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Eligio Bartoli

Archivi del giorno: 29 febbraio 2016

PAURA DELLA VITA.

L’ immenso meteorite dell’ ignoranza primordiale si è di nuovo posto sulla linea di luce della civiltà, conquistata al prezzo di secoli di guerre e di faticosa evoluzione dall’ umanità, proiettando su di essa un cono di buio culturale. Le metastasi si sono propagate da quel focolaio infettivo che non conosce remissione e che la battaglia di Lepanto sembrava aver definitivamente detronizzato.  Pare bisognasse conquistare la Luna e lo spazio siderale, arrivare a guardare oltre i confini della nostra galassia e ubriacarsi di tecnologia, di internet e di onnipotenza, per poi tornare ad ammalarsi di ignoranza e retrocedere sulle palafitte della primitività fino a riproporre il teorema più basso e più spregevole: la paura e l’ odio del corpo femminile. Chiarito che in verità tali fobie nascondono il vero terrore rappresentato dalla superiorità intellettuale della donna rispetto agli “inquisitori” è comunque spaventoso dover constatare come l’ umanità, dopo aver volato in prossimità della sua emancipazione filosofica, sia improvvisamente ricaduta nell’ abisso dei riti tribali. La paura e l’ odio del corpo (della donna) sono identici, per portata di ignoranza e primitività alla paura che suscitava il fulmine. Non ci sono attenuanti pseudo religiose di sorta, trattasi di ignoranza e mancato sviluppo mentale allo stato cristallino associati a caratteri  somatici perfettamente allineati al degrado che ne deriva. Non ci sono dibattiti o conferenze da intavolare. L’ Occidente deve rigettare questo rigurgito primitivo senza indugiare in atteggiamenti snob tipici del buonismo di matrice sinistrorsa e anticristiana! La stessa Chiesa cattolica deve superare le ultime riserve mentali verso la donna ed il suo corpo dopo aver dato osceno spettacolo di sé con i roghi medievali e la ignobile Inquisizione orrendamente denominata “santa”. Allla Chiesa cattolica non si possono perdonare quei delitti che ancora bruciano sulla pelle  delle donne, laiche o suore che fossero, ma da essa si deve pretendere un reale mea culpa e il definitivo abbandono di quella paura e di quell’ odio che la connotano come mera setta religiosa maschilista ed oscurantista. La Chiesa cattolica non ha più tempo da perdere in atteggiamenti ambigui e, pena la sua sparizione, deve voltare le spalle  alle parate carnevalesche, ai sacri anelli e alle “Sue Eccellenze” porporate. Solo diventando la Chiesa di Dio e della Maddalena, oltre che di Maria, riuscirà a fermare la violenza ideologico-religiosa che veicola la miserabile pretesa inferiorità della donna e la sua sottomissione. Chi ha paura della donna e di conseguenza odia il suo corpo ritenendolo fonte del male, è una mente malata, è una espressione biologica indefinita, è un ectoplasma che si aggira nel XXI secolo armato di clava modello anno zero. Semmai è vero il contrario e cioè che il maschio è mediamente ancora oggi tale e quale come era all’ alba del mondo, con immutata attitudine alla violenza, alla prepotenza, all’ aggressione del più debole e all’ autocertificazione quale centro dell’ Universo. E’ da questi corpi che origina il male, è da queste menti preistoriche che nascono i campi di concentramento, gli stermini di massa, la paura della donna, l’ odio verso i suoi capelli e il suo corpo. E siccome l’ Occidente è meno malato di questo miserabile morbo, rispetto ad altre parti del mondo, spetta ad esso difendere la civiltà dall’ attacco della barbarie. Odiare il corpo della donna è odiare il Creato, è odiare la sorgente della vita, è assoluta incapacità di comprendere e rispettare Dio quale artefice della creazione. E anche se volessimo, per un istante di ignoranza, fingerci atei sarebbe comunque blasfemia scientifica aver paura di un meraviglioso “prodotto” della natura in grado di contenere emozioni, pensieri, desideri, in sintesi poesia. Chi odia il corpo della donna e ne ha paura erige le prigioni più tetre nelle quali  poter professare le religione della morte e della sofferenza. Dio è da tutt’ altra parte, è sorriso, è gioia, è musica, è canto, è danza, è arte, è donna e uomo liberi. Non ha certo il grugno e il ghigno malefico dei predicatori dell’ odio e della paura della vita.

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