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Eligio Bartoli
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Eligio Bartoli

Attualità

PEDOFILIA A PIENI VOTI.

Uno dei voti, cioè solenni impegni a fare o non fare per tutta la vita, sui quali si basa la credibilità di una funzione, praticamente impossibile, come quella del sacerdozio, è il voto di castità autentica follia in termini biologici e psicologici. Ma siccome il potere della Chiesa, intesa come gerarchia ecclesiastica, si fonda sulle leggende della infallibilità del Papa di turno e sul, puramente immaginario, distacco dei suoi ministri dalle cose terrene e naturali è di vitale importanza, per essa, difendere e coprire tali leggende. La cultura popolare, quella reale formatasi attraverso secoli di esperienza pratica e non filtrata dalla censura,  narra da sempre dei maschi di Chiesa vittime della loro natura, una natura che si ribella alle terribili restrizioni imposte dal codice ecclesiastico. E si ribella in modo “naturale” cioè attraverso comportamenti nevrotici guidati dalla reazione della natura contro la “cultura” che pretende di schiavizzarla, di sottometterla e di cancellarla. La gerarchia ecclesiastica, tutta, è sempre stata come lo champagne imprigionato nelle bottiglie dal tappo assolutamente ermetico ma privato della “sicura”, la gabbietta metallica che ne impedisce l’ espulsione. Mancando questa esplode e crolla miseramente il castello dei voti, della dirittura morale, del distacco dal secolarismo e la commedia degli “infallibili”, che pontificano da ogni pulpito capiti loro a tiro, si rivela essere una burla planetaria. Per inciso quanto detto vale per ogni forma o tipo di religione, soprattutto per quelle apparentemente più integraliste e dogmatiche. Il tradimento dei voti è di tutti, è connaturato alla struttura della psiche umana. Tradisce il politico che incassa mazzette, il giudice che aggiusta le sentenze per scopi politici o di carriera, il poliziotto che per arrotondare chiude  un occhio, il finanziere che per arrivare in alto li chiude tutti e due. E, poveretti, tradiscono anche mogli e mariti per ricompense molto meno ricche e gratificanti. Ma ciò che colpisce e rende insopportabile il tradimento degli ecclesiastici pedofili omosessuali è l’ oggetto del loro schifoso sbavare e l’ arroganza della loro sbandierata “purezza di spirito” opportunamente testimoniata da anelli, croci e collane gemmate. A ciò va aggiunta la fastidiosa severità delle loro prediche, delle loro filippiche moraliste contro chi non si occupa di bambini, di poveri e di malati. In realtà ai bambini mostrano di pensarci loro piuttosto alacremente e nei modi che ormai tutti conosciamo. Dunque se le cronache attuali narrano quotidianamente di preti, suore, vescovi e porporati in instancabile attività sessuale contro natura e contro la morale, perchè non porsi la domanda se sia o no opportuno abolire questa pletora costosissima di “spiriti superiori”, di predicatori severissimi verso gli altri e indulgentissimi verso sè stessi? A cosa servono queste finte ed inutili interfacce fra noi e Dio? La preghiera dettata ed insegnata da Gesù contiene tutti i presupposti per un dialogo pieno e rispettoso con Nostro Signore. Un rapporto diretto con Lui basato su di Essa vale molto  più di un miliardo di omelie dotte, noiose e recitate dai figuranti bardati con insopportabili broccati e tiare. Ricordo che Gesù non aveva anelli da ostentare e far baciare ai Cristiani che si inginocchiavano davanti alla Sua Santità. Costoro inveve non si limitano a farsi baciare l’ anello del potere da quegli sventurati che capitano sotto le loro viscide grinfie. Se la gerarchia ecclesiastica deve essere, come appare, un mondo sommerso di omosessualità violenta e pedofila, allora è meglio cancellarla tagliandole le offerte in denaro, la frequenza ai riti e la fiducia popolare della quale ha approfittato da sempre. Smettiamola di sentirci così inferiori, così bisognosi di tutela spirituale e politica da diventare zimbelli di una lobby proprio da noi resa potentissima quanto la sua gemella della gerarchia politica.

ECLISSI DELLA MENTE.

Prendo a prestito il fenomeno astronomico (di strettissima attualità) per  evidenziare l’ analogo e molto  più pericoloso oscuramento della mente che si verifica in caso, fin troppo frequente purtroppo,  di allineamento al pensiero unico servito sul vassoio miserabile del politically correct. Mi riferisco alla filippica buonista rifilata alla platea compiacente di giornalisti, pronti poi a diffonderla su ogni mezzo di comunicazione, dal pro-tempore inquilino del Quirinale in occasione della festa del ventaglio. In essa si narra di un preteso e incombente pericolo di far west all’ italiana in danno degli immancabilmente innocenti immigrati e zingari. Gli italiani, secondo tale assunto, dopo averne supinamente e irresponsabilmente accolti a milioni  sarebbero, d’ improvviso, diventati pericolosissimi killer con l’ ovvia aggravente razista utilizzata ad ogni piè sospinto. E’ bastato qualche episodio di dubbia genesi ad affibbiarci tale connotato e a scatenare le sirene d’ allarme del  piccolo universo buonista e accogliente tanto a immigrato. Solo casualmente le stesse sirene sono restate silenziose in occasione degli innumerevoli delitti perpetrati da zingari e immigrati vari. Case occupate se solo ci si reca a far la spesa, conducenti di mezzi pubblici picchiati (e licenziati) da “portoghesi” immigrati, ragazze fatte a pezzi come quarti di pollo, donne violentate tutti i gironi, risse e rapine quotidiane organizzate da “rifugiati”, sporcizia e liquame sui marciapiedi e zone franche interdette anche alla polizia, non sono segni di incombente, anzi conclamato far west agli occhi tanto vigili dei buonisti accoglienti. Tutto questo edificante panorama sfugge all’ analisi pseudo sociologica di bottega di una sinistra che è stata capace di negare per decenni i crimini comunisti delle foibe e delle deportazioni di zingari ed ebrei di matrice sovietica. A costoro sfugge, da sempre, la Storia sia essa secolare che quotidiana. Vedono solo ciò che essi dichiarano esistere, tutto il resto è censura, è oscuramento, è eclissi mentale da allineamento  dottrinale e settario, è assenza di autonomia intellettuale, è manovalanza spicciola lautamente retribuita. La figura del Presidente della Repubblica è per definizione al di sopra delle parti politiche ma tale stato di superiorità equidistante non si realizza tramite una semplice elezione (come un semplice Conclave non crea di botto Santità). Occorrono atti di coraggio intellettuale, occorre essere liberi da condizionamenti e da pregiudizi di bottega per provare ad assomigliare, anche solo lontanamente, a Gesù o a Salomone. La verità delle parole non è data e certificata dalla carica di chi le pronuncia ma dalla rispondenza alla realtà di esse. Affermare che l’ Italia si stia avviando al far west è vero solo in prospettiva, non troppo futura,  e questo a causa di una accoglienza irresponsabile di milioni di individui culturalmente e religiosamente agli antipodi rispetto alla nostra matrice cristiana, risorgimentale e occidentale. L’apocalisse sociale paventata si verificherà, certo, ma per colpa di quelle menti esaltate che ritengono possibile, anzi doveroso che in Italia entrino Africa, Medioriente e resto del mondo tutti insieme. L’ apocalisse sociale non sarà perchè l’ italiano si scopre improvvisamenbte pistolero razzista ma perchè è già oggi costretto a difendere la sua casa e la sua vita. Quano ad un popolo si vuol togliere l’ identità nazionale, quando si vuole trasformare le città in giungle nelle quali rubare la tana dell’ altro diventa la regola,  aspettarsi un far west è il minimo che una mente, non in eclissi da allineamento politico, possa prevedere.

ANCHE LA F.I.F.A. HA PAURA.

Di chi? Delle donne! E non è la sola. Con la demenziale direttiva diramata alla vigilia della finale del campionato del mondo di calcio, contemplante il divieto di inquadrare le donne  presenti sugli spalti degli stadi, la già malata terminale di burocratismo acuto, organizzazione di (non) governo del calcio si è autodefinita oscurantista, bigotta e veteromaschilista esattamente come il più talebano dei talebani. La motivazione addotta a sotegno della idiozia, non a caso mondiale, è il punto più basso della falsa campagna a tutela delle donne che sia mai stato raggiunto.  Sarebbe infatti segno di sessismo in loro danno inquadrare  le donne giovani, belle e, ovviamente, colpevolmente procaci. Questo miserabile concetto fa il paio con il famigerato assunto , di chiara   matrice clericale e  inquisitoria, secondo il quale le donne belle sarebbero tutte oche, e ciò nel chiaro intendimento di disprezzare i doni elargiti, non a tutti e a tutte, da madre natura. Ma perchè il maschietto idiota e strutturalmente incline alle guerre ha sempre più paura della donna tanto da volerla oscurare? Ritengo, su basi razionali molto fondate, che tale terrore provenga dall’ abisso di quell’ oceano di sabbia chiamato mondo arabo. Infatti la eco mediatica provocata dalla visione delle tifose iraniane riprese sugli spalti in abbigliamento occidentale e capelli sciolti in assoluta e naturale libertà, deve aver generato un terremoto pseudo religioso di magnitudo sconosciuta insieme ad insopportabile orticaria, negli schiavisti del velo e burqa. Questi mondiali di Russia, oltre ad aver rivelato al pianeta  una Nazione ospitante piena di fascino e di voglia di vivere all’ occidentale (e quindi in modo naturale), ha provocato una contaminazione pericolosissima per i teoremi “pensati” dagli schiavisti della donna. Evidentemente non bastavano i pretonzoli e vescovelli nostrani, con le loro secolari filippiche contro la bellezza femminile, qualche demente ha sentito il bisogno di investire la FIFA di una ulteriore missione “moralizzatrice” imponendo ad essa di dichiarare guerra mediatica alle donne negli stadi. Ma si può essere così deficienti? Così nemici della natura e delle sue bellezze? C’ è solo una religione che si fonda sulla negazione di ogni diritto delle donne e sulla loro “vocazione naturale” di oggetto nelle fetide mani di primitivi torturatori. In questo caso la FIFA, avendo paura di scontentare il cancro del politically correct in quanto malefico lubrificante per lo stupro dell’ occidente, ha preso una posizione vergognosa e oscena appecoronandosi a chi odia le donne fino al punto di  ritenere  giusto, tra l’ altro, costringerle al matrimonio con bavosi adulti ancora bambine. Se la FIFA ha paura devono essere rimosssi i cretini che ne dettano le linee liberticide e idiote. Questo in nome della libertà individuale, della civiltà mondiale e della definitiva liberazione dai dementi che, guarda caso, sono brutti dentro e raccapriccianti fuori.

ZINGARI E IPOCRISIA.

Il Ministro del “progresso civile ed economico” Salvini (finalmente) ha detto solo mezza parola, dopo il grido di dolore lanciato dagli abitanti di Roma  privati della loro libertà, sugli zingari  che la degradano e subito si è scatenata la gazzarra buonista, idiota e politicamente vomitevole della sinistra. Istantaneamente si sono aperte le paratie dell’ ipocrisia e tutti hanno preso ad urlare al razzismo e al nazismo dimenticando, ovviamente, le deportazioni di zingari compiute a suo tempo dal “nobile” comunismo sovietico. Salvini ha soltanto raccolto l’ appello di milioni di romani e italiani che non ne possono più delle scorrerie criminali, a base di furti, borseggi e violenze, perpetrate dai “poveri e deboli” zingari. Ha soltanto detto di voler verificare la possibilità di far rientrare nella civiltà queste pseudo comunità che vivono fuori da ogni schema e nel totale disprezzo della legalità. Forse alla sinistra buonista risultano normali le condizioni abitative, di costume e dell’ arrangiarsi con ogni mezzo, che caratterizzano queste etnie rimaste ancora primitive nel terzo millennio.  Alla sinistra, evidentemente, non frega un cavolo se questa “povera e indifesa” minoranza vive di furti quotidiani ai danni degli italiani e dei turisti, follemente convinta come è che se possiedi qualcosa chiunque sia leggittimato ad espropriartela. La letteratura giudiziaria è strapiena di sequestri milionari effettuati negli accampamenti degli zingari: automobili, valuta, gioielli e merce varia frutto di furti e rapine non certo di lavoro in fabbrica. Ma nonostante ciò la sinistra, buonista con tutti tranne gli italiani, continua a tutelare questo stile di vita basato sulla assoluta mancanza di dignità, civiltà e rispetto delle leggi. E’ forse civile imporre matrimoni a bambine che vengono comprate come fossero suppelletili da adulti e addirittura vecchi? No è pedofilia violenta! E costringere minori a rubare,a vivere senza traccia alcuna di igiene e istruzione al fine di perpetuare la barbarie della tribù è civile? No, è sguazzare nel liquame! Certo, ognuno ha il diritto di vivere come meglio o peggio crede, ma allora abbiamo, noi italiani, l’ obbligo e il diritto di voler vivere in pace e senza doverci chiudere in cella barricando le nostre case per difenderle dai predatori. Abbiamo quel sacro diritto, che la Democrazia attribuisce alla maggioranza, di dettare le regole di vita, di decoro, di dignità e decidere di non voler essere insidiati, infastiditi e aggrediti da una minoranza che si ostina a voltare le spalle alla civiltà. Noi, gli italiani, dobbiamo rispettare leggi e regole,  e se un genitore dà uno schiaffo pedagogico al proprio figlio, spesso, scattano i mille tentacoli della così detta assistenza sociale e giudiziaria minorile pronta persino a sostituirsi al genitore. Cosa fa questo esercito di  “psicologi  e di pedagogisti” e giudici di fronte allo sfruttamento e alle violenze alle quali sono assogettati i minori zingari? Un bel niente. Un totale lavarsi le mani dietro l’ alibi della autonomia etnica e sociale e degli usi di queste popolazioni. Qualche giudice si è spinto a giustificare ed attenuare giudizi di colpevolezza nei confronti di zingari, per reati contro la persona e il patrimonio, semplicemente perchè rientranti nei “consueti canoni comportamentali” previsti dal loro costume sociale. Dunque, se per costume rubare e violentare è lecito costoro non sarebbero punibili. Pazzia buonista che si commenta da sè. Ma torniamo al Minostro del “progresso civile ed economico” Salvini e alla sua voglia di raschiare via il sudiciume del politicamente corretto che ha trasformato gli italiani in prigionieri in casa loro. Continui il Ministro, non si scoraggi per le isteriche urla e le minacce buoniste, non abbia paura di quei razzisti verso l’ Italia e gli italiani, dalla sua parte ha la maggioranza pensante e votante che non si farà mai lobotomizzare dal “(non) pensiero unico e demente” di quella ideologia socialmente cancerogena. Da questa parte c’è la civiltà, dall’ altra c’è la voglia di guerra civile e di sottomissione del popolo italiano. Scegliere, per chi ha cervello,è semplice e doveroso.

TUTTE INCONTINENTI.

Se si dovesse giudicare in base agli spot  pubblicitari, il contenuto dei quali rimanda direttamente ad urgenti sedute di TSO a carico dei “creativi”, l’ incontinenza femminile risulterebbe la patologia più diffusa e senza distinzione di età.  Uno degfli ultimi, ma forse il primo per idiozia, inizia all’ insegna dell’ infinito: “ridere, tossire, starnutire, ti crea problemi? Niente paura c’è … che ti salva!” Ergo non si può più ridere senza farsela addosso! Un altro, sempre recente e sempre idiota, esorta le  pretese incontinenti  a non lasciarsi rubare il posto, sia esso a tavola, a teatro o, semplicemente sul divano, dalle malefiche fughe di urina ed affidarsi al miracoloso presidio. Ma dico, sono tutti impazziti? Come si fa a raggiungere tali vette di demenza pubblicitaria e teletrasmetterle durante i pasti magari accompagnate da parallele e dettagliate narrazioni di disturbi intestinali?  Questi “creativi” (e i loro clienti) sono evidentemente il simbolo di una società (in)civile  resa orfana di entrambi i genitori: la dignità e il decoro. Non parliamo di mera caduta culturale, qui siamo proprio nell’ abisso della fase anale  dal quale questi “pubblicitari” non sono ancora emersi a dispetto dell’ età anagrafica raggiunta.  Se il fatturato dato da un prodotto è direttamente proporzionale al numero degli spot e alla loro frequenza vuol dire che ci sono in circolazione milioni di superassorbenti giornalieri in lattice, con fori conici, con microchip e intelligenza artificiale capaci di riconoscere, decodificare e catturare i “fiumi” di urina clandestina che si dovessero appalesare in ascensore, al bar, in discoteca … Ne esce un quadro desolante di balle cosmiche e di riservatezza violata, di locali da bagno dalle pareti di vetro trasparente collocati sulla pubblica piazza a beneficio della demenziale e totale condivisione del privato, privato appunto del diritto-dovere alla riservatezza. Questa non è libertà da tabù sbandierata dagli evoluzionisti da pianerottolo, questa è la cancellazione dei confini oltre i quali scompare l’ individuo e si formano tristi masse decerebrate, indistinte e indefinibili. La libertà è il coraggio e la forza di essere individui che non hanno bisogno di ricordare quotidianamente  a sè stessi  e agli altri la dimensione biologica che li affligge. Soltanto la sinistra “Sinistra” può confondere l’ arte con l’ urinare sul palcoscenico. Ma, si sa che il “pensiero unico” di matrice comunista è assenza di pensiero e della capacità di esercitarlo. Guardoni buonisti e ignoranti.

EUTANASIA DI STATO.

Apparentemente il mondo si dichiara sconvolto dalla morte del piccolo Alfie di Liverpool ma non lo è per niente. Questa commedia del dolore è una farsa interpretata da giudici (spesso la parola fa rima con sudici), da Papi che si dicono addolorati ma nel contempo si scagliano contro la medicina rigenerativa, da politicanti che,  per far cassa elettorale, regalano una cittadinanza platonica mentre professano l’ eutanasia come pilastro della libertà.  La verità è che stiamo vivendo un’ era di morte, un’ epoca dominata da crudeltà quotidiane servite ai pasti da telegiornali meramente sensazionalistici realizzati nei sottoscala della “kultura” e dell’ ideologia. Si parla solo di morte, si coniano parole stupide come femminicidio, tutto si classifica e si codifica facendo sì che le peggiori manifestazioni della bestia umana diventino moda e vengano, in sostanza, accettate come inevitabili, anzi normali. Il fatto poi che una persona, si è tale anche a due anni di età,  possa essere “sequestrata” da un magistrato, che altro non è se non un impiegato statale, e che costui possa impedire ai suoi genitori di esercitare la loro legittima potestà, rappresenta la fine della civiltà occidentale nella quale domineranno sempre più gli stregoni in toga, in tutto identici a quelli con monili d’ avorio infilati nelle narici. Nel luna park della chiacchiera le categorie deboli (categorie appunto) sono al centro delle balle elettorali ma poi, grattando appena con l’ unghia la società (in) civile, si scoprono maestrine di gender intente a malmenare bambini come fossero punch-ball, infermieri e badanti a malmenare vecchi  indifesi e, dulcis in fundo, governi (anzi governicchi) che incentivano l’ eutanasia pensando di riscattare con essa la solitudine a cui il malato e la sua famiglia sono condannati dalla infernale macchina della burocrazia politicamente corretta. Il piccolo Alfie sarebbe stato “amorevolmente” sottratto a dolore e sofferenza da un giudice che ne ha decretato la morte per abbandono terapeutico. Il teorema che postulano questo “genio” in toga ed il codazzo dei fautori dell’ eutanasia è, in sintesi, che una volta conclamatasi una malattia grave e rara si debba alzare le mani e risparmiare i soldi dei contribuenti, magari per impiegarli proficuamente in aumenti salariali a beneficio di tutta la Nomenklatura. No all’ accanimento terapeutico dunque. Ma la ricerca scientifica  cosa è se non accanimento conoscitivo e quindi terapeutico, in chiave futura?  Per quale motivo allora si spendono miliardi di euro per stipendiare pletore di ricercatori che sconfiggano le malattie rare se poi il malato, che detto con tutto rispetto può essere esso stesso strumento di studio e di ricerca, viene soppresso per abbandono terapeutico? Dobbiamo fare donazioni, sentirci in colpa mentre mangiamo solo per non essere malati e donare un X per mille e basta.  A questi stregoni serve soltanto questo. A noi e alla Civiltà serve che questi stregoni scompaiano quanto prima.

COMUNISMO MALE ASSOLUTO.

Da quando la mente di Luca Traini da Macerata non ha retto all’ orrore provocato dal massacro della povera Pamela Mastropietro ad opera degli spacciatori di droga nigeriani, si è scatenata la gazzarra comunista sulle note stonate e demodè di un preteso e inesistente pericolo fascista. Il fatto che la sinistra non conosca vergogna è sancito dalla Storia, dai troppi crimini commessi in nome del comunismo, autentico cancro sociale, in ogni angolo del mondo. Il pretesto della sparatoria inscenata dal Traini è servito alla grancassa antifascista di mestiere  per violare ancora una volta la Democrazia e la memoria storica e per violare il ricordo e la celebrazione della giornata delle Foibe. Dunque non solo questa sinistra non si vergogna di una delle nefandezze più criminali fra le tante perpetrate dagli “eroi” rossi, ma arriva a sbeffeggiare gli italiani infoibati inneggiando all’ impresa nei cortei della sceneggiata anti fascista. Qualche deficiente, analista partigiano del morbo comunista, ha rivendicato la legittimità di quelle stragi in quanto gli italiani massacrati sarebbero stati “fascisti”. E’ noto infatti che l’ assassino comunista non ammazza, giustizia! Ed era “fascista” anche la povera bambina Giuseppina Ghersi che a tredici anni, siamo nel 1945, è stata violentata ed uccisa da tre “eroi” pedofili partigiani. Ed erano tutti “fascisti” anche i tedeschi abitanti di Berlino est uccisi dai cecchini comunisti sul muro della vergogna comunista mentre tentavano di raggiungere la libertà e le loro famiglie a Berlino Ovest. Le vittime della violenza comunista sono sempre “fasciste”, per definizione e a prescindere da qualsiasi contesto sociale e geografico. Sono “fascisti” anche i desaparecidos cubani sterminati a migliaia dagli scagnozzi partigiani di Castro. Era tanto “fascista” Giuseppina Ghersi che la giunta, al potere nel Comune di Albenga, le ha negato l’ intitolazione di una via. Era così “fascista” da meritare le violenze pedofile di tre assassini, i nipoti dei quali probabilmente avranno ereditato un posto d’ onore dietro gli striscioni jurassici  dell’ ANPI e posti di stipendio di prim’ ordine. La verità è che chi ha l’ intelligenza di non essere comunista è per definizione “fascista”.  Per queste crape rosse  risulta inconcepibile non essere comunista e per di più per la semplice e serissima ragione di avere capacità di giudizio e libertà di pensiero. Infatti le menti intelligenti sono odiate dai comunisti come il Crocifisso dai vampiri, e con questi hanno in comune il vizietto di succhiare non solo il sangue altrui ma i soldi, la casa e la libertà.  Se  il fascismo è  male assoluto lo è anche di più (lo dice la Storia) il comunismo e, con buona pace dei “pensatori” di sinsitra il peggior atto fascista è negare i crimini del comunismo.

NON SIAMO TUTTI UGUALI.

Contrariamente a quanto predicano i buonisti, politicanti e clericali, non basta nascere per essere ma è necessario vivere civilmente ed impegnarsi ad isolare i peggiori istinti umani insiti nel Dna di ciascuno. Ciò vuol dire, senza ipocrisia, che nasciamo belve potenziali e che, senza l’ aiuto di una organizzazione sociale  evoluta, passeremmo la vita allo stato brado. Quando i salottieri imbecilli, che si piccano di rintracciare segni di civiltà anche nei peggiori letamai etnici, indicano nella comprensione  e nella giustificazione dell’ inciviltà manifesta l’ unica via per “l’ integrazione” di certe popolazioni, affermano l’ idiozia più grande mai uscita dal cranio di Adamo. Chi rifiuta il principio fondamentale del rispetto della vita, a cui segue l’ intoccabilità dei minori, delle donne e della dignità personale, NON E’ UGUALE a chi questi valori li pone al centro della propria esistenza. Chi rifiuta una dimora fissa e preferisce vagabondare in branco compiendo scorribande, rubando e praticando violenze dentro e fuori la sua cerchia, NON E’ UGUALE a chi lavora, fatica, studia, scopre le cure di malattie e costruisce ponti, palazzi e strade. Chi vive sulle spalle di una società organizzata che, pur fra egoismi e prepotenze, ha il merito di controllare il Mister Hyde che è in ogni individuo, NON E’ UGUALE a chi in essa si riconosce ed opera.  Chi vuole vivere senza responsabilità morali ed è incline a qualsiasi tipo di violenza, come bevesse un bicchiere d’ acqua, NON E’ UGUALE a chi osserva princìpi e si fa un dovere di allontanarsi sempre di più dal suo progenitore delle caverne. NON E’ UGUALE e quindi, socialmente ed intellettualmente, è inferiore. Con buona pace dei buonisti idioti che come metastasi sono disseminati ovunque. Quando sento dire: “… la società deve capirli, deve sforzarsi di andare loro incontro” rabbrividisco per la manifesta idiozia di questi miserabili pigmalioni da strapazzo, che si sentono tanto grandi da “comprendere” ciò che, in sostanza, è soltanto mancato sviluppo intellettuale e mancata evoluzione etnica. La verità è che non c’è nulla da comprendere e tutto invece da pretendere da queste popolazioni che vogliono restare primitive negli usi, nei costumi, nel vivere senza princìpi morali ed autenticamente religiosi. Se i buonisti idioti e “comprensivi” ritengono civile e ammissibile costringere a matrimoni con adulti e al mercanteggio bambine e adolescenti, allora anche essi sono incivili, primitivi e complici di questi delitti politicamente corretti ma semplicemente abominevoli.

CONTRO NATURA.

Nel bel mezzo del diluvio mediatico abbattutosi sul finto set del cinema con il caso Weinestein, è scoppiato il piccolo temporale a carico dell’ attore Kevin Spacey. In che senso piccolo? Ma nel senso di tenerlo volutamente di basso profilo attraverso il silenziatore universale della, di lui,   dichiarata omosessualità. E’ da notare infatti il tempismo della sua risposta all’ accusa di pedofilia violenta praticata, anni or sono, ai danni di un quattordicenne. “Sì” Ha ammesso.  “L’ ho fatto.” Ma subito ha aggiunto un “Sono gay” (da noi si usa dire per cultura popolare anche pederasta, mammoletta, finocchio). L’ ammissione sa tanto di richiesta di salvacondotto internazionale garantito dalla omonima lobby. Inoltre questo così detto coming out è quanto di più superfluo e scontato ci possa essere visto il tipo di abuso pedofilo commesso. L’ attore sembra quasi voler oscurare la gravità della sua ignobile azione omosessuale con la “luce” dell’ omosessualità, usata a mo’ di paravento e di giustificazione. In campo eterosessuale qualcosa di simile è accaduto con il caso di Roman Polansky, autore riconosciuto giudizialmente di violenze su adolescenti. Anche per lui si è alzato un vessillo protettivo: quello della sinistra politico-cinematografara che di lui ha fatto un icona. Come si può infatti perseguire un pedofilo “artista” e politicamente orientato verso i compagni buonisti e (solo per se stessi) garantisti? Non si può, cacchio! Spacey, che evidentemente non godeva della intoccabilità Polanskiana, ha creduto bene di pararsi il di dietro (solo metaforicamente visto che si è dichiarato pederasta) con l’ aureola omosessuale, la quale, se non garantisce un posto sul calendario, almeno può assicurare l’ impunità della violenza perpetrata.  Sì, siamo ridotti così. L’ignoranza e il potere economico-carrieristico della lobby pederasta, sono riusciti a santificare l’ omosessualità facendone un requisito indispensabile, un paracadute senza ombre di buchi (?). In pieno boom di asilo politico, regalato a criminali e stupratori quasi quanto le lauree ad honorem ai galoppini politicanti di più o meno alta carica, nasce l’ asilo sessuale nel cui fetido grembo si ritrovano coccolati  e protetti stupratori, pedofili, con toga, tonaca e infinita altra varietà di veli. Possiamo dunque essere tanto cinici ed insensibili da condannare Spacey il pederasta per aver abusato di un quattordicenne ed avergli rovinato l’ esistenza? Ma come si fa? Bisogna avere il cuore di pietra per non soffrire e condividere anche noi tutti i dilanianti crucci di questi pederasti, così ricchi ed ignoranti da ritenere di poter commettere qualunque crimine all’ ombra del “sono pederasta”. E guai a parlare di comportamenti contro natura! Forse contro natura sono quei miliardi di persone che ogni giorno affrontano la vita, il lavoro, i problemi della famiglia, e si rimboccano le maniche di fronte a disgrazie e malattie facendosi un immancabile e corroborante segno della Croce.

CONCORSO ESTERNO AL NULLA.

Marcello Dell’ Utri sta morendo in galera condannato per un reato, nemmeno contemplato nel codice penale, “virtuale”  o meglio inventato da un apparato giudiziario che dà l’ impressione di ubbidire ai diKtat di un ben noto partito politico. Il concorso esterno in attività mafiosa non significa nulla poiché se anche si volesse ipotizzare una collaborazione da “colletti bianchi” essa ricadrebbe sempre e comunque nell’ attività mafiosa punto. Allegare la parola esterno sembra essere l’ escamotage architettato da chi non avendo prove di mafiosità vera, ma volendo annientare un personaggio politico avversario e scomodo, inventa un termine generico (esterno a chi o a che cosa?) per confondere i confini di una azione giudiziaria che devono essere sempre trasparenti. Comunque Marcello Dell’ Utri sta morendo in galera da probabile innocente, mentre assassini come Battisti e tutti i suoi sodali brigatisti rossi, oggi godono di libertà e coperture internazionali. Questi criminali hanno ammazzato padri di famiglia colpevoli di non essere comunisti, di non appartenere alla  elìte rossa e sanguinaria, e sono in libertà, possono addirittura fare i docenti, scrivere libercoli e possono succhiare i privilegi di quella società capitalista che latravano di voler combattere e annientare.  Marcello Dell’ Utri non ha ammazzato nessuno, non ha piazzato bombe e probabilmente non ha mai preso nemmeno una multa stradale. Ha studiato, si è affermato ed è diventato Senatore della Repubblica commettendo però alla fine il delitto dei delitti: si è iscritto a Forza Italia ed è stato fedele al suo fondatore il Presidente Silvio Berlusconi. Ha sostenuto una opposizione civile, parlamentare ed intellettuale al dominio del pensiero unico comunista.  Forse per questi motivi ha avuto comminati sette anni di reclusione e deve scontarli tutti! Non certo come gli stupratori clandestini che uccidono come se sbadigliassero e il giorno dopo godono di libertà. Non certo come gli ergastoli dei criminali rossi che sono restati sulla carta bollata mentre i loro miserabili titolari si godono la bella vita. Vergogna, vergogna, vergogna.

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