FEMMINISMO MASCHILISTA.

“Eliminare le ombrelline o grid girl!” L’ ordine è partito dai capi della  setta  del femminismo maschilista i quali, nell’ intento ipocrita di punire i molestatori sessuali modello  Weinstein, riaccendono il rogo sul quale bruciare la donna “oggetto”.  In apparenza, e in ciò sta la miserabile ipocrisia, sembra un gesto in difesa della donna ma, in realtà, è la sempre più ossessiva paura del suo corpo ad armare la mano di questi “riformatori femministi” discepoli dell’ Inquisizione.  Fin quando la così detta morale sarà decisa, codificata e disciplinata (si fa per dire) dal maschio, sia esso sotto forma di prelato o, peggio, delle sue controfigure islamiche, sia sotto forma di buonisti idioti del politically correct, per la donna saranno guai. Lei sarà sempre il campo di battaglia politico, pubblico e privato, sul quale la guerra dichiarata all’ intelligenza non finirà mai. Che il maschio sia idiota inguaribile lo ha dimostrato la Storia e che tale idiozia egli la eserciti soprattutto in danno della donna è dimostrato dalla vita quotidiana in ogni angolo del mondo. Il maschio, con tonaca, toga, tessera politica o semplice qualifica di marito, si arroga il diritto di decidere cosa la donna possa o debba fare, quanto lunga possa o debba essere la sua gonna, quanto e quando lei debba essere disponibile ai suoi capricci sessuali.  Lo stesso maschio di cui sopra si illude di curare la paura, che lo ossessiona, del corpo della donna oscurandolo, coprendolo o addirittura eliminandolo. E’ pietoso e idiota quando si scaglia, lancia in resta, contro la donna, contro un universo che non potrà mai capire vista la sua incolmabile inferiorità intellettuale.  Questi miserabili moralisti sono gli stessi che, in privato e spesso in incognito, si aggirano bavosi nei locali  della lap dance, usano prostitute minorenni, frequentano le deviate sponde del sesso non disdegnando anche di farsi frustare il deretano da amazzoni in pelle e borchie. Non se ne può più di questi predicatori moralisti viscidi e maniaci. La liberazione o la semplice emancipazione della donna non sarà mai data dal divieto di mostrarsi ma dalla eliminazione sociale e intellettuale di questi feticci autoritari, primitivi e ignoranti.