Archivi del mese: gennaio 2016

DISINTEGRATI MENTALI.

Nel demente vocabolario del politicamente corretto la parola “integrazione” è al primo posto, è la pietra angolare di quel castello di idiozie edificato sul nulla e sulla negazione politica della realtà. L’ integrazione così concepita equivale a voler far convivere acqua e fuoco senza che i due elementi, antitetici, perdano alcuna delle loro peculiarità. Ciò è semplicemente demenziale. Le vestali dell’ integrazione si riempiono la bocca, avendo vuota la scatola cranica, di espressioni lessicalmente vuote ma di grande effetto fonetico, si va dal diversamente abile al nero o di colore in luogo di negro, dal profugo in luogo di clandestino, dal rifugiato in luogo di immigrato. Sono sfumature idiote che accontentano l’ ipocrisia del politicamente corretto ma devastano l’ equilibrio politico del mondo. Queste penose suffraggette dell’ integrazione etnica e religiosa sono delle disintegrate mentali prive delle cognizioni elementari di fisica e chimica applicate alla sociologia. Disconoscono la grande importanza della densità abitativa e delle diverse nazionalità di essa: fisica e chimica in quantità sufficienti a creare la bomba atomica sociale. Oltre a ciò fingono di non sapere, ma lo sanno benissimo, che l’ integrazione altro non è che la soccombenza di una realtà sociale rispetto ad un’ altra. Dunque, esimi idioti del politically correct, è inutiule che vi nascondiate dietro il vetro dell’ ipocrisia, ci arrivate perfino voi a capire che vi si vede chiaramente, con la vostra falsa aureola di buoni (a nulla e capaci di tutto come da geniale conio dell’ unico politico dell’ antipolitica), come realmente siete. L’ integrazione non esiste! E questa è una legge della natura non uno spot pubblicitario. Provate ad integrare gazzelle e leoni, irrecuperabili idioti. Pretendere di applicarla alla società civile equivale a progettare e realizzare una guerra civile. Sono millenni che questa cruda realtà è dimostrata dalla Storia ma nonostante ciò la demenza ideologica e l’ ignoranza storica dei cretini integrali ed integralisti continua a mulinare nel vento pensando di produrre energia. L’ esempio eclatante, chiaramente comprensibile anche ai coperchi dei tombini stradali, è la pretesa integrazione religiosa fra cristiani e islamici. Mai come in tal caso essa significherebbe la disintegrazione, nel senso proprio di sparizione, di una delle due religioni e, alla luce dell’ attualità, non appare difficile indovinare quale. Esse rappresentano infatti due modi opposti e reciprocamente esclusivi di concepire la vita, il suo significato e la sua finalità. Non si tratta di stabilire a tavolino il diritto a professare il proprio Credo, questo lo immaginano i buonisti e filosofi per caso, c’è di più in palio, c’è l’ inconciliabilità di due mondi che si combattono da oltre mille anni. Basti pensare a quanto siano distanti riguardo all’ individuo e alla sua crescita morale e spirituale. Per la cristianità post inquisizione donna e uomo sono creature equivalenti ed entrambe espressione di Dio, la libertà è data dall’ affrancamento dall’ origine biologica e dall’ acquisizione di un livello superiore di spiritualità, dalla comunione totale con il creato attraverso  manifestazioni  artistiche e soprattutto attraverso il fulcro della religione cristiana: il perdono. Dall’ altra parte tutto appare essere pensato per una religione “politica” fatta di livelli non modificabili come, ad esempio, la superiorità del maschio   sulla donna e la assoluta insignificanza di questa. Senza sconfinare in un noioso trattato teologico l’ inconciliabilità fra le due filosofie religiose si delinea netta ed inconfondibile. Perdono contro castigo, anzi punizione estrema, a base di pietre, lame affilate e altra ampia collezione di torture. Il Dio del perdono come espressione di supremo amore e un Dio del castigo più spietato: sono le due polarità fra le quali mai potrà scoccare una scintilla di comunicazione e comunicabilità. L’ esercito dei buonisti idioti dislocato in Occidente è solo il cavallo di Troia per mezzo del quale l’ islam ne sta tentando l’ invasione contando sulla falsa dicotomia di islam buono e islam cattivo, velenosa pozione da far bere ai deficienti del politically correct. La disintegrazione dell’ Occidente passa attraverso la rinuncia ai principi della civiltà e ai valori religiosi che sono stati raggiunti in secoli di evoluzione morale e filosofica: l’ integrazione è soltanto questo! Altro che le balle e le imbecillità dettate da una sinistra europea masochista ed ignorante, cioè sinistra.

SINISTRA VS GESU’. NON E’ UNA NOVITA’.

L’ attacco frontale sferrato dalle armate dell’ ignoranza contro la Croce, il Presepe e il Santo Natale, non è liquame di oggi ma affonda le putride radici agli inizi del secolo scorso e negli anni disperati del secondo dopo guerra con la contrapposizione all’ occidente cattolico del blocco sovietico. A quei tempi essere comunista equivaleva ad essere ateo anzi, un  bravo (?) comunista doveva tassativamente essere un anti Cristo e un mangia preti. A partire poi dalla “peste sociale” del ’68 iniziò la guerra per la supremazia sulle pareti delle aule scolastiche e degli uffici pubblici: il Crocifisso doveva essere rimosso (e allora non c’ era l’ alibi ipocrita dell’ offesa ad altre religioni) per far posto alle effigi dei “rivoluzionari” comunisti. Le scrivanie degli impiegati statali divennero la passerella ufficiale di tutta la schiuma guerrigliera e di tutti gli sterminatori di popoli targati “internazionale comunista”, i Vangeli e la Bibbia vennero sostituiti, nel ristrettissimo orizzonte culturale della massa, dal libercolo rosso di Mao Tse Tung. L’ anticlericalismo divenne anti Cristianesimo e il materialismo storico divenne il nuovo “verbo” per diverse generazioni piegate dal pensiero unico. Ci fu anche un miserabile  tentativo di arruolare Gesù nelle fila del socialismo europeo,  di gran moda negli anni ’80, attraverso un’ operazione di riduzione schematica del pensiero cristiano ad una espressione, divenuta popolare fra gli acculturati a base di “bignamini”, secondo la quale Gesù sarebbe stato il primo socialista della Storia. L’ operazione fruttò soltanto un “raccolto” di catto comunisti che si sistemarono sugli strapuntini politici di volta in volta offerti loro dal demagogo di turno per garantirsi una risicata maggioranza parlamentare. Nel frattempo, nel ventre molle di una società che si arricchiva col crescere del debito pubblico, spuntavano gli atei da salotto, gli intellettuali per auto certificazione, i fiancheggiatori con la erre moscia della carta stampata, che riuniti sotto l’ ala generosa della sinistra si occupavano di diffondere il nuovo “vangelo”: la superiorità culturale della sinistra. Ed eccoci ai giorni della guerra al Presepe, al Santo Natale e alla Croce, guerra esplosa nel momento in cui queste orde di “intellettuali” a pagamento hanno smesso di essere atee intransigenti e “scientifiche” e si sono riscoperte tutrici incondizionate di tutte le religioni ad esclusione di quella Cristiana. La ipocrita preoccupazione di non “offendere” l’ islam con i simboli della Cristianità è solo la foglia di fico che la sinistra usa per ribadire e rafforzare il suo odio totale contro la spiritualità di Gesù, la Sua tutela assoluta della vita e della libertà dell’ individuo. Chi brama il potere, chi ne fa la ragione unica dell’ esistenza, come fanno i regimi totalitari, e in ciò il comunismo è in ottima compagnia del nazi fascismo e del fondamentalismo religioso, non può amare Gesù Cristo anzi, proprio non può sopportarne la vista e la presenza nei Suoi simboli. Sinistra e ateismo da salotto sono mangia preti e contemporaneamente lecca Imam. Un chiaro esempio della incoerenza strutturale del (non) pensiero unico comunista. D’ altra parte a questa formazione politico elitaria servono due cose, due pilastri sui quali reggersi: una “intellighenzia” prezzolata e piegata a 90 gradi e una massa acefala, ignorante e rabbiosa, da condurre al guinzaglio. Può una simile infrastruttura politica reggere il confronto con la filosofia Cristiana? Assolutamente no! Ed è per questo che vuole eliminare la Croce, il Presepe, il Santo Natale insieme ai valori morali e di libertà che rappresentano. L’ ipotizzata e inesistente “offesa” all’ Islam non c’ entra niente.