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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Attualità

UNA NUOVA LEPANTO.

Se è vero che “la morte non sia il peggior di tutti i mali ma sollievo da dolori” è altrettanto vero che la maggior onta non sia perdere la vita per mano di questi vigliacchi, di questi primitivi, di queste schegge paleolitiche, ma sia essere toccati e violati da simili sottosviluppati che, se paragonati, dànno ai cassonetti dell’ immondizia la dignità di salotto chic. E’ infatti da oltre 10 secoli che il Medio Oriente guarda con occhi iniettati di sangue l’ Occidente il quale fin quando è stato la culla e la casa della civiltà, non ha dato  scampo alle sue mire egemoniche. Ma ora a “governare” l’ Occidente c’è il buonismo dei dementi profeti del politically correct, le sue cariche istituzionali sono “okkupate” da caricature politiche, da mezze figure che si sentono artefici dell’ evoluzione multiculturalista, espressione vuota e altisonante che nasconde il purtroppo concreto e pieno caos mondiale oltre alla certa prospettiva di guerra totale. La strategia politica dei buonisti italiani, sempre primi nel calarsi le braghe, viene enunciata ancor più chiaramente attraverso le dichiarazioni di “timonieri” raccapriccianti quali il ministro dell’ Interno o il presidente della Camera (delle chiacchiere). Il teorema congiunto e convergente sarebbe: non aiutare economicamente gli italiani bisognosi  e disseminare  nei piccoli paeselli del fu Bel Paese clandestini a volontà, titolari di ogni privilegio. Ma come sono buonisti costoro che vivono in ambiente asettico con scorta e rendita parlamentare pagate dagli italiani che lavorano! Quanto è facile esserlo vivendo al di sopra dei problemi e della realtà quotidiana! E’ a causa di questi indefiniti graffiti paleolitici che l’ Europa è alla mercè di canaglie socialmente analfabete, di immondi foruncoli di ignoranza che infettano mortalmente il tessuto sociale occidentale. E’ a causa di questi politicanti che i discendenti dell’ Impero romano, di Dante, di Leonardo, di Michelangelo, del Foscolo e del Manzoni. vengono oggi uccisi, violentati e derisi dall’ orda, rimasta barbarica come 12 secoli fa.  Lepanto chiama, anzi urla, alla raccolta e il primo bersaglio della nuova Lepanto deve essere il politically correct, il buonismo idiota degli idioti buonisti per poi ricacciare lontano dai confini della civiltà i terroristi cavernicoli. La nuova Lepanto deve fermare il genocidio politico ed etnico del popolo italiano e degli europei tutti voluto da una lobby politica guidata da incomprensibili manie di autodistruzione. Da oltre vent’ anni, a partire dalle invasioni di albanesi, era chiaro che sarebbe avvenuto ciò che oggi è sotto gli occhi “sorpresi e sconcertati” dei dementi buonisti capeggiati dalla Curia Vaticana, sempre tanto “sensibile” verso il “fratello povero” che poi viene a guidare il camion della carneficina nizzarda. L’ Occidente è preso fra le ganasce del potere che egli stesso ha regalato ai petrodollari e l’ ignoranza di quella sua parte che ad essi si è prostituita. Il misero sta svendendo i propri organi vitali  quali la libertà politica e religiosa, la civiltà e il progresso della arti, come fa lo sventurato che vende il proprio rene per pagarsi il maxi schermo della Tv a colori o la vacanze ad Ibiza. Armare la mano del Medio Oriente con l’ arma più letale, rassegnazione mista a speculazione economico-politica, significa consegnarsi alla miseria totale. Gli eroi della prima Lepanto avevano nelle vene gli ideali di libertà, di Patria e di progresso civile, i codardi calabraghe di oggi fanno le vestali al tempio della sottomissione ai petrodollari. E voi, italiani che ancora li votate, siete complici e correi nel delitto di buonismo idiota e degni figli del politically correct.

THANK YOU PERFIDA ALBIONE.

L’ uscita dalla UE (Unione Ebete) è il primo atto di coraggio e di autentica autodeterminazione che si registra dopo un interminabile periodo di dominio assoluto da parte del miserabile euro politically correct. THANK YOU, ora non più perfida Albione. THANK YOU per aver scagliato la prima pietra contro la fabbrica dello spreco, dello sperpero di soldi comunitari, contro le flaccide facce dei burocrati negatori della sovranità nazionale dei singoli Stati in favore di una tirannide di incapaci, di teste vuote, di traditori della cultura occidentale. La superiore cultura anglosassone aveva già fiutato le torbide finalità del sinistro asse Berlino-Parigi rimanendo opportunamente fuori dal calderone infernale dell’ Euro, di quella moneta unica bastarda priva di una “madre” banca emittente e di un “padre” avente sembianze di autentico e serio trattato politico monetario. La miserabile ammucchiata dell’ euro aveva l’ unica finalità di favorire quello che da anni ho definito il quarto reich, ad opera della Kulona teutonica comodamente seduta sulla poltrona francese e con i piedi voluttosamente adagiati sul tappetino italiano. Londra l’ aveva capito e si era tenuta opportunamente fuori dal gorgo monetario. Oggi, a distanza di tempo ormai idonea a far comprendere anche ai sassi che l’ UE, Unione Ebete, non ha futuro se non in una guerra contro l’ Oriente islamico, ha deciso di staccare la spina e tagliare il cordone ombelicale attorcigliato alla gola dei restanti Paesi membri,  franco-tedeschi ovviamente esclusi.  Nessun matrimonio nella civiltà occidentale prevede la negazione etnica, economica, culturale e religiosa da parte dei contraenti. Nessuna Unione può esistere se viene edificata sulle macerie degli Stati membri più deboli. Nessuna Unione è possibile, a meno che non sia ebete, se le sue priorità sono la doppia e costosissima sede parlamentare oppure la definizione del diametro dei piselli comunitari o la curvatura delle banane di tragica mortadelliana memoria. Albione l’ ha capito ed ha sbattuto la porta in faccia ai pagliacci burocrati capaci di demolire un popolo ed una Nazione già gloriosa e ricca di cultura (Grecia) quando  loro ancora non avevano elaborato un linguaggio diverso dai rumori gutturali della tribù, per “risanare” la sua economia distrutta dalla impossibile convivenza fra ex dracma ed euro. Paesi già poveri scaraventati nell’ abisso di una recessione avente prospettiva trentennale solo per immaginare una impossibile frequentazione del club dei così detti grandi (miserabili) Francia e IV Reich. THANK YOU Albione per averci regalato la squallida faccia adirata di quel tale Juncker,  adeguato simbolo della “burocratirannide”, che minaccia ritorsioni, un “ve la faremo pagare cara” che la dicono lunga sul dispetto fatto alla fabbrica delle inutilità e dei mega stipendi riservati alla scandalosa pletora di galoppini “comunitari”. Anche la grancassa suonata dai media compiacenti che sbatte il pentito del “bye bye UE” su tutti i canali cercando di rappresentare l’ esito del voto solo come frutto di schegge impazzite o di una insensata protesta, dimostra la paura del politically correct. Questo è stato colpito a morte e sfodera le armi più violente miste alla schiuma rossa che gli esce dalla fetida cloaca per dissuadere altri Paesi coraggiosi dal compiere il grande passo. Esso è terrorizzato dalla paura di perdere le galline dallo… spread d’ oro, è terrorizzato dalla fine della schiavitù monetaria e politico-culturale. Sa che se perde qualche altro vassallo il suo feudo crollerà e allora addio sogni di grandeur o di IV Reich covati da quelle raccappriccianti  mezze figure  che si sono poste alla guida di popoli storicamente avvezzi a subire dittature, con la stessa spocchia di Napoleone, Hitler e Mussolini. La non più perfida ma sempre intelligente Albione ha reciso le catene e c’è da scommettere che nel volgere di un biennio tornerà ad essere anni luce avanti, sia economicamente che come identità nazionale, rispetto al plotone di incasellati comunitari comandato da due feldmarescialli e un caporale. Thank you Albione,

IVA SU ACCISE: STATO LADRO.

L’ italietta post borbonica ed eternamente in fase puberale totalmente inconsapevole, annovera fra i suoi primati negativi, che le valgono il titolo di villaggio primitivo d’ Europa, anche quello di rubare “legalmente” ai suoi cittadini attraverso certificazioni ufficiali come le bollette  di energia elettrica. Accade infatti che miserabili legislatori in accordo con miserabili burocrati, opportunamente “non visti” da un apparato giudiziario intento a scalare il Potere a colpi di sentenze politicamente orientate, abbiano introdotto la barbarie contabile dell’ assoggettamento ad Iva delle accise, cioè tasse applicate al consumo di energia elettrica ideologicamente considerato un privilegio da punire. A dispetto di una Carta costituzionale sbandierata come simbolo di purezza Istituzionale questi miserabili parassiti, che ingrassano con il lavoro altrui, hanno di fatto stabilito non soltanto che si paghino le tasse (Imu e compagnia bella) anche in assenza di reddito ma che si paghino sulle stesse imposte. L’equazione ideata dallo Stato ladrone è semplice: se servono soldi a causa di sprechi non si riducono questi ma si aumentano le tasse e addirittura si inventano gabelle incostituzionali, illegittime ed estorsive, proprio come fa la mafia con i suoi pizzi. Non è edificante e motivo di ottimismo in ottica futura constatare di vivere in uno Stato mafioso nei comportamenti e con il vizio di infilare la sua untuosa ed insaziabile mano nelle tasche dei cittadini. Non è edificante sapere di far parte di un villaggio primitivo nel quale il contribuente rappresenta l’ anello finale della “catena alimentare sociale e politica”. Ma è ancora più avvilente e desolante constatare che nonostante tutto ciò esso continua ad osannare questi miserabili ladri e a votarli, convinto di potersi sfamare con le briciole che magnanimamente vengono fatte cadere all’ uopo dalla ricca tavola del potere. Ciò che più brucia e risulta devastante ai pochi che si schifano di essere gabbiani sulla scia del peschereccio-Stato è che non c’è uno straccio di magistrato o di avvocato che si prendano la briga di promuovere azioni legali contro lo Stato ladro. Nessuna vestale vergine si erge a difesa del tempio e del totem della pretesa legalità, prima fra tutti la pletorica e, nella sostanza, inutile Corte dei Conti. Pare che il bottino di questa rapina istituzionalizzata dalla consuetudine ladresca pluriennale ammonti a circa 3 miliardi di euro e siccome, qualora il ladro fosse obbligato dall’ applicazione della legge a restituirlo, occorrerebbero nuove tasse per colmare l’ inopinato “buco”, tanto vale che la rapina continui con buona pace della vergine Costituzione, dei “padrini” costituzionalisti e dei valori, ormai senza valore, di onestà finanziaria ed intellettuale. Siamo dunque costretti a tenerci questo cancro perchè la cura è più costosa e dolorosa del male. E’ purtoppo questo il “mare nostrum” nel quale siamo costretti, per nascita, a navigare facendo l’ autostop, anzi il “barcastop” alle tante zattere dell’ opportunismo, del servilismo, della corruzione, con le quali i portaborse politicanti lo solcano facendo gli “scafisti”, i papponi e i ladri di polli. L’ imposizione dell’ Iva sulle accise è uno dei tanti segnali che da anni indicano l’ avvenuta morte del Diritto per  asfissia burocratica e corruzione politica ma, realisticamente, vien da chidersi se esso sia mai nato in questa italietta post borbonica, post fascista e attualmente miseramente comunista.

L’ ITALIA HA IL CANCRO.

Sta male, molto male questo povero Paesello mai capace di superare gli esami di ammissione alla civiltà politica e sociale, indispensabili per diventare uno Stato. Le contingenze militari dell’ 800 ne hanno casualmente fatto un Regno rattoppato e con i buchi nelle suole dello Stivale. Senza sapere come e perché i nostri nonni e i loro padri si ritrovarono appiccicata in fronte l’ etichetta di italiani all’ ombra di un Tricolore che doveva coagulare una realtà frantumata in bianco e nero. Mentre Nazioni come l’ Inghilterra festeggiavano quasi 200 anni di democrazia dalla caduta di Cromwell il povero Stivale muoveva i primi passi nel franoso terreno della autodeterminazione. Ci siamo iscritti all’ Università senza aver mai conseguito uno straccio di diploma. Ci siamo illusi di poter fare la guerra al mondo e siamo riusciti solo a provocare miserabili carneficine, buone solo per alimentare una industria cinematografica già asservita al presunto vincitore.  Quell’ equivoco di base  presenta oggi il salatissimo conto in termini sociali e politici. Nulla è bastato. Nulla è servito per far crescere una coscienza nazionale, uno spirito di appartenenza, un senso della Patria e dell’ individuo libero che, insieme, rappresentano le fondamenta di una Nazione. Abbiamo vissuto i decenni successivi alla seconda guerra mondiale dividendoci in bianchi e rossi dopo essere stati, gli uni e gli altri, nella quasi totalità fanaticamente neri. Abbiamo sempre guardato con invidia e complesso di inferiorità verso l’ estero e verso tutti quei “paradisi” nei quali essere servi, minatori, muratori e contadini, sembrava valere molto di più che esserlo in Italia. Siamo stati “venduti” nelle miniere belghe e tedesche, abbiamo fatto i camerieri ai signori svizzeri, ci siamo conquistati la nomea di accattoni e siamo diventati i poveri d’ Europa. Tutto abbiamo fatto fuorché costruire l’ Italia e gli italiani. Ed oggi, in piena globalizzazione, di fronte alla quale per sopravvivere è necessario essere Stato e Nazione, continuiamo a comportarci da idioti contradaioli medievali contrapposti e a fare il gioco, sporco, dei parassiti politicanti sempre pronti a svendere l’ integrità nazionale come fece Cavour con Nizza e la Savoia.  Oggi in svendita  c’è l’ Italia intera con quel suo popolo socialmente e politicamente analfabeta. Come spiegare altrimenti la sua passività davanti all’ invasione etnica che sta subendo per colpa di una “nomenklatura” composta da miserabili politicanti, da gran parte dell’ apparato giudiziario, dalla lobby clericale e dai mezzi di comunicazione di massa. E’ proprio perché siamo ancora massa e non Nazione che lo scempio della deitalianizzazione è reso possibile. Siamo noi tutti che, con viltà personale e collettiva, non ci opponiamo ad uno Stato vampiro che sta espropriandoci della casa, del denaro, della dignità e della italianità. Ancora oggi la maggior parte degli elettori italiani non ha la più pallida idea di cosa fare nel segreto della cabina elettorale e appone la croce in base a rancori, pregiudizi, ignoranza, convenienza e lavaggio di cervello. Come si può votare, avendo un quoziente di intelligenza appena sopra la decenza, per quei giullari che pensano di sanare l’ economia di uno Stato, da loro stessi in precedenza saccheggiata, attraverso la rapina e l’ estorsione fiscale?  Come si può parlare di Stato democratico quando uno zingaro ti può rubare la casa solo perché sei andato per qualche giorno in ospedale? Come si può parlare di Stato democratico quando dallo stesso si è obbligati a pagare l’Iva sulle accise che sono  esse una tassa? Italiani!  Contradaioli medievali, l’ Italia ha il cancro della politica, della burocrazia e dell’ ignoranza e non c’è all’ orizzonte un medico capace e intenzionato a curarla.

UMANITA’ USA E GETTA.

I grandi filosofi dell’ antica Grecia  avevano ben compreso quanto la vita fosse un doloroso percorso contro corrente, un risalire il fiume impetuoso del materialismo e dell’ ateismo per tornare alle sorgenti della spiritualità e della dignità umana. Ma ciò che riesce ai salmoni evidentemente non riesce a colui che, nell’ eterno delirio di onnipotenza  di cui è preda, si sente padrone di un mondo ormai stremato dalla sua ottusità distruttrice. Oggi, come mai prima, il genere umano è proiettato esclusivamente verso la sua totale irresponsabilità, come se vivesse in un luna park e potesse scegliere fra mille giochi e divertimenti fingendo di ignorare lo scopo della sua esistenza. Tutto è gioco. E il più perverso è quello di inventare una umanità senza sesso all’ interno della quale l’ individuo diventi una variabile a disposizione del dominante politically correct. In questa ottica deformata l’ omosessualità viene trasformata da patologia clinica in status sociale (intoccabile). Corollari di questa follia sono le pretese nuove “famiglie” e la sparizione dell’ unica vera, quella naturale eterosessuale, considerata omofoba per definizione, struttura e finalità. Il nazismo ideologico che scaturisce da tale degrado mentale sancisce che tutto ciò che non è omosessuale è omofobo. Il progresso sociale consisterebbe dunque nel superamento, anzi nell’ abolizione, dell’ eterosessualità ritenuta discriminante e antitetica rispetto alla omosessualità. Distruggerla significa conquistare la libertà di rifiutare la propria nascita e “ricrearsi”, scegliendo nella galleria delle caricature, come se ognuno fosse il Dio Creatore di se stesso. La mania di onnipotenza, inversamente proporzionale alla intelligenza, presente  nel dna umano favorisce questa escalation distruttiva che origina dal rifiuto della Creazione Divina. L’ uomo non è e non sarà mai Dio e dunque, non potendolo essere, che sia una aberrazione totale,  che sia simbolo di degrado morale, sia, in sintesi la negazione di Dio. La prospettiva di queste falangi di pazzi, di questi incompiuti patologici, è che si nasca non più per un atto naturale ispirato da amore, da donazione di sé, da celebrazione della divinità della procreazione ma per commissione contro pecunia, visto che contro natura ci si può baloccare ma non procreare. Lo svilimento e il degrado della vendita pro-tempore dell’ utero femminile è solo il primo passo verso una sorta di cannibalismo sociale che porterà a pretendere  gli occhi di un altro perché più belli dei propri o il cuore altrui perché più sano del proprio. Prendere, ghermire, appropriarsi, ingurgitare, senza limiti e principi per poi produrre immense quantità di liquame sociale che porterà alla morte, per asfissia culturale e spirituale, il mondo dei “diritti” liberati dai doveri. Mister Hyde finalmente vincerà e sottometterà il Dott Jekill e ne divorerà carne e spirito. Il superamento e la distruzione della natura causerà la nascita di mostri sociali che riterranno “naturali e legittime” tutte le nefandezze immaginabili, prima fra tutte l’ eutanasia indiscriminata. Sarà questa l’ arma letale in mano ad una umanità priva di principi capace di trasformarla da “autonoma scelta di morte privata” in strumento di eliminazione “scientifica” di chiunque si opponga all’ impero del politically correct. Fanta sociologia?  L’ alba è appena sorta ma già si intravede chiaramente il tragico tramonto.

LA DONNA FA PAURA.

Non è cosa di oggi. Le vergini sacrificate al servizio di caricature “divine” e i roghi medievali raccontano le gesta del bipede idiota maschio che nei secoli ha praticato, con la benedizione clericale sempre presente al fianco dei prepotenti, autentiche torture nei confronti della donna. La donna fa paura agli impotenti prepotenti,  ai cerebrolesi apologeti della superiorità maschile, per altro esclusivamente fisica e dovuta solo alla attitudine a maneggiare la clava. E questa paura è diventata terrore ai giorni nostri, nel tempo in cui la donna si è parzialmente liberata da una totale dipendenza economica e sociale. Il fatto di poter sbattere la porta in faccia al maschio padrone e andarsene, forte di reddito e capacità lavorative, ha mandato in follia (cioè ha accentuato lo stato di perenne follia) il maschio feudatario. Ed ecco allora lo scatenarsi di una nuova “crociata” contro la donna, alla quale partecipano anche “truppe” occidentali reclutate nei salotti buoni di un intellettualismo tanto maschilista da apparire sottilmente omosessuale.  Ovviamente l’ alleanza contro la donna è capeggiata da chi la odia da sempre e da sempre ne ha fatto l’ origine di ogni male e l’ oggetto di spietato rancore e di ancor più spietata violenza. Oggi la donna deve essere “rivestita”, ridisegnata secondo la miserabile architettura dell’ ignoranza e della paura. La  “Maya desnuda” deve essere messa al rogo le cui fiamme servono a rassicurare questi invertebrati, questi vermi,  illudendoli di essere invincibili guerrieri. A tale progetto, che potrebbe definirsi nazismo maschilista, stanno aderendo anche Nazioni occidentali improvvisamente ed inspiegabilmente spaventate, anzi terrorizzate dai capelli lunghi delle donne, dalle loro minigonne, dalla loro libertà ma, soprattutto, terrorizzate dalla attività dei loro due emisferi cerebrali. La donna fa paura perché, pur senza la forza fisica, riesce a prevalere sul guerriero del nulla, e la superiorità naturale, come la bellezza non posseduta, scatenano la reazione cieca e violenta di chi ne è privo. Il ritorno ai roghi e all’ inquisizione religiosa a cui l’ appecoronato Occidente sta attivamente e vergognosamente partecipando è la vera catastrofe sociale di questo inizio di millennio. Occidente e Oriente si stanno incontrando dando vita ad un connubio innaturale il cui fine è ricacciare la donna nel buio di una condizione di schiavitù e di assoluta sua disponibilità da parte del maschio. Perfino il suo primato naturale, poter essere madre, viene tinto di schiavitù attraverso l’ utero in affitto che la fa retrocedere da una posizione già frustrante di oggetto sessuale a quella di semplice incubatrice. Potere, denaro e forza fisica, cementati dall’ ignoranza, hanno originato un consorzio anti donna i cui effetti sul presente e sull’ immediato futuro saranno devastanti come devastante dovrà essere la guerra che libererà il mondo dall’ ennesimo e purtroppo non ultimo attacco dei cerebrolesi. Essa scoppierà nel momento in cui finalmente si comprenderà che sottomettere la donna significa sottomettere, anzi cancellare la cultura, la filosofia, l’ arte, la spiritualità, cioè gli elementi fondanti la civiltà. Pare proprio che l’ Occidente, malato terminale del morbo chiamato politically correct, debba toccare con mano questa catastrofe prima di ritrovare la ragione. E non è un caso che questo folle e molle Occidente sia guidato dalle corporazioni, strettamente connesse, della pedofilia, della omosessualità, dell’ anti cristianità e dell’ ateismo, rispetto alle quali la donna libera e l’ uomo liberato dalla paura della donna sono antitetici.

NAZISMO OMOSESSUALE.

Una delle vittime della furia “innovatrice” del nazismo, almeno quella ufficiale visto che numerosissimi gerarchi con la svastica erano segretamente pederasti, l’ omosessualità oggi, facendosi essa stessa nazismo, è  a capo del progetto di “ristrutturazione sociale” avente come obiettivo il superamento e l’ eliminazione della eterosessualità. Invertendo il noto proverbio  vediamo che chi di spada (nazismo) perisce della stessa spada (nazismo) ferisce a morte la società naturale. Si, perché  qui non si tratta di salvaguardare il diritto (?) di una minoranza biologica (clinicamente malata) a non essere perseguitata ed uccisa, si va molto oltre i limiti di autodifesa e si passa ad un contrattacco politico-ideologico attraverso il quale riempire i forni a gas di eterosessuali.  Il filo spinato viene svolto, giorno dopo giorno, intorno alla famiglia naturale, i Menghele invadono asili e scuole per resettare la mente dei bambini facendo di questi delle caricature. Madre e padre vengono espulsi come appestati portatori del pensiero “omofobo” della eterosessualità. Questo nazismo omosessuale, figlio della stessa follia che ispirò Hitler, vuole conquistare il mondo ed affermarsi come unica rappresentazione biologica degna di esistere, una sorta di “razza ariana” piegata a 90 gradi h 24. Era comunque prevedibile, anzi fatale che il genere umano rivolgesse contro se stesso e la sua natura biologica la follia che nei secoli è riuscito a vomitare contro l’ ambiente e le altre creature più indifese. Il bipede idiota è geneticamente socialmente piromane e cleptomane, stupratore e kapò, è dittatore ed insaziabile ideatore di torture. Tutte queste sue “doti” sono oggi al servizio del politically correct, il guru invisibile che tira i fili delle marionette di partito, dei “progressisti” creatori della nuova umanità fatta di mostri senza sesso e senza anima. Sarà una guerra dura e lunga perché il cancro del politically correct fa comodo a tante corporazioni,  apparentemente non in lotta fra loro, che lo cavalcano opportunisticamente illudendosi di farne, ognuna, strumento di vittoria. Basti pensare alla attuale e innaturale convergenza fra sinistra e islam, quando è notoria la feroce avversione di questo per l’ omosessualità,  attuale bandiera “rosa” dei compagni.  Viaggiano insieme ma separati sul treno miserabile del politically correct sapendo bene che poi si dovranno combattere per la spartizione del bottino. Questo suicidio della ragione è l’ inizio della caduta dell’ umanità, non è solo un delirio omosessuale che catalizza e coagula intorno a sé i peggiori istinti che impediscono all’ anima di affermarsi, è, soprattutto, eutanasia generalizzata del pensiero, dello spirito e della poesia biologica, che si fanno sostanza solo nel rapporto naturale eterosessuale. Come il malato mentale non regge allo spettacolo ineguagliabile di un bosco e dà sfogo  alla propria frustrazione e inferiorità  incendiandolo, questi miserabili “architetti contro natura” si rivoltano contro tutto ciò che li esclude e che a loro risulta insopportabile e incomprensibile, brandendo la clava del politicamente corretto e idiota. Il malato mentale ha una visione malata della realtà e nel suo delirio “mengheleniano” immagina di ridisegnarla a sua immagine eliminando tutto ciò che, semplicemente, non riesce a comprendere. Questa è la teoria malata che va sotto il termine “gender” e spetta alla Eterosessualità caricarsi sulle spalle il fardello della difesa dell’ umanità sana e della natura dall’ attacco del nazismo omosessuale.

LE FOLLIE CARNEVALESCHE.

Carnevale è andato. Interi Continenti si sono concessi una vacanza mentale, una fuga dalla realtà e un bagno di illusione in un mondo di fantasie. Poi è tornata la Quaresima a ripristinare l’ ordine mentale e maschere e costumi sono stati riposti nei bauli. Purtroppo questo non succederà per le follie carnevalesche che stanno contagiando e disintegrando una umanità disperata, rimbambita da droga, alcool e benessere, impegnata nella miserabile istituzionalizzazione di nuovi modelli sociali basati sulla disgregazione della Famiglia naturale. Questo tragico carnevale, che vede sfilare al posto di maschere tradizionali penose caricature, maschi mancati che vogliono chiamarsi mogli, donne indefinite che diventano mariti, figli della provetta precipitati nel girone dei folli, rischia di non conoscere Quaresima, di non essere una vacanza dalla realtà ma un vero e proprio ergastolo per gli innocenti bambini che, il feroce e aberrante, politicamente corretto definisce figli e per una società che si avvia alla morte spirituale e culturale. La sinistra italiana, eternamente orfana di cultura e senso di responsabilità civile, dopo aver saccheggiato la sacralità della Famiglia si è impegnata nella rincorsa al carnevale domestico progettando e costruendo le caricature della negazione naturale. La parola d’ ordine è “diritti”. Quelli di chi, affetto da tare psichiche e anomalie dell’ apparato endocrino, si illude di diventare normale travestendosi da “coppia” e pretendendo di “avere” figli con la complicità della politica corrotta, della scienza medica e dell’ immoralità che, insieme, condannano innocenti creature al ruolo di suppellettili, di giocattoli, nel girone infernale di un rapporto omosessuale camuffato da “famiglia”. Pulcinella e Arlecchino lasciano la ribalta alla femmina marito e al maschio moglie, autentiche maschere dell’ orrore antropologico. Il “nuovo mondo” della sinistra è tutto qui. Intere settimane di attività parlamentare sprecate nella “costruzione” del nuovo ordine innaturale mentre l’ Italia è una casa che brucia divorata dalle invasioni etniche,  dalla crisi economica, e dalla incapacità criminale di una corporazione politica modello Corea del Nord. Torna alla mente, dalle pagine dei Promessi Sposi, la desolata e schifata denuncia Manzoniana del banchetto dei “potenti”, al quale non poteva mancare la nomenclatura ecclesiastica, durante il quale si dibatteva intorno alla punibilità del messaggero di guerra, l’ odierno “matrimonio omosessuale”, mentre fuori la carestia, l’ odierna invasione barbarica, distruggeva la società civile. Sono sempre loro, gli Azzeccagarbugli, i Don Abbondio, i Don Rodrigo con codazzo di Bravi, a dirigere l’ assordante rumore del conflitto sociale, a dividere per dominare, a distruggere per non costruire. Il più triste carnevale è iniziato. Il genere umano si fa talpa e scava sentieri nel sottosuolo culturale in nome di un nazismo biologico che ha bisogno di imbecilli, di indefiniti, di corrotti, di pedofili, di omosessuali, di terroristi, di autobomba, di lapidatori, di sopraffattori, per trionfare. Nella rabbiosa consapevolezza di essere incapace di costruire il Paradiso questo miserabile genere umano si accinge a completare la costruzione dell’ Inferno.

PAURA DELLA VITA.

L’ immenso meteorite dell’ ignoranza primordiale si è di nuovo posto sulla linea di luce della civiltà, conquistata al prezzo di secoli di guerre e di faticosa evoluzione dall’ umanità, proiettando su di essa un cono di buio culturale. Le metastasi si sono propagate da quel focolaio infettivo che non conosce remissione e che la battaglia di Lepanto sembrava aver definitivamente detronizzato.  Pare bisognasse conquistare la Luna e lo spazio siderale, arrivare a guardare oltre i confini della nostra galassia e ubriacarsi di tecnologia, di internet e di onnipotenza, per poi tornare ad ammalarsi di ignoranza e retrocedere sulle palafitte della primitività fino a riproporre il teorema più basso e più spregevole: la paura e l’ odio del corpo femminile. Chiarito che in verità tali fobie nascondono il vero terrore rappresentato dalla superiorità intellettuale della donna rispetto agli “inquisitori” è comunque spaventoso dover constatare come l’ umanità, dopo aver volato in prossimità della sua emancipazione filosofica, sia improvvisamente ricaduta nell’ abisso dei riti tribali. La paura e l’ odio del corpo (della donna) sono identici, per portata di ignoranza e primitività alla paura che suscitava il fulmine. Non ci sono attenuanti pseudo religiose di sorta, trattasi di ignoranza e mancato sviluppo mentale allo stato cristallino associati a caratteri  somatici perfettamente allineati al degrado che ne deriva. Non ci sono dibattiti o conferenze da intavolare. L’ Occidente deve rigettare questo rigurgito primitivo senza indugiare in atteggiamenti snob tipici del buonismo di matrice sinistrorsa e anticristiana! La stessa Chiesa cattolica deve superare le ultime riserve mentali verso la donna ed il suo corpo dopo aver dato osceno spettacolo di sé con i roghi medievali e la ignobile Inquisizione orrendamente denominata “santa”. Allla Chiesa cattolica non si possono perdonare quei delitti che ancora bruciano sulla pelle  delle donne, laiche o suore che fossero, ma da essa si deve pretendere un reale mea culpa e il definitivo abbandono di quella paura e di quell’ odio che la connotano come mera setta religiosa maschilista ed oscurantista. La Chiesa cattolica non ha più tempo da perdere in atteggiamenti ambigui e, pena la sua sparizione, deve voltare le spalle  alle parate carnevalesche, ai sacri anelli e alle “Sue Eccellenze” porporate. Solo diventando la Chiesa di Dio e della Maddalena, oltre che di Maria, riuscirà a fermare la violenza ideologico-religiosa che veicola la miserabile pretesa inferiorità della donna e la sua sottomissione. Chi ha paura della donna e di conseguenza odia il suo corpo ritenendolo fonte del male, è una mente malata, è una espressione biologica indefinita, è un ectoplasma che si aggira nel XXI secolo armato di clava modello anno zero. Semmai è vero il contrario e cioè che il maschio è mediamente ancora oggi tale e quale come era all’ alba del mondo, con immutata attitudine alla violenza, alla prepotenza, all’ aggressione del più debole e all’ autocertificazione quale centro dell’ Universo. E’ da questi corpi che origina il male, è da queste menti preistoriche che nascono i campi di concentramento, gli stermini di massa, la paura della donna, l’ odio verso i suoi capelli e il suo corpo. E siccome l’ Occidente è meno malato di questo miserabile morbo, rispetto ad altre parti del mondo, spetta ad esso difendere la civiltà dall’ attacco della barbarie. Odiare il corpo della donna è odiare il Creato, è odiare la sorgente della vita, è assoluta incapacità di comprendere e rispettare Dio quale artefice della creazione. E anche se volessimo, per un istante di ignoranza, fingerci atei sarebbe comunque blasfemia scientifica aver paura di un meraviglioso “prodotto” della natura in grado di contenere emozioni, pensieri, desideri, in sintesi poesia. Chi odia il corpo della donna e ne ha paura erige le prigioni più tetre nelle quali  poter professare le religione della morte e della sofferenza. Dio è da tutt’ altra parte, è sorriso, è gioia, è musica, è canto, è danza, è arte, è donna e uomo liberi. Non ha certo il grugno e il ghigno malefico dei predicatori dell’ odio e della paura della vita.

IL FASCINO PERVERSO DEL POTERE.

Cosa spinge preti e vescovi cattolici, in ordine sparso, verso l’ islam? Può bastare la evidente scarsa Fede in ciò che hanno scelto, chissà poi perchè, di fare?  Credo di no. Sono certo che alla base di questo “tradimento” religioso ci sia il mancato premio che si aspettavano da Santa Romana Chiesa: il potere assoluto sul gregge di anime. Credo che questi prelati collaborazionisti siano stati spiazzati dalla religione del perdono, del servizio e dell’ umiltà, quale è quella Cristiana. Questi professionisti della tonaca cercavano il potere assoluto, lo stesso che hanno le così dette “guide spirituali” dell’ islam.  Sono, questi miserrimi paladini del “dialogo della resa”, le residue metastasi della Chiesa dell’ Inquisizione che pretendeva di curare i mali dell’ anima martoriando il corpo e avendo  potere di vita e di morte sulle “pecorelle”,  smarrite o no che fossero. Questi generali senza grado invidiano ai loro omologhi islamici il potere di lapidazione, il potere di decretare la morte del “peccatore”.  E’ immaginabile quale tortura dovrebbe essere per loro l’ ascoltare la confessione dei peccati e dover elargire il perdono di Cristo in luogo di più soddisfacenti scudisciate sulla schiena. Questi pretonzoli sono armi da guerra religiosa costrette a sparare a salve sui “blasfemi”. Nessuna sorpresa dunque che si “convertano” a quella religione che, in realtà, pare essere sempre stata nel loro ego. In fondo il dio più seguito e adorato è il potere, una droga dalla quale non si guarisce e della quale è portatore mortalmente malato il dna umano. Oscurantismo, odio per la bellezza e per la fragilità dei figli di Dio sono le sbarre della gabbia fondamentalista che li ospita. Sono entità biologiche indefinite che fanno del Male il loro totem di riferimento: non perseguono il bene come ha insegnato Gesù ma mirano a vedere il male in ogni cosa, in ogni azione degli altri.  Sono dei tribunali viventi senza capacità di Giudizio che giudicano e condannano solo perchè si sentono investiti di potere assoluto. In sintesi sono solo dei pazzi.

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