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Attualità

DEFICIENTI NUCLEARI.

L’ attuale patetico dittatore nordcoreano pare aver raccolto in eredità, oltre ad un potere assoluto tipico retaggio dei regimi comunisti, la somma algebrica della follia dinastica del padre e del nonno. Se a ciò si aggiunge l’ aspetto estetico, che lo indica come chiaro soggetto necessitante il TSO, prende forma un quadro a tinte fosche per il mondo intero. Questo concentrato di megalomania assoluta sembra voler ritornare sui sentieri della pazzia già percorsi da Napoleone Bonaparte, dall’ Impero Austroungarico, da Mussolini, da Hitler, da Stalin, da Mao e diversi altri “piccoli” dittatori malati di se stessi (Gheddafi, Castro, Saddam Hussein). Queste schegge di follia occupano la scena mondiale passandosi il testimone in una sorta di staffetta storica fatta di guerre, stermini di massa, campi di concentramento e culto della loro personalità, di norma malata e schizofrenica. In questo inizio di secolo spicca fra i tanti Rais la figura, fisicamente raccapricciante, del “ciccio bombo” coreano con quelle sue guancione da prendere a schiaffi terapeutici prima, durante e dopo i pasti che mostra essere così smodati da far sembrare Lucullo votato all’ anoressia. Oggi dunque il mondo sarebbe in mano a tale definibilissima (in termini clinici) espressione umana. Il nostro presente, il domani e il dopodomani condizionato da questo patetico esempio di dinastia geneticamente modificata allo scopo di generare il male. Più o meno cento chili di adipe che vogliono far pendere l’ ago della bilancia mondiale verso il caos e la distruzione totale. Ci voleva questo pupazzone autogonfiabile per spostare l’ attenzione dal cancro terrorista islamico che, come una dieta iposodica, ci viene servito ogni sera e ogni giorno ai pasti dagli chef dei telegiornali. Siamo ritornati ai “bottoni rossi” della guerra fredda che ci ha bombardato per 40 anni a base di Krusciov, Bresnev e il purtroppo quasi eterno Castro. Si riparla di missili, di bombe atomiche, di arsenale nucleare, di tutta quella immondizia tecnologica tanto cara ai deficienti che, non crescendo mai, restano infantili a vita e sognano la madre di tutte le battute di caccia, il safari cosmico, per distruggere il Pianeta. Ora il tormentone di moda è rappresentato da questo faccione dal Q.I. presumibilmente prossimo allo zero assoluto, che occupa tutti i pollici dei televisori per quanti essi siano. Il divo incontrastato è questo intestino parlante che domina platee adoranti del tutto identiche a quelle che osannavano ed acclamavano Hitler, Stalin e Mao. Ci siamo di nuovo. Siamo sempre nel piccolo villaggio cavernicolo chiamato Terra nel quale il bipede idiota, con ancora in mano la clava della sua sconfinata superbia, minaccia la guerra nucleare, si pappa i vitalizi parlamentari, impone tasse illegittime sulla caverna (oggi casa) e doppie sulle palafitte (seconde case), impone la cancellazione dei sessi, la rasatura delle chiome femminili, la condanna della libertà, della bellezza e dell’ arte. Nulla di nuovo sotto il sempre più stanco Sole. C’ è sempre la solita carcassa in putrefazione chiamata genere umano, genio del male assoluto e supremo imbecille con smanie e manie di onnipotenza. Autentico rifiuto urbano tossico.

DA “BELLA CIAO” A CIAO BELLA.

L’ evoluzione, anzi il cambiamento poichè in casi come questo mai essa si realizza, della sinistra è tutta qui, schiacciata sotto questa misera micro filastrocca. Il cancro politico mondiale (il comunismo) di cui la sinistra è sinistra culla e bara, ha distrutto i capisaldi della società civile sulle note di “bella ciao” dal dopoguerra a questi giorni catturando il consenso di popolazioni assetate di protagonismo sociale. Il morbo ha illuso intere generazioni di “pesci rossi” convincendole che la distruzione del matrimonio, della famiglia,  della responsabilità procreativa e del primato individuale, le avrebbe “liberate” dalla “gabbia borghese” dei doveri spalancamdo loro le porte del paradiso terrestre dei diritti senza se e senza ma. Il morbo ha così costruito i totem del sesso ignorante e irresponsabile (con l’ aborto riparatore), del matrimonio multiplo e della famiglia allargata, cioè della non famiglia. Compagno e compagna hanno preso il posto di marito e moglie, genitore 1 e genitore 2 invece di padre e madre. Tutti insieme indistintamente sul carrozzone del buonismo politicamente corretto e demente fino a quando la sinistra non si è ritrovata in mano il rovescio di questa medaglia-patacca: le sue mandrie si erano, nel frattempo, imborghesite, avevano costruito piccoli patrimoni familiari grazie al lievitare del debito pubblico e non se la sentivano più di obbedire ai capibastone rossi, anche loro ormai con villa e vasca di balneazione o tenuta vinicola. I compagni avevano dismesso il colbacco e la casa del popolo era rimasta senza popolino militante. Cosa fare allora? Semplice, anche per un comunista: mettere in scena un remake del dopoguerra cambiando gli interpreti nel ruolo di masse affamate. Ecco allora esplodere, a beneficio delle attività collaterali “umanitarie” sindacalizzate, la bolla dell’ accoglienza indiscriminata, anzi incoraggiata alla stregua di una attività di import su larga scala. E siamo così giunti al “ciao bella”, la parola d’ ordine per i nuovi “iscrivendi” nelle liste della sinistra. Te li ritrovi fuori da ogni negozio ad apostrofare donne di tutte le età come fossero loro sorelle (politicamente compagne) con questo “ciao bella” che se profferito da un imprenditore all’ indirizzo della segretaria farebbe scattare indignate manifestazioni sindacali di streghe e femministe doc. Ma se lo dice l’ immigrato clandestino, magari anche allungando le mani per rafforzare la richiesta di obolo, non c’è strega di “se non ora quando” che osi parlare. Donne di età avanzata, perciò ancor  più meritevoli di rispetto, devono sopportare di essere apostrofate con quel “ciao bella” corredato di espressione ebete, insegnato agli invasori dai sindacalizzati buonisti dell’ accoglienza con profitto scandaloso. Il “tu” comunista, irrispettoso di eta, autorità e livello professionale, oggi si è trasformato in “ciao bella”, la nuova pialla lessicale livellatrice in basso di ogni legittima differenza sociale. Il residuo popolino militante della sinistra (zoccolo duro di comprendonio)  ben si è adeguato al nuovo, ennesimo, diktat del partito sentendosi, finalmente per una volta nella vita, così ricco da poter fare l’ elemosina a qualcuno che, finalmente, sta peggio di lui. A nessuno che abbia minime tracce di civiltà impresse nel dna verrebbe in mente di apostrofare una donna anziana o no con quel “ciao bella” volgare e maschilista. Ma all’ immigrato clandestino, futuro prossimo elettore di sinistra, è consentito e consigliato alla faccia educazione, cultura e civiltà. L’ intestino con le gambe chiamato comunismo non si ferma mai.

GENITORI O NO PER SENTENZA.

Devo necessariamente ritornare sulla triste vicenda che ha coinvolto gli ormai famosi “genitori anziani” di Torino e la loro figlia legittima, tutti e tre vittime di quel vuoto morale e spirituale che sta uccidendo il mondo occidentale condannandolo ad un futuro (breve) di materialismo assoluto. Ci torno perchè, in contemporanea successione, è stato respinto il loro ricorso contro l’ espropriazione indebita (e “sovietica”) della loro figlia legittima, ordita e realizzata dalla divinità “politically correct”, e si sono verificate ripetute sentenze di “adottabilità” in favore di maschi pederasti, inutilmente travestiti da coppie di “genitori”. Non è una novità e chi mi legge lo sa benissimo, quanto abbia in odio lo Stato padrone, quell’ insieme di metastasi burocratiche che entrano in ogni casa, in ogni famiglia naturale, per metterle a soqquadro e normalizzarle secondo il pensiero unico e idiota corrente. Ed è contro questo mostro burocratico, che permette a dei semplici impiegati statali muniti di toga, che altro non è se non la tuta blu per i metalmeccanici o il camice bianco per il personale medico, di comportarsi come tanti “creatori”, normalizzatori e demolitori, che è obbligo sociale accendere i riflettori di una resistenza e di una opposizione politica, morale e spirituale assoluta. A chi eccepisce che due genitori in età avanzata non possano garantire il futuro della propria figlia rispondo che il sequestro espropriatore di questa è un atto di prepotenza ben più grave della presunta incertezza di futuro, è un atto che stabilisce  arbitrariamente un limite oltre il quale debba essere lo Stato burocratico a consentire o vietare paternità e maternità. E se fossero stati due maschi pederasti o due femmine lesbiche della medesima anzianità quegli stessi impigati statali in toga avrebbero agito allo stesso modo? La domanda è lecita e suggerita dalla superficialità e irresponsabile facilità con cui essi assegnano (in virtù di un potere legislativo usurpato) ignari e sfortunati bambini in adozione a binomi caricaturali dello stesso genere sessuale. Quale futuro possono garantire due entità riprodotte nel laboratorio mengheliano del politically correct a questi sfortunati figli? Usurpare il titolo di genitori e dispensarlo a piene mani a tavoli invaghiti di sgabelli che sognano di avere altri sgabellini o sediole, destinati ad ammalarsi di una  inguaribile zoppia mentale e a non trovare collocazione nell’ arredo di una società naturale, è un atto dio violenza inaudita del quale uiniche vittime sono questi figli giocattolo. Meglio anziani che innaturali rispondo io facendo  eco alla natura violentata e vilipesa dalla pazzia del politicamente corretto. Questo morbo mentale che attacca la famiglia, la bellezza e l’ armonia biologica, tentando di distruggerle per instaurare un mondo di macchiette, di caricature raccapriccianti, si giova anche della pubblicità,  serva del potere, che produce sempre più spot popolati da tali caricature. Persino per pubblicizzare un detersivo per lavastoviglie qualche mente malata è ricorsa alla mistificazione dei sessi dando ad un piatto un nome proprio femminile e ad una pentola quello proprio maschile per un dialogo domestico di sesso capovolto. Vi è tutto un enorme e lobotomizzato esercito al servizio die questa follia, e di esso la punta di diamante è rappresentata da quegli impiegati statali in toga che, forse immaginando di essere Dio, si esaltano in sentenze che mai, in una Nazione civile e democratica, avrebbero valenza di legge. Questi impiegati statali in toga rappresentano la scorciatoia per aggirare la via maestra secondo la quale ogni legge debba derivare da un Principio ad essa superiore e possa trovare luogo di nascita solo in un Parlamento democraticamente eletto, non nella stanzetta dei bottoncini che ogni Masaniello può ideare per se stesso. E’ aberrante condannare figli innocenti e inconsapevoli a morire senza aver vissuto in una famiglia naturale soltanto per soddisfare un capriccio, spacciato per presunto diritto, di due caricature a vivere una vita finta come una Commedia dell’ Arte. E’ aberrante perchè nella foga di trutelare un falso diritto se ne calpesta uno vero, legittimo e naturale, protetto da tutte le leggi e da tutti i Principi della natura. Purtroppo queste parole non raggiungeranno mai i padiglioni auricolari (nè tanto meno le coscienze) di questi impiegati statali con toga solo perchè in questo vllaggio primitivo comandato dallo stregone politically correct chi giudica non può e non deve essere giudicato, pena la scomunica e la radiazione dall’ ovile.

ITALIANAMENTE.

Siamo in piena guerra economica, religiosa, etnica e politica. L’ Italia, più di tutti a causa della congenita assenza di senso della Nazione, è in balia di quella folle teoria chiamata globalizzazione e multiculturalismo che in nessun altro Paese è riuscita a distruggere i sentimenti di sovranità nazionale, Patria e popolo. Tutte le popolazioni che la stanno invadendo mantengono inalterati i segni distintivi della loro cultura (quasi sempre sottocultura), della loro religione e della loro coesione etnica. L’ Italia non ha mai avuto tutto ciò. I suoi giullari politicanti fanno a gara per abbattere i capisaldi di una cultura e di una storia millenaria. L’ Italia è orfana di se stessa e come tale è ambita preda delle orde barbariche che possono avvalersi della complicità e del tradimento di quei collaborazionisti che per soldi e ideologia politica la vendono allo straniero. L’ altra ganascia della pinza globale che la sta frantumando è l’ UE dei burocrati più idioti che abbiano mai infestato quella Jungla chiamata mondo. E’ in atto una persecuzione politica e culturale voluta dalla nuova Prussia “kuloniana” della quale l’ UE è strumento e testo sacro. A fronte di ciò assistiamo ai penosi balletti di poltrone in una sinistra, purtroppo dominante, che si è arrogata fraudolentemente i ruoli di governo e di opposizione svuotando la democrazia fino a sterilizzarla. Cosa fare davanti all’ eterno avan spettaccolo delle baruffe chiozzotte orchestrate dai comunisti?  L’ unica via di salvezza è la nascita di un partito politico per l’ Italia, che rifiuti i riciclati e i camaleonti di professione. Un partito che ragioni ITALIANAMENTE ma non all’ italiana. Una formazione politica che ritrovi le radici cristiane, occidentali e libertarie ponendole alla base del suo programma. Qui non si tratta più di opporsi alla globalizzazione economica ma di fronteggiarla mantenedo inalterate le peculiarità della nostra Nazione. Solo gli imbecilli multiculturalisti di sinistra possono blaterare che globalizzazione significhi la perdita della propria storia della propria identità. Donald Trump sta semplicemente cercando di far capire questo agli USA, usati e gettati via dal folle disegno obamiano di una Nazione non più patria, non più famiglia, non più popolo. Quando Trump dice “…ospitiamo solo chi ci ama” non introduce un limite così detto razzista ma, finalmente, cancella l’ idiozia buonista, tutta sinistra, che vuole sottomettersi all’ Islam, al suo oscurantismo morale, economico e culturale. E’ necessario un partito politico che resusciti il senso di appartenenza nazionale morto già l’ indomani  dell’ unificazione risorgimentale.   Oggi siamo nella così detta “area euro” senza più la nostra moneta, la nostra sovranità politica, senza poter decidere come vivere ma solo come morire. Ci pensa la kulona a decidere ogni cosa, ci pensano i traditori appecoronati al dominio del quarto reich. Bisogna insorgere e risorgere ITALIANAMENTE, non all’ italiana come accaduto con quel bullo liceale fiorentino o quel marionetta super stipendiato sulla pelle dei disoccupati, o quel mortadella misuratore di piselli e banane.  La domanda è: ci sono in Italia menti preparate in grado di salvarla dal degrado in cui l’ ha scaraventata questa sinistra irresponsabile e profondamente ignorante le vere necessità degli italiani? Credo di si. E la sfida, non procastinabile, è far emergere questa terra sommersa, questo bacino di speranze per un presente che possa diventare futuro. Questa parte d’ Italia deve salvare l’ Italia intera dilaniata dal morbo comunista, da questi zombie che rifiutano l’ eterna sepoltura culturale dopo essere stati uccisi dalla storia e dopo aver contaminato il mondo con la peggiore delle ideologie politiche. ITALIANAMENTE ma non all’ italiana.

LA PESTE BUROCRATICA.

Il decadimento mentale del singolo individuo, che assume rilevanza nazionale con il decadere della legge a succube  braccio amministrativo, è dovuto al dominio della burocrazia, cioè della quintessenza dell’ idiozia umana. Il burocrate è la negazione dell’ uomo filosofo, ragionatore, critico e fantasioso. In sintesi è la negazione dell’ intelligenza. Esso si pone al servizio dell’ appiattimento sociale,  è l’ ottuso sergente dell’ omologazione del pensiero, è il servo viscido delle dittature. E’ una comparsa che ambisce al ruolo di protagonista attraverso l’ eliminazione di questi. Burocrazia è mancanza di autogoverno della persona, è la montagna di norme che schiaccia la libertà quotidiana, è la nevrosi regolamentatrice tipica delle menti inferiori incapaci di concepire pensieri e che, giocoforza, ad essi oppongono regole e cavilli, pastoie e cervellotici labirinti normativi.  La decadenza generale che stiamo vivendo origina dalla burocrazia e di essa moriremo se l’ individuo pensante non si ribellerà al sistema burocratico che lo vuole incapace di pensare, sottomesso alla regola e privo di iniziativa.  Il burocrate è colui che appone sul flacone del detergente per pavimenti l’ etichetta altisonante di “presidio medico chirurgico” soltanto perchè nelle quote degli elementi costituenti si dice che svolga azione disinfettante.  Ora, la convinzione che i pavimenti soffrano di patologie tali da rendere necessario l’ impiego di “presidi medici chirurgici”,  può “germogliare” solo nella desertica crapa di un burocrate maniaco delle etichettature. Proprio come lo erano i nazi-comunisti che “denominavano” le vittime nei loro campi di concentramento con etichette alfanumeriche incise sulla pelle. Il burocrate è colui che attribuisce ad un detersivo per lavapiatti o lavabiancheria una “tecnologia” per combattere unto e macchie in luogo di un semplice processo chimico dovuto all’ azione di sostanze presenti nel prodotto. Sarebbe allora tecnologia anche l’ azione del disseccante cosparso sui campi in agricoltura. Il burocrate è quel pazzo che arriva ad immaginare la classificazione della famiglia in genitore 1 e genitore 2, procedura da estendere poi ai figli che se saranno maschi saranno tutti 1 e 2 se saranno femmine. Il burocrate è quel cretino che arriva a negare i due sessi affermando che trattasi di distinzione anti democratica e discriminatrice nei confronti di chi in essa non si riconosce.  E’ lo stesso che affermare che non esiste solo la Terra e il Cielo, o l’ acqua e il fuoco, ma che esistono stati fisici intermedi di essi: “fuocoacqua o Terracielo”, limbi nei quali “sicuramente” si può collocare chi è diverso.  E’ patetico vedere come questi idioti burocrati tentino di eludere la realtà per etichettare “nuovi” prodotti della natura come ad esempio gli omosessuali, che altro non sono se non maschi e femmine con anomalie psicofisiche che impediscono loro la “fruizione” (detto in burocratese)  naturale della sessualità. Il burocrate idiota va oltre la irrazionalità e si diverte a prendere per i fondelli chi è colpito da menomazioni fisiche. Ecco allora emergere dal liquame lessicale ideologizzato del burocrate espressioni come “normodotato” per indicare persona sana e normale, “ipovedente o non vedente” in luogo di cieco che appare politicamente scorretto, “ipodotato, portatore di handicap” per non dire paralitico o zoppo. In questa forsennata rincorsa alla negazione dei concetti di normalità e sanità il burocrate, sempre più cretino, pone in atto il bluff della “normalità” della anormalità, nella delirante convinzione che le infermità fisiche scompaiano semplicemente negandone l’ esistenza.  Coloro che ne soffrono sanno bene che non è così.  Nel teatrino dei burattini politicamente corretti vanno in scena raccapriccianti commediole ideologiche che poi opportunamente e prontamente vengono tolte dal “cartellone” per far posto ad un’ altra categoria più remunerativa per la tasca ed il seggio, ad esempio gli immigrati. Costoro d’ improvviso diventano rifugiati, richiedenti asilo politico e dunque burocraticamente intoccabili. Nuovi soggetti rispetto ai quali piegare la democrazia, l’ uguaglianza giuridica e la libertà personale, a basse e corrotte logiche di bottega. Tutti  valori che  devono scomparire per far posto all’ immigrato, rifugiato, richiedente asilo, che ha il diritto di viaggiare senza pagare il biglietto, ha diritto di stuprare perchè nei villaggi d’ origine si fa così, ha diritto di occupare case lasciate momentaneamente incustodite dal legittimom proprietario. Ha il diritto ad una paghetta quotidiana da finanziare con i soldi dell “Stato sociale” che così deve chiudere i rubinetti per gli italiani.   Tutto ciò è l’ affare del secolo per i partiti della non politica, per le cooperative catto-comuniste e clerico-comuniste. Miliardi di euro che transitano attraverso le maglie larghe del buonismo per finire, in gran parte, nelle tasche di faccendieri, burattinai e burattini. Il burocrate sguazza nel buonismo burocratico ed elargisce perfino servizi di assistenza psicologica a mani basse a questa immigrazione selvaggia rendendola pulizia etnica in danno dell’ Italia e degli italiani. Burocrazia erba parassita e peste sociale.

MATERNITA’ MATURA.

Nell’ ottica della recrudescenza maschilista, in verità sopita solo politicamente e artificiosamente per un breve periodo a beneficio della sinistra in chiave anti famiglia naturale, le reazioni agli ultimi casi di maternità in età matura dipingono il quadro di ignoranza esposto nella galleria mondiale del politically correct e della demenza ipocrita. Qualche medico  (che ignora il comandamento “… cura te stesso”) e tanta manovalanza mediatica sono arrivati a definire contronatura tali maternità mentre dagli stessi ignobili soggetti sono ritenute naturali le unioni omosessuali e la contestuale condanna  a vita per i minori consegnati d’ ufficio ad esse. La manovalanza omomaschilista al soldo del politically correct urla in faccia alle donne eterosessuali tutto lo “sdegno” e la condanna per queste maternità mature salvo passare sotto silenzio maternità e paternità surrogate, altrettanto mature, di omosessuali e quelle etero di facoltosi maschi anziani, e anche vecchi, purchè personaggi intoccabili. La lista di sessantenni ed oltre che  comprano uteri giovani per giocare a fare i nonni-padri è lunga e variegata ma nessuna voce si è mai levata dal coro delle vestali perchè il maschio può tutto, specie se è un attore, un politico, un intoccabile insomma. Per lui e per quelle caricature di mogli-maschi e mariti-femmine non è contro natura acquistare figli al supermercato del politically correct. Essi tutto possono e a tutto hanno diritto, basta esibire la tessera del clan degli ipocriti dei nuovi creatori del genere umano. Misera umanità moralista nella quale spiccano eminenze religiose che infliggono penitenze nel confessionale, eminenze giuridiche che condannano dagli alti tribunali, eminenze scientifiche e politiche che pontificano dai pulpiti della pretesa superiorità, mentre nel privato praticano pedofilia omo ed eterosessuale, nel “rispetto” categorico del “loro” concetto di natura. E’ solo la donna eterosessuale che partorisce oltre i cinquanta anni a commettere un delitto contro natura secondo la filosofia dell’ arroganza e dell’ ignoranza maschilista.

FROCI E ANCHE CRIMINALI.

Il fetido lezzo del politically correct rende sempre più irrespirabile l’ aria di questa sventurata Nazione caduta sotto il suo abominevole dominio. Le bombole d’ ossigeno della cultura, della eterosessualità, della civiltà, della libertà e della normalità sono ormai quasi totalmente esaurite tanto che istituzioni politiche e media conniventi si scagliano contro un titolo giornalistico colpevole di  definire froci e pervertiti i miserabili artefici dell’ ennesimo monumento alla divinità pederasta.  E’ accaduto che un gruppuscolo vile e frocio per autodefinizione abbia aggredito e violentato un diciassettenne diffondendo poi sulla rete, per ulteriore sfregio, le immagini dell’ eroica impresa. Il Giornale Cronache del Salernitano ha riportato la notizia titolando l’ articolo con le parole “blasmene” di froci e pervertiti.  Apriti cielo!  Le vestali buoniste capeggiate dalla presidente della camera (delle chiacchiere) si sono subito allineate e messe in corteo formando il codazzo di protesta radical chic nel quale non potevano mancare l’ Espresso (servito in tazzine d’ amianto?) e il (dis) Ordine dei giornalisti sempre pronto a scattare sull’ attenti quando nulla c’è da dire di serio. Queste crape salottiere hanno il compito politico ideologico di spostare il fatto dal piano penale, criminale e di devianza omosessuale, a quello meramente semantico riducendolo al solito sterile dibattito salottiero nel quale le bocche atteggiate ad orifizio anale di gallina si scandalizzano per l’ uso dei due termini di cui sopra.  Non si parla della violenza e del fatto in sè ma della “violenza” dei due termini. Ma se la vittima dell’ aggressione omosessuale fosse stata un loro pargolo intoccabile sarebbero stati così solerti avanguardisti di partito ugualmente? Presumo di no. Avrebbero probabilmente fatto come il comunista Rizzo che, durante una puntata di Porta a Porta di qualche anno fa,  pontificava che nessuno aveva diritto di farsi giustizia da sè ma che, sollecitato da Bruno Vespa  sulle sue reazioni in caso di aggressione domestica, sbottava in un “io gli strapperei gli occhi” per nulla buonista e politicamente corretto. Dunque questi frequentatori altalenanti della sinistra, buonista con assassini, terroristi, froci e pervertiti ma “cattivista” con chi da queste masnade si difende, quando li si tocca diventano reazionari e persino nazifascisti. E’ la coerenza di chi non avendo un progetto politico realizzabile e degno di questa definizione, sia in senso sociale che di civiltà ma possedendo solo nozioni di comunismo, da chi scrive considerato male incurabile, cavalca il politically correct salvo poi rinnegarlo se solo ne sfiora l’ orticello. A tal segno, direbbe il Manzoni, è giunta l’ ipocrisia e l’ ignoranza di casta! Non si giudica, prendendone le dovute distanze, il crimine commesso da quei froci e pervertiti ma si intavola una tenzone fra galline e capponi da una parte e la civiltà giuridica e liberale dall’ altra solo per l’ uso giornalistico di due termini sacrosanti presenti nella lingua italiana e da nessuno accusabile di essere omofoba. Di quel ragazzo martoriato, della sua psiche violata e distrutta, della sua dignità infangata da froci pervertiti e criminali, a queste crape diversamente pensanti non può fregar di meno. Politaccly correct cancro universale.

UNA NUOVA LEPANTO.

Se è vero che “la morte non sia il peggior di tutti i mali ma sollievo da dolori” è altrettanto vero che la maggior onta non sia perdere la vita per mano di questi vigliacchi, di questi primitivi, di queste schegge paleolitiche, ma sia essere toccati e violati da simili sottosviluppati che, se paragonati, dànno ai cassonetti dell’ immondizia la dignità di salotto chic. E’ infatti da oltre 10 secoli che il Medio Oriente guarda con occhi iniettati di sangue l’ Occidente il quale fin quando è stato la culla e la casa della civiltà, non ha dato  scampo alle sue mire egemoniche. Ma ora a “governare” l’ Occidente c’è il buonismo dei dementi profeti del politically correct, le sue cariche istituzionali sono “okkupate” da caricature politiche, da mezze figure che si sentono artefici dell’ evoluzione multiculturalista, espressione vuota e altisonante che nasconde il purtroppo concreto e pieno caos mondiale oltre alla certa prospettiva di guerra totale. La strategia politica dei buonisti italiani, sempre primi nel calarsi le braghe, viene enunciata ancor più chiaramente attraverso le dichiarazioni di “timonieri” raccapriccianti quali il ministro dell’ Interno o il presidente della Camera (delle chiacchiere). Il teorema congiunto e convergente sarebbe: non aiutare economicamente gli italiani bisognosi  e disseminare  nei piccoli paeselli del fu Bel Paese clandestini a volontà, titolari di ogni privilegio. Ma come sono buonisti costoro che vivono in ambiente asettico con scorta e rendita parlamentare pagate dagli italiani che lavorano! Quanto è facile esserlo vivendo al di sopra dei problemi e della realtà quotidiana! E’ a causa di questi indefiniti graffiti paleolitici che l’ Europa è alla mercè di canaglie socialmente analfabete, di immondi foruncoli di ignoranza che infettano mortalmente il tessuto sociale occidentale. E’ a causa di questi politicanti che i discendenti dell’ Impero romano, di Dante, di Leonardo, di Michelangelo, del Foscolo e del Manzoni. vengono oggi uccisi, violentati e derisi dall’ orda, rimasta barbarica come 12 secoli fa.  Lepanto chiama, anzi urla, alla raccolta e il primo bersaglio della nuova Lepanto deve essere il politically correct, il buonismo idiota degli idioti buonisti per poi ricacciare lontano dai confini della civiltà i terroristi cavernicoli. La nuova Lepanto deve fermare il genocidio politico ed etnico del popolo italiano e degli europei tutti voluto da una lobby politica guidata da incomprensibili manie di autodistruzione. Da oltre vent’ anni, a partire dalle invasioni di albanesi, era chiaro che sarebbe avvenuto ciò che oggi è sotto gli occhi “sorpresi e sconcertati” dei dementi buonisti capeggiati dalla Curia Vaticana, sempre tanto “sensibile” verso il “fratello povero” che poi viene a guidare il camion della carneficina nizzarda. L’ Occidente è preso fra le ganasce del potere che egli stesso ha regalato ai petrodollari e l’ ignoranza di quella sua parte che ad essi si è prostituita. Il misero sta svendendo i propri organi vitali  quali la libertà politica e religiosa, la civiltà e il progresso della arti, come fa lo sventurato che vende il proprio rene per pagarsi il maxi schermo della Tv a colori o la vacanze ad Ibiza. Armare la mano del Medio Oriente con l’ arma più letale, rassegnazione mista a speculazione economico-politica, significa consegnarsi alla miseria totale. Gli eroi della prima Lepanto avevano nelle vene gli ideali di libertà, di Patria e di progresso civile, i codardi calabraghe di oggi fanno le vestali al tempio della sottomissione ai petrodollari. E voi, italiani che ancora li votate, siete complici e correi nel delitto di buonismo idiota e degni figli del politically correct.

THANK YOU PERFIDA ALBIONE.

L’ uscita dalla UE (Unione Ebete) è il primo atto di coraggio e di autentica autodeterminazione che si registra dopo un interminabile periodo di dominio assoluto da parte del miserabile euro politically correct. THANK YOU, ora non più perfida Albione. THANK YOU per aver scagliato la prima pietra contro la fabbrica dello spreco, dello sperpero di soldi comunitari, contro le flaccide facce dei burocrati negatori della sovranità nazionale dei singoli Stati in favore di una tirannide di incapaci, di teste vuote, di traditori della cultura occidentale. La superiore cultura anglosassone aveva già fiutato le torbide finalità del sinistro asse Berlino-Parigi rimanendo opportunamente fuori dal calderone infernale dell’ Euro, di quella moneta unica bastarda priva di una “madre” banca emittente e di un “padre” avente sembianze di autentico e serio trattato politico monetario. La miserabile ammucchiata dell’ euro aveva l’ unica finalità di favorire quello che da anni ho definito il quarto reich, ad opera della Kulona teutonica comodamente seduta sulla poltrona francese e con i piedi voluttosamente adagiati sul tappetino italiano. Londra l’ aveva capito e si era tenuta opportunamente fuori dal gorgo monetario. Oggi, a distanza di tempo ormai idonea a far comprendere anche ai sassi che l’ UE, Unione Ebete, non ha futuro se non in una guerra contro l’ Oriente islamico, ha deciso di staccare la spina e tagliare il cordone ombelicale attorcigliato alla gola dei restanti Paesi membri,  franco-tedeschi ovviamente esclusi.  Nessun matrimonio nella civiltà occidentale prevede la negazione etnica, economica, culturale e religiosa da parte dei contraenti. Nessuna Unione può esistere se viene edificata sulle macerie degli Stati membri più deboli. Nessuna Unione è possibile, a meno che non sia ebete, se le sue priorità sono la doppia e costosissima sede parlamentare oppure la definizione del diametro dei piselli comunitari o la curvatura delle banane di tragica mortadelliana memoria. Albione l’ ha capito ed ha sbattuto la porta in faccia ai pagliacci burocrati capaci di demolire un popolo ed una Nazione già gloriosa e ricca di cultura (Grecia) quando  loro ancora non avevano elaborato un linguaggio diverso dai rumori gutturali della tribù, per “risanare” la sua economia distrutta dalla impossibile convivenza fra ex dracma ed euro. Paesi già poveri scaraventati nell’ abisso di una recessione avente prospettiva trentennale solo per immaginare una impossibile frequentazione del club dei così detti grandi (miserabili) Francia e IV Reich. THANK YOU Albione per averci regalato la squallida faccia adirata di quel tale Juncker,  adeguato simbolo della “burocratirannide”, che minaccia ritorsioni, un “ve la faremo pagare cara” che la dicono lunga sul dispetto fatto alla fabbrica delle inutilità e dei mega stipendi riservati alla scandalosa pletora di galoppini “comunitari”. Anche la grancassa suonata dai media compiacenti che sbatte il pentito del “bye bye UE” su tutti i canali cercando di rappresentare l’ esito del voto solo come frutto di schegge impazzite o di una insensata protesta, dimostra la paura del politically correct. Questo è stato colpito a morte e sfodera le armi più violente miste alla schiuma rossa che gli esce dalla fetida cloaca per dissuadere altri Paesi coraggiosi dal compiere il grande passo. Esso è terrorizzato dalla paura di perdere le galline dallo… spread d’ oro, è terrorizzato dalla fine della schiavitù monetaria e politico-culturale. Sa che se perde qualche altro vassallo il suo feudo crollerà e allora addio sogni di grandeur o di IV Reich covati da quelle raccappriccianti  mezze figure  che si sono poste alla guida di popoli storicamente avvezzi a subire dittature, con la stessa spocchia di Napoleone, Hitler e Mussolini. La non più perfida ma sempre intelligente Albione ha reciso le catene e c’è da scommettere che nel volgere di un biennio tornerà ad essere anni luce avanti, sia economicamente che come identità nazionale, rispetto al plotone di incasellati comunitari comandato da due feldmarescialli e un caporale. Thank you Albione,

IVA SU ACCISE: STATO LADRO.

L’ italietta post borbonica ed eternamente in fase puberale totalmente inconsapevole, annovera fra i suoi primati negativi, che le valgono il titolo di villaggio primitivo d’ Europa, anche quello di rubare “legalmente” ai suoi cittadini attraverso certificazioni ufficiali come le bollette  di energia elettrica. Accade infatti che miserabili legislatori in accordo con miserabili burocrati, opportunamente “non visti” da un apparato giudiziario intento a scalare il Potere a colpi di sentenze politicamente orientate, abbiano introdotto la barbarie contabile dell’ assoggettamento ad Iva delle accise, cioè tasse applicate al consumo di energia elettrica ideologicamente considerato un privilegio da punire. A dispetto di una Carta costituzionale sbandierata come simbolo di purezza Istituzionale questi miserabili parassiti, che ingrassano con il lavoro altrui, hanno di fatto stabilito non soltanto che si paghino le tasse (Imu e compagnia bella) anche in assenza di reddito ma che si paghino sulle stesse imposte. L’equazione ideata dallo Stato ladrone è semplice: se servono soldi a causa di sprechi non si riducono questi ma si aumentano le tasse e addirittura si inventano gabelle incostituzionali, illegittime ed estorsive, proprio come fa la mafia con i suoi pizzi. Non è edificante e motivo di ottimismo in ottica futura constatare di vivere in uno Stato mafioso nei comportamenti e con il vizio di infilare la sua untuosa ed insaziabile mano nelle tasche dei cittadini. Non è edificante sapere di far parte di un villaggio primitivo nel quale il contribuente rappresenta l’ anello finale della “catena alimentare sociale e politica”. Ma è ancora più avvilente e desolante constatare che nonostante tutto ciò esso continua ad osannare questi miserabili ladri e a votarli, convinto di potersi sfamare con le briciole che magnanimamente vengono fatte cadere all’ uopo dalla ricca tavola del potere. Ciò che più brucia e risulta devastante ai pochi che si schifano di essere gabbiani sulla scia del peschereccio-Stato è che non c’è uno straccio di magistrato o di avvocato che si prendano la briga di promuovere azioni legali contro lo Stato ladro. Nessuna vestale vergine si erge a difesa del tempio e del totem della pretesa legalità, prima fra tutti la pletorica e, nella sostanza, inutile Corte dei Conti. Pare che il bottino di questa rapina istituzionalizzata dalla consuetudine ladresca pluriennale ammonti a circa 3 miliardi di euro e siccome, qualora il ladro fosse obbligato dall’ applicazione della legge a restituirlo, occorrerebbero nuove tasse per colmare l’ inopinato “buco”, tanto vale che la rapina continui con buona pace della vergine Costituzione, dei “padrini” costituzionalisti e dei valori, ormai senza valore, di onestà finanziaria ed intellettuale. Siamo dunque costretti a tenerci questo cancro perchè la cura è più costosa e dolorosa del male. E’ purtoppo questo il “mare nostrum” nel quale siamo costretti, per nascita, a navigare facendo l’ autostop, anzi il “barcastop” alle tante zattere dell’ opportunismo, del servilismo, della corruzione, con le quali i portaborse politicanti lo solcano facendo gli “scafisti”, i papponi e i ladri di polli. L’ imposizione dell’ Iva sulle accise è uno dei tanti segnali che da anni indicano l’ avvenuta morte del Diritto per  asfissia burocratica e corruzione politica ma, realisticamente, vien da chidersi se esso sia mai nato in questa italietta post borbonica, post fascista e attualmente miseramente comunista.

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