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Archivi del mese: Marzo 2019

I “MENGHELE” ROSSI.

Chi non è sprovvisto di memoria ricorderà certamente le campagne mediatiche condotte dal duo sinistra-clero contro la bioingegneria, cioè l’ intervento delle scienza in materia genetica. Le suffragette rosse e gli stregoni con Tiara e Pastorale  si scagliavano quotidianamente contro medici e futuri genitori scomunicando la loro tentazione-desiderio di predefinire il colore degli occhi ed altri connotati estetici dei nascituri, o di indagare eventuali malformazioni e impedire la nascita di persone destinate ad una vita di atroci sofferenze, servendosi delle conoscenze scientifiche acquisite. Urlavano come ossesse le vestali del “non toccate la natura, è da nazisti mengheliani intervenire su di essa.” Il peccato mortale era, secondo le sempre più isteriche vestali, perseguire la bellezza o semplicemente lo scongiurare infermità. A distanza di qualche decennio ecco però venire a galla, nel fetido stagno del buonismo politicamente corretto, una versione 2.0 dei paladini anti ingegneria genetica. Sono i nuovi tromboni del miserabile non pensiero gender. Sono i nemici del femminile e del maschile, sono i pazzi furiosi secondo i quali il sesso è una discriminante omofoba, un’ ingiustizia Divina contro cui scatenare, in guerra totale, le ridicole legioni racchiuse nell’ acronimo LGBT. Gli stessi che ieri scagliavano anatemi moralistici contro quelle mamme e quei papà oggi esaltano il farmaco “liberatore dell’ umanità dalla schiavitù” imposta dalla natura e le sue distinzioni. La Triptorelina è improvvisamente diventata la via verso la terra promessa del non sesso, delle ammucchiate arcobaleno, delle caricature transessuali. Con essa si può bloccare, in età adolescenziale, il normale e naturale sviluppo sessuale e scegliere se continuare ad essere ciò che la natura ha voluto o inventarsi una propria “creazione” di sè stessi. Ancora una nuova ma sempre vecchia versione del Peccato Originale sponsorizzata dalla corporazione omosessuale e pedofila, con il non casuale “appoggio esterno” della gerarchia ecclesiastica che guarda con non preconcetta contrarietà alla nouvelle vague della distruzione dell’ umanità. Mutare un ragazzo in ragazza, anche per il più banale dei capricci. non è dunque, secondo le vestali dell’ omosessualità quale condizione di perfezione, un abominio genetico. Molto più delittuoso e criminale è scegliere il colore degli occhi del nascituro! Preti e buonisti omosessuali, chi riesce ad individuare differenze fra loro vince, si ritrovano fianco a fianco in questo pellegrinaggio verso il santuario della morte dell’ anima. E’ la vittoria  del “dio” del diritto prima di tutto contro il “demone” del dovere e della responsabilità di sostenere tutti il peso della “casa comune”.  Molto più comodo e facile è rivendicare il proprio diritto di pesare sugli altri, di essere zavorra morale retribuita con la paghetta di cittadinanza e con la totale licenza di non essere, di non dare, di non lavorare. Eccoli i menghele rossi! I fautori delle stanze della droga passati alle stanze della ri-creazione on demand. Sono i nemici della classificazione naturale in madri, padri e figli nella evidente, conclamata incapacità di essere uno dei tre. E’ l’ ideologia di chi mira a distruggere ciò che non è in grado di essere. Essa si è scatenata prima contro il capitale e il lavoro, poi contro la famiglia naturale e la bellezza,   ed infine contro la natura. La prossima mossa di questi folli sarà di retrocedere la vagina quale “luogo deputato alla nascita” in favore dell’ ano, politicamente corretto e non certo omofobo data la sua universalità e trasversalità.

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