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Archivi del mese: aprile 2016

LA DONNA FA PAURA.

Non è cosa di oggi. Le vergini sacrificate al servizio di caricature “divine” e i roghi medievali raccontano le gesta del bipede idiota maschio che nei secoli ha praticato, con la benedizione clericale sempre presente al fianco dei prepotenti, autentiche torture nei confronti della donna. La donna fa paura agli impotenti prepotenti,  ai cerebrolesi apologeti della superiorità maschile, per altro esclusivamente fisica e dovuta solo alla attitudine a maneggiare la clava. E questa paura è diventata terrore ai giorni nostri, nel tempo in cui la donna si è parzialmente liberata da una totale dipendenza economica e sociale. Il fatto di poter sbattere la porta in faccia al maschio padrone e andarsene, forte di reddito e capacità lavorative, ha mandato in follia (cioè ha accentuato lo stato di perenne follia) il maschio feudatario. Ed ecco allora lo scatenarsi di una nuova “crociata” contro la donna, alla quale partecipano anche “truppe” occidentali reclutate nei salotti buoni di un intellettualismo tanto maschilista da apparire sottilmente omosessuale.  Ovviamente l’ alleanza contro la donna è capeggiata da chi la odia da sempre e da sempre ne ha fatto l’ origine di ogni male e l’ oggetto di spietato rancore e di ancor più spietata violenza. Oggi la donna deve essere “rivestita”, ridisegnata secondo la miserabile architettura dell’ ignoranza e della paura. La  “Maya desnuda” deve essere messa al rogo le cui fiamme servono a rassicurare questi invertebrati, questi vermi,  illudendoli di essere invincibili guerrieri. A tale progetto, che potrebbe definirsi nazismo maschilista, stanno aderendo anche Nazioni occidentali improvvisamente ed inspiegabilmente spaventate, anzi terrorizzate dai capelli lunghi delle donne, dalle loro minigonne, dalla loro libertà ma, soprattutto, terrorizzate dalla attività dei loro due emisferi cerebrali. La donna fa paura perché, pur senza la forza fisica, riesce a prevalere sul guerriero del nulla, e la superiorità naturale, come la bellezza non posseduta, scatenano la reazione cieca e violenta di chi ne è privo. Il ritorno ai roghi e all’ inquisizione religiosa a cui l’ appecoronato Occidente sta attivamente e vergognosamente partecipando è la vera catastrofe sociale di questo inizio di millennio. Occidente e Oriente si stanno incontrando dando vita ad un connubio innaturale il cui fine è ricacciare la donna nel buio di una condizione di schiavitù e di assoluta sua disponibilità da parte del maschio. Perfino il suo primato naturale, poter essere madre, viene tinto di schiavitù attraverso l’ utero in affitto che la fa retrocedere da una posizione già frustrante di oggetto sessuale a quella di semplice incubatrice. Potere, denaro e forza fisica, cementati dall’ ignoranza, hanno originato un consorzio anti donna i cui effetti sul presente e sull’ immediato futuro saranno devastanti come devastante dovrà essere la guerra che libererà il mondo dall’ ennesimo e purtroppo non ultimo attacco dei cerebrolesi. Essa scoppierà nel momento in cui finalmente si comprenderà che sottomettere la donna significa sottomettere, anzi cancellare la cultura, la filosofia, l’ arte, la spiritualità, cioè gli elementi fondanti la civiltà. Pare proprio che l’ Occidente, malato terminale del morbo chiamato politically correct, debba toccare con mano questa catastrofe prima di ritrovare la ragione. E non è un caso che questo folle e molle Occidente sia guidato dalle corporazioni, strettamente connesse, della pedofilia, della omosessualità, dell’ anti cristianità e dell’ ateismo, rispetto alle quali la donna libera e l’ uomo liberato dalla paura della donna sono antitetici.

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