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Archivi del mese: dicembre 2016

UN PO’ DI ITALIA S’E’ DESTA.

L’ invasione barbarica ha prodotto ciò che non occorreva essere veggenti da prevedere: la guerra civile combattuta cortile per cortile nella più miserabile assenza dello Stato di Diritto voluta da un Governo di avventurieri politicanti. Mentre le strade cominciavano a bruciare e il caos sociale montava, il capocomico organizzava comparsate in ogni dove declamando cretinerie sull’ aumento del Pil e sulla  ripresa economica, come in un tragico remake dei filmetti di partito sovietici girati in difesa dei fallimentari piani quinquennali comunisti.  A questo tizio non fregava niente se gli italiani oltre a perdere la casa, divorata dal fisco rosso, hanno cominciato a perdere anche il loro territorio, il loro Paese ricevuto in eredità dagli eroi risorgimentali.  A questo micro politicante interessava solo vincere il referendum Costituzionale ed avere mano libera grazie alla sotanziale soppressione del Senato  che sarebbe diventato uno stipendificio per nominati non eletti dalla gente. Per questo micro politicante togliere il diritto di voto agli italiani rappresentava una riforma epocale. Non per nulla un suo reggistrascico di partito ha definito il suffragio universale un problema all’ indomani della schiacciante vittoria di Trump voluta dalla stragrande maggioranza del popolo americano. Questo micro politicante è degno allievo di quel comunista “salito” al Colle dopo aver esaltato l’ invasione sovietica dell’ Ungheria ed aver poi vanificato il responso elettorale di due elezioni politiche italiane favorendo il formarsi di governi golpisti e fantocci. Questo micro politicante ha calpestato palcoscenici, volando a spese di tutti,  per fare l’ attaccamanifesti  della lobby del “Si” mentre nelle vie d’ Italia non si può più girare senza rischiare aggressioni da parte di clandestini super protetti e super coccolati a scopo di lucro cooperativo e clericale. Costui e l’ Italia sono sempre stati su due piani distinti e distanti. Costui si specchiava nella sua incapacità, inferiore solo alla sua presunzione, mentre l’ Italia di Cavour, di Garibaldi,  del sangue italiano risorgimentale, veniva ogni giorno di più divorata da fanatismo religioso e da cannibalismo etnico. Ma un pò d’ Italia s’è desta. Finalmente è cominciata la Resitenza all’ invasore raccomandato dai buonisti piegati a 90 gradi. Finalmente gli attributi dell’ italianità si sono stancati di essere percossi dal politicamnte corretto, e le marionette alfaniane vengono apostrofate pubblicamente come meritano. Questa parte d’ Italia che s’è desta è stata portatrice sana di quei milioni di “No” urlati in faccia al micro polticante e alle sue personali e pericolosissime ambizioni di potere. Con questi milioni di “No” abbiamo cacciato il dilettante privo delle basilari nozioni di cultura ed economia e ora con altrettanti milioni di “No” dobbiamo arrivare alla cacciata dell’ invasore e dei suoi collaborazionisti traditori.  Forza Italia!

DEMODRAMMA.

I Democratici,  coloro cioè che per  autodefinizione dovrebbero conoscere la regola prima della Democrazia ed accettare il responso del suffragio universale, sono sotto shock per la clamorosa ed inappellabile sberla rimediata alle elezioni presidenziali USA. A Roma direbbero “… e nun ce vonno sta”. Tanto rifiutano le regole della democrazia che stanno scendendo in piazza a fare il solito “casino progressista” frignando come viziatelli isterici ai quali qualcuno ha tolto il giocattolo prediletto. E già,  perchè per questi eterni contestatori la politica ed il Governo di una Nazione sono solo un gioco di potere nel quale se vincono loro trionfa la Democrazia ma in caso di sonora sconfitta, colui che li ha battuti e coloro che l’ hanno votato, sono da eliminare fisicamente.  Lo schiaffo elettorale li ha violentemente svegliati dal torpore di una sicura vittoria, cullati come erano dai canti delle sirene mediatiche, dai proclami dei giullari e buffoni di corte Holliwoodiani, dall’ appoggio incondizionato della lobby del politacally correct. Le elezioni dovevano essere una pura formalità che sancisse la loro stravittoria ed invece si sono rivelate la Waterloo più esemplare e bruciante.  Questo comportamento isterico rappresenta una novità nella politica americana e, alla consuetudine di riconoscere la propria sconfitta accettando il vincitore, si è sostituito lo psicodramma tutto “sinistro” della contestazione e del rifiuto della realtà. Ciò è senz’ altro il frutto di otto anni di Presidenza democratica fondati sulla narcisistica convinzione secondo la quale la perfezione abita nella sinistra e la dannazione è dimora dei Repubblicani. Esattamente ciò che succede in Italia: attori, cantanti, menestrelli della stampa, giullari della Tv, direttori d’ orchestra, architetti strapagati con soldi pubblici, marionette di ogni genere,  presunti scrittori e vignettisti tanto (poco) al chilo, indicano alle masse da essi ritenute incapaci, la via della “libertà” da tutto, specialmente dalla libertà. Questa è la sinistra ondivaga drogata di anti cristianesimo e insofferente solo ai simboli della cristianità: famiglia, fede e rispetto delle leggi naturali.   Questa è la sinistra invasata e ossessionata dal potere che pretende di riscrivere l’ ordine naturale, che nega i sessi, la spiritualità e la responsabilità dell’ individuo, facendone un idiota alla ricerca dello sballo mentale e della vanità esistenziale. E’ questa sinistra elitaria che si oppone al suffragio universale (solo quando la sconfigge)  e che sta portando l’ Occidente nel baratro di una decadenza irreversibile, o reversibile soltanto al prezzo di una guerra atomica. Trump ha fatto giustizia di tale patto scellerato e come un ciclone biblico ha spazzato via il Palazzo della demenza buonista. Adesso si deve riscostruire la società civile americana e Occidentale. Auguri e forza Trump.

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