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Eligio Bartoli

Archivi del giorno: 21 Novembre 2015

UN TITANIC CHIAMATO CHIESA.

La Nave inaffondabile e capace di attraversare l’ oceano dei secoli pare abbia urtato l’ iceberg fatale posto, con tempismo più che sospetto dalla lobby anticristiana, sulla sua rotta. Le notizie diffuse da tutti i media narrano degli sfarzi e delle eterne vacanze romane goduti da prelati, porporati e codazzi annessi. Sembra che ormai sia saltato quel tappo di ipocrisia che per secoli ha impedito alla natura umana, celata sotto abiti talari, di uscire dalle segrete stanze e celle di monasteri, conventi e conventicole. Ora la lava sgorga inarrestabile e brucia la residua credibilità di quei figuranti in tonaca che, come diceva Cecco Angiolieri già 900 anni fa: … “si fosse Papa sare’ allor giocondo ché tutt’i  cristiani imbrigherei”, hanno sempre abusato della Fede altrui. Cardinali di lungo corso pedofili e giovani prelati rampanti omosessuali sembrano impossessati dal desiderio di distruggere le Mura Vaticane, di bruciare la “Casa di Dio” dove regnavano (solo ufficialmente) la castità, la rinuncia, la dedizione al prossimo, la sobrietà, il sacrificio. Sembrano urlare, in un isterico “coming out” tanto di moda finalmente la verità sul perchè abbiano abbracciato la carriera clericale:  per carriera appunto, per godere di infiniti privilegi, per vivere del lavoro e delle offerte altrui, per dormire e godere senza sporcarsi le mani con la fatica. Le cronache, ormai da molti anni, riportano casi di preti e monsignori divenuti famosi per storie di pedofilia e di donne, di soldi, di case,  e vacanze in incognito nei luoghi del “peccato” (la chierica non c’è più). La Curia romana pare essere più un Crazy Horse in perenne capodanno piuttosto che la guida spirituale della Sacra Nave il cui timoniere attuale non è per nulla incline a partecipare ai giochi e che, con la sua scelta di risiedere a Santa Marta rompendo la continuità di silenzio-assenzo di chi lo ha preceduto, ha preso le distanze da “Vaticano village”. Sembra proprio che per riparare un giocattolo sia prima necessario distruggerlo e sembra anche che la strada intrapresa sia proprio questa. C’è il gioco della Sacra Rota, da sempre emblema della raltività di Sacramenti e Comandamenti indiscutibili e indissolubili sulla carta ma teologicamente cancellabili con altra carta, quella moneta. C’è quello delle indulgenze plenarie o parziali a pagamento attraverso la stessa Messa celebrata in suffragio “contemporaneo” delle anime di defunti e sponsorizzata da più paganti. Ed infine, come si apprende da voci di corridoio più o meno attendibili rilevate dai media, la stessa Canonizzazione di Santi e Beati non sarebbe immune da mercanteggiamenti e spintarelle pecuniarie. Certo è che se rompendo questa Chiesa dei preti e dei cardinali con attico, auto, donne e vizietti vari, si riuscisse a fondare la Chiesa di Gesù Cristo priva di sfilate in paramenti carnevaleschi, di anelli “divini” e utile di bilancio, varrebbe la pena imporre una forte accelerazione agli eventi sgombrando il campo dai carrieristi in tonaca. Certo è anche che alto è il rischio di vedere atei, politicanti e teorizzatori di altre religioni, saputelli per antonomasia, ergersi a comitati di salute pubblica per imporre i propri interessi di bottega sbeggiando un Dio che con la Chiesa dei preti e cardinali nulla ha da spartire. Sarà difficile che la Chiesa delle anime, dell’ umiltà, della spiritualità e dell’ amore, riesca a nascere in questa palude di ignoranza e di bramosia del potere ma combattere perchè ciò avvenga è un dovere assoluto per quelle menti e quegli spiriti che non si fanno dominare dall’ intestino.

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