Archivi del mese: maggio 2015

CHI NON VOTA E’ FOTTUTO DUE VOLTE.

Ad ogni tornata elettorale riesplode il tormentone dell’ astensionismo quale forma di protesta contro la politica del vitalizio e contro  la corrotta casta che la rappresenta. Non è facile far capire alle persone che astenendosi dal votare chiudono il cerchio di quel progetto egemone che punta proprio sul loro rifiuto di votare per legittimare la dittatura di presunte “intelligenze superiori” a scapito di un popolo incapace di esercitare con consapevolezza perfino il diritto di voto. Rendere la politica una cosa nauseabonda e suscitare la fuga dalla cabina elettorale è una precisa strategia-obbiettivo della sinistra come è dimostrato dagli ormai cento anni di Storia contemporanea. Non votare significa rinunciare all’ unica arma che la Democrazia mette nelle mani dei cittadini per non essere schiacciati da chi odia i Parlamenti e la libera dialettica sociale e politica. Non votare significa decidere di subire la prepotenza ideologica ed economica di chi vuole cancellare l’ etnia italiana nata dal Risorgimento, di chi vuole violentare gli scolari con il folle progetto della “creazione” del non uomo e della non donna, di chi vuole espropriare chi lavora del proprio sudato risparmio, della propria casa e della propria libertà. Non votare significa semplicemente arrendersi, calarsi le braghe e lasciarsi stuprare da quel miserabile potere che ritiene gli individui essenzialmente merce da manipolare a proprio piacimento e tornaconto. NON VOTARE NON E’ LIBERTA’ DI SCELTA MA RINUNCIA ALLA SCELTA. E’, per dirla brutalmente, taglairsi il pene pensando di far dispetto alla propria moglie. Il non votare è il desiderio marximo di quell’ ideologia che sghignazza e gode quando l’ affluenza alle urne diminuisce garantendo ad essa lunga vita e dominio incontrastato. Eppure basterebbe immaginare di mandare a casa quei miserabili professionisti del seggio parlamentare che saltano da un partito all’ altro solo per garantirsi potere e vitalizio, per far affluire alle urne milioni di elettori del centro destra. Pensare che basterebbe una semplice crocetta sulla scheda elettorale per farli smettere di rubare i nostri soldi e i voti dati in buona fede. Come si fa a rinunciare anche al solo tentativo di farli ritrovare con il flaccido deretano a terra come è avvenuto per l’ ormai cancellato “immobiliarista monegasco?” Elettori del centro destra che vi sentite presi per i fondelli dai vari Alfano, Fitto e dai loro reggistrascico, vendicatevi votando ed esprimendo un voto consapevole che li cancelli e vi restituisca la dignità di elettori liberi. Non fate il loro gioco astenendovi! Sono come le sabbie mobili: se stai fermo ti inghiottono e se ti muovi senza ragionare ti inghiottono prima! Il non votare rappresenta le sabbie mobili che inghiottono la democrazia. Toglietevi la soddisfazione di tentare almeno di ricacciarli nella melma ideologica con cui vi vogliono soffocare. A l voto per la libertà e la democrazia.

L’ ITALIA SUL MARCIAPIEDE.

Fino a qualche generazione addietro la scuola italiana propinava edulcorate e romanzate notizie di carattere storico sull’ Antica Roma, sul Risorgimento e sulla Resistenza, riuscendo, suo malgrado e a dispetto dei veri obbiettivi ideologici perseguiti dali estensori dei testi didattici tutt’ altro che imparziali, ad instillare qualche traccia di senso patrio e di identità nazionale in quelli che sarebbero stati i futuri italiani. Ma poi la fuoriuscita dalla cloaca marxima  del liquame negazionista sia di Patria che di identità di popolo, in favore di una globalizzazione etnica, per la quale verrà un mondo di bastardi di origine inconoscibile ma di certo destino di massa informe, ha provocato la distruttiva alluvione sociale che è sotto gli occhi di tutti. A causa di ciò l’ Italia è ormai sul marciapiede agghindata con i tacchi a spillo e l’ abbigliamento di una prostituta costretta, dal buonismo e dalla criminale idiozia di una ben individuata banda politica, a darsi per pochi spiccioli alla U.E. e a qualunque invasore rinnegando vigliaccamente perfino i propri simboli di fede.  E mentre essa è minacciata di sterminio, è spolpata da milioni di primitive bocche fameliche, non di cibo ma di violenza e di saccheggio, mentre sta subendo e vivendo la sua  personalissima terza guerra mondiale, i troppi e pericolosissimi “alfanini” della politica non si accorgono di nulla, non vedono, non sentono ma, purtroppo, parlano anzi blaterano.  Questi tristi personaggi sono l’ ossatura jurassica di uno Stato socialmente primitivo che ruba il valore delle pensioni, che ruba la casa, che provoca il fallimento di aziende di esso creditrici, che ignora le regole minime della proteziona sanitaria nazionale favorendo la libera e costosissima (per gli italiani tartassati) circolazione di focolai epidemici provenienti da ogni dove, e che infine sta deliberatamente accendendo la miccia di una bomba sociale imponendo l’ invasione indiscriminata del fu Bel Paese. Sono,  questi  miserrimi pupazzi, i discendenti di coloro che avevano sottovalutato la pericolosità di Hitler e del nazismo, di Stalin e del comunismo, esaltandone anzi la pretesa portata innovatrice e trasformatrice. Sono gli stessi imbecilli privi dell’ abc  economico e giuridico che perseguono il “bene comune” attraverso la distruzione sociale e patrimoniale della famiglia, la negazione dei sessi, la negazione di Dio, la negazione dei princìpi e l’ esaltazione del partito padrone di tutto e di tutti. Per questi cialtroni del seggio parlamentare l’ equità sociale significa pensioni e vitalizi d’ oro, per di più senza adeguato versamento di contributi, a loro beneficio e pensioni da fame per chi, dopo 40 anni di lavoro e contribuzione, osi arrogarsi il “lusso” di voler godere la vita a 70 anni. Sono questi miserabili incantatori di ignoranti che ottengono da essi il voto politico con il miraggio di rottamare il marcio politico mentre perseguono solo la rottamazione della libertà e della democrazia. Fra alcuni giorni molti italiani avranno la possibilità di essere realmente essi stessi i rottamatori della viltà e della corruzione politiche votando per le “Regionali”, ma sono certo che vi rinunceranno perchè morbosamente e passivamente attaccati al ruolo di vittime adoratrici dei propri aguzzini e carnefici. Finchè la stupidità politica e l’ ignoranza domineranno le masse informi, forgiate dalla ideologia espropriatrice del diritto al libero pensiero, la casta si godrà la cuccagna alla faccia della giustizia sociale, dell’ equità e della democrazia.

INGIUSTIZIA E’ FATTA.

Questo Governo italiano, nato fuori dal Parlamento per volere dei nemici giurati delle aule parlamentari, i comunisti, ha calato l’ asso distruggi tutto: la “riforma” della giustizia. I problemi di quello che con generosità può essere definito l’ apparato giudiziario italiano, sono noti anche ai sassi (ma evidentemente non al Ministro così detto Guardasigilli) e sono: calende greche giudiziarie, protagonismo holliwoodiano di molti magistrati, accanimento giudiziario ideologico, costi dei processi che impediscono, nella sostanza, al medio cittadino di difendersi, schizzofrenia della giurisprudenza, tale da rendere inapplicabili molte leggi, inciviltà della bolgia carceraria. Di fronte a questi connotati caratterizzanti l’ Italia come la “regina” del quarto mondo, i “sapienti saggi” del Ministero cosa si sono  inventati?  La depenalizzazione dei reati così detti minori cioè di tutta quella casistica delinquenziale,  sottobosco della criminalità,  che determina il grado di inciviltà  di un popolo. L’ equazione è semplice: meno reati meno rei e meno lavoro per l’ apparato. Poi se la gente si ammazza per liti condominiali o per l’ intrusione notturna di un ladro delinquente, che poverino voleva solo rubare, chi se ne frega! Ma la grande rivoluzione culturale, tipica dei comunisti da Mao Tse Tung a scendere, è il capovolgimento del rapporto fra la legge ed i giudici. Questi passano dall’ essere gli applicatori di leggi al servizio dei princìpi, all’ avere loro stessi un assoluto potere discrezionale nel decidere se un reato esista o meno. Ciò significa la totale espropriazione del potere legislativo parlamentare in favore delle decisioni di singoli giudici che con esse produrranno una giurisprudenza “variabile” e legata ad orientamenti ideologici. Dunque, dopo la soccombenza del pricipio rispetto alla legge,  questi giustizialisti con i baffi hanno sancito la soccombenza della legge rispetto a personali deliberazioni del giudice. E’ la realizzazione del sogno comunista: tribunali speciali e comitati di salute pubblica per reati fiscali e tributari a fronte di lassismo verso la delinquenza spicciola comune che così terrà la gente chiusa in casa, intimorita e non in vena di protestare. In questa ottica verranno soppressi o sterilizzati corpi di polizia, come quello Forestale dello Stato, per dare alla corporazione della caccia (serbatoio elettorale da  privileggiare) ampia discrezionalità territoriale e anche delinquenziale e ai piromani licenza di incendio. Già oggi, cioè ancor prima di questa nefasta “riforma”,  il poliziotto o il cittadino che osano difendersi da ladri e delinquenti vengono sbattuti in galera mentre i rei godono di impunità generalizzata e strafottente. Annichilire la società con colpi di clava ideologica come questo serve per avere sudditi addomesticati e disposti a subire qualunque angheria, qualunque giudizio sommario e conseguente lapidazione. L’ embrione di una società, frutto del Risorgimento, viene dato in pasto all’ inciviltà di orde barbariche con tessera di partito capaci di spargere cancrena sociale a tutte le latitudini del Pianeta. E così salvare una donna minacciata da criminali armati di mazza, ignoranza e violenza primitiva, diventa eccesso di legittima difesa che in quanto legittima non può, anche dal mero punto di vista lessicale, mai essere in eccesso.  Crescerà di conseguenza una “giustizia” on demand che terrà conto dell’ etnia del delinquente come variabile discriminatoria nel giudicare il reato che, per corollario, potrà non essere tale. Vedasi l’ induzione in schiavitù di bambini obbligati a rubare per tradizione etnica, o il contrarre matrimoni con adulti e subire le attenzioni di pedofili travestiti da mariti, o praticare accattonaggio, in quanto tutti comportamenti “etnici” e quindi sanciti dalla tradizione (primitiva). La nuova babele giudiziaria non sarà più a forma di torre per raggiungere presuntuosamente il cielo ma sarà orizzontale e piatta come la palude nella quale annegherà la cultura dei princìpi che resta l’ unica via da percorrere se si vuol distinguere il genere umano dalle sue deiezioni.