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GENOCIDIO STRISCIANTE DEL POPOLO ITALIANO.

La sfrontatezza del provocatorio atteggiamento partigiano, a favore di extracomunitari e clandestini invasori, ostentata da una classe politicante appecoronata davanti al totem del “diverso” dimostra ogni giorno di più come il suo vero obbiettivo finale sia la cancellazione dell’ etnia italiana. Pare che una sorta di sordo rancore contro di essa, forse dovuto a quelle radici cristiane ed individualiste che hanno impedito l’ avvento del comunismo sovietico, ispiri questa folle apologia dell’ immigrato che, guarda caso, spesso è anti cristiano o proveniente dai “paradisi democratici comunisti” e dunque già programmato e normalizzato. Milioni di italiani, che hanno lavorato e prodotto per decenni Pil e ricchezza nazionale, non si sono mai potuti permettere vacanze in perle turistiche come Recoaro Terme, Fiuggi o alberghi a 5 stelle fronte mare. Si sono dovuti accontenatre di più o meno modesti campeggi e pensioncine, di una casa popolare pagata con mutui ventennali e dell’ ansiogeno esercizio di bilancino economico per approdare, col fiato corto, alla fine del mese. Un popolo, in maggioranza di lavoratori, già martoriato da quella fetta di esso composta da parassiti politicanti, da sanguisughe burocratiche che ne hanno avvelenato la vita, oggi si trova a dover lasciare il posto a tavola ai nuovi privilegiati portatori di miseria culturale, malattie e arretratezza sociale. La donna italiana, giunta al diritto di voto solo nel secondo dopoguerra e liberatasi col sangue dal delitto d’ onore, viene spinta oggi, da una sinistra che ha “opportunamente” dimenticato il feticcio politico della festa della donna dopo averne fatto il vessillo post ’68, verso la sottomissione di matrice pseudoreligiosa e tribale. La Famiglia viene costretta nel gorgo del disfacimento attraverso sue miserabili caricature imposte dal “progresso dell’ ignoranza e della follia”. La scuola è stata spogliata del suo ruolo didattico e culturale e trasformata in luogo di normalizzazione ideologica a favore di modelli contro natura dettati dai sacerdoti della pedofilia e della omosessualità. Una società, che la Costituzione ha voluto fondata sul lavoro e sulla libertà tutelati dal suffragio universale, sta per essere trasformata definitivamente in una palude cubana fondata sulle tasse e sostanzialmente privata del suo Parlamento. La lingua italiana è relegata a gergo per sottoacculturati e spazzata via da neologismi stranieri e da acronimi demenziali fatti assurgere a nuovo verbo collettivo. L’ italiano che perde il lavoro a causa della voracità fiscale di uno Stato divenuto vampiro e che ha stroncato l’ economia è costretto alla miseria, alla solitudine e troppo spesso al suicidio; l’ immigarto, il clandestino, l’ infiltrato terrorista e altra ciurmaglia varia, sono invece ospiti serviti di tutto punto in Hortel a 5 stelle, Resort e case nuove, con aggiunta di vitalizio mensile  e licenza di gettare con disprezzo il cibo ricevuto e pagato dall’ italiano in difficoltà che spesso è costretto a saltare i pasti. Il tutto con la benedizione “solo orbi” di Santa Romana Ecclesia. L’ Italia è caduta in una dimensione da incubo sociale nella quale onore, rispetto dei principi e della spiritualità, sono stati sostituiti dalla prostituzione intellettuale e politica, dal dominio di leggi incostituzionali e dalla negazione dell’ anima. L’ ateismo di maniera, tanto caro agli snob idioti che da sempre lo hanno usato come distintivo da affiancare alla erre moscia, alla laurea e all’ aspetto fisico prevalentemente mostruoso, ora viene imposto per legge attraverso l’ eutanasia, l’ aborto indiscriminato e la voluta assuefazione ad ogni tipo di barbarie, sia essa la crocifissione, la decapitazione, gli stupri di massa e la devastazione di menti innocenti attraverso i miserabili teoremi così detti gender. Sono queste le perle di un nodo scorsoio stretto al collo dell’ italiano, le forche caudine sotto le quali esso deve perdere la sua italianità, la sua cultura discendente dall’ Antica Grecia e figlia dell’ Antica Roma. Perdere l’ identità per diventare numeri fiscali, servi della legge e orfani del principio. Forse solo la prima guerra mondiale di liberazione ci salverà dallo stupido nazismo di questa miserabile classe politicante.

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