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Archivi del mese: aprile 2017

DEFICIENTI NUCLEARI.

L’ attuale patetico dittatore nordcoreano pare aver raccolto in eredità, oltre ad un potere assoluto tipico retaggio dei regimi comunisti, la somma algebrica della follia dinastica del padre e del nonno. Se a ciò si aggiunge l’ aspetto estetico, che lo indica come chiaro soggetto necessitante il TSO, prende forma un quadro a tinte fosche per il mondo intero. Questo concentrato di megalomania assoluta sembra voler ritornare sui sentieri della pazzia già percorsi da Napoleone Bonaparte, dall’ Impero Austroungarico, da Mussolini, da Hitler, da Stalin, da Mao e diversi altri “piccoli” dittatori malati di se stessi (Gheddafi, Castro, Saddam Hussein). Queste schegge di follia occupano la scena mondiale passandosi il testimone in una sorta di staffetta storica fatta di guerre, stermini di massa, campi di concentramento e culto della loro personalità, di norma malata e schizofrenica. In questo inizio di secolo spicca fra i tanti Rais la figura, fisicamente raccapricciante, del “ciccio bombo” coreano con quelle sue guancione da prendere a schiaffi terapeutici prima, durante e dopo i pasti che mostra essere così smodati da far sembrare Lucullo votato all’ anoressia. Oggi dunque il mondo sarebbe in mano a tale definibilissima (in termini clinici) espressione umana. Il nostro presente, il domani e il dopodomani condizionato da questo patetico esempio di dinastia geneticamente modificata allo scopo di generare il male. Più o meno cento chili di adipe che vogliono far pendere l’ ago della bilancia mondiale verso il caos e la distruzione totale. Ci voleva questo pupazzone autogonfiabile per spostare l’ attenzione dal cancro terrorista islamico che, come una dieta iposodica, ci viene servito ogni sera e ogni giorno ai pasti dagli chef dei telegiornali. Siamo ritornati ai “bottoni rossi” della guerra fredda che ci ha bombardato per 40 anni a base di Krusciov, Bresnev e il purtroppo quasi eterno Castro. Si riparla di missili, di bombe atomiche, di arsenale nucleare, di tutta quella immondizia tecnologica tanto cara ai deficienti che, non crescendo mai, restano infantili a vita e sognano la madre di tutte le battute di caccia, il safari cosmico, per distruggere il Pianeta. Ora il tormentone di moda è rappresentato da questo faccione dal Q.I. presumibilmente prossimo allo zero assoluto, che occupa tutti i pollici dei televisori per quanti essi siano. Il divo incontrastato è questo intestino parlante che domina platee adoranti del tutto identiche a quelle che osannavano ed acclamavano Hitler, Stalin e Mao. Ci siamo di nuovo. Siamo sempre nel piccolo villaggio cavernicolo chiamato Terra nel quale il bipede idiota, con ancora in mano la clava della sua sconfinata superbia, minaccia la guerra nucleare, si pappa i vitalizi parlamentari, impone tasse illegittime sulla caverna (oggi casa) e doppie sulle palafitte (seconde case), impone la cancellazione dei sessi, la rasatura delle chiome femminili, la condanna della libertà, della bellezza e dell’ arte. Nulla di nuovo sotto il sempre più stanco Sole. C’ è sempre la solita carcassa in putrefazione chiamata genere umano, genio del male assoluto e supremo imbecille con smanie e manie di onnipotenza. Autentico rifiuto urbano tossico.

DA “BELLA CIAO” A CIAO BELLA.

L’ evoluzione, anzi il cambiamento poichè in casi come questo mai essa si realizza, della sinistra è tutta qui, schiacciata sotto questa misera micro filastrocca. Il cancro politico mondiale (il comunismo) di cui la sinistra è sinistra culla e bara, ha distrutto i capisaldi della società civile sulle note di “bella ciao” dal dopoguerra a questi giorni catturando il consenso di popolazioni assetate di protagonismo sociale. Il morbo ha illuso intere generazioni di “pesci rossi” convincendole che la distruzione del matrimonio, della famiglia,  della responsabilità procreativa e del primato individuale, le avrebbe “liberate” dalla “gabbia borghese” dei doveri spalancamdo loro le porte del paradiso terrestre dei diritti senza se e senza ma. Il morbo ha così costruito i totem del sesso ignorante e irresponsabile (con l’ aborto riparatore), del matrimonio multiplo e della famiglia allargata, cioè della non famiglia. Compagno e compagna hanno preso il posto di marito e moglie, genitore 1 e genitore 2 invece di padre e madre. Tutti insieme indistintamente sul carrozzone del buonismo politicamente corretto e demente fino a quando la sinistra non si è ritrovata in mano il rovescio di questa medaglia-patacca: le sue mandrie si erano, nel frattempo, imborghesite, avevano costruito piccoli patrimoni familiari grazie al lievitare del debito pubblico e non se la sentivano più di obbedire ai capibastone rossi, anche loro ormai con villa e vasca di balneazione o tenuta vinicola. I compagni avevano dismesso il colbacco e la casa del popolo era rimasta senza popolino militante. Cosa fare allora? Semplice, anche per un comunista: mettere in scena un remake del dopoguerra cambiando gli interpreti nel ruolo di masse affamate. Ecco allora esplodere, a beneficio delle attività collaterali “umanitarie” sindacalizzate, la bolla dell’ accoglienza indiscriminata, anzi incoraggiata alla stregua di una attività di import su larga scala. E siamo così giunti al “ciao bella”, la parola d’ ordine per i nuovi “iscrivendi” nelle liste della sinistra. Te li ritrovi fuori da ogni negozio ad apostrofare donne di tutte le età come fossero loro sorelle (politicamente compagne) con questo “ciao bella” che se profferito da un imprenditore all’ indirizzo della segretaria farebbe scattare indignate manifestazioni sindacali di streghe e femministe doc. Ma se lo dice l’ immigrato clandestino, magari anche allungando le mani per rafforzare la richiesta di obolo, non c’è strega di “se non ora quando” che osi parlare. Donne di età avanzata, perciò ancor  più meritevoli di rispetto, devono sopportare di essere apostrofate con quel “ciao bella” corredato di espressione ebete, insegnato agli invasori dai sindacalizzati buonisti dell’ accoglienza con profitto scandaloso. Il “tu” comunista, irrispettoso di eta, autorità e livello professionale, oggi si è trasformato in “ciao bella”, la nuova pialla lessicale livellatrice in basso di ogni legittima differenza sociale. Il residuo popolino militante della sinistra (zoccolo duro di comprendonio)  ben si è adeguato al nuovo, ennesimo, diktat del partito sentendosi, finalmente per una volta nella vita, così ricco da poter fare l’ elemosina a qualcuno che, finalmente, sta peggio di lui. A nessuno che abbia minime tracce di civiltà impresse nel dna verrebbe in mente di apostrofare una donna anziana o no con quel “ciao bella” volgare e maschilista. Ma all’ immigrato clandestino, futuro prossimo elettore di sinistra, è consentito e consigliato alla faccia educazione, cultura e civiltà. L’ intestino con le gambe chiamato comunismo non si ferma mai.

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