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Archivi del giorno: 1 Luglio 2019

TROPPA GRETA E NIENTE GARBO.

Quando si dice Svezia non si può non tornare col pensiero alle sue grandi icone di bellezza e bravura artistica. Fra esse spiccano Ingrid Bergman, Anita Ekberg e Greta Garbo. Greta appunto. Donna di grande intelligenza (come la maggioranza delle donne del resto) schiva e raffinata nella sua diffidenza delle masse e della popolarità, strenua vestale della riservatezza. Simbolo di una Svezia e di un mondo che non ci sono  più. Soppiantati da una realtà plasmata ad arte dal dominante appiattimento culturale figlio dell’ ignoranza, che sta contagiando l’ Europa intera. Il suo posto è stato preso da una piccola Greta priva di garbo. Penosa icona di una sinistra pseudo ambientalista capace di essere imbattibile quando si tratta di inventare, secondo occorrenza, caricature sociali, politiche e di costume. Questa piccola e invero già bruttina, di quella bruttezza particolare fatta di precostituito prodotto di laboratorio ideologico, e senza alcuna traccia di spontaneità, è una Greta non credibile, confezionata dagli stessi che lei apostrofa come i responsabili e insensibili in materia ambientale. E’, come sagacemente detto da coloro che non hanno abboccato all’ amo buonista, una Gretina posta alla testa di un esercito di Gretini arruolati per combattere una guerra finta, come del resto sono i giuramenti dei politicanti. La fabbrica dei Gretini non conosce cassa integrazione, lavora su tre turni di otto ore anche la domenica  e, soprattutto, contro le feste comandate tipo il Santo Natale. E’ la sinistra internazionale che, priva di confini e senso della realtà, strumentalizza tutto quanto si dimostri funzionale al suo oggetto sociale, cioè alla costruzione di banalità politiche, di fenomeni da baraccone, di condottieri del nulla. Lo ha fatto con la classe operaia illudendola di condurla in Paradiso mentre l’ ha precipitata nell’ Inferno della precarietà e delle periferie urbane. L’ ha fatto con il movimento studentesco per scardinare la scuola e la cultura per poi liberarsi delle masse di giovani sbandati dando loro il becchime della droga e le stanze per consumarla in pace. Lo ha fatto con la famiglia allargandola, stracciandola e facendola a pezzi in nome della chimera, tutta sinistra, della libertà dal dovere e dalle responabilità di genitori. Con ciò dando vita ad una società malata fatta di compagni e compagne monoreddito e plurifamiglie, morti di fame, che giocano a vivere da divi holliwoodiani. Lo sta facendo con gli asili nido e l’ infanzia trasformati in campi di normalizzazione gender per costruire i suoi schiavi di domani. Lo sta facendo con i Gretini illudendoli di essere attori protagonisti di una commedia zeppa invece di comparse usa e getta.  Lascia alla loro Gretina la possibilità di insultare la classe politica, di fare la paternale nelle aule parlamentari, di sognare addirittura la vincita del nobel per la pace (bella copia di quello regalato al moro d’ America). Lascia che i Gretini sfilino in corteo, che urlino la loro rabbia canalizzata a dovere affinchè l’ ambientalismo resti un feudo della sinistra, per poi sterilizzarlo attraverso paghette, facili ed inutili carriere sia politiche che giotnalistiche che giudiziarie.  Resta la triste realtà che Gretini si nasce e si muore, come si nasce e si muore (sempre in età troppo avanzata) comunisti.

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