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Archivi del mese: ottobre 2015

IL GERGO TOSSICO DEL POTERE.

Il culto della persona e l’ esaltazione della carica ricoperta è alla base della somministrazione, in dosi tossiche, della dottrina del Potere alle masse o mandrie governate. Punto centrale di essa è il lessico, o gergo, distintivi entrambi di due piani diversi di valenza umana e sociale: quello dei governanti e quello dei governati. Nell’ embrione di società rappresentato dal villaggio primitivo (diverso dalle attuali città e metropoli solo per dimensioni) il gran capo e lo stregone erano le “alte cariche dello Stato”  che incarnavano la legge, il tribunale supremo e anche il boia. Oggi, a dispetto del moltiplicarsi dei livelli di potere e governo, siamo ancora lì. Abbiamo le “alte cariche istituzionali”, il “primo cittadino”, la “corte suprema” e via “primeggiando” in ogni ansa del potere. Ciò dimostra come  secoli di commedie sociali e politiche siano passati invano e non sia stato minimamente intaccato il primitivo assoggettamento dei governati ai governanti. Questi sono passati indenni nel tempo chiamandosi ora grandi sacerdoti, grandi visir, re, imperatori, zar, ora presidenti di repubblica, di consiglio, onorevoli, senatori, assessori, portaborse, causando quella  mancata evoluzione sociale tanto bella da apparire chimerica: la Democrazia.  Così come i governati sono rimasti a livello di masse popolari politicamente analfabete, volgo, folla, in sisntesi ciò che Grazia Deledda pietosamente chiamava “Canne al vento”. La decenza sociale ed un minimo di progresso culturale oggi impongono che vengano cancellati questi simboli di attuale preistoria. Basta col “Primo cittadino” che altro non deve essere se non la persona posta dai suoi concittadini al governo della città e non su di un trono di superiorità. Basta con questa alienazione totale tipica del primitivo che trasforma un tronco in Totem e poi lo adora prostrandosi davanti ad esso. All’ umanità, in quanto dotata di anima, è prescritto l’ obbligo di liberarsi dai riti tribali e dall’ osservazione delle viscere di animali per comprendere la realtà. Ad essa è richiesto di volare alto sulle miserabili caste, corporazioni e fazioni, tutte mascherate e bardate come per un eterno ed assurdo carnevale. Non ci sarà progresso, non ci sarà evoluzione fin quando bocche-cloache  vomiteranno espressioni come “primo cittadino”, “alte cariche dello stato”, “cittadino comune” e “uomo della strada”. E’ questo gergo idiota che va tolto di mezzo insieme ai privilegi personali, moralmente scandalosi, che introduce ed istituzionalizza. Sono questi Totem scolpiti da ognuno di noi attrraverso il voto elettorale che vanno cancellati e ricondotti alla loro natura di mandatari di un Ufficio pubblico di cui rispondere e, in estrema sintesi, di dipendenti pubblici. La cultura, la libertà e la democrazia non hanno bisogno di padrini, di grandi sacerdoti che li dispensino dall’ alto di quella poltrona che anche l’ ultimo analfabeta consigliere comunale riesce a far diventare un trono. Il gergo dei “primi”, dei “supremi”, degli “alti” e dei “massimi”, è la zavorra nauseabonda che impedisce all’ umanità di volare con le ali della cultura e di realizzarsi.

VESCOVI IN CALORE.

La gerarchia ecclesiastica è scossa fino all’ osso, ovviamente sacro, dai fremiti pruriginosi di ex seminaristi saliti al soglio vescovile dopo, evidentemente poco o niente, consapevoli dichiarazioni e voti di castità. Hanno un prurito adolescenziale incontrollabile e fremono di passione per omologhi a dispetto della loro “eccellenza” e della loro presunta superiorità rispetto alle “basse” inclinazioni del gregge loro affidato. Esplode così la bomba sessuale dopo un secolare e sotterraneo ma ben conosciuto bruciare di miccia. Dal chiuso dei seminari e dei monasteri, palcoscenici segreti di drammi e commedie a base di sesso ispirato dal “demone tentatore”, gli “atti impuri” vengono compiuti alla luce del sole secondo l’ ormai dominante dottrina del pianerottolo, dagli snob e ipocriti, chiamato “coming out”. I seriosi predicatori, solenni nelle loro bardature carnevalesche fatte di tiare, anelli e porpore, si rivelano nelle vesti ridicole di quindicenni alle prese con cotte e sbandate portatrici di inappetenza teologica e ispiratrici di “fuitine” di popolana tradizione. Sono ridicoli, così avvinti dalle umane spire del desiderio sessuale, ancor più ridicoli in queste passioncelle omosessuali già di per se stesse caricaturali del sesso naturale e autentico, dopo essere stati ridicoli moralisti da confessionale ed aver scientemente scatenato turbe e patemi negli sventurati “peccatori” rimessisi al loro giudizio morale e religioso. La questione sembra essere sempre la stessa: chi controlla i controllori? O meglio: chi confessa i confessori e propinatori di penitenze? Il dubbio, semmai, è se la crisi di decadimento morale, intellettuale e religioso che stiamo vivendo provenga dall’ interno del clero o se questo non sia capace di reggere all’ urto secolarista del godimento e del trionfo del corpo sull’ anima. Personalmente non ho mai creduto nella Chiesa dei preti, del castigo del sorriso, e dell’ apologia dei musi lunghi teologici. L’ infallibilità dei Papi è un dogma istituito e pensato dai preti all’ interno del riuscitissimo progetto di autocertificazione della santità di tale Chiesa. Sono questi penosi quadretti di Vescovi in calore che ne sanciscono la fallibilità ed il fallimento.  Sia chiaro non soltanto di Santa Romana Chiesa ma di tutte le organizzazioni e caste che sono a capo di religioni o ideologie religiose. E la causa comune  di questi fallimenti è la menzogna primordiale che ha istituito la guerra infinita fra anima e corpo, fra bene e male, criminalizzando il sesso sia nelle sue naturali manifestazioni che nelle sue patologie cliniche contronatura. Pensare di ingabbiare la natura umana nella dicotomia paralizzante del peccaminoso e del lecito si è rivelata arma a doppio taglio, una sorta di boomerang ritornato violentemente in faccia ai censori, ai predicatori, ai professionisti del pulpito, agli “infallibili” falliti. Vescovi e preti in calore spinti dalla lobby omosessuale sulle prime pagine  di accoglienti quotidiani vogliono essere la stella cometa antagonista, anti cristiana e anti Cristo, che pretende di annunciare il nuovo ordine cosmico basato sul caos morale padre del caos sessuale. La nuova “religione” è il superamento della religione dell’ anima, del dialogo quotidiano con Dio fatto senza incenso e paramenti ma con il desiderio autentico di staccarsi dalla miserabile condizione di una quotidianità basata esclusivamente su bisogni e istinti biologici. In forza di questa nuova religione i pastori di anime diventano commercianti di corpi, il primo dei quali è il loro ormai dimentico di voti e sacri giuramenti. Dio, la spiritualità, l’ anima e la sua grandezza sono tutt’ altra cosa,  troppo grande per poveri Vescovi ancora alle prese con la comprensione del mistero del fulmine e per di più in calore.

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