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Archivi del mese: agosto 2016

CRETINI DI SUCCESSO.

Ho un’ avversione totale verso questa diffusissima sottospecie della razza umana. L’ ho maturata già fra i banchi della mia classe mista alle elementari fra i quali svolazzava il classico beota raccomandatello che faceva strage degli encomi a pagamento elargiti dalla maestra e dei cuori di quelle ninfette che, già in tenera età, avevano ben chiaro cosa fosse un buon partito idiota. Da allora ne ho incontrati a schiere e ne ho visti salire la scala sociale grazie alle doti innate di incapcità, scarsa intelligenza e aspetto fisico mediamente rivoltante. Per loro, per i cretini di successo, pare sia stato ribaltato l’ ordine naturale delle cose e grazie alla duttilità di coscienza, alla bavosa versatilità e alla mancanza assoluta di scrupoli, li si vede piazzati ai vertici politi e istituzionali come a quelli del giornalismo e dello spettacolo. Sono i cretini di successo, poco più che alfabetizzati, a condurre la danza pur privi come sono di ogni nozione “musicale e coreografica” di base.  La politica rappresenta il palcoscenico ideale per questi giullari disposti a tutto pur di fare facili guadagni e pur di soddisfare la loro sete di potere. Giurano e spergiurano con la naturalezza con cui (purtroppo) respirano. Sono inclini al tradimento ideologico, all’ opportunismo carrieristico e si passa dall’ essere loro nemici ad essere loro amici, e viceversa, in un batter di ciglia. Sono dotati di un fiuto particolare per il loro tornaconto e, flessibili come vermi, riescono ad introdursi in ogni pertugio così come ad uscirne. In “arte” si chiamano assessori, consiglieri, deputati, senatori, presidenti, ministri e primi ministri. Li si riconosce sempre dal loro aspetto grigio e vecchio anche a trent’ anni, odorano di ignoranza tutti alla stessa maniera, pontificano sul nulla che possiedono in abbondanza, al pari di pance prominenti, pelle flaccida e colli taurini. Si usa dire “faccia da prete” per descrivere un certo tipo ma si potrebbe dire anche “faccia da politicante” ed essere ancora più precisi ed incisivi di un bisturi. Il fenomeno è trasversale, direi super partes, ed accomuna peppono bolscevichi, sepolcri imbiancati moderati, podestà camerati e masanielli d’ assalto (al denaro pubblico) dell’ ultim’ ora, tutti nella stessa cesta dei panni sporchi ribelli ad ogni sorta di bucato. Il mondo è nelle loro mani e in tal senso la globalizzazione è sempre esistita già da secoli prima ancora che se ne coniasse il termine. Se la felicità è dei pazzi la celebrità è dei cretini di successo, i soli che possano garantire che il mondo non cambi mai, che regnino sempre ignoranza, guerre, fame e povertà. Esistono (purtroppo) per questo e sono imbattibili qualunque sia la loro razza o credo religioso: metastrasi trasversali non estirpabili.

FROCI E ANCHE CRIMINALI.

Il fetido lezzo del politically correct rende sempre più irrespirabile l’ aria di questa sventurata Nazione caduta sotto il suo abominevole dominio. Le bombole d’ ossigeno della cultura, della eterosessualità, della civiltà, della libertà e della normalità sono ormai quasi totalmente esaurite tanto che istituzioni politiche e media conniventi si scagliano contro un titolo giornalistico colpevole di  definire froci e pervertiti i miserabili artefici dell’ ennesimo monumento alla divinità pederasta.  E’ accaduto che un gruppuscolo vile e frocio per autodefinizione abbia aggredito e violentato un diciassettenne diffondendo poi sulla rete, per ulteriore sfregio, le immagini dell’ eroica impresa. Il Giornale Cronache del Salernitano ha riportato la notizia titolando l’ articolo con le parole “blasmene” di froci e pervertiti.  Apriti cielo!  Le vestali buoniste capeggiate dalla presidente della camera (delle chiacchiere) si sono subito allineate e messe in corteo formando il codazzo di protesta radical chic nel quale non potevano mancare l’ Espresso (servito in tazzine d’ amianto?) e il (dis) Ordine dei giornalisti sempre pronto a scattare sull’ attenti quando nulla c’è da dire di serio. Queste crape salottiere hanno il compito politico ideologico di spostare il fatto dal piano penale, criminale e di devianza omosessuale, a quello meramente semantico riducendolo al solito sterile dibattito salottiero nel quale le bocche atteggiate ad orifizio anale di gallina si scandalizzano per l’ uso dei due termini di cui sopra.  Non si parla della violenza e del fatto in sè ma della “violenza” dei due termini. Ma se la vittima dell’ aggressione omosessuale fosse stata un loro pargolo intoccabile sarebbero stati così solerti avanguardisti di partito ugualmente? Presumo di no. Avrebbero probabilmente fatto come il comunista Rizzo che, durante una puntata di Porta a Porta di qualche anno fa,  pontificava che nessuno aveva diritto di farsi giustizia da sè ma che, sollecitato da Bruno Vespa  sulle sue reazioni in caso di aggressione domestica, sbottava in un “io gli strapperei gli occhi” per nulla buonista e politicamente corretto. Dunque questi frequentatori altalenanti della sinistra, buonista con assassini, terroristi, froci e pervertiti ma “cattivista” con chi da queste masnade si difende, quando li si tocca diventano reazionari e persino nazifascisti. E’ la coerenza di chi non avendo un progetto politico realizzabile e degno di questa definizione, sia in senso sociale che di civiltà ma possedendo solo nozioni di comunismo, da chi scrive considerato male incurabile, cavalca il politically correct salvo poi rinnegarlo se solo ne sfiora l’ orticello. A tal segno, direbbe il Manzoni, è giunta l’ ipocrisia e l’ ignoranza di casta! Non si giudica, prendendone le dovute distanze, il crimine commesso da quei froci e pervertiti ma si intavola una tenzone fra galline e capponi da una parte e la civiltà giuridica e liberale dall’ altra solo per l’ uso giornalistico di due termini sacrosanti presenti nella lingua italiana e da nessuno accusabile di essere omofoba. Di quel ragazzo martoriato, della sua psiche violata e distrutta, della sua dignità infangata da froci pervertiti e criminali, a queste crape diversamente pensanti non può fregar di meno. Politaccly correct cancro universale.

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