Animali

UN ANIMALE CHIAMATO UOMO.

Seguo  da  diverse  settimane  un  programma televisivo, trasmesso dalla Rai la mattina del sabato e della domenica, dedicato al mondo degli animali da  compagnia e non. Un mondo dal quale si è arbitrariamente chiamato fuori l’ animale uomo in un gesto  di onnipotenza  tanto inesistente  quanto,  per lui,  dequalificante.  La trasmissione, seppur veicolata attraverso  stereotipi  di  superiorità  di  specie,  ha  il  merito di abbozzare una finalità  didattica  tesa alla  rieducazione   della   platea  umana  ad  una  convivenza  civile con  gli  animali.  Sono  lontani  i  tempi  epici  di  Angelo  Lombardi, ” l’ amico  degli  animali”,  il  quale negli anni della ricostruzione italiana caratterizzati  da  povertà  e  analfabetismo, tentò di sensibilizzare un popolo, privo di ogni bene materiale, all’ amore per la natura animale. Oggi, divorato e dimenticato il boom economico e cancellato (?) l’ analfabetismo, siamo ancora qui a cercare  di  far  capire  al  bipede  egocentrico e miope che anch’ esso appartiene al regno della fauna nè più nè meno di rospi, pidocchi e serpenti. Quel che serve è un bagno  di  umiltà,  uno  scendere   dal piedistallo  su  cui  l’ animale uomo  è salito convinto di  esservi  stato  posto  da  Dio (per i credenti)  ma  soprattutto  da   sè  stesso   per   i  pretesi  scienziati o scientisti pro domo propria. Questa trasmissione non ha la forza lombardiana di percorrere tale sentiero maestro ma,  zigzagando fra  luoghi  comuni  e vero amore per gli animali, elabora comunque un messaggio positivo per lo sviluppo di una coscienza animalista specialmente quando coinvolge direttamente  i  bambini   avvicinandoli  a  ciò  che,  genitori  idioti,  ignoranti  ed  immaturi,  spesso  dipingono  come  un  pericolo  mortale  o un  contagio da evitare.  Grazie a trasmissioni come questa si prova a riempire il miserabile vuoto didattico di cui è responsabile la scuola, in particolar e  quella  elementare  e  media  inferiore,  votata  a  modellare  politicamente ed ideologicamente scolari  e  studenti  invece di inserirli nella cultura di cui la natura è parte fondamentale. La scuola in quanto, purtroppo, diramazione e tentacolo del potere politico, tradisce  il  significato  stesso  della  sua esistenza omettendo di esercitare la funzione di educazione civica per dare spazio a programmi illegittimi  di vera e propria normalizzazione politica. Da quì la delega sempre più ampia ed incondizionata rilasciata alla televisione, nella sua veste di vero e proprio pastore di immense greggi da portare in pascoli ben individuati, per la divulgazione raccontata di una apparente e nozionistica conoscenza. Non a caso capita di sentire persone che per ribadire la consistenza  di  quanto  affermano, si affidano alla formula di certificazione universale “l’ ha detto la televisione”.  Siamo  dunque in  alto  mare  e  forse  è  opportuno,  in  attesa  di  tempi  migliori, aggrapparsi a  questi  relitti  televisivi  che se non altro hanno il merito di entrare in case ermeticamente precluse    a libri ed enciclopedie.  D’ altra parte vedere in primo piano gli occhi di cuccioli e adulti  di  ogni  specie,  poter  toccare  con lo sguardo la loro socialità, la loro capacità di amare  il genere umano dedicandogli anche la vita, come nel caso dei fantastici cani per ciechi, può aprire i cuori sensibili a riflessioni e dubbi positivi rispetto al vergognoso dogma che riassunto  nell’ espressione  “tanto  è  solo  un animale” dà l’ esatta misura dell’ ignoranza e limitatezza del comune sentire. Mai come in questo caso la televisione funge da supplente di genitori e maestri, i latitanti della formazione, sfogliando pagine virtuali  del grande libro della vita insieme a bambini un pò impacciati per la mancanza di familiarità con gli altri animali. Sono gocce di cultura asperse con la fretta dettata dal palinsesto televisivo ma comunque in grado almeno di provocare discussione e di far capire che un cucciolo non è mai un giocattolo, un fazzoletto di carta con cui asciugare passeggere lacrime da capriccio e poi gettare via. Forse  in mezzo  a  tanto  disordine  mentale,  a  tanto  cinismo, a tanta criminalità umana, qualche scintilla di luce potrà  illuminare  le menti giovani e se anche, come dice una canzone “Solo uno su mille ce la fa”, si  potrà  sperare  in  un  domani  meno  ignorante,  meno  primitivo,  meno pesantemente umano.

EUTANASIA PUBBLICA.

La vergognosa vicenda che ha visto vittima della feroce spettacolarizzazione della morte la sventurata e dolce giraffa Marius ha scosso le (purtroppo) poche coscienze non di soli animalisti ma di tutti coloro che ritengono la vita un valore non negoziabile in assoluto, sia che appartenga ad un animale che ad una persona. E invece nella “civile” Danimarca  (che come tutte le Nazioni in cui resiste la monarchia, definisce con essa tutta la sua “civiltà”) si è svolto il rito tribale del sacrificio agli squallidi dei del politically correct alla presenza di scolaresche e di una autentica orgia mediatica. Gli stregoni non avevano maschere mostruose ed amuleti ma camici accademici e convinte idiote teorie genetiche prese a pretesto per consumare un delitto di inaudita crudeltà e inutilità. Hanno violato i diritti di una creatura indifesa, che altri volevano salvare, restando ideologicamente ed ottusamente sordi ad ogni richiamo di civiltà hanno voluto uccidere e fare a pezzi una innocente giraffa la cui colpa è stata quella di nascere non nella selvaggia savana africana ma nella più ancora selvaggia savana del miserabile mondo civile. E come per dare un senso “ecologico” a questo criminale gesto,  in perfetto stile Menghèle, questi mostri “civili” ne hanno elargito le parti ai felini dello zoo in una sorta di grottesca e blasfema distribuzione di “pani e di pesci” nel più ipocrita ossequio della catena alimentare naturale. Lavarsi la coscienza riaffermando, davanti a telecamere e agli occhi inconsapevolmente indifferenti di scolaresche già “normalizzate”, la destinazione alimentare degli erbivori in una sorta di delirante “nulla è stato sprecato”, è tipico del bipede irresponsabile il quale arriva a giustificare qualunque sua nefandezza attraverso ragioni di Stato, interessi superiori e valori inalienabili. Il folle figlio di Adamo giustifica le guerre in nome della pace, l’ eutanasia in nome della vita e l’ aborto in nome della libertà di essere spregevolmente un eterno bamboccione. La kermesse doveva essere pubblica e planetaria affinchè, come amano dire i peggiori pazzi dittatori, punendo una creatura indifesa si educhino milioni di lobotomizzandi alla religione della morte. Il gusto che essa fosse data su un palcoscenico allestito in una pretesa “democrazia avanzata” è, per i nuovi Menghèle, superiore a tutto e il loro divertimento è dato ancor  di più dalla presenza di una platea passiva, di una massa  di spettatori informe ed incapace di reagire ed impedire questo singolo olocausto. L’ abitudine, anzi l’ allenamento quotidiano alla morte richiede sedute pubbliche di eutanasia violenta, come quella altrettanto spregevole rappresentazione di umanità collettiva che è la corrida. La morte adorata ed esaltata in riti collettivi, la ferocia esternata in un’ orgia di violenza, ci dicono che la casa principale del bipede primitivo è ancora la caverna e che le nazioni moderne sono seconde residenze frequentate saltuariamente. Se l’ homo è diventato eretto attraverso millenni di evoluzione fisica è indubbio che abbia probabilità vicinissime allo zero di divenire retto nella mente e nel pensiero.  Fin quando non capirà di essere un nulla  fatto di carne e viscere se non rispetta la sua anima e quella di tutte le crature animali, resterà un’ espressione biologica insignificante e nomade in un universo che senza di lui sarebbe perfetto. Vergognarsi di appartenere a questo tipo di espressione biologica non basta, bisogna reagire disertando le corride, rifiutando le dottrine della pretesa superiorità umana sul resto della natura, respingere la violenza, a partire da quella che ognuno di noi pratica giorno per giorno nelle proprie relazioni sociali. Se non si fa questo si arriverà al punto  che dopo un uccisione non si dica più “tanto era solo un animale” ma, con leggerezza tutta pacifista e democratica, si dirà “tanto era solo una persona”. Marius resterà per sempre nei cuori che amano e che pulsano mentre rimarrà incompreso da quelli fatti con la pietra dell’ ignoranza.

IL MIO MANIFESTO.

Ho letto della Strage degli innocenti, degli schiavi d’ Egitto, delle innumerevoli guerre fin dall’ alba del mondo.  Ho letto della morte di Socrate, dei chiodi infissi nella carne del Messaggero di pace, amore e libertà, delle persecuzioni di cristiani, dell’ inquisizione clericale, del genocidio di indios per ispanica mano e della rivoluzione francese. Ho letto della ghigliottina, della forca e di torture inimmaginabili, di sangue umano fatto scorrere come se diluviasse. Ho letto della schiavitù dei negri e della tratta di esseri umani, della violenza fisica e delle menomazioni inflitte a donne inermi. Ho conosciuto il comunismo, il fascismo ed il nazismo, i campi di concentramento e lo sterminio di interi popoli. Ho consociuto due guerre mondiali, la bomba atomica, i gas nervini, le bombe al napalm e le mine antiuomo.  Ho conosciuto la pedofilia, la compravendita di organi umani, la folle e inutile vivisezione animale praticata dai mille Menghele. Ho conosciuto lo sfruttamento di bambini  come operai, soldati, terroristi, il sequestro di donne e bambine ridotte a meri strumenti di vile piacere.  Ho visto gente piangere e morire per mano di altra gente, ho visto il male assoluto negli occhi di dèmoni nell’ atto di gettare inermi persone vive nelle Foibe Carsiche e lasciarle morire dopo indicibili agonie. Ho letto, ho conosciuto ed ho visto il genere umano in azione, ho provato vergogna per esserne parte e mi sono dimesso da simile masnada. Ho rinnegato il falso primato dell’ uomo sul resto del creato, dottrina ideata da idioti inconsapevoli della loro inutilità.  Ecco perchè amo gli animali ma non riesco a farlo con i miei simili.

MEDIO EVO MADE IN ITALY.

La Storia è pressochè sconosciuta tanto che se chiedi in giro chi sia stato Cesare Augusto e Tommaso Moro o quale sia stata la politica di Cavour, ti rispondono occhi sgranati e dei colossali boh. Eppure non c’è paesucolo dello Stivale che non abbia riscoperto il Medio Evo con le sue disfide di contrada, i messeri e le madonne in corteo. Come si spiega questo generale ritorno a quel passato che ancora oggi è sinonimo di arretratezza? Escluso che sia amore per la Storia viene da inquadrarlo come ripiegamento culturale su sè stessa di una società che ha una paura tremenda del futuro. Non a caso parallelamente a questo culto del duello e della spada, sono ritornati prepotentemente in voga il maschilismo più becero e la paura della donna quale soggetto sociale autonomo ed autosufficiente. Il folklore che ne deriva potrà forse allietare le vacanze di turisti di altri Paesi ma resta il dato sconsolante che esso rappresenta la forma mentis di gran parte degli italiani. In questa ottica va visto anche l’ utilizzo di animali, nel caso specifico del cavallo, con madalità da popolo primitivo. Si fanno corse per le anguste vie di questi asfissianti paesucoli, su selciati pieni di insidie e con regole da primo far west. Se a ciò si aggiunge il tocco di modernità costituito dalla somministrazione di sostanze dopanti a queste povere e ignare creature, si ha il quadro completo di cosa riesca a fare l’ ignoranza quando incontra l’ arretratezza culturale e politica e la cattiveria umana. Ma il bipede dominante si sa ha sempre utilizzato e sfruttato gli animali per il proprio tornaconto ignorando o meglio fregandosene del fatto che essi abbiano un’ anima e che in una prossima vita le posizioni di oggi si possano rovesciare. Chi sfrutta e uccide per divertimento in questa vita nella prossima sarà cavallo, cinghiale, o uccello alla mercè di altri bipedi trogloditi ed analfabeti. Chi sfrutta poveri animali nella pratica ignobile e totalmente priva di scientificità della vivisezione sarà a sua volta rinchiuso nelle misere gabbie da laboratorio, e col suo dolore contribuirà ad erudire ignoranti in camice bianco sul fatto che atroci sofferenze inferte possano modificare l’ umore e la frequenza cardiaca di chi le subisce. Siamo ancora a questo punto! Siamo al punto che per punire il presunto uso di armi chimiche, gli USA ed altri paladini europei, che in passato hanno sconvolto il Pianeta con esperimenti nucleari, anche in presenza di civili (Mururoa è solo uno dei casi), uccidendo in diretta e in differita milioni di persone, si ergano a paladini del bene e scatenino una guerra purificatrice. Siamo nel pieno Medio Evo! In quel triste tempo delle pozioni magiche, dei Merlino e delle streghe, quando la vita di una persona o di un animale valevano meno di uno sbadiglio, esattamente il valore attuale al cambio di qualsiasi valuta. Qualche lettore penserà che non ami certi miei simili e che li stimi molto meno che zero. E’ vero. Ma la Storia autorizza forse ad un diverso approccio con gran parte del genere umano? Decisamente no!

MENGHELE E’ VIVO.

La Scienza non ha bisogno di alibi per progredire ma purtroppo è essa stessa ad essere usata come alibi da quella schiera di autodefinitisi scienziati per mantenersi una facile rendita da ricerca scientifica che, in quanto tale, non esclude a priori che non si trovi o scopra un tubo e quindi non è soggetta a rendiconto sia di attività che di spesa. Passare il tempo a ricercare è uno sport ambitissimo e ben pagato mentre la Storia delle conquiste scientifiche parla di veri geni che, sperimentando nei garage, nei sottoscala e nelle cantine, senza fare gazzarre, hanno rivoluzionato il mondo. Vedere queste mandrie di laureati in camice bianco, con tanta prosopopea e alfebetizzazione da media inferiore manifestare come ultras per avere garantito un posto di stipendio, più che dilavoro, sulla pelle di poveri animali usati in laboratorio per una presunta e pretesa finalità scientifica, fa ribollire il sangue.  Vedere ancora tanti aspiranti Menghele che osannano la vivisezione come metodo scientifico di ricerca quando  le conoscenze chimiche ormai sono tali da averla superata da anni luce, dimostra che siamo nel pieno Medioevo della scienza e nel pieno del saccheggio di soldi pubblici attraverso finanziamenti mirati di pseudo studi e per il mantenimento di schiere di furbi. Altro equivoco millantato dalla propaganda politica  è la presunta fuga di cervelli causata da scarse prospettive di ricerca in Italia. Intanto se quegli pseudo scienziati che saltavano come ultras fuggissero all’ estero si avrebbe  una fuga di scatole craniche più che di cervelli, e poi è proprio chi vale, chi ha gli attributi, a cercare spazio nei paesi anglosassoni dove la ricerca è vera,  sotto vigilanza e nel rispetto di obiettivi ben precisi che se non raggiunti implicano l’ allontanamento dell’ incapace o del furbo.  Ma in questa povera giostra chiamata Italia si è scienziati già dopo il pagamento della prima rata di tasse universitarie del corso di laurea in medicina o fisica, intere famiglie si prostrano al camice bianco appena acquistato e nulla importa se il neo dio che lo indossa non sa nemmeno se il magico indumento si scriva con la  “i” o senza. La vergogna suprema però si raggiunge quando luminari e cattedratici consacrati da anni di ricerca senza aver trovato nulla,  pontificano sulla necessità di utilizzare animali e vivisezione. La civiltà e la scienza rifiutano certe basse stregonerie da villaggio primitivo e credono nello studio, nella comprensione dei fenomeni e nel progresso, non nell’ esame delle viscere di un povero e indifeso animale. Che provino a sperimentare su sè stessi questi Menghele se ci credono tanto.

LA COSCIENZA DEGLI ANIMALI E L’ INCOSCIENZA UMANA

Sul blog “animali e ambiente NEL CUORE”  è apparso un articolo che mi spinge a tornare ancora una volta sul miserabile argomento della vivisezione e della sperimentazione così detta scientifica sugli animali. Tali pratiche non cessano di essere invocate da politicanti senza scrupoli, da mestieranti della ricerca NON scientifica ma funzionale a tasche e carriere, e infine, da una parte del volgo ignorante capace solo di ripetere frasi sentite dire e convinto che il mondo intero esista esclusivamente per soddisfare le fantasie e i presunti bisogni umani. Ci tornerò fino a quando sulla corazza dell’ ignoranza non appariranno le crepe del suo disfacimento, fin quando l’ umanità continuerà a ragionare con lo stomaco e l’ intestino invece di usare il cervello (quando c’è) e l’anima. Non è per mera difesa d’ ufficio di quelle cretaure indifese, anche se tale ragione sarebbe più che sufficiente a giustificare il fatto di doversi sporcare le mani cercando di parlare a certe persone, ma è per riaffermare la cecità che impedisce al genere umano di vedere e capire, una volta per tutte, quale è il significato del suo esistere. Come si può accettare di venire al mondo solo per riempirsi la pancia e le tasche, costi quel che costi? Come si può accettare di comportarsi da primitivi quando si è ormai nel pieno di una evoluzione globale manifestatasi con l’avvento di Gesù Cristo e proseguita attraverso le vite di tanti martiri,  filosofi e scienziati? Il sipario dell’ ignoranza e della bassezza umana  è stato sollevato e squarciato da esistenze degne della coabitazione divina fra anima e corpo ma non basta ancora. E ancora dobbiamo sentire il rantolo della miseria culturale, della politica appiccicosa, dell’ improvvisazione intellettuale che consente a dei quasi analfabeti della scienza di pontificare sull’ utilità delle vergognose e primitive pratiche della vivisezione e della sperimentazione selvaggia sugli animali. In un precedente articolo non  a caso ho citato il nazista Menghele che si è spinto a sperimentare su esseri umani il suo delirio di onnipotenza. L’ ho fatto perchè bisogna chiedersi, ed avere il coraggio di rispondersi, su quanto di Menghele ci sia dentro questi pseudo ricercatori, questi macellai di povere creature indifese, questi esaltati del dolore inflitto gratuitamente.  Anche i sassi sanno ormai che il progresso scientifico è tale e le possibilità di studio chimico, non chirurgico e invasivo su esseri viventi, sono così abbondanti che continuare pervicacemente a tenere in vita i lager della morte scientifica risulta essere esercizio di pura speculazione economica e di follia di onnipotenza.  L’uomo e la donna smetteranno di essere solo maschio e femmina quando riusciranno a prendere coscienza della propria pochezza e saranno in grado di trattare paritariamente gli animali e la natura tutta. Fino ad allora saranno come i tarli che divorano il legno della loro stessa casa.

SESSO ANIMALE

Riferendomi  al precedente articolo Bestia sarai tu e ad una notizia apparsa giorni addietro su “Il Giornale” che denunciava il crescente reclutamento di donne da avviare alla sconvolgente pratica del sesso con animali, in particolare cani e cavalli, non posso non tornare sulla miseria culturale umana.  Assodata la insaziabile mania dell’ uomo per la distruzione di ciò che è bello e naturale, certificata, oltre ogni ragionevole dubbio, dal saccheggio “lanzichenesco” del nostro sfortunato, proprio perchè abitato dal bipede insensato, Pianeta, il nostro stomaco di persone normali si deve rivoltare una volta di più davanti alla maniacale interpretazione del sesso nelle sue varianti della follia note come bondage e altre forme di sottomissione. Il sesso per sua natura è la fonte della vita. Ma il bipede insensato è riuscito a farne fonte di morte, di prevaricazione, di annullamento della persona soggetta al potere del boia sessuale, il quale si nutre delle  sofferenze inflitte, fisiche e psichiche, fino all’ estremo risultato. Sono note le devianze mentali di individui che si eccitano e godono davanti a scene di sesso fatale la cui conclusione consiste nell’ uccisione, tragicamente vera, di povere donne cadute in questa bolgia alimentata dalla tratta di esseri umani. Ora questa miserabile frontiera si sposta oltre i confini dell’ immaginabile e, in un mondo servo del denaro e schiavo del potere, approda al sacrilego coinvolgimento di creature innocenti e inconsapevoli come gli animali, i quali, sia detto a beneficio di sua maestà l’ ignoranza padrona assoluta di certe menti, il sesso lo praticano con esclusiva finalità procreatrice ubbidendo a precise regole naturali. Dunque il miserabile bipede umano,  dopo aver sporcato il sesso della sua specie non esita ad infangare l’ anima nobile degli animali per raggiungere le vette più alte della depravazione e della malattia mentale.  Qualcuno si chiederà il perchè di tanto sdegno visto che parliamo di uomini e donne capaci di ideare i campi di concentramento e di praticare la pedofilia. Perchè sorprendersi della miseria umana quando medici si sono dedicati alla vivisezione di persone nei lager, quando psichiatri hanno assunto la direzione tecnica e politica di campi di tortura e di annientamento di popoli? In verità non c’è sorpresa alcuna, solo lo schiaffo di un’ altra drammatica conferma di appartenere, nostro malgrado, alla specie più miserabile, più crudele, più sanguinaria ed immorale che esista al mondo.