioni di parassiti hanno goduto di settimane bianche, azzurre e verdi (cacc(i)a e pesca) alla faccia dell’ altra Italia che lavora, dopo le stanze della droga di “turco” ricordo, dopo aver frantumato i vincoli morali e spirituali della famiglia, dopo aver abusato dei bambini imponendo  loro di vivere  con  caricature  genitoriali,  ecco  arrivare  il  reddito-paghetta di cittadinanza,  autentica  follia  morale  e finaziaria. Coloro che lo propongono, anzi lo pretendono, provocando ulteriore debito sul già osceno debito italiano, sono individui che non solo non hanno mai lavorato e prodotto alcunchè, ma sono coloro che odiano la responsabilità, che odiano doversi guadagnare il tozzo di pane e che , se proprio devono sporcarsi le mani, possono farlo solo come direttori commerciali,  amministratori delegati o presidenti di qualunque cosa, purchè ne traggano tanti soldi e zero fatica.  Per le generazioni cresciute nel rispetto e nella pratica dell’ apprendistato, nella faticosa scalata gerarchica e professionale, nel lavoro per pagarsi lo studio, questa del reddito-paghetta di cittadinanza è un’autentica bestemmia, un’offesa alla dignità della persona e alla sua (quando c’è) intelligenza. E’ la certificazione Statale di imbecillità e incapacità per le quali si ha diritto alla tutela dello Stato padre padrone in forza dell’ odiosa equazione, tutta sinistra, “tu mi voti e io ti mantengo secondo le necessità che io reputo tu abbia”. Questa farsa non è un reddito perchè il reddito deriva da lavoro e impiego di capitali, questa è elemosina in cambio di voti e di subordinazione, data a chi è in eterna ricerca di scorciatoie esistenziali parassitarie. La sinistra comunista è maestra in questo e anche nell’ affamare popoli e nazioni con la sua  “illuminata” ideologia (vedi Cuba, Venezuela, Congo, Corea del Nord e prima ancora l’ ex Unione Sovietica). Ora tocca all’ Italia.

IL DIGIUNO DEGLI SQUALI.

In questi giorni la già squallida politica italiana, costituita da saltafossi, leccapiedi,  portaborse improvvisati capibastone, mummie staliniste, ladruncoli a piè di lista e bamboccioni analfabeti catapultati sugli scranni parlamentari dal più autolesionista dei voti di protesta, si trova a recitare la miserabile pantomima dei digiuni macchietta di pannelliana memoria. Accade che di fronte all’ accantonamento del folle progetto, tutto sinistro e clericalcattocomunista, chiamato jus soli, diverse controfigure in cerca d’ autore inseguano anche qualche momento di miserabile visibilità lanciandosi in dichiarati  digiuni di protesta.  Sono politicanti di lungo corso con tante tessere di partito da far vergognare il gioco del domino, cataplasmi estetici desiderosi di rendere l’ Italia brutta come loro, esponenti di quella crema acida asservita alla politica dello scambio di voto contro carriera. Sono in sostanza il cancro di questa Italia ormai stretta nella morsa asfissiante del politicamente corretto le cui ganasce sono un clero affollato di pedofili, omosessuali e affaristi ed una sinistra anti italiana follemente decisa a perseguire il ricambio etnico a fini di voto elettorale. Immaginare che questi soggetti possano digiunare quando, dal golpe del 2011 ad oggi, sono riusciti a divorare le fondamenta della Nazione Italia, riesce impossibile. Anche perchè le due ganasce hanno in comune una fame insaziabile di tutto ciò che non è loro proprietà. Sono così abituate ad espropriare, ad impadronirsi, a reclamare sotto forma di questua che, dopo aver inventato le indulgente plenarie e parziali a pagamento insieme alla dittatura del proletariato, un digiuno risulta essere incompatibile con la loro stessa natura. Ma digiunare sui giornali e sulle televisioni è facile e politicamente redditizio, fa clamore e colpisce le teste lobotomizzate della manovalanza di partito, quella che il “rifondarolo in cachemire” chiamava  “massa critica della sinistra”. Farlo poi per un motivo così miserabile quale il togliere la sovranità etnica all’ Italia rendendola una bolgia di etnie, fra loro nemiche e ispirate alla distruzione reciproca da odio religioso, è tipico della mente contorta dei sinistri, i quali se non vedono scorrere sangue, se non sparano ad altezza d’ uomo, se non distruggono la società civile, non riescono a vivere. Questo ennesimo, miserabile e buffonesco digiuno è il vero documento di identità della sinistra, buonista verso assassini come quel Battisti e gli altri terroristi vigliacchi e criminali di brigate rosse e compagni vari che oggi, dopo aver ammazzato padri di famiglia, si godono i frutti della militanza comunista. Il solo vero digiuno che la sinistra può ostentare è quello cerebrale e spirituale, suo esclusivo  e inattaccabile appannaggio. Queste orde non digiuneranno mai! Nemmeno se le si lega ad un letto di contenzione. Troveranno sempre il modo di divorare qualcosa anche fingendo di digiunare, come la creduloneria di coloro che, nonostante l’ evidenza, continuano a votare la sinistra anti italiana.

DI TUTTA L’ ERBA UN FASCIO.

Il titolo “antifascismo” aveva perso negli ultimi anni il suo appeal e,  di conseguenza, la sua rendita politica con la quale sono state svezzate intere generazioni di comunisti. Tanto è vero che un “fascista”, presunto doc, come “l’ immobiliarista” di Montecarlo, era salito al “soglio pontificio” della sinistra in chiave antiberlusconiana e collaborava istituzionalmente con il comunista anti Sacharov inquilino del Quirinale. Si era dunque verificata quella “convergenza parallela” tanto cara a Moro nel teorema DC-PCI, nemici politici di giorno e compari di notte con conseguenti enormi “benefici”  per la democrazia e per la libertà. Come sappiamo la DC è defunta e dunque il nuovo compromesso (anti)storico poteva essere fatto solo con i figli di quel fascismo ormai inoffensivo e non più redditizio politicamente.  D’ altra parte è arduo contare quanti comunisti “puri e duri” siano usciti dalle fila dei camerati con camicia nera. Ergo il fascismo, non pagando più i dividendi politici, era stato sotterrato come una non più necessaria ascia di guerra. Ma, come è noto a tutti tranne a quelli che ancora la votano, la sinistra è così priva di contenuti politici, di prospettiva democratica, di capacità governative e di cultura della libertà, che, per distrarre le sue “masse critiche”, il suo gregge elettorale, dai  fallimenti clamorosi, conseguiti sempre con successo, in questi sei anni di “dittatura Napolitan-comunista”, ha dovuto rispolverare le vecchie cianfrusaglie propagandistiche di partito ” riesumando, da un giorno all’ altro, il totem dell’ anti fascismo. Miserabile idea per miserabili politicanti incollati al potere da una delle due ideologie che hanno insanguinato il mondo nel secolo passato, l’ altra è, ovviamente, il suo  cugino nazismo.  Mentre l’ Italia è diventata la pattumiera d’ Europa, il Paese nel quale si può defecare sui monumenti e per le via cittadine, il Paese nel quale se sei “rifugiato” o zingaro puoi ammazzare, rubare e violentare con la pena di uno scappellotto, loro, i comunisti che hanno sterminato milioni di persone, ebrei, zingari, dissidenti politici, loro rimettono in funzione la grancassa dell’ antifascismo.  E si sentono cloache rosse che predicano addirittura la distruzione di monumenti e costruzioni risalenti al ventennio fascista, dimostrando con ciò di essere del tutto identiche ai terroristi del così detto Isis che hanno demolito le tracce di civiltà dei secoli passati. Da tutte le associazioni ( a speculare politicamente) nate con la morte del fascismo, da tutti quei riciclati che hanno smesso l’ uniforme repubblichina per indossare la camicia rossa assai di moda, da tutti questi parassiti dell’ antifascismo, si levano strali e minacce contro una ideologia, morta e sepolta, prontamente raccolte da quella parte di magistratura sempre pronta ad assumere comportamenti “legislativi” che non le competono per Costituzione.

FIGLI DELLO STATO.

Con la tragica epidemia culturale e politica scoppiata nel famigerato ’68 è iniziata l’ offensiva ideologica della sinistra contro i due istituti cardine della civiltà occidentale: scuola e famiglia. Non è casuale che la prima sia stata presa di mira in anticipo rispetto alla seconda. Per minare la famiglia, tramite il divorzio e l’ aborto libero (inizio  degli anni ’70), bisognava prima spezzare il legame   di stretto e mutuo soccorso educativo che esisteva fra esse.  Lo statalismo comunista riteneva indispensabile insinuare le sue metastasi nei due organismi sociali storicamente abilitati a fornire alla società il futuro popolo e le classi dirigenti. Il primo colpo mortale alla scuola italiana è stato inferto togliendole l’ autorevolezza didattica e riscrivendo la Storia, soprattutto  quella contemporanea, secondo i dettami dell’ allora partito comunista italiano per altro assolutamente succube di quello sovietico. L’ arruolamento di un movimento studentesco totalmente ignorante e lobotomizzato ha preceduto di qualche momento quello di schiere di personale docente ansiose di servire un partito che prometteva deresponsabilizzazione professionale e benefici economici in cambio di una scuola didatticamente e culturalmente sterilizzata. Ci sono voluti 40 anni di cancro culturale per uccidere la scuola e sottrarla a famiglia e società, ed oggi il passo finale è la sottrazione dei figli, in quanto scolari, per il loro assogettamento mentale, sessuale e politico alla teoria terminale, di stampo mengheliano, così detta “gender”. In base a questa autentica violenza normalizzatrice, atta ad imporre il pensiero unico comunista, i figli non sono più della famiglia che li genera e che dà loro identità biologica e sessuale, ma sono dello Stato politico che li deforma, li usa e ne dispone. Sono una sua risorsa ideologica, il suo futuro parco buoi elettorale da cui tarre la carne da macello che gli necessita per imporre l’ egemonia della non cultura, dell’ ignoranza, del non sesso. Questo apparato statale si serve di manovalanza  docente, giudiziaria, giornalistica, pubblicistica e persino clerical pedofila, per costruire una società di sbandati bisognosi di tutela e totalmente incapaci di pensiero autonomo. La sterilizzazione delle intelligenze deve iniziare già nelle così dette scuole pre elementari con la sostituzione del biberon nutrizionale con quello ideologico gender. Eliminare le parole centrali dell’ universo affettivo quali papà e mamma serve a questi kapò didattici per subentrare, senza incontrare resistenza, nella scala dei valori e delle figure affettive sovrapponendosi alle ormai sbiadite facce dei genitori. Essere e crescere senza famiglia significa accettare, anzi ambire a essere figli dello Stato, figli di nessuno, parti anonime e intercambiabili di un ingranaggio mostruoso che modella masse informi ed ignoranti. Far perdere l’ identità nazionale, biologica, razziale e spirituale è indispensabile per avere al guinzaglio un popolo acefalo e disponibile a qualsiasi nefandezza politica. In sostanza un campo di concentramento in stile comunista o nazista, che è lo stesso, senza filo spinato ma soprattutto senza la cosa più importante per un individuo: la sua coscienza. Genitori non lobotomizzati, almeno voi, riprendetevi i vostri figli! Ma fate presto perchè il tempo dell’ abisso sociale si avvicina.

MANOVRE PERICOLOSE.

Mentre la Corea del Nord minaccia la guerra ogni giorno le brigate d’ assalto (ai nostri moribondi redditi) governative “lavorano” per rastrellare altri miliardi di euro da immettere, a fondo perduto, nel mare magnum del debito pubblico italiano. Ciò soprattutto al fine di poter continuare a prelevare indisturbati i vitalizi della Casta politica e dell’ apparato burocratico che la sostiene. Come sappiamo il medico UE-Germania (che ovviamente non pensa a curare prima se stesso) ci ha prescritto una terapia economica mortale per garantirsi il dominio finanziario dell’ Europa, e i solerti burocrati nostrani si sono subito messi all’ opera per realizzare l’ ennesima manovra,  più pericolosa che correttiva, a base di tasse. Chi ha memoria e anni per alimentarla ricorda che da almeno 10 lustri assistiamo al teatrino della manovra economica aggiuntiva. Questi cervelloni, non casualmente posti a poca distanza dai rispettivi culi di pietra, prima fanno “studi e previsioni di crescita”, sezionano il Pil e annunciano a tutto il mondo, con inarrivabile follia trionfalistica, che l’ attuale legge finanziaria (oggi legge di stabilità, nel senso forse che tutto resta fermo e nulla cambia) sarà quella che “invertirà l’andamento economico” avviando un circolo virtuoso e  bla bla bla. Attraverso la palla di cristallo della loro non sapienza vedono e prevedono il futuro economico raccontando palle e balle senza alcuna traccia di vergogna. “Salirà l’ occupazione e scenderà la disoccupazione” gridano, con la faccia da posteriore inarrivabile, dagli scranni parlamentari e negli ospitali salotti televisivi. Poi dopo qualche mese scatta il “contrordine compagni” perchè è salita la disoccupazione ed è scesa l’ occupazione, è crecsiuto il debito pubblico e quindi necessita una manovra correttiva per colmare il famoso disavanzo economico che la intransigente madre badessa culona-Ue non può tollerare. Ecco quindi le precarie meningi dei burocrati, comandate dai politicanti di mestiere, spremersi e mettersi al lavoro per inventare “nuove soluzioni”: tasse sui consumi, sui beni (casa) sull’ ombra proiettata al suolo dalle tende dei negozi e sui redditi presunti, che in recessione abissale, siamo comunque obbligati a conseguire. Sono 50 anni che al festival del malgoverno italiano vince sempre la stessa cantilena e quando qualche coraggioso ha provato ad intonare musica e parole diverse si è prontamente svegliato il drago ad infinite teste (giudiziaria, giornalistica, clericale, sindacale, bancaria ecc.) per neutralizzarne ogni mossa. E così, protetti dall’ ombra dei gravi fatti internazionali, i cervelloni burocratici continuano nell’ opera di distruzione sistematica del sistema Italia, mentre al popolino che li vota vengono date in pasto scissioni di partito, baruffe chiozzotte fra stregoni e cadaveri del Bottegone, grillate raccapriccianti sul reddito di cittadinanza.  L’ immondizia sommerge le città e l’ immondizia politico-burocratica buonista  sommerge l’ Italia. In attesa della guerra nucleare totale.

DEMODRAMMA.

I Democratici,  coloro cioè che per  autodefinizione dovrebbero conoscere la regola prima della Democrazia ed accettare il responso del suffragio universale, sono sotto shock per la clamorosa ed inappellabile sberla rimediata alle elezioni presidenziali USA. A Roma direbbero “… e nun ce vonno sta”. Tanto rifiutano le regole della democrazia che stanno scendendo in piazza a fare il solito “casino progressista” frignando come viziatelli isterici ai quali qualcuno ha tolto il giocattolo prediletto. E già,  perchè per questi eterni contestatori la politica ed il Governo di una Nazione sono solo un gioco di potere nel quale se vincono loro trionfa la Democrazia ma in caso di sonora sconfitta, colui che li ha battuti e coloro che l’ hanno votato, sono da eliminare fisicamente.  Lo schiaffo elettorale li ha violentemente svegliati dal torpore di una sicura vittoria, cullati come erano dai canti delle sirene mediatiche, dai proclami dei giullari e buffoni di corte Holliwoodiani, dall’ appoggio incondizionato della lobby del politacally correct. Le elezioni dovevano essere una pura formalità che sancisse la loro stravittoria ed invece si sono rivelate la Waterloo più esemplare e bruciante.  Questo comportamento isterico rappresenta una novità nella politica americana e, alla consuetudine di riconoscere la propria sconfitta accettando il vincitore, si è sostituito lo psicodramma tutto “sinistro” della contestazione e del rifiuto della realtà. Ciò è senz’ altro il frutto di otto anni di Presidenza democratica fondati sulla narcisistica convinzione secondo la quale la perfezione abita nella sinistra e la dannazione è dimora dei Repubblicani. Esattamente ciò che succede in Italia: attori, cantanti, menestrelli della stampa, giullari della Tv, direttori d’ orchestra, architetti strapagati con soldi pubblici, marionette di ogni genere,  presunti scrittori e vignettisti tanto (poco) al chilo, indicano alle masse da essi ritenute incapaci, la via della “libertà” da tutto, specialmente dalla libertà. Questa è la sinistra ondivaga drogata di anti cristianesimo e insofferente solo ai simboli della cristianità: famiglia, fede e rispetto delle leggi naturali.   Questa è la sinistra invasata e ossessionata dal potere che pretende di riscrivere l’ ordine naturale, che nega i sessi, la spiritualità e la responsabilità dell’ individuo, facendone un idiota alla ricerca dello sballo mentale e della vanità esistenziale. E’ questa sinistra elitaria che si oppone al suffragio universale (solo quando la sconfigge)  e che sta portando l’ Occidente nel baratro di una decadenza irreversibile, o reversibile soltanto al prezzo di una guerra atomica. Trump ha fatto giustizia di tale patto scellerato e come un ciclone biblico ha spazzato via il Palazzo della demenza buonista. Adesso si deve riscostruire la società civile americana e Occidentale. Auguri e forza Trump.

SESSO DEMOCRATICO.

Donald Trump è sotto il tiro incrociato dei moralisti con la memoria corta, i politicamente scorretti  del politically correct. Secondo costoro  il sessista è lui solo, è lui il mostro nemico delle donne e autore di frasi oscene. Dimenticano, anzi fingono di dimenticare, i trascorsi del democratico Clinton che si baloccava con giovani stagiste negando le sue imprese persino davanti al Congresso Americano. La sua mogliettina dimentica i vestiti bagnati dallo sperma presidenziale che impetuoso scorreva sulle ragazze assogettate da cotanta carica istituzionale.  Nemmeno un dubbio che ciò fosse comportamento sessista, vero Hillary dall’ aria un pò svanita? E che dire del trio Kennedy? Il Presidente John risultava noto per il suo “usa e getta” sessuale quasi nevrotico e compulsivo, figlio di una eiaculazione precoce forse vissuta come inconscio disprezzo per le donne. Il Ministro delle Giustizia Robert pare si alternasse a lui nella “comproprietà sessuale”  della “divina” Marylin. Senza dimenticare la segretaria Mary Jo Kopecne “opportunamente” morta poi in un incidente stradale dalla misteriosa dinamica insieme al figlio che aspettava.  Chi fosse il padre si può anche immaginare.  Da ultimo l’ eterno Senatore Edward, il Ted straripante vitalità erotica, la cui mogliettina Ethel, a causa di ciò, pare abbia vissuto coniugata più con la bottiglia di ottimo wisky che con lui, fra un tentativo di suicidio e l’ altro.  Questi eroi democratici non erano sessisti, per carità!  Erano coperti dalla falsa vernice del politically correct che non vale però per Trump come da noi non è valsa per Berlusconi ma per Marrazzo si, il quale ebbe anche a pontificare sulla superiorità dei trans rispetto alle donne.   I sinistri, autodefinitisi democratici, sono uguali su entrambe le sponde dell’ Atlantico e nascondono il loro vuoto politico e la manifesta incapacità di governare dietro la cortina fumogena dei presunti scandali sessuali altrui  essendo i loro benedetti dall’ ipocrisia. Trump sarà anche improvvido e superficiale come lo sono tutti i maschi, siano essi ricchi o poveri, ma almeno ha il coraggio di una linea politica di rottura rispetto alla totale sottomissione all’ islam che trova nella Clinton una impressionante sintesi di incapacità e pochezza estetica. Trump vuole, ridare agli Usa il ruolo di guida del mondo occidentale. Vuole una Nazione nella quale i parassiti siano minoranza estrema e non tracotante maggioranza, al di sopra delle leggi, come accade oggi nell’ Italia dei buonisti, dei sinistri pacifisti, razzisti verso l’ italinaità, la Santa Croce e verso tutti i simboli della Cristianità. Trump si sente Americano e non diversamente islamico come appare l’ attuale presidente degli Usa e la sua ex rivale “non adatta alla Presidenza”, ex Segretario di Stato con l’ hobby delle email, ex moglie-presidentessa del “non sessista”  Clinton, e ora pretesa salvatrice di una Patria che grazie a lei rischia di non esserci più. Trump è americao, e per questo è un nemico del politically correct come da noi lo è essere Italiano. Dio tenga accesa la fiaccola della libertà, la luce della quale illumini l’ orizzonte degli Americani nelle  prossime elezioni che saranno il momento della verità mondiale.

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