Archivi del mese: settembre 2015

GENOCIDIO STRISCIANTE DEL POPOLO ITALIANO.

La sfrontatezza del provocatorio atteggiamento partigiano, a favore di extracomunitari e clandestini invasori, ostentata da una classe politicante appecoronata davanti al totem del “diverso” dimostra ogni giorno di più come il suo vero obbiettivo finale sia la cancellazione dell’ etnia italiana. Pare che una sorta di sordo rancore contro di essa, forse dovuto a quelle radici cristiane ed individualiste che hanno impedito l’ avvento del comunismo sovietico, ispiri questa folle apologia dell’ immigrato che, guarda caso, spesso è anti cristiano o proveniente dai “paradisi democratici comunisti” e dunque già programmato e normalizzato. Milioni di italiani, che hanno lavorato e prodotto per decenni Pil e ricchezza nazionale, non si sono mai potuti permettere vacanze in perle turistiche come Recoaro Terme, Fiuggi o alberghi a 5 stelle fronte mare. Si sono dovuti accontenatre di più o meno modesti campeggi e pensioncine, di una casa popolare pagata con mutui ventennali e dell’ ansiogeno esercizio di bilancino economico per approdare, col fiato corto, alla fine del mese. Un popolo, in maggioranza di lavoratori, già martoriato da quella fetta di esso composta da parassiti politicanti, da sanguisughe burocratiche che ne hanno avvelenato la vita, oggi si trova a dover lasciare il posto a tavola ai nuovi privilegiati portatori di miseria culturale, malattie e arretratezza sociale. La donna italiana, giunta al diritto di voto solo nel secondo dopoguerra e liberatasi col sangue dal delitto d’ onore, viene spinta oggi, da una sinistra che ha “opportunamente” dimenticato il feticcio politico della festa della donna dopo averne fatto il vessillo post ’68, verso la sottomissione di matrice pseudoreligiosa e tribale. La Famiglia viene costretta nel gorgo del disfacimento attraverso sue miserabili caricature imposte dal “progresso dell’ ignoranza e della follia”. La scuola è stata spogliata del suo ruolo didattico e culturale e trasformata in luogo di normalizzazione ideologica a favore di modelli contro natura dettati dai sacerdoti della pedofilia e della omosessualità. Una società, che la Costituzione ha voluto fondata sul lavoro e sulla libertà tutelati dal suffragio universale, sta per essere trasformata definitivamente in una palude cubana fondata sulle tasse e sostanzialmente privata del suo Parlamento. La lingua italiana è relegata a gergo per sottoacculturati e spazzata via da neologismi stranieri e da acronimi demenziali fatti assurgere a nuovo verbo collettivo. L’ italiano che perde il lavoro a causa della voracità fiscale di uno Stato divenuto vampiro e che ha stroncato l’ economia è costretto alla miseria, alla solitudine e troppo spesso al suicidio; l’ immigarto, il clandestino, l’ infiltrato terrorista e altra ciurmaglia varia, sono invece ospiti serviti di tutto punto in Hortel a 5 stelle, Resort e case nuove, con aggiunta di vitalizio mensile  e licenza di gettare con disprezzo il cibo ricevuto e pagato dall’ italiano in difficoltà che spesso è costretto a saltare i pasti. Il tutto con la benedizione “solo orbi” di Santa Romana Ecclesia. L’ Italia è caduta in una dimensione da incubo sociale nella quale onore, rispetto dei principi e della spiritualità, sono stati sostituiti dalla prostituzione intellettuale e politica, dal dominio di leggi incostituzionali e dalla negazione dell’ anima. L’ ateismo di maniera, tanto caro agli snob idioti che da sempre lo hanno usato come distintivo da affiancare alla erre moscia, alla laurea e all’ aspetto fisico prevalentemente mostruoso, ora viene imposto per legge attraverso l’ eutanasia, l’ aborto indiscriminato e la voluta assuefazione ad ogni tipo di barbarie, sia essa la crocifissione, la decapitazione, gli stupri di massa e la devastazione di menti innocenti attraverso i miserabili teoremi così detti gender. Sono queste le perle di un nodo scorsoio stretto al collo dell’ italiano, le forche caudine sotto le quali esso deve perdere la sua italianità, la sua cultura discendente dall’ Antica Grecia e figlia dell’ Antica Roma. Perdere l’ identità per diventare numeri fiscali, servi della legge e orfani del principio. Forse solo la prima guerra mondiale di liberazione ci salverà dallo stupido nazismo di questa miserabile classe politicante.

SLOT MACHINE DI STATO.

Il gioco d’ azzardo è una delle piaghe sempre purulente come la droga, la prostituzione, la corruzione politica e amministrativa, che infestano il formicaio umano. Ma l’ aspetto ancor più miserabile sta nel fatto che lo Stato (italiano), inteso come complesso di istituzioni che dovrebbero combattere questi scompensi sociali, lucra sul pizzo dell’ imposizione fiscale sui giochi e prospera (pare per circa 10 miliardi di euro annui) sulla rovina di milioni di famiglie.  A mettere a tacere la sua inesistente coscienza civica e costituzionale basta e avanza la dicitura-litania-presa per i fondelli che mette in guardia i giocatori, in coda ai martellanti spot che reclamizzano le scommesse, sui rischi di assuefazione alla droga del gioco d’ azzardo. Niente di diverso dalla vergognosa speculazione Statale sul fumo che si concretizza in “campagne informative e leggi” contro di esso parallelamente alla fabbricazione di sigarette da tassare. E’ vero che il primo dovere di ognuno di noi è salvarsi da sé e, contando su un  QI medio, girare al largo dalla droga, dall’ abuso di alcool e dal gioco d’ azzardo, che insieme fanno la felicità economica di mafia, Stato e delinquenza comune, ma il ruolo istituzionale e la ragione d’ essere di uno Stato, gridano vendetta contro questa sua compartecipazione attiva nel mondo del vizio e del decadimento sociale. Non è una questione di tutela dell’ incapace che si avventura nei sotterranei dell’ abiezione, il quale se è in grado di votare, di procreare e di lavorare, deve esserlo anche per capire il pericolo ed evitarlo. E’ piuttosto una questione di colossale ipocrisia che fa di ogni individuo potenziale carne da macello quando “incautamente” cade nelle trappole compartecipate dallo Stato che incassa il pizzo sulle tasse alcoliche, di gioco e fumo. Il livello minimo di decenza  istituzionale imporrebbe che almeno esso non ci guadagnasse in questi sporchi affari e partecipasse attivamente, non con banali campagne pubblicitarie istituzionali, alla promozione di una società civile istruita, matura e capace di non diventare, appunto, “carne da macello”. In che modo? Prima di tutto eliminando il pizzo fiscale che legittima la praticabilità di questi vizi, ipocritamente proibiti ai minori, e contemporaneamente inserendo nei programmi didattici studi seri e documentati sui danni psico fisici derivanti da essi. Ma questo Stato italiano appare più come quel genitore demente che fumando a ruota libera in presenza dei propri figli li esorta a non “prendere il vizio”. Questo stato, inteso come sopra, appare  come un buffone alla corte del dio denaro e come tale è disposto a fare qualsiasi cosa, anche la più aberrante, purchè il “signore” rida e sia contento. Tocca poi allo Stato, inteso come persone civili, padri e madri di famiglia, gente munita di un QI medio, compiere lo sforzo per liberarsi da questa “libertà di uccidersi” che tanto magnanimamente viene offerta e garantita dallo Stato istituzionale. Siamo noi, i “sudditi”, a doverci ricordare che esso ci vuole deboli, disuniti, spaventati, ignoranti e in preda ai “vizi” così da indirizzarci, come mandrie, nei recinti ideologici e nei pascoli di partito, riducendoci meri e miseri bancomat fiscali ed elettorali. Stato furbo uguale cittadini ignoranti. E’ questa l’ equazione cancerogena del politicamente corretto.